La cosa da un altro mondo

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La cosa da un altro mondo
La cosa da un altro mondo.jpg
il titolo in inglese del film
Titolo originale The Thing from Another World
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1951
Durata 87 min
Colore b/n
Audio sonoro
Genere orrore, fantascienza
Regia Christian Nyby, Howard Hawks (non accreditato)
Soggetto John W. Campbell
Sceneggiatura Charles Lederer
Fotografia Russell Harlan
Montaggio Roland Gross
Musiche Dimitri Tiomkin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La cosa da un altro mondo (The Thing from Another World) è un film horror fantascientifico del 1951 diretto da Christian Nyby e, non accreditato, Howard Hawks. È basato sul racconto La "cosa" da un altro mondo (Who Goes There?, 1938) di John W. Campbell e, in virtù delle sue indubbie qualità, è considerato uno dei classici del cinema di fantascienza degli anni cinquanta.

Il regista John Carpenter ha girato, nel 1982, un altro adattamento del racconto, dal titolo La cosa (The Thing).

Nel 2001 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il capitano Pat Hendry ed il giornalista Ned Scott ricevono una misteriosa chiamata da una delle basi scientifiche che il governo americano ha fatto costruire in una delle sperdute regioni dell'Alaska; guidati da un eminente scienziato, il prof. Carrington, il gruppo raggiunge la banchisa polare.

Arrivati sul luogo, si trovano al cospetto di una situazione sconcertante, poiché sono messi al corrente dell'esistenza di una gigantesca e misteriosa massa, forse un disco volante, inglobata dai ghiacci perenni dell'Alaska. I membri della base tentano di liberare l'ordigno sconosciuto che hanno scoperto nei ghiacci, e per raggiungere lo scopo utilizzano cariche di esplosivo, che hanno però come conseguenza la distruzione dello stesso.

Durante il sopralluogo che avviene effettuato attorno ai resti di quella che si scopre essere in effetti un'astronave aliena, si scopre l'esistenza di un corpo gigantesco inglobato all'interno del ghiaccio artico, con ogni probabilità uno dei piloti dell’astronave stessa. La massa di ghiaccio viene rapidamente sezionata, e il blocco che contiene il corpo del misterioso alieno viene faticosamente trasportato all'interno della base; la creatura che vi è imprigionata all'interno pare al momento inoffensiva.

A causa di una distrazione di uno dei membri del personale della base, il blocco di ghiaccio viene lasciato per troppo tempo accidentalmente a contatto con una coperta termica, e ciò ne causa la rapida liquefazione: la creatura prigioniera al suo interno, sottoposta ad un repentino innalzamento della sua temperatura corporea, si rianima, fugge verso l'esterno e comincia a spargere terrore e morte nella base.

Durante una delle schermaglie che avviene con la creatura, prima di fuggire, questa si ferisce, e un frammento del suo corpo viene recuperato dal personale della base; la successiva scoperta di alcuni cadaveri di cani da slitta totalmente dissanguati, unita all'esame del reperto di cui sono pervenuti in possesso e allo studio di alcuni semi rinvenuti nei pressi del luogo ove è avvenuto il ritrovamento dell'astronave, fanno emergere la sinistra natura della creatura: si scopre che si tratta di un organismo dalle sembianze umanoidi, dotato di capacità autorigeneranti, di una forza fisica immensa, appartenente però al mondo vegetale e dedito all'emofagia.

I membri dell'equipaggio della base cominciano allora una lotta senza quartiere contro la mostruosa creatura aliena, ma si rendono ben presto conto di dover combattere contro un'entità forte, intelligente, feroce, e spietata. Tentano comunque di portare a termine una lunga e svariata serie di tentativi volti a sopraffare e distruggere la creatura, ma il loro esito è totalmente infruttuoso, e anzi durante il loro espletamento alcuni di essi perdono la vita.

Durante il drammatico e caotico evolversi degli eventi, Hendry imbastisce anche una storia d'amore con una giovane e graziosa componente del personale della base, Nikki Nicholson.

Quando tutto sembra ormai perduto, gli scienziati riescono a sopraffare il mostro (non prima che il prof. Carrington, che cerca inutilmente una qualche forma di dialogo con l'entità aliena, venga da questa brutalmente colpito), tendendogli una trappola grazie al provvidenziale aiuto fornito da un gruppo elettrogeno, sottoponendolo ad una intensissima scarica elettrica ad alta tensione che provoca l'incendio della sua massa corporea e la sua successiva distruzione.

I membri dell'equipaggio della base superstiti, consci dello scampato pericolo per l'intera umanità e rassicurati della vittoria ottenuta sulla mostruosa creatura extraterrestre, festeggiano.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Ufficialmente il regista del film era Christian Nyby. L'attore Kenneth Tobey ha tuttavia dichiarato: "Non credo sapesse come si dirigesse un film. All'epoca, fece tutto Howard Hawks."[2]

Il film è stato prodotto con un budget limitato e girato quasi interamente in studio.[3] Le scene artiche sono state girate nel Montana.

Nonostante il budget limitato, la produzione volle un film realistico e investì una buona quantità di denaro nella drammatica scena in cui la Cosa interrompe il riscaldamento della base. La genialità degli sceneggiatori fu quella di renderne coscienti i protagonisti sul set non provando banali brividi di freddo ma realizzando che il riscaldamento era stato interrotto dal loro fiato gelato che diventava sempre più visibile. Per realizzare questa scena fu ricostruita una sezione della base negli stessi giganteschi frigoriferi per la conservazione delle derrate alimentari che erano già stati utilizzati da Capra nel film capolavoro Orizzonte perduto.[senza fonte]

Un grande problema era rappresentato dalla "COSA", infatti nel romanzo breve da cui fu tratta la sceneggiatura l'alieno aveva sembianze continuamente mutevoli e questo contrastava con le intenzioni della produzione e del regista essenzialmente per due motivi: il costo troppo elevato di una simile realizzazione per un verso e per l'altro avrebbe creato dei rallentamenti troppo decisi nella trama con una ostilità tra i componenti della base che non avrebbero saputo chi si nascondeva sotto l'apparenza dei colleghi. il film doveva invece rappresentare una storia virile di coesione tra uomini interpretata con coraggio ed ironia dal personale della base. Giocoforza si ripiegò su di un umanoide che doveva avere solo alcuni tratti alieni. Si prepararono alcuni bozzetti in creta della testa . Il primo era involontariamente comico avendo una forma ovoidale con tre piccoli fori: due per gli occhi ed uno per la bocca . Questa soluzione dava alla testa un'espressione sciocca ed attonita; venne perciò scartata. La seconda testa era somigliante ad una testa umana con tratti arcigni e ben poco alieni, ovviamente venne scartata anch'essa. La scelta definitiva cadde su di una testa priva di capelli e con una visiera ossea surdimensionata sufficiente a rendere almeno strano il personaggio, come tocco finale vennero realizzate due grandi mani con protuberanze simili a grosse spine. L' alieno indossava una tuta monopezzo e stivaletti. L'aspetto risultò sufficientemente minaccioso ma creò una fortissima discrepanza con ciò che di lui dissero gli scienziati della base: infatti essi dichiararono che si trattava non di un mammifero ma di un vegetale e come tutti i vegetali non aveva sangue ma linfa ed era privo di un vero sistema nervoso. Perciò come era possibile che avesse una forma umanoide ed una testa dotata di organi di percezione e cervello? Fortunatamente questa notevole discrepanza non disturbò gli spettatori che completamente avvinti dalla trama bellissima accettarono come credibile l' aspetto della COSA. Il finale drammaticissimo e montato in maniera superba conteneva un altro errore grossolano : Mano a mano che la corrente ad alto voltaggio lo consumava si riducevano le sue dimensioni; per ottenere questo effetto venne usato un nano che alla fine si ridusse in cenere. Ad un osservatore attento non può sfuggire il fatto che assieme all'alieno si riduce anche la tuta cosa ovviamente poco probabile. Sicuramente si evitò di lasciare la tuta integra per non incappare in un alieno che si riduceva affogando in una tuta diventata troppo grande per le sue dimensioni. Anche in questo caso nessuno protestò e la scena venne vissuta da tutti con grande fascinazione.[senza fonte]

La pellicola durava quasi 3 ore, ma la RKO invitò Hawks a ridurre la durata del film a meno di due ore, tagliando molto materiale e togliendo quasi tutti i primi piani della "Cosa".[4]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni cinquanta il film rischiò di non venire distribuito in Italia per la difficoltà di doppiaggio, infatti i dialoghi sono fittissimi e spesso le voci si sovrappongono (overlapping dialog). Nessuno studio di doppiaggio voleva fare il lavoro e molti studi rinunciarono. Solo l'intervento della casa di produzione risolse il problema, radunando i migliori specialisti dell'epoca, della cooperativa CDC. "La Cosa" è un ricco insieme delle più famose voci dello schermo.[5]

Riedizione in DVD[modifica | modifica wikitesto]

In Italia è stata pubblicata una versione in DVD della Elleu Multimedia con doppia versione, in bianco e nero e ricolorata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 18 dicembre 2001. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  2. ^ Kenneth Tobey in un'intervista, in Guida alla Fantascienza 16 Libra Editrice
  3. ^ "Da un altro mondo" di Alberto Cassani, 10 aprile 2012. URL consultato l'8 maggio 2012.
  4. ^ Guida alla Fantascienza 16 Libra Editrice
  5. ^ Citazione da "Storia della Fantascienza" Vol 1 G. Mongini.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) La cosa da un altro mondo in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.