Alle montagne della follia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alle montagne della follia
Titolo originale At the Mountains of Madness
Altri titoli Le montagne della follia
Shoggoth by pahko.jpg
Rappresentazione artistica di Shoggoth ispirata al romanzo Alle montagne della follia
Autore Howard Phillips Lovecraft
1ª ed. originale 1936
Genere romanzo
Sottogenere horror
Lingua originale inglese
Ambientazione Antartide
Personaggi
  • narratore: esploratore e geologo
  • Atwood: esploratore e fisico
  • Pabodie: esploratore e ingegnere
  • Lake: esploratore e biologo
  • Danforth: esploratore
  • Gedney: esploratore
Serie Ciclo di Cthulhu

Alle montagne della follia (At the Mountains of Madness), tradotto anche come Le montagne della follia, è un romanzo horror dello scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft.

Il libro può essere considerato il precursore di un genere di racconti su storie di spedizioni alle regioni polari ormai divenute trame classiche. Tra essi possiamo ricordare La cosa da un altro mondo, Ice Station e Artico, ma anche di film più recenti come Alien vs Predator e fumetti e manga come Devilman e Mao Dante.

Il romanzo fu scritto nel 1931 ma pubblicato, dopo molti rifiuti, solo nel 1936 e in forma rimaneggiata. L'insuccesso dell'opera amareggiò profondamente Lovecraft, al punto da fargli considerare di concludere la sua carriera di scrittore, come scrisse nel 1936 a E. Hoffmann Price.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Sedici esploratori sono in viaggio per il polo sud. Lì, dopo varie scoperte interessanti di carattere geologico-scientifico, ne fanno una incredibile di tutt'altra natura: una caverna che contiene diversi esseri mostruosi, congelati da milioni di anni, molti dei quali in uno stato di conservazione praticamente perfetto. Da un'analisi di uno di questi esseri viene ipotizzato che forse sono esseri anfibi.

I cani, che accompagnano gli esploratori, abbaiano selvaggiamente contro i resti di questi strani esseri mostruosi che sono stati ritrovati. Abbaiano tanto selvaggiamente e furiosamente che, se i cani li potessero azzannare li distruggerebbero immediatamente. Per evitare la loro distruzione viene costruito un recinto di ghiaccio abbastanza lontano dal campo base dove poter contenere i cani.

Viene dato un nome a questi esseri mostruosi, "Antichi" (da non confondersi con i Grandi Antichi), visto che, ad un'analisi superficiale, devono essere vissuti sulla Terra alcuni milioni di anni fa. Nonostante questa incredibile scoperta e nonostante i problemi con i cani da slitta le esplorazioni del polo sud non si interrompono. Il narratore e Danforth partono con un piccolo aereo all'esplorazione della banchisa e li scoprono dei giganteschi resti. Non sono, ovviamente, formazioni naturali ma, vista la loro complessità, devono essere opera di qualche tipo di civiltà avanzata. Ipotizzano essere i resti di una delle città degli "Antichi".

Decidono di tornare indietro, al campo base, con lo scopo di informare i loro colleghi ed al loro ritorno li attende una sorpresa sconvolgente. Arrivati alla base scoprono che una bufera di neve l'ha praticamente distrutta. Trovano alcuni loro colleghi morti ed anche i cani sono deceduti. Per quanto riguarda i reperti degli "Antichi" non ve n'è traccia. Viene ipotizzato che la bufera di neve li abbia spazzati via.

Decidono, nonostante la tragedia appena scoperta, di tornare ad esplorare i resti di quella gigantesca città aliena. Dopo un volo sulle rovine appena scoperte, riescono a far atterrare l'aereo per esplorarla a piedi. Grazie alle statue e ad alcuni affreschi rinvenuti il narratore riesce a "ricostruire" la storia di questi "Antichi": si intrecciano le storie degli "Antichi" che vivono in acqua, con gli "Antichi" che vivono sulla terra ferma, con i Cthulhu, con i Mi-Go ed anche con gli Shoggoth.

Attraverso gli affreschi il narratore e Danforth apprendono dell'esistenza di un tunnel che conduce in un abisso. Visto che il suo ingresso è abbastanza vicino a dove sono attualmente prendono la decisione di esplorarlo. Dopo alcune peripezie trovano congelati i resti di un loro compagno sparito dal campo base e di un loro cane. Da questo fatto deducono che ci devono essere degli "alieni" che, come gli umani, collezionano e studiano esemplari biologici di altre specie.

Nonostante questa scoperta sconvolgente il narratore e Danforth prendono la dolorosa decisione di proseguire nell'esplorazione del tunnel. Proseguono sempre più profondamente nel tunnel e dopo poco sentono un rumore che gli risulta familiare. Rimangono stupiti di questa nuova scoperta e, poco dopo, vedono la fonte di questo grido rauco. La fonte di questo rumore è quella di alcuni pinguini giganteschi e, visto che vivono sempre al buio, sono albini e ciechi.

Nonostante questa nuova sconvolgente scoperta il narratore e Danforth decidono di proseguire nell'esplorazione dell'abisso. Dopo poco rinvengono alcuni "Antichi" orribilmente mutilati. Ad un più attento esame scoprono che la loro attuale condizione è dovuta a fatti recenti, visto che sono in una pozza di un liquido che è paragonabile al sangue. Questi "Antichi" vengono osservati attentamente e viene notato che sono tutti senza la testa che gli è stata strappata e non tagliata. Il narratore e Danforth fanno innumerevoli congetture su cosa possa essere successo e su chi sia l'autore di questo massacro. Sono stati i pinguini giganti? Sono stati altri "Antichi" a massacrare questi? E per quale motivo? Poi sentono un ancor più strano grido che toglie al narratore e a Danforth tutti i dubbi. Finalmente il narratore e Danforth capiscono, capiscono cos'è il vero terrore. È questo il finale aperto che Lovecraft lascia ai suoi lettori.

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel libro, in ogni capitolo, sono presenti numerosi citazioni, dagli esploratori Shackleton, Amundsen, Scott e Byrd, all'inesistente libro Necronomicon, al monte Fuji, al pittore ed esploratore Nicholas Roerich, allo scrittore Poe ed al suo personaggio Arthur Gordon Pym.

Note[modifica | modifica sorgente]


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]