Funny Girl
| Funny Girl | |
|---|---|
| Titolo originale | Funny Girl |
| Paese di produzione | USA |
| Anno | 1968 |
| Durata | 151 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Rapporto | 2.20: 1 |
| Genere | commedia, musicale |
| Regia | William Wyler |
| Soggetto | Isobel Lennart |
| Sceneggiatura | Isobel Lennart |
| Produttore | Ray Stark |
| Casa di produzione | Columbia Pictures |
| Fotografia | Harry Stradling Sr. |
| Montaggio | William Sands e Maury Winetrobe |
| Musiche | Jule Styne |
| Scenografia | Gene Callahan, Robert Luthardt e William Kiernan |
| Costumi | Irene Sharaff |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Funny Girl è un film del 1968 diretto da William Wyler, tratto dall'omonimo musical del 1964.
Indice |
Trama[modifica]
Il film, narrato in flashback dalla stessa protagonista, è la biografia di Fanny Brice (1891-1951), artista delle Ziegfeld Follies che ebbe un grande successo tra le due guerre.
Nata povera, nel quartiere ebreo dell'East Side di New York, Fanny è una ragazza non bella, ma dotata di grande talento e di senso dell'umorismo. Fattasi notare dal grande impresario Florenz Ziegfeld, esordisce a Broadway ottenendo in brevissimo tempo un grande successo e divenendo una star della più celebre compagnia di varietà degli Stati Uniti.
Fanny si sposa tre volte, la prima delle quali con un avventuriero incontrato a Baltimora. Nick Arnstein, affascinante professionista dei tavoli da gioco, la coinvolge nelle alterne fortune del gioco d'azzardo: dopo un anno di vita felice, viene travolto dai debiti e deve scontare due anni di reclusione per truffa. Chiede il divorzio da Fanny e, dopo aver scontato la pena, Fanny glielo concede rimanendo sola.
Il film, che si avvale di splendidi costumi e delle coreografie di Herbert Ross, segna l'esordio cinematografico di Barbra Streisand, subito premiata con l'Oscar (quell'anno ex aequo con Katharine Hepburn).
Nel 1975 venne girato un sequel dal titolo Funny Lady, che però non ebbe lo stesso successo.
Colonna sonora[modifica]
Nel film sono compresi i seguenti brani musicali:
- "Overture" (musica di Jule Styne) (brano strumentale)
- "I'm The Greatest Star" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand
- "If A Girl Isn't Pretty" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand, Mae Questel e Kay Medford
- "Rollerskate Rag" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand & the Rollerskate Girls
- "I'd Rather Be Blue Over You" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand
- "His Love Makes Me Beautiful" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand
- "People" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand
- "You Are Woman, I Am Man" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Omar Sharif e
- "Don't Rain On My Parade" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand
- "Sadie, Sadie" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand e Omar Sharif
- "The Swan" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand
- "Funny Girl" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand
- "My Man" (Mon Homme) (musica di Maurice Yvain, testo francese di André Willemetz e Jacques Charles, testo inglese di Channing Pollock) cantata da Barbra Streisand
- "Second Hand Rose" (musica di James F. Hanley e Grant Clarke, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand
- "I'd Rather Be Blue Over You (Than Be Happy With Somebody Else)" (Musica di Fred Fisher e Billy Rose, testo di Bob Merrill) cantata da Barbra Streisand
- "Henry Street" (musica di Jule Styne) (brano strumentale)
- "People (Reprise)" (musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill), cantata da Barbra Streisand
- "Finale" (musica di Jule Styne) (brano strumentale)
In Italia, come spesso si usava in quegli anni, le canzoni vennero doppiate in italiano; le canzoni della Streisand vennero interpretate da Christy[1]
Riconoscimenti[modifica]
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Note[modifica]
- ^ Angelo Casale, Si chiama Christy la Funny girl italiana, pubblicato su Giovani n° 24 del 12 giugno 1969, pag. 43
Collegamenti esterni[modifica]
- (EN) Scheda su Funny Girl dell'Internet Movie Database
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