Le ali della libertà

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Le ali della libertà

Titoli di testa
Titolo originale: The Shawshank Redemption
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: USA
Anno: 1994
Durata: 142'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: 1,85:1
Genere: drammatico
Regia: Frank Darabont
Soggetto: Stephen King (racconto)
Sceneggiatura: Frank Darabont
Produttore: Niki Marvin
Produttore esecutivo: David Lester, Liz Glotzer
Casa di produzione: Columbia Pictures
Distribuzione (Italia): PolyGram
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Richard Francis Bruce
Effetti speciali: Bob Williams
Musiche: Thomas Newman
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Terence Marsh
Costumi: Elizabeth McBride
Trucco: Roy Bryson, Monty Westmore
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« È la tua vita che vogliono... ed è la tua vita che si prendono. La parte che conta, almeno. »

Le ali della libertà è un film di Frank Darabont, con Tim Robbins e Morgan Freeman, tratto dal racconto di Stephen King Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, pubblicato nella raccolta Stagioni diverse. Il film è al primo posto nella classifica Top 250 di Internet Movie Database.

Indice

[modifica] Trama

Andy Dufresne, vice-direttore di una banca del Maine, viene condannato ingiustamente a due ergastoli per l'uccisione della moglie e del suo amante. Imprigionato nel carcere di Shawshank deve fare i conti con gli altri detenuti, con le violente guardie e con il direttore corrotto. Fu vittima anche di abusi sessuali da parte di un gruppo di stupratori, chiamati "Le Sorelle". I primi tempi non parlò con nessuno e faticava a rendersi conto dell'ambiente in cui si trovava. Un giorno però, durante il lavoro sul tetto del carcere, sente parlare le guardie dei loro problemi finanziari e li convince a farsi aiutare da lui, chiedendo in cambio qualche birra per gli altri che lavoravano sul tetto. Le guardie, dapprima scettiche, accettano e gli concedono le birre. Da lì Andy diviene amico di alcuni detenuti e in particolare di Ellis Boyd Redding detto Red, il quale controlla il contrabbando all'interno del carcere e che può procurare ogni cosa. Red ha commesso un crimine terrbile ma dopo molti anni è davvero pentito di quello che ha commesso. I due diventano buoni amici e Andy gli chiede di procurargli un martello da roccia perchè ama collezionare minerali e scolpire pietre, e in seguito anche un poster dell'attrice Rita Hayworth. Anche il direttore Samuel Norton viene a sapere delle abilità di Andy in campo finanziario e in cambio del disbrigo di pratiche, fa si che le guardie gli concedano protezione dagli altri detenuti e un lavoro meno pesante. Andy però pensava di poter ampliare la biblioteca carceraria per aiutare i detenuti a conseguire un diploma. Sotto consenso del direttore, Andy scrisse al senato per la concessione di più fondi ma non ricevette alcuna risposta. Inoltre avviene un fatto che Andy, Red e gli altri non riescono a capire: Brooks, l'anziano bibliotecario, ha passato 50 anni all'interno del carcere e ormai è "istituzionalizzzato", cioè abituato a vivere nell'ambiente che lo circonda. Ma il comitato per la libertà condizionata gli concede la libertà ma Brooks non è felice di questo; infatti cerca di uccidere Heywood, un amico di Andy e Red, per rimanere in carcere, ma viene fermato da Andy. La vita per Brooks fuori dal carcere non è affatto bella. E' solo e non riesce ad abituarsi alla vita di fuori, così decide di impiccarsi nella sua casa donatagli dal comitato per la libertà condizionata. Anche Andy e Red lo vengono a sapere tramite una lettera che Brooks gli mandò. Dopo alcuni anni finalmente Andy riceve la risposta dal senato e alcuni dollari. Continuando a scrivere le sue lettere Andy ricevette più fondi e dopo alcuni anni riuscì a trasformare la biblioteca, rendendola più pulita e fornita di libri; la dedicò in memoria di Brooks e aiutò molti detenuti a conseguire un diploma. Andy però continuando il suo lavoro nel disbrigo di pratiche scopre che alcune sono lecite altre alquanto illecite. Capisce che il direttore è corrotto e che intesta queste azioni illegali a "Randall Stephens", che però è una persona che non esiste. Un giorno arriva a Shawshank un altro detenuto, Tommy Williams, un ragazzo condannato a due anni per furto con scasso. Egli diviene subito amico di Andy e Red, e il primo lo aiuta a studiare e a diplomarsi. Tommy viene a sapere che Andy è innocente e questo lo lascia perplesso; il motivo è che Tommy, quando si trovava in un altro carcere, conobbe un certo Bletch, che gli raccontò di aver ucciso un uomo e la sua amante, e che la polizia aveva arrestato un altro uomo al posto suo. Andy sospetta che Bletch possa essere il vero colpevole e così informa il direttore di questa storia. Quest'ultimo però, pur di tenere con se l'ex-bancario, fa uccidere Tommy, in modo che non avrebbe testimoniato nel processo. Inoltre fa chiudere Andy in isolamento per un mese. Finito l'isolamento Andy parla con Red che lui ha una speranza di poter finalmente un giorno uscire di galera e poter vivere serenamente. Red però gli risponde che non c'è speranza in galera, e Andy capisce che la scelta è "o fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire". Prima di ritornare in cella, chiede a Red un favore: se mai uscirà di prigione, di andare in un campo nella cittadina di Buxton dove c'è una grande quercia e un lungo muro di pietre, dove, sotto una di esse, si trova una cosa per lui. Red gli promette che lo farà, ma è un pò preoccupato per Andy e crede che possa fare la fine di Brooks. La mattina dopo, durante l'appello dei detenuti, avviene un fatto straordinario: il direttore e le guardie non trovano Andy nella sua cella e scoprono che è scappato attraverso una galleria scavata nel muro. Infatti Andy, durante i suoi 20 anni di carcere, con il martello da roccia scavò pazientemente nel muro e coprì il grosso buco con il poster. Evaso, il furbo Andy assume l'identità di Randall Stephens e invia al giornale Daily Bugle i documenti che incriminano il direttore, intasca i suoi soldi e si trasferisce in Messico, nella città di Zijuataneho. Red e gli altri parlarono spesso di Andy, perchè, grazie al suo cuore d'oro, era riuscito a fare di loro delle persone effettivamente migliori. Dopo 40 anni, Red viene rilasciato per buona condotta; ma anche lui, come Brooks, non riesce ad abituarsi alla vita di fuori. Però ha una promessa da mantenere: andato nel campo a Buxton trova il muro che gli aveva descritto l'amico e sotto una pietra nera una lettere e alcuni dollari. La lettera è di Andy che gli dice che si trova in Messico e che gli piacerebbe tanto se venisse anche Red. Ripensando alla frase di Andy, "o fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire, Red non compie lo stesso atto di Brooks e sceglie di vivere. Infatti, viola la libertà condizionata, raggiunge finalmente Andy in Messico, e i due si rincontrano felicemente da uomini liberi.

[modifica] Struttura e significato del film

La vicenda è narrata secondo la visione in soggettiva dell'io narrante, in senso alternato rispetto ai diversi co-protagonisti, fra cui il mite bancario Dufresne (Tim Robbins), il detenuto di colore soprannominato Red (impersonato dall'attore Morgan Freeman, qui in una ulteriore prova di bravura recitativa), il detenuto-bibliotecario Brooks (impersonato da un ottimo e ormai anziano James Whitmore).

Nel suo progredire, la pellicola riesce a restituire il senso di una comunità particolare e di come possa nascere in un luogo estremamente duro la speranza, un sentimento pericoloso, quando non si trasformi in illusione, sicuramente non convenzionale se rapportato ad un ambiente come quello di un penitenziario per condanne a vita.[senza fonte]

Il film è sotto questo aspetto una sorta di apologia del riscatto (sociale e, soprattutto, morale) di coloro che sono condannati a lunghissime pene detentive, e del loro desiderio di rivalsa e ribellione contro ogni genere di sopruso[senza fonte] (e il titolo del racconto originale di King da cui il film è tratto, che parla esplicitamente di redenzione, è assai esplicativo in questo senso).

Oltre che un omaggio verso il cinema (la figura di Rita Hayworth, evocata nel titolo originale del racconto di King, risulterà alla fine in un certo senso centrale), Le ali della libertà è anche un film sull'amicizia, quella vera e sincera, fra persone che si trovano a condividere esperienze e condizioni. È, ancora, un atto d'amore verso la cultura, la musica e la letteratura in particolare; e in quest'ottica particolarmente significativa risulta la sequenza in cui uno dei protagonisti, Andy Dufresne, diffonde con un colpo di mano dai microfoni del carcere le note immortali de Le nozze di Figaro di Mozart a beneficio degli stupiti e straniati compagni di sventura e suscitando l'ira feroce dei secondini, o quella in cui [ri]organizza la biblioteca all'interno del penitenziario in memoria dell'anziano detenuto-bibliotecario Brooks, suicida dopo essere stato scarcerato al termine di una detenzione durata oltre cinquant'anni, reo a questo punto - nelle parole di un altro protagonista, Red - di non poter più vivere la condizione di istituzionalizzato.

Nel tempestoso - e per molti versi imprevedibile - sottofinale e finale, gli eventi precipitano, ponendo al loro posto i giusti pezzi del puzzle esistenziale-filosofico della vicenda. E nella morale finale del film, ci si potrebbe chiedere: sogno come evasione o evasione come sogno?

Un altro tema che il film intende riprendere è quello dell'apparenza e su come questa può trarre in inganno. Si pensi, prima di tutto, a come si è formato il giudizio di colpevolezza su Andy, basato su elementi che apparentemente ne provavano univocamente la colpevolezza.[senza fonte]

Darabont riprende l'errore di partenza e lo ripropone in tante situazioni nel corso della sceneggiatura. Si pensi ad es. alla scena della mensa, in cui il vecchio Brooks chiede ad Andy di dargli il verme che questi aveva trovato nel piatto; in un primo momento lo spettatore pensa che Brooks voglia mangiare il verme, ma immediatamente dopo si scopre che il verme è per il suo piccolo uccello.

Un altro momento in cui Darabont gioca con l'apparenza è il momento della fuga di Red dalla città: in una scena si vede Red guardare con interesse una vetrina con delle pistole; lo spettatore in questo caso è indotto a pensare che Red voglia ritornare in galera ricompiendo un altro delitto, ma anche qui l'impressione dello spettatore è solo fondata sull'apparenza: Red entra nel negozio per comprare una bussola.

L'apparenza nel film non è ripresa solo come elemento che può trarre in inganno chiunque (carcerati, giudici, lo stesso Andy), dalla sceneggiatura sorge anche l'apparenza come copertura.[senza fonte]In quest'ottica si può vedere, innanzitutto, la sequenza di presentazione dell'istituto carcerario in cui Andy viene rinchiuso: la sequenza di macchina inizia con un primo piano della facciata del carcere, facciata che, a un primo sguardo non sembra un carcere, ma un comune palazzo di fine 800, dopodiché la macchina sale in veduta aerea e nella salita si rivelano gradualmente dietro la facciata gli elementi dell'istituzione carceraria (campo per i detenuti, guardie, rete, filo spinato...). Si può dire che il carcere di Shawshank si presenta come un'allegoria delle apparenze. Sempre in questo senso, si pensi a come viene celata la cassaforte in cui sono custoditi i conti segreti del direttore, essa è nascosta dietro un ricamo riportante una citazione dalla bibbia.[senza fonte]

[modifica] Personaggi del film

[modifica] Andy Dufresne

Accusato ingiustamente di essere l'omicida di sua moglie e del suo amante, Andy Dufresne, ormai ex banchiere, viene rinchiuso nel carcere di Shawshank. Nel carcere, dopo un iniziale isolamento in se stesso, diventa amico di Red Redding, che controlla la maggiore cellula di contrabbando del carcere; procura ad Andy un martellino da geologo, con il quale questi, dopo vent'anni rinchiuso a Shawshank, si costruisce una galleria con la quale fugge. Rovinato il direttore Norton, suo vessatore negli ultimi anni di carcere, Andy si traferisce in Messico dove qualche tempo dopo lo raggiungerà Red.

[modifica] Red Redding

Rinchiuso a Shawshank da quando era giovanissimo, Red diviene il maggiore contrabbandiere del carcere riuscendo a portare nel posto molta roba dall'esterno in cambio di pacchetti di sigarette. Stringe un'intensa amicizia con Andy Dufresne, tanto che questi gli indica, prima di evadere, un posto da raggiungere nel caso uscisse da Shawshank. Questo giorno giunge e Red raggiunge quel posto dove sotto una pietra diversa dalle altre che la circondavano, trova una lettera di Andy che gli ricorda di Zihuatanejo, la piccola località messicana sul Pacifico, e alcuni dollari. Quindi Red lascia gli Stati Uniti violando la libertà vigilata e raggiunge finalmente Andy.

[modifica] Samuel Norton

Samuel Norton è il corrotto e ipocrita direttore del carcere di Shawshank. Inizialmente stringe un particolare legame con Andy Dufresne. Ma quando Andy diventa una minaccia, in quanto ha scoperto in carcere un testimone che lo potrebbe scagionare, Norton fa uccidere il testimone chiave pur di tenere con se l'ex-banchiere per usarlo nelle sue pratiche personali illecite. Alla fine però Dufresne riesce a fuggire e invia al Daily Bugle i documenti che incriminano Norton, che, piuttosto che consegnarsi alla polizia ormai pronta ad arrestarlo, decide di suicidarsi nel suo ufficio con un colpo di pistola alla gola.

[modifica] Brooks Hatlen

Rappresenta una delle figura più drammatiche del film. È l'anziano libraio-carcerato di Shawshank, che ormai istituzionalizzato (abituato all'ambiente impostogli che lo circonda), viene scarcerato. Mentre dentro è un uomo importante e uno dei più istruiti, fuori non gli rimane niente, è visto soltanto come un avanzo di galera inutile e stanco. Non sopportando più tutto quello che ha ritrovato all'uscita del carcere, decide di suicidarsi impiccandosi nella sua casa donatagli dal comitato della libertà vigilata.

[modifica] Slogan promozionali

  • «Fear can hold you prisoner. Hope can set you free.»
    «La paura ti rende prigioniero, la speranza può renderti libero.»

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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