Le ali della libertà

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(EN)
« Fear can hold you prisoner. Hope can set you free.  »
(IT)
« La paura può tenerti prigioniero, la speranza può renderti libero.  »
(Tagline del film )
Le ali della libertà
Ali della libertà.jpg
Titoli di testa
Titolo originale The Shawshank Redemption
Paese USA
Anno 1994
Durata 136 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere drammatico
Regia Frank Darabont
Soggetto Stephen King (racconto)
Sceneggiatura Frank Darabont
Produttore Niki Marvin
Produttore esecutivo David Lester, Liz Glotzer
Casa di produzione Columbia Pictures
Distribuzione (Italia) PolyGram
Fotografia Roger Deakins
Montaggio Richard Francis Bruce
Effetti speciali Bob Williams
Musiche Thomas Newman
Scenografia Terence Marsh
Costumi Elizabeth McBride
Trucco Roy Bryson, Monty Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Le ali della libertà (The Shawshank Redemption) è un film del 1994 diretto da Frank Darabont, con Tim Robbins e Morgan Freeman, tratto dal racconto di Stephen King Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, pubblicato nella raccolta Stagioni diverse. Il film è al primo posto nella classifica Top 250 di Internet Movie Database.

L'AFI lo ha inserito al settantaduesimo posto nella lista dei cento migliori film americani di tutti i tempi.

Indice

[modifica] Trama

Andy Dufresne, vice-direttore di una banca di Portland, nel Maine, viene condannato a due ergastoli per l'uccisione della moglie e del suo amante, benché egli proclami la sua innocenza.

Viene imprigionato nel carcere di Shawshank, dove le guardie e il direttore impongono la loro legge fatta di violenze gratuite e omicidi impuniti.

Resta inizialmente in disparte rispetto agli altri detenuti. Un giorno, durante un lavoro di ripristino sul tetto del carcere, sente una guardia parlare ai colleghi dei suoi problemi economici e - rischiando di essere assassinato dalla stessa per la sua "imprudenza" - la convince a farsi aiutare da lui con le sue competenze in ambito finanziario. Chiede e ottiene in cambio qualche birra per gli altri detenuti che lavoravano con lui sul tetto.

Da quel momento, Andy riscuote simpatie presso alcuni detenuti e in particolare da parte di Ellis Boyd Redding detto Red, un personaggio che controlla il contrabbando all'interno del carcere e che sarebbe in grado di procurare praticamente ogni oggetto gli venga richiesto. Red ha commesso un grave crimine in gioventù ma, dopo decenni di detenzione, è ormai una persona diversa.

I due diventano buoni amici, e Andy gli chiede di procurargli un martello da roccia in quanto ama collezionare minerali e scolpire pietre; in seguito si fa anche procurare un poster dell'attrice Rita Hayworth.

Anche il direttore del carcere Samuel Norton viene a conoscenza delle abilità di Andy in campo finanziario e gli commissiona di occuparsi del disbrigo di pratiche contabili. In virtù di questo incarico, gli viene concessa "protezione" dagli altri detenuti e dalle stesse guardie; e il privilegio di svolgere un lavoro molto meno pesante del precedente: viene infatti spostato dalla lavanderia alla biblioteca del carcere.

La biblioteca, piuttosto modesta, è curata ormai da un cinquantennio dall'anziano Brooks. Andy, nominato aiutante di questi, prende a cuore il suo nuovo incarico e progetta di ampliare la biblioteca.

Quindi, col consenso del direttore, Andy scrive ogni settimana una lettera al Senato chiedendo la concessione di fondi, ma le sue richieste rimangono senza risposta.

Avviene, intanto, che il comitato per la libertà condizionata concede la libertà al vecchio Brooks, il quale ha però trascorso quasi l'intera vita in carcere a occuparsi della biblioteca, e non ha pertanto alcun desiderio di uscire al mondo esterno.

Nel maldestro intento di restare all'interno della struttura, Brooks aggredisce il detenuto Heywood, minacciandolo con un coltello alla gola, ma viene fermato da Andy.

L'episodio resta circoscritto e senza conseguenze per nessuno (a parte un graffio alla gola per Heywood), e così Brooks lascia il carcere. Come atteso, la vita fuori per lui non è affatto bella: è solo e non riesce ad ambientarsi nel mondo esterno; perciò si impicca nella casa donatagli dal comitato per la libertà condizionata. Andy e Red lo vengono a sapere tramite una missiva inviata loro dallo stesso Brooks.

Dopo innumerevoli lettere che Andy ha continuato a scrivere al Senato, egli ottiene finalmente una risposta e un modesto stanziamento. Continuando ostinatamente a inviare al Senato le sue lettere, Andy riceve ulteriori fondi, fino a riuscire a trasformare radicalmente la biblioteca, ripulendola e rendendola la migliore e la più fornita di tutto lo Stato.

Egli la dedica alla memoria di Brooks e, nel frattempo, aiuta diversi detenuti a conseguire un diploma.

Nel suo lavoro di collaborazione fornita al dispotico e corrotto direttore, Andy lo aiuta ad accumulare denaro in modo illecito, e nel portare avanti questo disegno, intesta ogni operazione ad una persona inesistente di nome Randall Stephens.

Questo accorgimento ha lo scopo di non far figurare mai il nome del direttore, né quello di Andy, in caso venissero scoperti gli illeciti. Randall Stephens è però una persona immaginaria creata da Andy usando la propria perizia, con tanto di documento di identità, assicurazione sanitaria e quant'altro.

Un giorno, tra i nuovi detenuti in arrivo a Shawshank, vi è Tommy Williams, un ragazzo condannato a due anni per furto con scasso. Egli racconta che, fin dall'età di 13 anni, ha collezionato una lunga serie di condanne scontate in molti diversi istituti di detenzione.

Tommy diviene subito amico di Andy e Red; il primo lo aiuta a studiare e a diplomarsi.

Tommy viene a sapere che Andy è innocente e questo lo lascia perplesso; il motivo è che Tommy, quando si trovava in un altro carcere, conobbe un certo Bletch, che gli raccontò di aver ucciso un uomo e la sua amante, e che la polizia aveva arrestato un altro uomo al posto suo. Andy sospetta che Bletch possa essere il vero colpevole e così informa il direttore di questa storia. Quest'ultimo però, pur di tenere con sé l'ex bancario, fa uccidere Tommy, in quanto avrebbe potuto testimoniare in un ipotetico processo. Inoltre fa chiudere Andy in isolamento per un mese. Finito l'isolamento Andy parla con Red che lui ha una speranza di poter finalmente un giorno uscire di galera e poter vivere serenamente. Red però gli risponde che non c'è speranza in galera, e Andy capisce che la scelta è "o fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire". Prima di ritornare in cella, chiede a Red un favore: se mai uscirà di prigione, di andare in un campo nella cittadina di Buxton dove c'è una grande quercia e un lungo muro di pietre, dove, sotto una di esse, si trova una cosa per lui. Red gli promette che lo farà. La mattina dopo, durante l'appello dei detenuti, avviene un fatto straordinario: il direttore e le guardie non trovano Andy nella sua cella e scoprono che è scappato attraverso una galleria scavata nel muro. Infatti Andy, durante i suoi 20 anni di carcere, con il martello da roccia scavò pazientemente nel muro e coprì il grosso buco con il poster. Evaso, il furbo Andy assume l'identità di Randall Stephens e invia al giornale Daily Bugle i documenti che incriminano il direttore, intasca i suoi soldi e si trasferisce in Messico, nella città di Zihuatanejo. Red e gli altri parlarono spesso di Andy, perché, grazie al suo cuore d'oro, era riuscito a fare di loro delle persone effettivamente migliori. Dopo 40 anni trascorsi in galera, Red viene rilasciato per buona condotta. Però ha una promessa da mantenere: andato nel campo a Buxton trova il muro che gli aveva descritto l'amico e sotto una pietra nera una lettera e alcuni dollari. La lettera è di Andy che gli dice che si trova in Messico e che gli piacerebbe tanto se venisse anche Red. Ripensando alla frase di Andy, "o fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire", Red non compie lo stesso atto di Brooks e sceglie di vivere. Infatti, violando la libertà condizionata, raggiunge finalmente Andy in Messico, e i due si reincontrano felicemente da uomini liberi.

[modifica] Struttura e significato del film

La vicenda è narrata secondo la visione in soggettiva dell'io narrante, in senso alternato rispetto ai diversi co-protagonisti, fra cui il mite bancario Dufresne (Tim Robbins), il detenuto di colore soprannominato Red (impersonato dall'attore Morgan Freeman, qui in una ulteriore prova di bravura recitativa), il detenuto-bibliotecario Brooks (impersonato da un ottimo e ormai anziano James Whitmore).

Nel suo progredire, la pellicola riesce a restituire il senso di una comunità particolare e di come possa nascere in un luogo estremamente duro la speranza, un sentimento pericoloso, quando non si trasformi in illusione, sicuramente non convenzionale se rapportato ad un ambiente come quello di un penitenziario per condanne a vita.[senza fonte]

Il film è sotto questo aspetto una sorta di apologia del riscatto (sociale e, soprattutto, morale) di coloro che sono condannati a lunghissime pene detentive, e del loro desiderio di rivalsa e ribellione contro ogni genere di sopruso[senza fonte] (e il titolo del racconto originale di King da cui il film è tratto, che parla esplicitamente di redenzione, è assai esplicativo in questo senso).

Oltre che un omaggio verso il cinema (la figura di Rita Hayworth, evocata nel titolo originale del racconto di King, risulterà alla fine in un certo senso centrale), Le ali della libertà è anche un film sull'amicizia, quella vera e sincera, fra persone che si trovano a condividere esperienze e condizioni. È, ancora, un atto d'amore verso la cultura, la musica e la letteratura in particolare; e in quest'ottica particolarmente significativa risulta la sequenza in cui uno dei protagonisti, Andy Dufresne, diffonde con un colpo di mano dai microfoni del carcere le note immortali de Le nozze di Figaro di Mozart a beneficio degli stupiti e straniati compagni di sventura e suscitando l'ira feroce dei secondini, o quella in cui [ri]organizza la biblioteca all'interno del penitenziario in memoria dell'anziano detenuto-bibliotecario Brooks, suicida dopo essere stato scarcerato al termine di una detenzione durata oltre cinquant'anni, reo a questo punto - nelle parole di un altro protagonista, Red - di non poter più vivere la condizione di istituzionalizzato.

Nel tempestoso - e per molti versi imprevedibile - sottofinale e finale, gli eventi precipitano, ponendo al loro posto i giusti pezzi del puzzle esistenziale-filosofico della vicenda. E nella morale finale del film, ci si potrebbe chiedere: sogno come evasione o evasione come sogno?

Un altro tema che il film intende riprendere è quello dell'apparenza e su come questa può trarre in inganno. Si pensi, prima di tutto, a come si è formato il giudizio di colpevolezza su Andy, basato su elementi che apparentemente ne provavano univocamente la colpevolezza.[senza fonte]

Darabont riprende l'errore di partenza e lo ripropone in tante situazioni nel corso della sceneggiatura. Si pensi ad esempio alla scena della mensa, in cui il vecchio Brooks chiede ad Andy di dargli il verme che questi aveva trovato nel piatto; in un primo momento lo spettatore pensa che Brooks voglia mangiare il verme, ma immediatamente dopo si scopre che il verme è per il suo piccolo uccello.

Un altro momento in cui Darabont gioca con l'apparenza è il momento della fuga di Red dalla città: in una scena si vede Red guardare con interesse una vetrina con delle pistole; lo spettatore in questo caso è indotto a pensare che Red voglia ritornare in galera ricompiendo un altro delitto, ma anche qui l'impressione dello spettatore è solo fondata sull'apparenza: Red entra nel negozio per comprare una bussola.

L'apparenza nel film non è ripresa solo come elemento che può trarre in inganno chiunque (carcerati, giudici, lo stesso Andy), dalla sceneggiatura sorge anche l'apparenza come copertura.[senza fonte]In quest'ottica si può vedere, innanzitutto, la sequenza di presentazione dell'istituto carcerario in cui Andy viene rinchiuso: la sequenza di macchina inizia con un primo piano della facciata del carcere, facciata che, a un primo sguardo non sembra un carcere, ma un comune palazzo di fine 800, dopodiché la macchina sale in veduta aerea e nella salita si rivelano gradualmente dietro la facciata gli elementi dell'istituzione carceraria (campo per i detenuti, guardie, rete, filo spinato...). Si può dire che il carcere di Shawshank si presenta come un'allegoria delle apparenze. Sempre in questo senso, si pensi a come viene celata la cassaforte in cui sono custoditi i conti segreti del direttore, essa è nascosta dietro un ricamo riportante una citazione dalla bibbia.[senza fonte]

[modifica] Personaggi del film

[modifica] Andy Dufresne (37927)

Accusato ingiustamente di essere l'omicida di sua moglie e del suo amante, Andy Dufresne, ormai ex banchiere, viene rinchiuso nel carcere di Shawshank. Nel carcere, dopo un iniziale isolamento, diventa amico di Red Redding, che controlla la maggiore cellula di contrabbando del carcere e si fa procurare un martellino da geologo, con il quale, durante i vent'anni di reclusione, scava la galleria attraverso la quale fuggirà. Rovinato il direttore Norton, suo vessatore negli ultimi anni di carcere, Andy si trasferisce in Messico dove, qualche tempo dopo, lo raggiungerà Red.

[modifica] Red Redding (30265)

Rinchiuso a Shawshank da quando era giovanissimo, Red diviene il maggiore contrabbandiere del carcere riuscendo a portare nel posto molta roba dall'esterno in cambio di pacchetti di sigarette. Stringe un'intensa amicizia con Andy Dufresne, tanto che questi gli indica, prima di evadere, un posto da raggiungere nel caso uscisse da Shawshank. Questo giorno giunge e Red raggiunge quel posto dove sotto una pietra diversa dalle altre che la circondavano, trova una lettera di Andy che gli ricorda di Zihuatanejo, la piccola località messicana sul Pacifico, e alcuni dollari. Quindi Red lascia gli Stati Uniti violando la libertà vigilata e raggiunge finalmente Andy.

[modifica] Samuel Norton

Samuel Norton è il corrotto e ipocrita direttore del carcere di Shawshank. Inizialmente stringe un particolare legame con Andy Dufresne, ma quando Andy diventa una minaccia, in quanto ha scoperto in carcere un testimone che lo potrebbe scagionare, Norton fa uccidere il testimone chiave pur di tenere con sé l'ex-bancario per usarlo nelle sue pratiche personali illecite. Alla fine però Dufresne riesce a fuggire e invia alla stampa e alla magistratura i documenti che incriminano Norton, che, piuttosto che consegnarsi alla polizia ormai pronta ad arrestarlo, decide di suicidarsi nel suo ufficio con un colpo di pistola alla gola.

[modifica] Brooks Hatlen

Rappresenta una delle figure più drammatiche del film. È l'anziano libraio-carcerato di Shawshank, che ormai istituzionalizzato (abituato all'ambiente impostogli che lo circonda), viene scarcerato. Mentre dentro è un uomo importante e uno dei più istruiti, fuori non gli rimane niente, è visto soltanto come un avanzo di galera inutile e stanco. Non sopportando più tutto quello che ha ritrovato all'uscita del carcere, decide di suicidarsi impiccandosi nel suo appartamento, dato in affitto dal comitato della libertà vigilata.

[modifica] Differenze con il racconto originale

Il film presenta alcune differenze con il racconto originale Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank:

  • nel film il regista mantiene, curiosamente, alcune frasi apparentemente senza senso; infatti, quando Andy commissiona il martello da roccia a Red, nel salutarlo gli dice: "Perché ti chiamano Red?". E Morgan Freeman gli risponde: "Forse perché ho i capelli rossi", il che non ha alcun senso trattandosi di un uomo di colore. Nel racconto originale Red è un bianco con i capelli rossi. In verità, nel film in lingua originale (inglese) alla domanda di Andy "And why they call you Red?" Morgan Freeman risponde "Maybe because I'm Irish", ossia "Forse perché sono Irlandese". Quindi il dialogo originariamente aveva più coerenza visto che, anche se l'attore è nero, gli irlandesi sono famosi per avere i capelli rossi. E' stato il doppiaggio in italiano a modificare il botta e risposta facendogli perdere di significato.
  • Nel film cambiano alcune date, come ad esempio l'evasione di Andy che è anticipata nel 1966 invece che 1975. Questo è dovuto alla presenza nel libro di un personaggio inedito del film, l'indiano Normaden. La condivisione di questi con la cella di Andy rallenta di molto i lavori, come viene ribadito dal narratore ("se non fosse stato per Normaden, Andy sarebbe stato fuori prima del secondo giuramento di Nixon").
  • Una delle scene iniziali del film, quella delle scommesse che i carcerati fanno sui novellini, è un'aggiunta del film. Pertanto l'uccisione del prigioniero obeso per mano di Hadley non c'è nel libro.
  • Nel libro si sussueguono svariati direttori, mentre nel film c'è solo e sempre Norton.
  • Nel libro Norton e Brooks non si suicidano.
  • Il Peter Stevens del libro è diventato Randall Stevens nel film.
  • Nel film il signor Stevens è un alias creato da Andy per mascherare i suoi traffici illeciti di denaro con Norton, nel libro è creato da Andy prima ancora di essere arrestato.
  • I 370 000 dollari che Andy ottiene nel film vengono riscossi con bonifici bancari in varie banche di Portland, mentre nel libro sono in una cassetta di sicurezza in banca che viene aperta con una chiave nascosta a Buxton.
  • Nel libro Tommy Williams non viene ucciso da Hadley, ma viene trasferito altrove.
  • Nel libro Andy utilizza diversi poster negli anni per coprire il buco, mentre nel film solo tre: Rita Hayworth, Marilyn Monroe e Raquel Welch.
  • Nel libro la birra viene concessa calda ad Andy e i suoi amici carcerati mentre nel film si vede dentro un secchio di ghiaccio.

[modifica] Riconoscimenti

[modifica] Citazioni

  • L'episodio 19.4 de I Simpson, in una scena ricorda molto il film. Si tratta della sequenza in cui Dwight evade, e lo fa in maniera del tutto analoga a Andy Dufresne, ovvero strisciando per lo scarico di liquami con un sacchetto contenente i vestiti di ricambio legato a una corda.
  • Quando Andy, uscito di prigione, invia tutto il materiale alla stampa, si nota che il nome del giornale è "Daily Bugle". Non si tratta di un quotidiano realmente pubblicato nel Maine, bensì di una testata di fantasia presente nel mondo Marvel. Si suppone che sia una citazione.
  • L'episodio 15.07 de I Griffin, "Three Kings" è una rivisitazione di tre famosi racconti di Stephen King tra cui proprio le Ali della Libertà, ovviamente in chiave demenziale.
  • Due amici di Andy si chiamano Heywood e Floyd, rispettivamente nome e cognome dello scienziato protagonista di 2001: Odissea nello spazio, a cui evidentemente il regista ha voluto rendere omaggio.
  • Nell'episodio 21.02 (Something Borrowed) de How I Met Your Mother - Alla fine arriva mamma, Marshall prima di sposarsi, si rasa la testa con un rasoio, realizzando subito dopo l'errore dice che andrà via dall'America, troverà i soldi sotto la roccia vicina all'albero e andrà a vivere con i ragazzi sulla spiaggia di Zihuatanejo.
  • La canzone dei Massimo Volume "Seychelles '81" inizia con la frase "Come faremo ad uscire da questo fiume di merda puliti e profumati?" richiamando il monologo di Red che, raccontando l'evasione del compagno, dice:"Andy Dufresne, l'uomo che attraversò un fiume di merda e ne uscì pulito e profumato".
  • L'episodio 2x7 di A tutto reality, ha il titolo originario The Chefshank Redemption, ovvio riferimento al titolo originale del film The Shawshank Redemption.
  • La cella di Red è la numero 237, lo stesso numero della celebre camera dell'Overlook Hotel in Shining.

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