1408 (film)

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1408
1408 (2007).jpg
Mike Enslin (John Cusack) bussa alla porta della 1408
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2007
Durata 99 min
104 min
112 min (director's cut)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere orrore
Regia Mikael Håfström
Soggetto Stephen King
Sceneggiatura Matt Greenberg, Scott Alexander, Larry Karaszewski
Produttore Lorenzo di Bonaventura, Kelly Dennis, Antonia Kalmacoff, Jeremy Steckler
Produttore esecutivo Jake Myers, Richard Saperstein, Bob Weinstein, Harvey Weinstein
Casa di produzione Dimension Films, Weinstein Company, The (non accreditato), Di Bonaventura Pictures (non accreditato)
Distribuzione (Italia) Lucky Red, Keyfilms
Fotografia Benoît Delhomme
Montaggio Peter Boyle
Effetti speciali Andy Aitken, Mark Bero, Caimin Bourne, Gordon Cave, Lisa Chadwick, Paige Chaytor, Ryan Conder, Chris Corbould Jr., Ian Corbould, Jamie Corbould, Paul Corbould, David Dunsterville, Joseph Halford, Simon Hewitt, Matthew Horton, Robert Jones, Stuart Kerr, David Kirshoff, Ian Lowe, Roger Mann, Jason McCameron, Neil McKelvey, Huw Millar, Hugh Miller, Timothy Mitchell, Greg Morgan, Roy Savoy, Steve Scotton, Ty Senior, Nigel Sinclair, Steven Warner, Daniel Williams, Gareth Wingrove
Musiche Gabriel Yared

Music Department
Jeff Atmajian, Becky Bentham, Sophie Cornet, Crouch End Festival Chorus, Andrew Dudman, Isobel Griffiths, Allan Jenkins, Lewis Jones, Stephen Marshall, Gerard McCann, Jill Meyers, David Temple, Charlotte Trinder, Robin Urdang, Kirsty Whalley, Bruce White, Rolf Wilson, Gabriel Yared, Chris Clad (non accreditato)

Scenografia Andrew Laws, Stuart Kearns, Mark Raggett, Daniel B. Clancy, Marina Morris

Art Department
Scott Bauer, John Bullard, Tristan Carlisle-Kitz, John Coppinger, Paul Curren, Julia Dehoff, Laura Dishington, Todd Ellis, Dave Fisher, Dean Fisher, Gordon Fitzgerald, Sarah Forbes, Colin H. Fraser, Emma Godwin, John Greaves, Kate Halsall, Lee Hedges, Mark Hedges, Roxy Konrad, Dougie Lankston, Eric Luling, Nick Milner, Eddie Murphy, Rhian Nicolas, Steve Payne, Mike Piccirillo, Chris Samp, Bob Sherwood, Julie Smith, Chris Snyder, Adrian Start, Keith Stevenson, Nic Stubbings, Eric Sundahl, Anthony Szuch, Daniel Thompson, Oscar Thompson, Kate Venner, Howard Weaver, Adam L. Barker (non accreditato), Dennis Richardson (non accreditato), Derek Scouler (non accreditato)

Costumi Natalie Ward

Costume and Wardrobe Department
Jill Anderson, Natalie Arango, Nigel Boyd, Barbara Brady, Mark Ferguson, Lotta Haggkvist, Askia Jacob, Amber Jordyn, Rachel Leek, Veronica Murtagh, David Otzen, Vicente Parada, Jane Petrie, Martin Rezard, Tara Sanovich, Laura Sewrey, Jennifer Stone, Tamsin Wright, Esme Young, Matthew Hepburn (non accreditato), Katie Hill (non accreditato)

Trucco Luisa Abel, Allan Apone, John Coppinger, Victor De Nicola, Karl Derrick, Jo Emberson, Cindy Gardner, Linda Grimes, Anthony Guieli, Shaune Harrison, Catherine Heyes, Pauline Heyes, Deborah Hyde, Giacomo Iovino, James Kernot, Douglas Noe, Marie Salandra, Steve Scotton, Robert Stevenson, Suzanne Stokes-Munton, Xanthia White, Pippa Woods, Denise Wynbrandt
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
« Non è che quello che vedo non sia reale, è che non è reale quanto sembra. »
(Mike Enslin)

1408 è un film del 2007 diretto da Mikael Håfström, tratto dall'omonimo breve racconto di Stephen King incluso nella raccolta Tutto è fatidico. Nel cast sono presenti John Cusack, Samuel L. Jackson e Mary McCormack. Il film è uscito nelle sale italiane il 23 novembre 2007, e in quelle americane il 22 giugno, sebbene nei trailer presenti nel sito internet facciano riferimento al 13.

Il film racconta di Mike Enslin (Cusack), un impopolare scrittore specializzato nell'horror. La carriera di Enslin è basata su investigazioni in case stregate, sebbene il suo continuo insuccesso lo abbia portato ad essere annoiato e pessimista riguardo al paranormale. Enslin riceve un invito dal Dolphin Hotel di New York, in cui è presente la fantomatica stanza 1408. Interessato, Enslin decide di passarci una notte, in cui arriverà vicino alla pazzia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mike Enslin da promettente scrittore di narrativa, dopo la tragica morte della figlia Katie è diventato uno scettico autore di saggi, specializzato nello smascherare le finzioni che si celano dietro i fenomeni delle "case stregate". Dopo aver terminato il suo ultimo libro, "Dieci notti in dieci case infestate", Mike riceve una cartolina anonima del Dolphin Hotel di New York, contenente il messaggio «non entrare nella 1408». Accogliendo l'invito come una sfida, Enslin si affretta a chiedere una prenotazione nella camera, ma l'hotel declina la sua richiesta. Grazie ad un cavillo legale di cui viene informato dal suo agente Sam Farrell, secondo cui, per legge, gli hotel non possono negare ad un cliente di prenotare una camera che risulti sfitta, Mike impone alla riluttante direzione del Dolphin di consentirgli l'accesso alla camera 1408.

Arrivato al lussuoso albergo Enslin viene ricevuto dal direttore, Gerald Olin, che cerca di dissuadere lo scrittore dall'iniziativa, avvertendolo che nessun ospite è mai riuscito a durare più di un'ora nella camera 1408 e che molti di quelli che vi erano entrati erano morti quasi subito, nei modi più tragici ed impensabili. Olin è disposto ad offrire a Enslin, in alternativa, un soggiorno gratuito nelle migliori suite dell'albergo, nonché l'accesso ai documenti riguardanti tutte le morti avvenute nella 1408 (in modo che lo scrittore possa comunque documentarsi per scrivere il suo libro) e anche una bottiglia di rarissimo cognac, purché l'autore rinunci al suo proposito. Enslin si fa consegnare i documenti e il cognac, ma insiste per avere accesso alla stanza, esasperando Olin. Il direttore cede alla richiesta dello scrittore, gli consegna la chiave della stanza, ma non rinuncia a metterlo per l'ultima volta in guardia sui pericoli mortali cui andrà incontro.

Una volta dentro la camera, Enslin attiva il suo registratore ed inizia a dettare il saggio, descrivendo nei dettagli l'appartamento. Di primo acchito tutto sembra normale, finché la radio si accende improvvisamente a pieno volume, e inizia la canzone "We've only just begun" dei The Carpenters. Da quel momento sul display dell'apparecchio parte un conto alla rovescia di 60 minuti, che coincide con la prima di una serie di sconvolgenti allucinazioni, che aumenteranno di "potenza", ogni minuto che passa e alla fine porteranno Mike Enslin a vivere la notte più terrificante della sua vita.

Nel corso degli inarrestabili episodi allucinatori di cui è vittima, l'uomo subisce incidenti dolorosi, vede alcune delle vittime precedenti della 1408 suicidarsi gettandosi dalla finestra ed assiste ad una serie di episodi inspiegabili. Ben presto il suo stato d'animo, già molto scosso, viene ulteriormente sconvolto dalle ricorrenti visioni della figlia, la cui morte per cancro, avvenuta alcuni anni prima, aveva anche determinato la fine del suo matrimonio.

I 60 minuti trascorrono, ma Mike non riesce a fuggire dalla camera. A nulla valgono i tentativi di passare all'esterno, lungo il cornicione, per entrare in qualche camera attigua, oppure di strisciare nei condotti dell'aerazione. In qualsiasi modo, l'uomo si ritrova sempre nella stanza maledetta, diventata una prigione infernale. Mike riesce a superare i 60 minuti della sveglia e appena scaduto l'ultimo secondo, l'uomo si ritrova sdraiato nel salotto, la camera ritornata perfettamente in ordine prima che cominciasse il conto alla rovescia. la sveglia si riprogramma e ricomincia il timer. In quel momento il telefono squilla e Mike risponde all'entità che alberga nella stanza.

«Perché non mi ammazzi e basta!» Mike

«Perché tutti gli ospiti della stanza godono del libero arbitrio, signor Enslin. Può scegliere di rivivere quest'ora più volte, oppure usufruire del nostro sistema rapido di check out» Entità malefica della stanza con la voce da oste.

In quel momento Mike ha visioni di lui stesso che si suicida. Facendo intendere che l'unico modo per uscire dalla stanza è uccidersi.

« È pronto ad andare via, signor Enslin?»

«No! Non come dite voi.»

«Ho capito! A proposito, signor Enslin, ha appena chiamato sua moglie. Arriverà fra cinque minuti. La mandiamo subito su!»

«Lei è fuori da tutto. Non puoi averla. Ho finito di parlare con te! Fine della storia.»

Alla fine Mike, ormai folle furioso per quello che la stanza ha fatto a sua figlia, usando la bottiglia di cognac lasciatagli da Olin, incendia la stanza nell'estremo tentativo di liberarsi da quell'incubo. L'allarme anti incendio scatta svegliando gli ospiti delle altre stanze e gettandoli nel panico. Mike si siede nel soggiorno e accendendosi una sigaretta osserva la camera che va a fuoco intorno a lui. In quel momento un urlo disumano di autentico dolore proviene da sopra la grata di ventilazione.

«Non parlare, bastardo!» (Mike)

Mike viene infine salvato dai pompieri che cerca di avvertire di non entrare nella stanza perché lì alberga il male. Tuttavia i pompieri non riescono a sentirlo perché troppo debole. In quel momento l'inchiostro dei numeri della stanza comincia a colare, segno che l'entità della stanza è infine morta. Il direttore dell'albergo, seduto sulla sua poltrona, sorride compiaciuto con in mano un bicchiere e brindando a Mike per avere finalmente sconfitto la 1408.

Quando si risveglia in ospedale, molti giorni dopo, Enslin trova accanto a sé la moglie Lily e scopre che entrambi sono pronti a ricominciare il loro rapporto, lasciandosi poco alla volta alle spalle il traumatico pensiero della morte della figlia. Tempo dopo, mentre è ancora convalescente nel suo nuovo appartamento, Mike riascolta una parte del nastro che aveva registrato durante la sua drammatica permanenza nella stanza 1408. La moglie è accanto a lui quando dal registratore emergono frammenti del dialogo avuto con il fantasma della figlia. La voce della bambina che dichiara l'amore per il padre è la prova lampante di quello che Mike da tempo cercava durante le sue visite alle case infestate, e cioè la conferma che esiste un'esistenza anche dopo la morte. Ma soprattutto il nastro dimostra all'uomo che l'esperienza vissuta nella stanza 1408 non è stata, come lui ha creduto, una semplice allucinazione. Inoltre, dagli sguardi di Mike e della moglie si potrebbe quasi dire che la 1408 non è stata del tutto distrutta dato che il suo ricordo vive in quel nastro.

Finali alternativi[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al finale che compare nella versione uscita nei cinema, sono stati girati altri tre finali. Tuttavia, nessuno di questi quattro finali coincide con il finale del racconto di King.

Finale alternativo # 1[modifica | modifica wikitesto]

In questo finale alternativo Mike muore nell'incendio della stanza 1408. Sussegue all'incendio il suo funerale, dove la moglie viene raggiunta dal direttore dell'albergo per consegnarle gli effetti personali di Mike recuperati dalle macerie. La moglie rifiuta la scatola senza nemmeno voler vederne il contenuto.

Salendo in macchina il direttore apre la scatola e trova il registratore. Premendo play sente quello che si sente anche nel finale ufficiale, la voce della bambina. Guardando dallo specchio retrovisore vede Mike ustionato ma chiaramente è un'illusione e parte con l'auto.

La scena finale è la finestra della stanza 1408 dopo l'incendio, da dove si vede Mike, all'interno della stanza, che svanisce come un fantasma.

Finale alternativo # 2[modifica | modifica wikitesto]

In questo finale alternativo Mike muore nell'incendio della stanza 1408 mentre il direttore dell'albergo, seduto sulla sua poltrona, sorride compiaciuto con in mano un bicchiere e brinda a Mike per avere finalmente sconfitto la 1408.

Dopo una brevissima scena del funerale, troviamo Lily nel suo residence di Los Angeles sistemare gli oggetti personali di Mike. L'agente di Mike si offre di aiutarla, ma al rifiuto della donna se ne torna nel suo ufficio di New York, dove scopre di aver ricevuto per posta il manoscritto che Mike aveva scritto nella stanza 1408. Mentre l'uomo si mette a leggerlo le porte del suo ufficio cominciano a sbattere.

Finale alternativo # 3[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la distruzione della stanza 1408 Mike e Lily decidono di ricominciare il loro rapporto, lasciandosi poco alla volta alle spalle il traumatico pensiero della morte della figlia. Tempo dopo, mentre è ancora convalescente nel suo nuovo appartamento, Mike riascolta una parte del nastro che aveva registrato durante la sua drammatica permanenza nella stanza 1408. Dal registratore emergono frammenti del dialogo avuto con il fantasma della figlia; dialoghi che sente solo Mike perché la moglie continua a fare i lavori di casa come se nulla fosse. Mike si stringe poi il registratore al petto come se questo fosse una persona cara.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente Stephen King aveva pubblicato il racconto in forma grezza nel saggio On Writing: Autobiografia di un mestiere, che in seguito è stato incluso in un audio-libro e ripubblicato nella raccolta Tutto è fatidico.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Per il ruolo dell'ex moglie del protagonista era stata ingaggiata Kate Walsh, ma l'attrice dovette rinunciare alla parte per via degli impegni già presi con la serie TV Grey's Anatomy; in seguito è stata sostituita da Mary McCormack.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Date di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti il film è stato un successo sia di critica che al botteghino, diventando uno dei film più lucrosi e apprezzati del 2007.

Differenze tra il film e il racconto[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel racconto non si fa alcuna menzione alla figlia di Mike, né se ne vede il fantasma all'interno della stanza. Nel film Mike vede la figlia nella 1408
  • Nel racconto viene specificato che la 1408 non è la classica camera infestata dai fantasmi, ma che è la stanza stessa ad essere una sorta di entità maligna, e che le anime di coloro che vi sono rimasti intrappolati sono state trasformate, perdendo ogni traccia di umanità. Nel film Mike viene avvisato dal direttore Olin che quella [cit] "è una futtuta stanza del male" e vede i vecchi ospiti della 1408 suicidarsi.

Collegamenti ad altre opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Poco dopo essere entrato nella stanza 1408, Mike fa menzione di «qualche saccente che ha parlato della banalità del male». Si riferisce al libro La banalità del male di Hannah Arendt.
  • La scena di quando Mike chiede aiuto e vede la propria immagine riflessa, ricorda la celebre gag dello specchio (non horror, ma comica) del film La guerra lampo dei Fratelli Marx.
  • La scena della stanza innevata è un sottile omaggio al terrificante Overlook Hotel di Shining di Stanley Kubrick.
  • Nella scena in cui il protagonista rischia di annegare facendo surf, per poi ritrovarsi sulla spiaggia, sopra la sua tuta da surf è visibile il titolo Psycho, omaggio reso stavolta ad Alfred Hitchcock.
  • Il nome "Dolphin Hotel" è stato scelto da King in riferimento al Dolphin Hotel presente in alcune opere dello scrittore giapponese Haruki Murakami (Sotto il segno della pecora, Dance Dance Dance[senza fonte]).
  • La canzone We've only just begun dei Carpenters, frequentemente trasmessa dalla radiosveglia, è la stessa che viene trasmessa nel film Il seme della follia, di John Carpenter, quando John Trent (Sam Neill) viene rinchiuso nell'ospedale psichiatrico.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Quando, nella stanza 1408, il computer di Mike si bagna, si vede comparire sullo schermo il celebre avviso di errore di sistema critico di Windows, il BSOD.

Riferimenti al numero 13[modifica | modifica wikitesto]

Come già successo con il film Number 23, anche in questa pellicola la numerologia ha molta rilevanza, soprattutto nei confronti del superstizioso numero 13.

  • Il titolo del film, nonché numero della stanza, 1408, è composto da quattro cifre che sommate tra loro danno come risultato il numero 13 (1+4+0+8=13). Nel suo saggio sul mestiere di scrittore On Writing[1], è lo stesso King a spiegare: "(...)A me piace [il titolo] «1408» perché è una storia da «tredicesimo piano» e le cifre sommate assieme danno tredici."
  • La stanza si trova ipoteticamente al 13º piano dato che, per superstizione, non esiste il pulsante numero 13 in ascensore.
  • Il signor Gerald Olin dice a Mike Enslin che il Dolphin Hotel è stato aperto nell'ottobre del 1912 (1+9+1+2=13).
  • In una scena la temperatura nella stanza risulta di 45-40 (4+5+4+0=13) gradi Fahrenheit (rispettivamente 7,2 e 4,4 gradi Celsius).
  • Quando Mike cerca di chiedere aiuto alla moglie chiedendole di chiamare la polizia, le fornisce l'indirizzo "2254 Lexington" (2+2+5+4=13).
  • Verso la fine del film la voce al telefono dice: "Noi siamo 5, noi siamo 8" (5+8=13).
  • Il nome Michael Enslin è composto da 13 lettere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ On Writing, Sperling & Kupfer, 2001, pag. 292

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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