Notte buia, niente stelle

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Notte buia, niente stelle
Titolo originale Full Dark, No Stars
Autore Stephen King
1ª ed. originale 2010
1ª ed. italiana 2010
Genere raccolta di racconti
Sottogenere Horror
Lingua originale inglese

Notte buia, niente stelle (Full Dark, No Stars) è la settima antologia di racconti di Stephen King, pubblicata in Italia nel novembre 2010, un anno dopo Stephen King goes to the movies.

Uscita in USA il 9 novembre 2010[1], con una tiratura superiore al milione di copie, e in Italia il 23 novembre[2], contiene quattro racconti inediti. La traduzione è stata affidata a Wu Ming 1.

Nella postfazione, datata 23 dicembre 2009, così l'autore descrive la raccolta:

« In Notte buia, niente stelle ho fatto del mio meglio per rendere quel che la gente potrebbe fare e come potrebbe comportarsi in certe situazioni estreme. Le persone in questi racconti non sono prive di speranza, ma riconoscono che a volte persino le speranze più fervide (e i migliori auspici per il nostro prossimo e la società in cui viviamo) si rivelano vane. Anzi, succede spesso. Quello che ci dicono, secondo me, è che la nobiltà non sta principalmente nel successo, ma nel cercare di fare la cosa giusta, e che se non riusciamo a farla, o intenzionalmente ci sottraiamo al compito, la conseguenza sarà l'inferno. »
(Stephen King[3])

Racconti[modifica | modifica sorgente]

1922[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

1930: chiuso in una stanza d'albergo di Omaha, nel Nebraska, l'agricoltore Wilfred scrive una confessione in cui racconta nei dettagli l'uccisione della moglie Arlette, avvenuta otto anni prima, con la complicità del figlio quattordicenne Henry "Hank", e tutti i tragici fatti di sangue che accaddero nel corso del 1922, dopo l'omicidio della donna.
L'assassinio era avvenuto in una sera di inizio estate, dopo che per mesi moglie e marito avevano litigato per una questione legata ad un terreno che Arlette aveva ereditato e che voleva vendere alla compagnia Farrington, e che Wilfred invece voleva assolutamente tenere: la donna inoltre voleva lasciare la vita di campagna, che non sopportava più, per trasferirsi in città, mentre il marito - proprietario terriero da generazioni - non ne voleva sapere.
Nessuno dei due aveva mai ceduto di un passo, così Wilfred aveva messo in piedi un piano, coinvolgendo per settimane il figlio, raccontandogli come la vita di città sarebbe stata impossibile e che la donna era solo un ostacolo. Una sera, ubriacata Arlette, Wilfred le taglia la gola ma la donna non muore subito e quello che doveva essere un "lavoro pulito" diventa una tragedia di cui padre e figlio non riescono più a liberarsi: gettata la donna in un pozzo in mezzo ai campi, nel corso dei giorni provvedono a ostruire il pozzo stesso, mentre l'avvocato della Farrington - contattato in precedenza da Arlette - comincia a recarsi alla fattoria a chiedere notizie sulla donna, come pure lo sceriffo.
Wilfred dice loro che la donna ha fatto le valigie e se n'è andata spontaneamente e Henry regge la storia orchestrata col padre. Ma Wilfred comincia ad avere incubi e tremendi sensi di colpa, soprattutto vedendo come l'omicidio abbia avuto una drammatica ripercussione sul carattere del giovane, che stenta a volte di riconoscere. Inoltre, durante l'estate, accadono terribili episodi con dei ratti che escono dal pozzo dove giace la donna: nel frattempo, Henry mette incinta la giovane Shannon, sua compagna di classe e vicina di casa.

Dopo che Shannon viene rinchiusa in un collegio dai suoi genitori, Henry raggiunge la struttura liberandola ed avviando con lei una carriera da rapinatore, durante la quale ferisce alla gamba un vigilante, Charles Griner.

Nel frattempo il fantasma di Arlette avvisa Wilfred che Henry e Shannon stanno per andare incontro alla morte: la ragazza viene ferita da un negoziante rapinato ed Henry, trasportatola in macchina, sbanda e finisce in un fosso, dove Shannon e il figlio che ha in grembo perdono la vita; Henry decide quindi di spararsi un colpo in testa.

Wilfred è morso da un topo e perde una mano; perseguitato dai topi stessi, cambia più volte città, fino a concludere i suoi giorni in una camera d'albergo dove viene divorato dai topi, ma creduto suicida.

Note dell'autore[modifica | modifica sorgente]

Ispirato ad un libro di William Lesy del 1973, Wisconsin Death Trip, in particolare alle fotografie che lo illustrano, di cui King ha voluto rendere in questo racconto «l'atmosfera di isolamento rurale, oltre alla durezza e al senso di perdita nei volti di molti soggetti fotografati».[3]

Connessione con altri lavori[modifica | modifica sorgente]

La città in cui il racconto è ambientato, Hemingford Home nel Nebraska, è il luogo in cui viveva Mother Abigail, importante personaggio in L'ombra dello scorpione, nonché la città in cui si trasferisce Ben Hanscom, uno dei protagonisti di It e l'ambientazione del racconto L'ultimo piolo contenuto nella raccolta A volte ritornano.

Maxicamionista (Big Driver)[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Tess, una scrittrice di romanzi gialli, viene invitata per una conferenza a Chicopee nel Massachusetts. Al termine dell'evento, l'organizzatrice e direttrice della biblioteca, consiglia a Tess di evitare il traffico sull'Interstatale 84 e le fornisce una strada alternativa. Tess segue il consiglio ma, mentre percorre la strada, la sua Ford Expedition ha un incidente e Tess è costretta a recarsi presso una stazione di servizio abbandonata per cercare aiuto.

Un uomo alla guida di un pickup si offre di aiutarla e Tess si accorge troppo tardi che, a bordo della vettura dell'uomo, si trovano dei pezzi di legno chiodati simili a quelli che hanno causato l'incidente. L'uomo l'aggredisce, la stupra e la strangola. Tess si finge morta e l'uomo getta il suo corpo in un canale di scolo, dove giacciono i cadaveri in putrefazione di due delle sue vittime precedenti.

Ripresasi, Tess raggiunge la vicina città ma non denuncia il suo tentato omicidio alle forze dell'ordine. In stato di shock, si limita a chiamare un taxi e farsi portare a casa. Il giorno seguente, in maniera fortuita, Tess riesce a identificare il suo assalitore, che è famoso con il soprannome "Maxicamionista" e comincia a coltivare l'idea di farsi giustizia da sé. Nei giorni seguenti, Tess comincia ad avere visioni e a parlare con il proprio gatto, l'anziana protagonista dei suoi romanzi e anche oggetti inanimati, come il suo navigatore satellitare; inoltre guarda film che hanno per tematica la vendetta, come L'ultima casa a sinistra e Il buio nell'anima, mentre l'idea di vendicarsi comincia a prendere sempre più corpo in lei.

La scrittrice, dopo alcune ricerche su Internet, raggiunge la casa dell'organizzatrice del convegno letterario e madre di "Maxicamionista", accoltellandola all'addome e finendola in un lago di sangue.

Tess decide quindi di raggiungere la casa di Maxicamionista e lo uccide sparandogli in testa, per poi scoprire che non è il camionista che l'ha violentata, ma suo fratello Alvin.

L'errore di Tess è stato considerare Lester, colui che l'ha stuprata, "Maxicamionista", mentre questo era il soprannome di Alvin, alto più di due metri.

Tess trova però in casa di Alvin una paperella di stoffa insanguinata, capendo così che Alvin era connesso con i delitti del fratello. Procuratasi l'indirizzo di Lester lo raggiunge e gli spara in testa, vendicandosi.

Note dell'autore[modifica | modifica sorgente]

Il racconto Maxicamionista è stato ispirato da un piccolo episodio cui King è stato testimone. Nella postfazione alla raccolta scrive:

« Nel 2007, mentre percorrevo la I-84 diretto in Massachusetts occidentale per una seduta d'autografi, mi fermai in un'area di servizio per un tipo Sano Spuntino Alla Steve King: una bibita gassata e una barretta di cioccolato. Quando uscii dall'emporio, vidi una donna con una gomma forata. Si rivolgeva al camionista che aveva parcheggiato accanto a lei. Lui sorrise e scese dall'abitacolo.
«Serve aiuto?» chiesi.
«No, no, me ne occupo io», disse il camionista.
Sono sicuro che la donna ci guadagnò un cambio di ruota. Io ci guadagnai una barretta Three Musketeers e l'idea per il racconto che sarebbe diventato «Maxicamionista». »
(Stephen King[4])

La giusta estensione (Fair Extension)[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

La giusta estensione è la più breve delle storie contenute nella raccolta e l'unico racconto in cui l'elemento soprannaturale è esplicito. È il primo racconto ambientato a Derry dopo gli eventi di L'acchiappasogni (2001).

David Streeter, un uomo malato di cancro, si imbatte in un venditore ambulante durante una passeggiata. Il venditore, di nome George Elvid, gli rivela che la sua attività consiste nel vendere estensioni. Al prezzo di una percentuale sul suo stipendio annuale, Elvid offre a Streeter di estendere la sua vita di quindici anni e trasferire parte della sua sfortuna a qualcuno che conosce e che odia. Streeter fa il nome di Tom Goodhugh, suo vecchio amico sin dai tempi della scuola, nei confronti del quale cova segreto rancore da anni (sia perché Tom gli ha rubato la fidanzata all'università, perché David ha dovuto fare i compiti per entrambi all'università, sia per la fortuna sfacciata di Tom negli affari e altri motivi).

Dopo aver stretto il patto col diavolo (Elvid è infatti l'anagramma della parola inglese devil, ossia diavolo), Streeter riceve dal suo medico la notizia che il cancro è inspiegabilmente scomparso. Il racconto prosegue con la cinica narrazione delle sventure che, a causa dell'estensione acquistata da Streeter, colpiscono Tom Goodhugh e la sua famiglia e che, dall'altra parte, della fortuna insperata per David e il successo di ogni membro della sua famiglia in ogni cosa che fanno, come creare videogiochi subito al top della classifica o diventare giornalisti di successo.

Note dell'autore[modifica | modifica sorgente]

Nella postfazione alla raccolta, King spiega che l'idea per La giusta estensione è nata osservando un venditore ambulante di palline da golf durante una passeggiata sulla Hammond Street Extension di Bangor.[4]

Connessione con altri lavori[modifica | modifica sorgente]

Nel libro il protagonista accenna alla sua vicina di casa, la signora Denbrough, madre di Bill Denbrough, uno dei protagonisti di It. Inoltre, nel testo, uno dei personaggi dice: "Lunghi giorni e piacevoli notti", che è un'espressione ricorrente nel linguaggio del medio mondo della saga della Torre Nera.

Un bel matrimonio (A Good Marriage)[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Darcy Anderson scopre in maniera fortuita, nel garage della propria abitazione, una scatola appartenente al marito Bob, con il quale è sposata da molti anni, in quello che considera un matrimonio felice. All'interno della scatola ritrova un documento di identità appartenente a Marjorie Duvall, vittima di un prolifico serial killer conosciuto come "Beadie". Poco dopo, Darcy riceve una telefonata da Bob, durante la quale lascia trapelare il suo stato d'animo.

Rosa dal sospetto, e approfittando dell'assenza del marito, in viaggio d'affari, Darcy svolge alcune ricerche su Google riguardo a Beadie e scopre non solo che le date degli omicidi coincidono tutte con giorni in cui Bob si trovava fuori casa per motivi di lavoro, ma anche che suo marito si trovava sempre in prossimità dei luoghi dei delitti. Incerta sul da farsi, Darcy decide di andare a dormire, ma viene svegliata nel cuore della notte proprio da Bob, ritornato a casa in fretta e furia dopo la telefonata.

Bob tenta di spiegarle le motivazioni dei suoi gesti e le rivela che, da giovane, trascinato da un compagno di scuola, aveva pianificato una sparatoria all'interno del suo liceo, ma il compagno (le cui iniziali erano B. D. che si pronunciano, in inglese, beedie) era stato investito da un camion e ucciso. Il piano della sparatoria non era mai stato realizzato, ma Bob confessa a Darcy di essere stato "infettato" dall'amico, e che in realtà è lui a commettere gli omicidi. Bob dichiara anche che, con il matrimonio e i figli, Darcy l'ha aiutato a calmare il suo alter ego malvagio e chiede alla moglie, dietro la promessa che non ucciderà più, di mantenere il suo segreto. Darcy accetta, ma decide anche che un mostro come suo marito deve essere messo in condizione di non nuocere più a nessuno e pianifica di eliminarlo in modo che la sua morte non getti vergogna sulla sua famiglia.

Note dell'autore[modifica | modifica sorgente]

Della raccolta, Un bel matrimonio è l'unico racconto che si ispira direttamente a un caso di cronaca nera, ossia alla vicenda del serial killer Dennis Rader, conosciuto come "BTK" (bind, torture and kill, lega tortura e uccidi) e attivo in Kansas dal 1974 al 1991.[4]

Nelle parole di King:

« Paula Rader è stata sposata con quel mostro per trentaquattro anni, e nella zona di Wichita, dove Rader agiva, molti si rifiutano di credere che abbia potuto vivere con lui e non sapere cosa stava facendo. Io l'ho creduto subito, lo credo ancora e ho scritto questo racconto per capire cosa accadrebbe se una moglie scoprisse all'improvviso l'orribile hobby del marito. L'ho scritto anche per indagare l'idea che sia impossibile conoscere a fondo qualcuno, comprese le persone che più amiamo. »
(Stephen King[5])

Accoglienza e critica[modifica | modifica sorgente]

Notte buia, niente stelle ha ricevuto in generale critiche positive, sia negli Stati Uniti, sia in Italia. Il sito internet Amazon.com ha inserito la raccolta al venticinquesimo posto della lista dei 100 libri migliori del 2010[6]. Terrence Rafferty, sul New York Times, pur sottolineando la debolezza delle due storie centrali, ha paragonato lo stile di King a quello di un giovane scrittore entusiasta, notando come "King, a sessantatré anni, scriva ancora con l'energia, la spensieratezza e la facilità di un giovane"[7]. Neil Gaiman, sul Guardian, ha definito Notte buia, niente stelle come un insieme di storie "potenti e, ognuna a modo suo, profondamente malvagie"[8].

La critica italiana è stata generalmente più accomodante. Luca Crovi ha paragonato Notte buia, niente stelle alle precedenti raccolte di novelle (Stagioni diverse e Quattro dopo mezzanotte) sia in un articolo su Il Giornale (per King "costruire quattro storie alla volta ha davvero un senso e gli permette di dare il meglio di sé"[9]), sia su Gioia, dove elogia la raccolta perché "sembra rinnovare i fasti delle sue celeberrime antologie come Stagioni diverse e Quattro dopo mezzanotte, propone davvero un viaggio speciale nell'universo femminile"[10]. La scrittrice Loredana Lipperini, su la Repubblica ha speso parole di elogio per la traduzione realizzata da Wu Ming 1, che sostituisce il traduttore "storico" di King Tullio Dobner - decisione che ha causato anche alcune polemiche tra i fan di King -, definendola in grado di proporre "un King dal ritmo serrato e senza orpelli"[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stephenking.com Sito ufficiale dell'autore - Consultato il 25 dicembre 2010
  2. ^ Il nuovo Stephen King: quattro racconti da paura, 9 novembre 2010. URL consultato l'11 gennaio 2011.
  3. ^ a b Stephen King, Notte buia, niente stelle, Sperling & Kupfer, 2010, p. 417
  4. ^ a b c Stephen King, Notte buia, niente stelle, Sperling & Kupfer, 2010, p. 418
  5. ^ Stephen King, Notte buia, niente stelle, Sperling & Kupfer, 2010, p. 419
  6. ^ Best Books of 2010: Editors' Picks
  7. ^ What Evil Lurks. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  8. ^ Full Dark, No Stars by Stephen King – review. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  9. ^ Il nuovo poker del Re è nato dalla cronaca. URL consultato il 21 gennaio 2011.
  10. ^ Le donne sono sempre in pericolo. URL consultato il 21 gennaio 2011.
  11. ^ "Oggi la gente ama i thriller perché è abituata all'orrore. URL consultato il 21 gennaio 2011.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

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