Kate Walsh

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Kate Walsh nel 2011

Kathleen Erin Walsh (San Jose, 13 ottobre 1967) è un'attrice statunitense.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Nata in California, si trasferì a Tucson (Arizona). Il padre era irlandese (è morto per infarto quando Kate aveva 22 anni) e la madre è italiana.

Nei primi anni ottanta è stata una nota modella in Giappone, dove era venerata per la sua notevole statura: 1,78 m.

Ha iniziato la sua carriera da attrice nel teatro dell'Università dell'Arizona per poi proseguire a Chicago, dove ha studiato alla rinomata Piven Theatre Workshop. A Chicago ha recitato in due film indipendenti, Crocevia per l'inferno (Normal Life) diretto da John McNaughton, e Henry, Portrait Of A Serial Killer II. La sua carriera è decollata rapidamente in seguito a un trasferimento a New York per formarsi in commedia e improvvisazione, dove ottiene una serie di ruoli regolari in The Mike O'Malley Show, Mind of a Married Man e The Drew Carey Show.

È famosa soprattutto per l'interpretazione di Addison Montgomery, chirurgo neonatale, nella serie televisiva Grey's Anatomy e nel suo spin-off Private Practice. Ha partecipato anche ad altre serie come CSI - Scena del crimine e Law & Order.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La sua bellezza viene spesso paragonata a quella dell'attrice francese Catherine Deneuve, tanto da spingere gli sceneggiatori di Grey's Anatomy a farvi riferimento in un episodio della seconda stagione, sia nella versione originale sia in quella italiana.
  • Nel 2007 è stata inserita dalla rivista maschile Maxim al 52º posto tra le 100 donne più belle del mondo[1]; la Walsh, non contenta, ha dato scandalo strappandosi di dosso la camicetta durante lo show di David Spade Showbiz Show, mostrandosi in reggiseno e protestando furiosamente per la posizione in classifica (in realtà la gag era preparata).
  • Appare nel video musicale della canzone Yes, We Can, ispirato dal famoso slogan di Barack Obama.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) 2007 Hot 100, Maxim.com. URL consultato il 7 febbraio 2009.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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