Carrie (romanzo)

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Carrie
Titolo originale Carrie
Autore Stephen King
1ª ed. originale 1974
1ª ed. italiana 1977
Genere romanzo
Sottogenere horror
Lingua originale inglese
« Ma il "mi dispiace" è il pronto soccorso delle emozioni umane. »
(Susan Snell)

Carrie è il primo romanzo di Stephen King ad essere stato pubblicato, nel 1974. È uno dei più brevi che King abbia scritto. King disse di trovare il lavoro "crudo" e "con un'incredibile capacità di terrorizzare". È uno dei libri più censurati nelle scuole americane[1] ed il film fu vietato in Finlandia. I fan spesso lo indicano come uno dei romanzi più toccanti di King. Brian De Palma ne ha creato una versione cinematografica nel 1976, ed è stato uno dei pochi adattamenti per il cinema apprezzato anche da King.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Carrie White è un'adolescente introversa e silenziosa, orfana di padre, che, assieme alla madre Margareth, vive a Chamberlain, cittadina del Maine. La sua è una vita difficile ed infelice, in quanto a scuola viene costantemente maltrattata e derisa dalle compagne, mentre a casa, la madre, donna puritana affetta da turbe psichiche ed ossessionata dal peccato e dalla religione, le infligge quotidianamente severe punizioni fisiche e morali. La ragazza è anche dotata di telecinesi, potere sovrannaturale ereditato dalla nonna, che durante gli anni l'ha portata a scontrarsi più volte con la madre, che la ritiene posseduta da Satana. Un giorno, a scuola, mentre assieme alle compagne di classe sta facendo la doccia dopo una lezione di ginnastica, Carrie ha le sue prime mestruazioni. Spaventata, in quanto non sa cosa stia succedendo al suo corpo perché la madre non gliene ha mai parlato, chiede aiuto alle compagne ma queste, invece di darle una mano, ne approfittano per deriderla e sbeffeggiarla, tirandole addosso alcuni tamponi. Solo l'intervento dell'insegnante Rita Desjardin riesce a placare l'ilarità generale. La donna infatti accorre in aiuto di Carrie e, dopo averla pulita ed aiutata a rivestirsi, la porta dal preside del liceo, dove racconta l'accaduto ed elenca i nomi delle ragazze che hanno partecipato all'episodio. Carrie viene mandata a casa, dove si scontra per l'ennesima volta con la madre, che attribuisce il fatto dell'arrivo delle mestruazioni nella figlia a suoi pensieri impuri e di lussuria. Il giorno successivo, l'insegnante di ginnastica, ancora colpita dal comportamento delle compagne di classe di Carrie e su sollecitazione del preside, infligge loro la punizione di passare un'ora al giorno in più di lezione a scuola assieme a lei, pena il divieto di partecipare all'imminente ballo scolastico, in programma di lì a pochi giorni. Tutte le ragazze, ad eccezione di Christine Hargensen, la più spocchiosa e violenta del gruppo, accettano. Quest'ultima infatti, minacciando ritorsioni verso la scuola dal momento che suo padre è avvocato, abbandona il gruppo (si leggerà più avanti che il padre si reca dal preside per cercare una mediazione, venendo poi cacciato dallo stesso preside a causa della sua ottusità nel riconoscere che la figlia pratica bullismo su Carrie e su molti altri ragazzi della scuola), sancendo così la sua esclusione dall'evento. Nel frattempo, Sue Snell, una delle amiche di Christine, tormentata dai rimorsi per quello che ha fatto a Carrie, chiede al suo fidanzato Tommy Ross, l'adolescente più bello e popolare della scuola, di accompagnare la ragazza al ballo, per porre così rimedio alla sua azione. Dopo un tentennamento iniziale, il ragazzo accetta e, quando fa la proposta all'interessata, Carrie si dimostra timida, ma speranzosa. Quando torna a casa e lo comunica alla madre, la donna, ritenendo il ballo peccaminoso ed intimorita dal fatto che i ragazzi presenti possano farle violenza, cerca di proibire a Carrie di parteciparvi. Carrie allora si ribella alla madre, minacciandola di farle rivedere i suoi poteri ed inizia a cucirsi il vestito per la serata. Intanto, a scuola fervono i preparativi per il ballo e Christine Hargensen, ancora furiosa per la punizione ricevuta e per il fatto che suo padre non l'ha difesa, quando viene a sapere che Tommy Ross vi parteciperà assieme a Carrie, architetta assieme allo sbandato Billy Nolan, suo fidanzato, l'ennesimo scherzo ai danni della compagna: con la collaborazione di altre amiche sue compiacenti, truccherà i voti della serata, in modo da far incoronare Tommy e Carrie come Re e Regina della serata e, quando i due saliranno sul palco per ricevere gli onori del rito, rovescerà addosso alla ragazza del sangue di suino, allo scopo di rovinarle il momento più bello della vita. La serata del ballo arriva e Tommy vi si reca con Carrie. Dopo un'iniziale ostilità da parte degli altri studenti, tutti alla fine sembrano accettare la ragazza fra di loro, colpiti anche dal fatto di vederla diversa e sicura di sé. Nel frequentarla però, Tommy inizia a conoscerla meglio, scoprendo il suo lato buono e timido, cosa che lo porterà ad innamorarsene. A fine serata, i due vengono come previsto incoronati Re e Regina e, mentre si trovano sul palco, Christine e Billy, che sono posizionati sopra di esso, sui corridoi di servizio, attuano il loro brutale piano. Carrie si ritrova così coperta di sangue, umiliata e sbeffeggiata. Mentre fissa studenti ed insegnanti che, sotto di lei, la deridono per l'ennesima volta, il secchio usato da Christine e Billy per lo scherzo scivola giù da dov'era stato fissato, colpendo alla testa Tommy, che muore all'istante. Vedendosi nuovamente presa in giro e cosciente che ciò non finirà mai e che il suo sogno è stato distrutto, Carrie sulle prime cerca di uscire dalla scuola per tornare a casa. Quando però capisce che a casa non ci sarà una madre pronta a consolarla ma solo a castigarla, decide di punire una volta per tutte gli artefici di tutto ciò. Restando perciò all'esterno della palestra e usando i suoi poteri, chiude tutte le porte (tranne quelle di servizio, dalla quale riusciranno a scappare i pochi ragazzi che sopravviveranno alla serata), poi, servendosi dei cavi elettrici usati per illuminare il palco, appicca il fuoco al locale, causando la morte di quasi tutti gli studenti e gli insegnanti del liceo. Ciò però fa in modo che perda completamente il controllo della telecinesi e successivamente, mentre si reca a casa per uccidere pure la donna che l'ha partorita condannandola così ad una vita infernale, distrugge anche l'intera città, uccidendo centinaia di ignari residenti. Arrivata a casa, trova la madre ad aspettarla. La donna prima le racconta della sera cui è rimasta incinta di lei, poi tenta di pugnalarla con un coltello da cucina, come già aveva tentato di fare appena l'aveva messa al mondo, ritenendola figlia del peccato. Nel tentativo di difendersi, Carrie utilizza la telecinesi per provocarle un infarto. Stremata ed indebolita, scappa poi da casa. Durante la sua fuga, incrocia Christine e Billy che, spiazzati dagli eventi della serata, stanno scappando in auto dalla città. I due, appena vedono Carrie in mezzo alla strada, cercano d'investirla, ma la ragazza, ancora una volta per mezzo della telecinesi, prende il controllo della vettura e li manda a schiantarsi poco distante, uccidendoli entrambi. Poco dopo, si accascia al suolo, ormai in fin di vita, dove viene trovata da Sue Snell, uscita di casa appena saputo dell'incendio alla scuola per andare a vedere di persona cosa stava succedendo. Tramite una comunicazione di telepatia, le due ragazze entrano in contatto e Sue invita Carrie a guardare dentro di lei, dimostrandole così che, a differenza di tutti gli altri, lei non aveva mai nutrito rancori nei suoi confronti e la voleva solo aiutare. Con questa immagine nella mente, Carrie muore. Il libro si conclude con una lettera, scritta anni dopo da una signora, attraverso la quale si capisce della nascita di una bimba di nome Annie con gli stessi poteri di Carrie. Si è comunque sicuri che Annie sarà molto più fortunata e felice.

Dedica[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è dedicato a Tabitha Spruce, moglie dell'autore: «A Tabby, che mi ha fatto entrare in questo incubo, e poi me ne ha fatto uscire.» («This is for Tabby, who got me into it – and then bailed me out of it.»)

Genesi dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso King non ricorda esattamente come nacque la storia di Carrie: «davvero non riesco a fissare un nucleo di partenza, il punto d'origine di tutta la storia».[2] All'epoca pubblicava con una certa regolarità racconti per la rivista maschile Cavalier. E per uno di questi nacque l'idea di una ragazza con poteri di telecinesi che all'arrivo delle mestruazioni è tormentata dalle compagne e scatena una terribile forza distruttiva, ma quanto scritto non gli piacque e lo gettò via.

Fu la moglie a stimolarlo a continuare e lui ampliò la storia fino alle dimensioni di romanzo.[3] «Cominciai a lavorare su Carrie come se si trattasse di un racconto, ma poi pensai che forse si poteva far bollire il tutto un po' più a lungo prima dell'esplosione finale e, prima che me ne accorgessi, ecco che era diventato un romanzo. [...] Devo essere sincero: non mi aspettavo molto da Carrie. Pensavo: "Chi vorrà mai leggere un libro su una poveretta afflitta da problemi mestruali?" Non riuscivo a credere di essere al lavoro su una storia del genere.»[4]

Il personaggio di Carrie fu ispirato a un paio di persone reali, una compagna di scuola e una studentessa dell'autore,[2] mentre il prototipo per il personaggio della madre di Carrie fu una donna anziana che lavorava nella lavanderia industriale in cui lavorò anche King per circa un anno.[5] La prima stesura richiese circa tre mesi, nel corso dell'estate 1972.[6]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

La casa editrice Doubleday acquistò il romanzo per 2500 dollari[7] e lo pubblicò nel gennaio 1974.[8] Il libro vendette nell'edizione rilegata solo 13.000 copie, ma nell'edizione economica, i cui diritti furono venduti per 400.000 dollari,[6] ne vendette oltre un milione.[9]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Già ben sei mesi prima della pubblicazione la Doubleday ricevette le prime offerte per realizzarne una trasposizione cinematografica.[6] Brian De Palma ha diretto la versione cinematografica nel 1976, con Sissy Spacek nel ruolo di Carrie. Amy Irving, William Katt, Betty Buckley, Piper Laurie, Nancy Allen e John Travolta fanno parte del cast. Nonostante venga sempre ritenuta una storia horror, Carrie è, in realtà, un'intensa storia di emarginazione e vittimismo. È stato il primo film horror ad essere nominato agli Academy Awards per la performance di Sissy Spacek e di Piper Laurie; ha vinto anche il grande premio all'Avoriaz Film Festival e Sissy Spacek è stata premiata con il titolo di "Miglior attrice" dalla Società Americana di Premi della Critica.

Un successivo film è stato girato nel 1999; protagonista è un'altra ragazza con poteri telecinetici (che alla fine dimostrerà di avere lo stesso padre di Carrie). Un remake per la TV, con protagonista Angela Bettis, è stato prodotto per la TV americana nel 2002, raccogliendo critiche positive.

Nel 2013 è stato prodotto da Metro-Goldwyn-Mayer e Screen Gems un ulteriore adattamento cinematografico del libro, Carrie. Il film, diretto da Kimberly Peirce, vede come protagonista l'attrice Chloë Grace Moretz.

Musical[modifica | modifica wikitesto]

Un musical a Broadway nel 1988, con Betty Buckley, Linzi Hateley, e Darlene Love fu chiuso dopo solo cinque esibizioni. La colonna sonora del film del 1976 fu composta da Pino Donaggio, usuale collaboratore di De Palma. Il lavoro di Donaggio non ha avuto molti riconoscimenti, ma l'atmosfera che crea dà al film un'essenza unica. Donaggio è stato spesso visto come il Bernard Herrmann di De Palma.

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

La triste storia di Carrie ha ispirato anche il fumettista e sceneggiatore Pasquale Ruju per l'albo di Dylan Dog numero 135, dal titolo "Scanner". Protagonista è la piccola Pearl Dee che come Carrie ha poteri telecinetici. Creduta morta dalla madre Madeleine, che però nutre dei dubbi sulla scomparsa della figlia e incarica l'Indagatore dell'Incubo di fare luce sulla vicenda, Pearl è stata in realtà cresciuta da alcuni funzionari governativi in una località segreta, in quanto inserita all'interno di un programma militare riservato chiamato "Little Death" (piccola morte).

Lei ed altre bambine dotate dei suoi stessi poteri vengono addestrate al loro uso allo scopo di trasformarle in devastanti armi di distruzione di massa viventi. All'età di 15 anni, però, Pearl si ribella al suo destino, partendo alla ricerca delle sue origini lasciando dietro di sé morte e terrore. Questa storia, come altre del celebre eroe bonelliano, s'ispira all'opera di Stephen King, ma in questo caso si rintraccia un omaggio assai più evidente del solito, tale da rendere impossibile non collegare la storia di Pearl a quella di Carrie.

Alcune scene del fumetto, inoltre, ricalcano le sequenze del film di De Palma. A Carrie vi è un riferimento persino all'interno di un altro romanzo di Stephen King, La zona morta (alla fine del capitolo 23, Patty Strachan accusa Johnny di aver dato fuoco egli stesso al locale dove Chuck avrebbe festeggiato il diploma "con la sua mente, come in quel libro, Carrie"). Viene accennato il caso di Carrie nel romanzo "l'incendiaria"

Numeri ISBN[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.ala.org/ala/oif/bannedbooksweek/bbwlinks/100mostfrequently.htm
  2. ^ a b Charles L. Grant, Twilight Zone, aprile 1981. In L'orrore secondo Stephen King, a cura di Tim Underwood e Chuck Miller, Milano, Arnoldo Mondadori, Editore, 1999 ISBN 88-04-46422-4 p. 23
  3. ^ Charles L. Grant, op. cit., p. 22
  4. ^ Robert W. Wells, From Textbook to Checkbook, Milwaukee Journal, 15 settembre 1980. In L'orrore secondo Stephen King, p. 17
  5. ^ Charlotte Phelan, Scaring People All the Way to the Bank, Houston Post, 25 febbraio 1979. In L'orrore secondo Stephen King, p. 21
  6. ^ a b c David Bright, Hampden Teacher Hits Jackpot with New Book, Bangor Daily News, 25 maggio 1973. In L'orrore secondo Stephen King, p. 11
  7. ^ Charles L. Grant, op. cit., p. 25
  8. ^ David Bright, op. cit., p. 9
  9. ^ Emmett Meara, Stephen King's Silver-lined Prose, Bangor Daily News, 12 febbraio 1977. In L'orrore secondo Stephen King, p. 15

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L'orrore secondo Stephen King, a cura di Tim Underwood e Chuck Miller, Milano, Arnoldo Mondadori, Editore, 1999. ISBN 88-04-46422-4

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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