Annie Wilkes

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Annie Wilkes
Misery non deve morire.JPG
Universo Misery
Autore Stephen King
1ª app. 1990
1ª app. in Misery non deve morire
Interpretata da Kathy Bates
Sesso Femmina
Professione Ex infermiera

Anne Wilkes è l'antagonista del romanzo Misery di Stephen King. Nella versione cinematografica del 1990 (riadattata per l'Italia con il titolo di Misery non deve morire), il suo personaggio è stato interpretato dall'attrice Kathy Bates, che ha vinto un Oscar per la Migliore Attrice Protagonista. È uno dei personaggi più oscuri e inquietanti creati dal Re del brivido e, nella classifica stilata dall'American Film Institute sui 50 cattivi migliori del cinema americano, ha guadagnato il 17º posto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Anne Marie Wilkes Dugan era nata a Bakersfield il 1º aprile 1943, da Carl Wilkes e da Cryslda Berryman, sposati il 30 maggio 1938 e aveva un fratello di nome Paul Emery Wilkes nato il 12 maggio 1939. Il 17 maggio 1966 Annie si diploma come infermiera e si sposa con Ralph Dugan il 2 gennaio 1979, da cui divorzierà nell'agosto del 1980. Nel 1986 Annie salva lo scrittore Paul Sheldon dopo che questi ha subito un incidente e lo porta nella sua baita di montagna. Inizialmente Paul crede di essere al sicuro, sebbene isolato, ma non appena Annie scopre che Paul ha intenzione di far morire il suo personaggio preferito al termine del suo ultimo romanzo, il suo comportamento cambia radicalmente: la donna tiene segregato lo scrittore, tagliando i suoi contatti con il resto del mondo, e, sottoponendolo ad una serie di torture fisiche e mentali sempre più crudeli, lo obbliga a riscrivere il romanzo per far rivivere la sua eroina, Misery Chastain. Conscia della momentanea infermità di Paul, la donna usa qualsiasi mezzo per obbligarlo a scrivere: gli fa bruciare l'unica copia del suo nuovo manoscritto, lo minaccia di morte, lo droga con dei farmaci e, in una delle scene più inquietanti del film, arriva a fratturargli entrambe le caviglie con un maglio (mentre nel libro gli taglia un piede e un pollice). Al termine della stesura del romanzo, tuttavia, Paul riesce a liberarsi e tenta di fuggire. Annie lo aggredisce, decisa ad ucciderlo, ma nel corso della violenta colluttazione viene colpita alla testa e muore per trauma cranico, mentre Paul, gravemente ferito ma vivo, viene tratto in salvo dalla polizia.

Crimini[modifica | modifica sorgente]

Il sequestro di Paul Sheldon non è l'unico crimine di cui si macchia Annie. Durante la sua prigionia, lo scrittore scopre l'album dei ricordi nei quali l'infermiera colleziona degli inquietanti ritagli di giornale riguardanti delle morti sospette. In breve tempo comprende che è stata Annie a commetterli, pur non essendo mai stata condannata. In particolare, la donna avrebbe causato la morte di suo padre e di una giovane infermiera che lavorava con lei (mascherando entrambi gli omicidi come incidenti), oltre che di vari pazienti negli ospedali in cui lavorava, soprattutto neonati. Considerando questo aspetto della sua personalità criminale, Annie presenta molti punti in comune con gli "angeli della morte", i serial killer in ambito medico. Inoltre, Annie uccide un'altra persona durante il sequestro di Paul: lo sceriffo Buster McCain che, indagando sulla scomparsa dello scrittore, era entrato in casa della donna.

Personalità[modifica | modifica sorgente]

Annie vive sola in una baita di montagna, con pochissimi collegamenti con il resto del mondo, e nutre un'ammirazione ossessiva per i romanzi di Paul Sheldon. In particolare, considera la protagonista Misery Chastain una persona reale, al punto di aggredire lo scrittore per obbligarlo a "resuscitare" l'eroina. La conoscenza della medicina e dell'effetto dei farmaci permette ad Annie di drogare Paul e di tenerlo costantemente sotto il suo controllo. La caratteristica più peculiare del suo comportamento sono i suoi rapidi sbalzi d'umore: per motivi futili, in pochi istanti può passare da una gentilezza quasi materna al sadismo più efferato. È affetta da gravi turbe psichiche, che tuttavia non vengono specificate: l'instabilità emotiva, il morboso attaccamento a Paul, la paura di essere abbandonata e la difficoltà a controllare la propria aggressività potrebbero essere sintomi di disturbo della personalità. A queste esplosioni di rabbia si alternano dei periodi depressivi, durante i quali fantastica di uccidere Paul e poi se stessa per coronare quella che considera una storia d'amore. Infatti, nonostante gli atti violenti che compie, Annie è convinta di agire per il bene di Paul e che lui debba ricambiare il suo "amore": potrebbe quindi soffrire di una grave forma di erotomania e comportarsi come uno stalker. È anche profondamente religiosa, ai limiti della scrupolosità, e non tollera le parole volgari, sebbene insulti Paul nei momenti di rabbia più acuti.

Frasi celebri[modifica | modifica sorgente]

  • C'è una giustizia superiore a quella dell'uomo, ed è da quella che verrò giudicata. [al processo, citata da un libro della saga di Misery]
  • Mi chiamo Annie Wilkes, sono la tua più grande ammiratrice. Non preoccuparti, qui sei al sicuro. [mentre Paul si riprende dall'incidente]
  • Lei non può morire! Misery Chastain non può morire! [dopo aver scoperto che Misery muore al termine dell'ultimo libro]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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