Peter Straub

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Peter Francis Straub

Peter Francis Straub (Milwauke, 2 marzo 1943) è uno scrittore statunitense, conosciuto soprattutto per le sue opere di genere fantastico e horror.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo successi alterni grazie a due romanzi pubblicati nella metà degli anni settanta, Straub scrisse il suo primo romanzo sul soprannaturale (Julia) nel 1976; quindi scrisse altri romanzi sullo stesso genere, come If You Could See Me Now (1977) e La casa dei fantasmi (Ghost Story) (1979), suo quinto romanzo che gli diede grande fama internazionale, considerato da Stephen King uno dei migliori romanzi gotici dell'orrore.[1] Questo romanzo fu poi adattato anche in un film del 1981 con Fred Astaire. Negli anni seguenti furono pubblicati altri romanzi horror, con un successo crescente, fra i quali Il talismano (The Talisman) (1984) e La casa del buio (Black House) (2001), due horror fantastici, creati con la collaborazione di un amico di vecchia data di Straub, Stephen King.

Dopo un periodo di stasi, Straub riemerse nel 1988 con il romanzo Koko, una storia sul Vietnam non di soprannaturale, ma comunque allo stesso modo terrificante. Koko fu seguito nei primi anni novanta dai due romanzi Mystery e The Throat, i quali insieme a Koko formano la cosiddetta "Trilogia della Rosa Blu".

Nel 1996 Straub scrisse un ambizioso thriller chiamato The Hellfire Club, nel quale applicò molti elementi della trilogia della Rosa Blu ad un'ambientazione e una trama molto più gotica; dello stesso periodo Mr. X, sul tema del doppelgänger.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazioni con Stephen King[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte di racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Houses Without Doors (1990)
  • Magic Terror (2000)
  • A Little Blue Book of Rose Stories (2004)
  • 5 Stories (2007)
  • The Juniper Tree and Other Stories (2010)

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • My Life in Pictures (1971)
  • Ishmael (1972)
  • Open Air (1972)
  • Leeson Park and Belsize Square: Poems 1970 - 1975 (1983)

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Charles L. Grant, Stephen King: I Like to Go for the Jugular, Twilight Zone, aprile 1981. In L'orrore secondo Stephen King, a cura di Tim Underwood e Chuck Miller, Milano, Arnoldo Mondadori, Editore, 1999. ISBN 8804464224 p. 31

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