Riding the Bullet

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Riding the Bullet
Titolo originale Riding the Bullet
Lingua originale Inglese
Paese di produzione USA, Germania, Canada
Anno 2004
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere orrore, thriller
Regia Mick Garris
Soggetto Stephen King (romanzo)
Sceneggiatura Mick Garris
Produttore Mick Garris, David Lancaster, Greg Malcolm, Joel T. Smith, Vicki Sotheran
Produttore esecutivo Jan Fantl, Frank Hübner, Stephen King, Brad Krevoy, Jörg Westerkamp
Casa di produzione MPCA, MPCE, ApolloMedia
Distribuzione (Italia) DNC Entertainment
Fotografia Robert C. New
Montaggio Marshall Harvey
Effetti speciali Howard Berger, Murray Campbell, Andrew Chamberlayne
Musiche Nicholas Pike
Scenografia Andrew Deskin
Trucco Sarah Graham, Diane Holme
Interpreti e personaggi
(EN)
« The dead travel fast. »
(IT)
« La morte corre veloce. »
(Tagline del film[1])

Riding the Bullet è un film del 2004 diretto da Mick Garris e tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King.

Il film è stato rilasciato nel circuito cinematografico statunitense il 15 ottobre 2004, mentre in Italia è stato commercializzato nel mercato home video dal 25 agosto 2005.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Vigilia di Halloween, 1969: Alan Parker è uno studente dell'Università del Maine ossessionato dalla morte dopo la scomparsa prematura del padre.

Il giovane soffre di personalità multipla e di crisi depressive, a peggiorare la sua situazione vi è la sua ragazza Jessica che decide di lasciarlo il giorno del suo compleanno, che si svolge lo stesso giorno di Halloween.

In preda ad una crisi e con la visione di una sagoma senza volto decide di tagliarsi le vene, ma l'intervento tempestivo dei suoi amici e della sua ragazza che si ricordano del suo compleanno lo salvano dalla tragedia. I suoi amici insistono per andare tutti e tre insieme a un concerto di John Lennon, ma subito prima di partire egli viene a sapere che sua madre è ricoverata in ospedale a causa di un ictus.

Il ragazzo - alla notizia - lascia tutto e decide di fare l'autostop dove ogni autista gli racconterà storie di vita, facendo rivivere ricordi assopiti al giovane.

All'ennesimo passaggio che riceve (dopo aver abbandonato i due precedenti a causa dell'incoscienza del primo e poi dell'inquietudine provata nei confronti del secondo), finsice per ritrovarsi in un cimitero; qui Alan nota una tomba più in vista delle altre e con una data recente, che arreca il nome di George Staub. Quando vede arrivare una macchina sulla strada isolata, corre a chiedere un passaggio: l'autista, un ragazzo, lo fa salire. Ma dal momento in cui si trova im macchina, Alan sente un forte odore di decomposizione, e nota inoltre degli strani caratteri fisici nell'autista.

Quest'ultimo nota il malessere del giovane, e presentadosi dice di chiamarsi George Staub, di essere un raccoglitore di anime dotato di onniscienza: Staub dice al giovane che deve decidere se andare via con lui (e quindi morire), o riservare questo destino alla madre.

Sempre più spaventato, e rifiutandosi di scegliere, Alan riesce a fuggire dall'auto ma si ritrova in un parco giochi pieno di montagne russe, la sua peggior paura. Dopo averlo catturato, George gli chiede per l'ultima volta se vuole morire per salvare sua madre, ma il giovane in prenda al pianto sacrifica la vita della madre.

A questo punto Staub lo getta dalla macchina, e Alan si risveglia nella tomba del raccoglitore di anime, dove qui gli viene mostrata come sarebbe stata la sua vita se si fosse sacrificato.

Tra le proiezioni, Alan nota nell'ascensore dell'ospedale George Staub, che gli diede un biglietto da visita, poi il ricovero in ospedale della madre. Il coma, poi il risveglio, ma cogli anni il suo vizio del fumo la porterà alla morte.

Infine, il matrimonio con Jessica, che non durerà a lungo, e finisce la vista del futuro, con un Alan molto anziano che dipinge sua madre Julian in un quadro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Info disponibili qui; ultimo accesso il 08-06-2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]