La zona morta (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La zona morta
La zona morta.JPG
Titoli di testa
Titolo originale The Dead Zone
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1983
Durata 103 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere thriller, horror
Regia David Cronenberg
Soggetto Stephen King (romanzo)
Sceneggiatura Jeffrey Boam
Produttore Debra Hill
Produttore esecutivo Dino De Laurentiis
Casa di produzione Dino De Laurentiis Company, Lorimar Film Entertainment
Distribuzione (Italia) Astro Distribuzione
Fotografia Mark Irwin
Montaggio Ronald Sanders
Effetti speciali Gianico Pretto, David Zimmerman, Clark Johnson
Musiche Michael Kamen
Scenografia Carol Spier
Costumi Olga Dimitrov
Trucco Jenny Arbour
Sfondi Myles Roth
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

La zona morta (The Dead Zone) è un film del 1983 diretto da David Cronenberg, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il professore di lettere Johnny Smith cade in un lungo periodo di coma in seguito ad un incidente stradale. Al suo risveglio non solo comprende che la sua vita sentimentale è irrimediabilmente distrutta (la sua fidanzata Sarah, l'ultima persona che vide prima dello scontro, si è nel frattempo sposata), ma scopre di possedere un oscuro e inquietante potere, che gli consente di predire il futuro di tutte le persone con cui entra in contatto fisico. Una semplice stretta di mano, ad esempio, genera improvvise visioni nella mente dell'uomo, che sa anticipare con assoluta certezza eventi drammatici e anche tragici che stanno per colpire la persona che ha toccato.

Questa sua facoltà lo conduce ad affrontare alcuni episodi spaventosi. La polizia del paese di Castle Rock, ad esempio, chiede la sua collaborazione per svelare l'identità di un serial killer che sta mietendo vittime nel villaggio. L'intervento di Johnny conduce alla risoluzione del caso. A volte il suo potere ottiene risultati positivi, come quando l'uomo riesce a salvare la vita ad un suo giovane allievo. Smith in questo caso comprende che le sue previsioni gli consentono di intervenire sul futuro che gli è apparso, e quindi modificare in meglio il destino delle persone.

Cosa fare quando, in modo del tutto casuale, Smith stringe la mano al nuovo candidato al Senato degli Stati Uniti, l'ambiguo ed arrivista Greg Stillson, e scopre che l'uomo, entro qualche anno, diventerà presidente e scatenerà un conflitto nucleare su scala mondiale?

Il mite professore riflette sul suo dovere; si arma con un fucile per cercare di uccidere Stillson proprio il giorno del comizio che lo porterà a diventare senatore. Johnny dalla galleria del teatro in ombra spara a vuoto e non colpisce Stillson che, per difendersi, afferra il figlio di Sarah e lo usa come scudo, ma un fotografo immortala l'azione vile e meschina compiuta dal politico. La guardia del corpo del senatore ferisce mortalmente Johnny che cade dalla balconata e Stillson si reca quindi infuriato verso il suo corpo ormai in fin di vita. Johnny con le ultime forze afferra il braccio di Stillson e riceve allora la visione di un nuovo futuro: il politico è seduto a casa sua, e sulla copertina della rivista che sta leggendo è riportata la foto di lui che si ripara dietro il bambino; a questo punto, colpito dallo scandalo, decide di suicidarsi con un colpo di pistola. Johnny, visto che la temuta catastrofe non si verificherà, muore con il cuore in pace fra le braccia di Sarah.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Il film ed il romanzo di Stephen King sono basati sulla vita del famoso psichico Peter Hurkos. Hurkos disse di aver acquisito poteri dopo essere caduto da una scala a pioli ed aver battuto la testa.[1]

In una stesura originale della sceneggiatura, durante la scena della "guerra nucleare", Greg Stillson non toglie la mano di un secondo uomo dallo scanner ottico, ma gli spara contro.[1] Sempre secondo questa sceneggiatura, Johnny sopravviveva dopo i colpi e aveva una premonizione in cui veniva ucciso da Sarah durante la sua permanenza in ospedale, quindi cadeva in coma una seconda volta e moriva.[1]

Il produttore del film, Dino De Laurentiis, aveva personalmente richiesto al romanziere Stephen King, autore del soggetto da cui è tratta la pellicola, di scriverne la sceneggiatura. In seguito, tuttavia, è stata richiesta una nuova versione allo scrittore Jeffrey Boam (autore anche di Indiana Jones e l'ultima crociata).

David Cronenberg ha ammesso che non avrebbe mai chiamato un personaggio di un suo film 'Johnny Smith', ma alla fine il nome venne così lasciato.[1]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film si effettuarono alle cascate del Niagara, al confine tra Ontario e Maine,[2] e nei paesini di Orono e Whitevale, in Canada.[2] Il regista David Cronenberg dovette rigirare la scena in cui John Smith ha la sua prima premonizione: essa mostrava una bambina che stava per bruciare dentro la sua camera; in un angolo era visibile una bambola di E.T. e la Universal non approvò.[1] Cronenberg sparò con una .357 Magnum caricata a salve per rendere la caduta di Johnny più realistica; l'idea fu di Christopher Walken stesso.[1]

Uno stuntman venne quasi bruciato vivo durante la scena che riproduce gli eventi della seconda guerra mondiale. La "maschera" che Christopher Walken indossa sul volto quando salva la bambina dall'incendio era fatta di un materiale chimico che ritardava l'effetto delle fiamme, spruzzato sul suo volto. L'effetto risultante, che non era stato previsto, sembrò incredibilmente drammatico.[1]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film è composta da Michael Kamen: la pellicola è l'unica in cui David Cronenberg non abbia affidato la composizione dei brani ad Howard Shore.[1] La scelta venne fatta a causa di alcune politiche della produzione, affidata alla Paramount Pictures, che pretendeva un compositore più familiare per scrivere le musiche del film.[1] Michael Kamen venne scelto dato che nel 1981 aveva composto la colonna sonora di Venom.

Durante le riprese, Kamen si trasferì a Londra, dove affittò un appartamento per comporre le canzoni in pace.[1] Alcuni inquilini lo richiamarono più volte perché asserivano che "le musiche suonate erano troppo tenebrose e i loro figli non riuscivano a dormire".[1]

Il tema musicale principale è fortemente ispirato ad una melodia della "Sinfonia n. 2" di Jean Sibelius.

Le tracce sono le seguenti:

  1. Opening Titles
  2. Coma
  3. Hospital Visit
  4. 1st Vision - 2nd Sight
  5. Lost Love
  6. Drowning Vision - Trough the Ice
  7. School Days
  8. In the Snow - Hope
  9. Alone
  10. Political Death
  11. Rally: Meet Your Local Candidate
  12. Realisation - Destiny
  13. Death of a Visionary
  14. Civic Duty & Sacrifice
  15. Dead Zone
  16. Coda to a Coma - The Balcony

Slogan promozionali[modifica | modifica wikitesto]

  • «In his mind, he has the power to see the future. In his hands, he has the power to change it.»
    «Nella sua mente lui ha il potere di vedere il futuro. Nelle sue mani ha il potere di cambiarlo.».

Home Video[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il film è stato distribuito su DVD dalla MTC e dalla Dall'Angelo Pictures.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Curiosità for The Dead Zone (1983). URL consultato il 10 gennaio 2008.
  2. ^ a b Filming locations for The Dead Zone (1983). URL consultato il 10 gennaio 2008.
  3. ^ David Sherman, The Stephen King Interview, Fangoria, aprile-luglio 1984. In L'orrore secondo Stephen King, a cura di Tim Underwood e Chuck Miller, Milano, Arnoldo Mondadori, Editore, 1999 ISBN 88-04-46422-4 p. 83

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema