Scetticismo scientifico

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L'espressione scetticismo scientifico, o scetticismo razionale, è una forma di scetticismo metodologico ovvero un atteggiamento di analisi critica, guidato dal dubbio rivolto verso tutte quelle affermazioni, teorie o enunciati che pretendono di avere carattere di scientificità, ma che ancora non sono passate al vaglio rigoroso delle regole del metodo sperimentale. La costante attenzione al metodo sperimentale ed al sapere scientifico lo distinguono dallo scetticismo filosofico, basato invece su un atteggiamento di dubbiosità nei confronti della realtà nella sua totalità.

L'espressione è stata coniata nella seconda metà del XX secolo, in seguito ai lavori e al pensiero di alcuni ricercatori, soprattutto statunitensi, fra cui Carl Sagan, Colin Groves.

Il termine scettico è utilizzato in riferimento all'assunzione di una posizione critica verso una situazione, spesso fondata sui principi del pensiero critico e del metodo scientifico (che costituiscono i principi dello scetticismo scientifico), al fine di valutare la validità di una certa affermazione o di una certa pratica. Questa prospettiva pone in primo piano l’evidenza empirica, ritenendola il modo migliore per verificare la validità di un’affermazione.

Pseudoscienza[modifica | modifica wikitesto]

L'ambiente delle pseudoscienze, principalmente paranormale, e dell'ufologia costituisce uno dei principali campi di analisi e di dibattito di chi pratica lo scetticismo scientifico. Coloro che credono in alcune delle pseudoscienze accusano lo scetticismo scientifico, a loro avviso mentalmente gretto, di inibire il progresso delle scienze. Carl Sagan, scettico ed astrofisico, ha ribattuto che: sì, la mente va tenuta ben aperta, ma non così tanto che il cervello ne cada fuori [1]. D’altro canto, in accordo al dubbio lo scetticismo scientifico afferma che non è possibile negare a priori qualcosa solo perché non è stato approntato un esperimento adatto a confermarlo o a smentirlo. Su questa linea, alcuni scettici accusano coloro che sostengono fermamente l’impossibilità di una certa cosa di mancanza di scetticismo scientifico (per il quale nessuna conclusione va considerata definitiva).

Alcune persone, chiamate in inglese debunker (tra cui James Randi, Basava Premanand, Penn & Teller e Harry Houdini) si sono dedicati all’esame dei cosiddetti “fenomeni paranormali”, a volte verificandone l’infondatezza (al momento dell’esecuzione dell’esperimento in condizioni controllate, il soggetto “perdeva” i suoi poteri), altre volte addirittura smascherandone la falsità (in condizioni controllate, il soggetto “dotato” veniva scoperto a compiere trucchi da prestigiatore).

Scetticismo ed inerzia[modifica | modifica wikitesto]

Non vanno confuse con lo scetticismo quelle posizioni di conservatorismo e quella difesa di posizioni di potere, esistenti anche nell'ambito scientifico, spesso giustificate in termini di scettica prudenza, che negano aprioristicamente nuove idee o concetti che comprometterebbero le carriere di studiosi e gli interessi economici basati su teorie o tecnologie diverse.

Ogni nuova idea, soprattutto se comporta (come nei celebri casi della relatività di Albert Einstein e della meccanica quantistica di Heisenberg) un cambiamento radicale nella visione del mondo dominante, tende sempre ad incontrare la resistenza del pubblico scientifico talvolta correndo il rischio di venire osteggiata e di essere inizialmente scartata.

Di conseguenza, nell’arco della storia, a ben più di uno scienziato è stata assegnata la patente di ciarlatano, come nel caso di Michael Faraday, all’atto della presentazione della sua scoperta della corrente elettrica indotta da un magnete, o dei fratelli Wright, il cui primo volo fu ridicolizzato persino dalla rivista Scientific American, la quale, mettendo in dubbio addirittura che il fatto fosse realmente accaduto, parlò di volo "presunto", basandosi su argomentazioni per le quali "un simile volo non sarebbe stato possibile" (1905).

La differenza tra la scienza e le pseudo-scienze è che il metodo scientifico permette infine, attraverso la ripetizione degli esperimenti, l'accoglimento delle nuove teorie e la sconfitta degli "scettici" (ovvero dei conservatori), mentre le pseudo-scienze, che non si sentono obbligate a dimostrare quanto affermano, possono rimanere invariate anche per millenni nonostante sia cambiato completamente il campo che affermano di studiare. Lo scetticismo è insomma un atteggiamento mentale che non considera assodata un'affermazione fino a che essa non sia dimostrata, mentre il conservatorismo e l'attaccamento al potere che si spaccia per scetticismo rifiuta di prendere in considerazione un'affermazione anche dopo che essa sia stata provata.

In definitiva, come affermò il fisico Max Planck nel suo libro The Philosophy of Physics, del 1936,

« nessuna importante scoperta scientifica riesce a penetrare gradualmente nella mentalità scientifica diffusa: accade ben di rado che Mario diventi Marco. Più semplicemente, accade quasi sempre che i sostenitori della teoria precedente, ad uno ad uno, muoiono, e che le successive generazioni crescono già nella prospettiva nuova, che perciò sembrerà loro familiare, senza alcuno sforzo". »

Aforismi[modifica | modifica wikitesto]

Il più comune aforisma solitamente associato allo scetticismo è il seguente:

(EN)
« Extraordinary claims demand extraordinary proof. »
(IT)
« Affermazioni straordinarie richiedono dimostrazioni straordinarie. »
(Marcello Truzzi)

Anche se meno ad effetto, il seguente aforisma riassume ottimamente il metodo dello scetticismo: "Un saggio scetticismo è la prima qualità di un buon critico"....

« Io scettico, ne dubito! »

Organizzazioni dedicate allo scetticismo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ * Carl Sagan, Il mondo infestato dai demoni, Baldini & Castoldi, Milano, 1997

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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