Ultimatum alla Terra

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Ultimatum alla Terra

L'arrivo dell'astronave aliena
Titolo originale: The Day the Earth Stood Still
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: USA
Anno: 1951
Durata: 92 min.
Colore: B/N
Audio: Sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: drammatico, fantascienza, thriller
Regia: Robert Wise
Soggetto: Harry Bates
Sceneggiatura: Edmund H. North
Produttore: Julian Blaustein
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Episodi:
Fotografia: Leo Tover
Montaggio: William Reynolds
Effetti speciali: Fred Sersen
Musiche: Bernard Herrmann
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Scenografia: Addison Hehr
Costumi: Perkins Bailey
Trucco: Ben Nye
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Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« Klaatu, Barada, Nikto! »
(Helen Benson)

Ultimatum alla Terra è un film di fantascienza del 1951 diretto da Robert Wise, tratto dal romanzo Addio al padrone (Farewell to the Master, 1940) di Harry Bates.[1]

Nel 1995 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Ne è stato tratto un remake del 2008.

Indice

[modifica] Trama

Washington. Un disco volante atterra in un parco di Washington e la popolazione, anche se spaventata, si accalca intorno ai militari per vedere l'avvenimento. Dal disco volante esce Klaatu, un extraterrestre, che si avvicina ai militari portando un piccolo dono; un soldato, tratto in inganno dal panico, spara senza pensarci. Subito dal disco volante esce un gigantesco robot, Gort, in soccorso del compagno ferito, facendo sparire con il suo raggio laser tutte le armi nelle vicinanze. Klaatu, dopo essere stato portato in un ospedale, elude la sorveglianza e, fingendosi un comune cittadino di nome Carpenter, si rifugia in una casa dove una signora di mezza età affitta camere, lì fa la conoscenza di Helen e di suo figlio Bobby. Helen è una giovane vedova il cui marito è caduto durante la Seconda guerra mondiale.

Il giorno dopo, Klaatu si offre di fare da baby sitter per Bobby e quest'ultimo lo conduce a casa dell'anziano professor Barnhardt; l'extraterrestre riesce a confidare al luminare che la Terra verrà distrutta dalla Confederazione Galattica (un ente che mantiene la pace grazie ad un esercito di automi che pattugliano i pianeti) se le potenze del mondo tentassero di estendere la "guerra" (ancora frequente sulla Terra) agli altri pianeti. Barnhardt, grazie alle sue conoscenze, fa in modo che Klaatu venga ascoltato da una rappresentanza delle persone più importanti del pianeta: per riuscire a convincerli della gravità della situazione e quindi essere finalmente ascoltato, l'extraterrestre dà una dimostrazione preventiva dei suoi poteri interrompendo, per un breve periodo, l'energia elettrica in tutto il mondo.

Il fidanzato di Helen, insospettito dallo strano inquilino e da un diamante di provenienza sconosciuta trovato nella sua camera, lo denuncia alla polizia: segue una fuga, al termine della quale Klaatu viene ucciso. Gort, il robot, percepita la morte del compagno, entra in modalità "distruzione" ma Helen, avvisata da Klaatu, riesce appena in tempo a pronunciare la storica frase ("Klaatu, Barada, Nikto!") per bloccare l'ira del robot.

Dopo aver recuperato il corpo del padrone, Gort riesce a ridargli la vita grazie a dei meccanismi presenti sul disco volante. Dopo essersi ripreso, Klaatu congeda Helen e rivolge il suo ultimatum alla Terra alle autorità prima di salire sul suo disco volante e sparire per sempre nello spazio infinito.

[modifica] Differenze tra libro e film

Nel libro:

  • Klaatu è ucciso immediatamente appena scende dalla nave, quindi non esistono né Professor Barnhardt, né Helen Benson, né "Klaatu barada nikto".
  • La navicella spaziale appare sul terreno immediatamente, lasciando il dubbio della sua provenienza.
  • Gort è il padrone di Klaatu: è stata la razza robotica a dare a Klaatu il potere assoluto di diffondere la pace.

[modifica] Klaatu, Barada, Nikto!

La famosa frase di una ipotetica lingua aliena è entrata nell'immaginario collettivo, tant'è che molti altri artisti l'hanno citata in svariate opere. Ne L'armata delle tenebre viene usata dal protagonista come formula magica. George Lucas padre di Guerre Stellari, ne Il ritorno dello Jedi del 1983, utilizza le singole parole per dare il nome a tre alieni della corte del signore del crimine Jabba the Hutt. Ma vi sono anche citazioni in svariati film (Tron), telefilm ( X-Files, Genitori in blue jeans, I Simpson, Farscape, Johnny Bravo), in alcuni romanzi (The Armageddon Rag di George R. R. Martin e Mucho Mojo di Joe R. Lansdale) e anche nel mondo dei videogiochi (SimCity 2000, Grand Prix 2, Sam & Max Hit the Road, Sacrifice, World of Warcraft) nonché del software: digitando "about:robots" nella barra degli indirizzi di Firefox 3 la linguetta della "pagina nascosta" risultante ha questo titolo come citazione.

[modifica] Imprecisioni

All'inizio del film Klaau dichiara di venire da un pianeta distante 400 milioni di chilometri dalla Terra e che ha percorso la distanza in 5 mesi.[2] In termini astronomici questa è una distanza molto modesta, per confronto Proxima Centauri che è la stella più vicina al sistema solare terrestre dista circa 39 milioni di miliardi di chilometri e il pianeta Giove mediamente ha una distanza superiore rispetto alla Terra. Inoltre 5 mesi sono un tempo molto lungo per quella distanza dato che implicano una velocità media di circa 30 chilometri al secondo, la sonda Ulysses per esempio ha raggiunto velocità superiori durante la sua missione.

[modifica] Opere derivate

Le conseguenze dell’ultimatum portato dal Klaatu a tutti i popoli della Terra sono narrate nel romanzo Luna Nera, la vigilia della distruzione [3].

La Twentieth Century Fox ha girato il film Ultimatum alla Terra, remake del film con Keanu Reeves nella parte di Klaatu.

[modifica] Note

  1. ^ Il romanzo è stato pubblicato in Italia da De Carlo Editore con il titolo Klaatu, prologo a un'invasione (1973).
  2. ^ Minuto 12:55 del film
  3. ^ (Rinaldo Reni, ROBIN EDIZIONI 2005)

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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