Casablanca (film)

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Casablanca
Casablanca, title.JPG
Titoli di testa
Titolo originale Casablanca
Lingua originale inglese, francese, tedesco, italiano
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1942
Durata 102 min

82 min (versione per la Germania Ovest)

Colore B/N
Audio sonoro Mono (RCA Sound System)
Rapporto 1.37 : 1
Genere drammatico, romantico
Regia Michael Curtiz
Soggetto Murray Burnett, Joan Alison (opera teatrale)
Sceneggiatura Julius J. Epstein, Philip G. Epstein, Howard Koch
Produttore Hal B. Wallis
Casa di produzione Warner Bros
Distribuzione (Italia) Warner Bros (1946)
Fotografia Arthur Edeson
Montaggio Owen Marks
Effetti speciali Lawrence W. Butler
Musiche M.K. Jerome, Jack Scholl, Max Steiner (musiche originali), Herman Hupfeld ("As Time Goes By")
Scenografia Carl Jules Weyl

George James Hopkins (arredamenti) e Harper Goff (non accreditato)

Costumi Orry-Kelly
Trucco Perc Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

doppiaggio originale:

ridoppiaggio:

(EN)
« Play it, Sam. Play As time goes by»
(IT)
« Suonala, Sam. Suona Mentre il tempo passa »
(Ilsa in Casablanca)

Casablanca è un film del 1942 diretto da Michael Curtiz.

Si tratta di una delle pellicole hollywoodiane più celebri di tutti i tempi ed è tratta dall'opera teatrale Everybody Comes to Rick's di Murray Burnett e Joan Alison.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale, l'espatriato americano Rick Blaine gestisce un locale, il Rick's Café Américain, a Casablanca, nel Marocco francese, parte della cosiddetta "Francia non occupata", controllata dal regime filo-nazista del Governo di Vichy. Blaine ha un passato di contrabbandiere d'armi, in favore degli etiopi durante l'invasione italiana del 1935, e di combattente repubblicano, durante la guerra civile spagnola nel 1936, ma sembra essere diventato un uomo cinico e dichiaratamente neutrale sulle vicende politiche e belliche che stanno accadendo.

Una sera arriva nel suo locale un certo Ugarte, un malvivente molto conosciuto nella zona, con due lettere di transito rubate, reato aggravato dalla morte di due soldati tedeschi che le trasportavano; le lettere di transito sono documenti che consentono di lasciare Casablanca sull'aereo che conduce a Lisbona permettendo, una volta arrivati, di potersi recare negli Stati Uniti grazie alla condizione di neutralità del Portogallo. Ugarte prevede di vendere le lettere a un prezzo molto alto al miglior offerente e, allo scopo, ha organizzato un incontro con il compratore nel locale di Rick. Tuttavia, prima che egli possa realizzare il colpo, viene arrestato dai poliziotti del capitano Louis Renault (un funzionario francese fedele a Vichy, che intende dimostrare in questo modo la propria efficienza al maggiore Strasser, ufficiale tedesco giunto nella capitale marocchina per controllare l'efficacia delle misure contro i ricercati ed i dissidenti) non prima però di avere consegnato le lettere a Rick, affinché le custodisca.

L'incontro tra Rick, Ilsa, Victor Laszlo ed il capitano Renault al Rick's Café Américain
«Suonala, Sam. Suona Mentre il tempo passa»

Il giorno dopo giunge a Casablanca Ilsa Lund (una profuga norvegese che ha amato intensamente, ricambiata, Rick a Parigi nei giorni a cavallo della sua occupazione), insieme al marito Victor Laszlo, uno stimato leader della resistenza cecoslovacca, internato in un campo di concentramento e successivamente fuggito e da quel momento ricercato dalla Gestapo. L'arrivo della donna getta nello sconforto Rick, ancora innamorato di lei e che non riesce a perdonarle di averlo abbandonato al momento della sua partenza dopo l'arrivo delle truppe tedesche. Ilsa giustifica il suo comportamento con la presunzione che il marito fosse morto ma, scoprendo che invece era ancora vivo, aveva deciso di riunirsi a lui senza però fornire spiegazioni all'innamorato.

La situazione di pericolo a cui è esposto Laszlo a Casablanca induce lui ed Ilsa a tentare di procurarsi due lettere di transito per fuggire in America e proseguire la loro lotta al nazismo e si rivolgono a Ferrari, un faccendiere che comanda il mercato nero di Casablanca, che tuttavia, al fine di evitare il pericolo che rappresenterebbe aiutare l'esule, si rifiuta di aiutarli, informandoli però al contempo che Rick è in possesso delle due lettere consegnategli da Ugarte. Rick non vorrebbe consegnare le lettere a nessun prezzo, da un lato per vendicarsi della sofferenza subita e dall'altro perché l'incontro con Ilsa a Casablanca ha ridato più che mai forza al suo amore per lei. Egli vorrebbe trattenerla con sé, ma il suo comportamento cambia quando, parlando con Laszlo, questi insiste perché lui ed Ilsa partano insieme, lasciando lo stesso Laszlo in Marocco. Anche il ceco è quindi disposto a perdere la propria donna, pur di saperla al sicuro all'estero.

Rick convince Ilsa a partire con il marito nella scena conclusiva del film

Colpito dallo spirito di sacrificio e dall'amore di Laszlo, ed al contempo ricordando il proprio passato patriottico, Rick elabora un piano: facendo il doppio gioco, promette al capitano Renault di consegnargli Victor quando, nel proprio locale, gli avrebbe consegnato le lettere, ma egli, al momento dello scambio, minaccia Renault e lo costringe ad accompagnarli (lui, Laszlo e Ilsa) all'aeroporto, dopo aver fatto una telefonata per garantirsi il libero passaggio; il capitano però finge solamente di telefonare all'aeroporto mentre invece avvisa il maggiore Strasser, che si precipita per raggiungerli allo scopo di bloccarli.

Mentre attendono la partenza dell'aereo Ilsa, in nome dell'amore che sente di provare ancora per Rick, è tentata di rimanere con lui, ma questi la convince a partire insieme al marito. Mentre il velivolo con a bordo Victor e Ilsa inizia a rullare verso la pista di decollo, Strasser giunge trafelato e tenta di contattare la torre di controllo per bloccare i fuggitivi, ma viene ucciso da Rick. L'aereo parte indisturbato e, all'arrivo dei gendarmi, Renault rivela la sua autentica natura di patriota, ordinando ai colleghi di fermare i soliti sospetti, e proponendo a Rick di fuggire insieme a Brazzaville, nell'Africa Equatoriale Francese, controllata dalle forze della Francia libera, iniziando tra loro quella che Rick definisce "una bella amicizia".

Errori del film[modifica | modifica wikitesto]

Il film presenta alcune contraddizioni logiche: la più evidente è quella delle due "lettere di transito" che consentono ai portatori di lasciare il territorio francese. In alcune versioni del film viene detto che le lettere sono firmate da Maxime Weygand, in altre dal generale di Francia libera Charles de Gaulle. Dato che la corte marziale di Vichy aveva condannato De Gaulle per alto tradimento in contumacia in data 2 agosto 1940, un documento con la sua firma non avrebbe avuto il minimo valore per le autorità francesi.[1]

Le lettere, d'altra parte, costituiscono un MacGuffin, e la loro validità non viene mai messa in discussione all'interno del film.[2] Lo stesso Rick, parlando con Renault, sostiene che le lettere non avrebbero consentito ad Ilsa e tantomeno a Laszlo una fuga sicura, asserendo che «...delle persone sono state trattenute a Casablanca a dispetto dei loro diritti». Inoltre, Laszlo afferma che i Nazisti non possano arrestarlo perché «...ogni violazione di neutralità [del suolo francese] cadrebbe sul Capitano Renault», ma questo stride fortemente con la sua fama di nemico pubblico. Nella realtà non vi furono mai soldati della Wehrmacht nelle colonie francesi, cosa che avrebbe violato i termini del secondo armistizio di Compiègne.[1]

Omaggi al film[modifica | modifica wikitesto]

La locandina

Sono incalcolabili gli omaggi che il cinema ha dedicato a Casablanca, pellicola di cui Umberto Eco ha scritto «Un cliché ci fa sorridere, cento ci commuovono»[3].

Tra le più spiritose e divertenti citazioni ricordiamo il film Ma papà ti manda sola? (1972) di Peter Bogdanovich, in cui una scatenata Barbra Streisand seduce l'ingenuo Ryan O'Neal sulle note di As Time Goes By (per poi cadere entrambi da un panchetto del piano: omaggio questo, invece, a Quando la moglie è in vacanza (1955) di Billy Wilder). O ancora le discussioni tra Meg Ryan e Billy Crystal, in Harry ti presento Sally (1989) sui motivi delle scelte di Ingrid Bergman, come anche nel più recente Un amore di testimone (2008). E ovviamente, Provaci ancora, Sam, pellicola di Herbert Ross in cui un imbranato critico cinematografico (Woody Allen) sogna di rivivere la passione tra Bogart e la Bergman con la moglie di un amico (Diane Keaton). Lo stesso titolo originale del film scritto da Allen come commedia teatrale, Play it again, Sam, ricorda la famosa battuta della Bergman: «Suonala, Sam. Suona Mentre il tempo passa»[4].

Tra le tante battute, segnaliamo: «Louis, penso che questo sia l'inizio di una bella amicizia»[5], citata nel finale del film Gatto nero, gatto bianco di Emir Kusturica. Anche il film comico Una pallottola spuntata 2½: l'odore della paura richiama questo film: mentre i due protagonisti sono seduti a un tavolo di un locale per single, la ragazza chiede al pianista di colore, ovviamente Sam, di suonare la loro canzone; il pianista comincerà a cantare però una versione piuttosto allegra di Ding-Dong! The Witch Is Dead, canzone invece del film Il mago di Oz. Nel film Casablanca, Casablanca le citazioni abbondano, a partire dal titolo: il protagonista viene evidentemente trasportato in una dimensione onirica che lo riporta ad ambientazione e situazioni che ricordano la pellicola originale. Nel film L'esplosivo piano di Bazil, diretto e co-sceneggiato da Jean-Pierre Jeunet, il protagonista lavora in un videonoleggio e guarda Casablanca nella versione in Francese, ripetendo a memoria tutte le battute della scena finale all'aeroporto.

Anche il mondo dei fumetti ha reso omaggio al film. Giorgio Cavazzano ha realizzato testi e disegni per la parodia disneyana "Topolino, Minni in Casablanca", appositamente realizzata in mezzatinta per ricreare le atmosfere del film. Nel corso della storia, la celebre frase "Suonala ancora, Sam" diventa un autentico tormentone per il pianista impersonato da Pippo. La storia è stata pubblicata sul numero 1657 di Topolino del 1987. Un altro omaggio fumettistico lo troviamo nell'albo di Leo Ortolani, il creatore di Rat-Man, intitolato La lunga notte dell'investigatore Merlo.

Nell'album Lambrusco coltelli rose & popcorn di Ligabue, è presente una traccia intitolata Ti chiamerò Sam (se suoni bene), in chiaro riferimento al pianista protagonista della celebre scena del film.

Nell'episodio dal titolo "un tipo a posto" della serie I Reporters di Giancarlo Malagutti e Sergio Zaniboni (Orient Express # 12, luglio 1983, Ed. Isola Trovata) e esattamente a tavola 2 i protagonisti, Kay e Allen recitano a memoria le battute conclusive del film guardandolo alla TV.

Le sei battute entrate nella lista delle 100 frasi più citate del cinema[modifica | modifica wikitesto]

Lista redatta dall'American Film Institute (AFI):

Frase in italiano Frase in inglese Pronunciata da: Posizione nella lista
«Alla tua salute, bambina[6]» Here's looking at you, kid. Rick 5º posto assoluto
«Louis, penso che questo sia l'inizio di una bella amicizia» Louis, I think this is the beginning of a beautiful friendship. Rick 20º posto assoluto
«Suonala, Sam. Suona Mentre il tempo passa» Play it, Sam. Play "As time goes by". Ilsa 28º posto assoluto
«Fermate i soliti sospetti» Round up the usual suspects. Cap. Renault 32º posto assoluto
«Avremo sempre Parigi.» We'll always have Paris. Rick 43º posto assoluto
«Con tanti ritrovi nel mondo, doveva venire proprio nel mio» Of all the gin joints in all the towns in all the world, she walks into mine. Rick 67º posto assoluto

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[7]

Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al secondo posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi e dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al terzo.

Censura in Italia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella versione italiana a Rick viene fatto notare che ha aiutato i cinesi in un non meglio precisato evento (presumibilmente la seconda guerra sino-giapponese), mentre nella versione originale egli ha aiutato gli etiopi nella guerra contro gli italiani.
  • Nella versione originale compare in due scene il capitano Tondelli, un impacciato ufficiale italiano: la prima si svolge all'aeroporto, dove un militare nazista non presta molta attenzione alla presentazione dell'italiano che lo segue ossequioso; la seconda quando Tondelli, all'interno del Rick's café, ha un alterco con un ufficiale tedesco, e dove Renault rileva che italiani e tedeschi non potranno mai andare d'accordo. Entrambe le scene nella versione italiana sono state eliminate ma sono presenti, con nuovo doppiaggio, dall'edizione DVD in poi[8].
  • Nella versione italiana il signor Ferrari, personaggio ambiguo che comanda il mercato nero, viene rinominato "Ferrac", oscurando la sua origine italiana.

Manifesti e locandine del film[modifica | modifica wikitesto]

  • In Italia, la realizzazione dei manifesti e delle locandine del film fu affidata nel 1946 al pittore cartellonista Luigi Martinati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) James C. Robertson, The Casablanca Man: The Cinema of Michael Curtiz, London: Routledge, 1993 p. 79. ISBN 0-415-06804-5.
  2. ^ (EN) Aljean Harmetz, Round Up the Usual Suspects: The Making of Casablanca — Bogart, Bergman, and World War II, Hyperion, 1992. ISBN 1-56282-761-8.
  3. ^ Casablanca, or, The Clichés are Having a Ball, 18 novembre 2007. URL consultato il 23 marzo 2014.
  4. ^ In originale: Play it, Sam. Play "As time goes by".
  5. ^ Louis, I think this is the beginning of a beautiful friendship.
  6. ^ Nell'originale inglese la battuta di Rick ricorre quattro volte ed è stata tradotta in italiano in due diversi modi a seconda delle circostanze. In particolare: nei tre brindisi tra Rick e Ilsa rispettivamente nell'appartamento di Rick a Parigi, nel locale La Belle Aurore a Montmartre, Parigi e nell'appartamento di Rick a Casablanca è stata tradotta con «Alla tua salute, bambina»; invece nella scena di addio all'aeroporto di Casablanca è stata tradotta con «Buona fortuna, bambina». La prima traduzione è più fedele all'originale in quanto l'espressione inglese here's apre un brindisi.
  7. ^ (EN) National Film Registry Titles 1989 - 2013, National Film Preservation Board. URL consultato il 23 marzo 2014.
  8. ^ Casablanca - Curiosità. URL consultato l'8 marzo 2009.

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