La Marsigliese

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Claude Joseph Rouget de Lisle, compositore del testo de La Marsigliese, la canta per la prima volta.

La Marsigliese (in francese La Marseillaise) è un canto dei rivoluzionari francesi, poi adottato dalla Francia come inno nazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il testo e la musica sono normalmente attribuiti a Claude Joseph Rouget de Lisle; un'ipotesi avanzata nel 2013 riconduce la melodia originale all'identico[1] Tema e variazioni in do maggiore (1781) di Giovanni Battista Viotti, musicista di corte a Parigi fuggito dalla Francia in rivolta ai primi del 1792.[2][3]

Allegoria de La Marsigliese scolpita sull'Arco di Trionfo (Parigi)

In seguito alla dichiarazione di guerra della Francia all'Austria, il sindaco di Strasburgo, barone di Dietrich, domandò al compositore e poeta Claude Joseph Rouget de Lisle (1760-1836), in visita alla città, di scrivere un canto di guerra.

Rouget de Lisle raccontò che, nel tornare a casa alla sera del 25 aprile 1792, in rue de la Mésange, ebbe l'ispirazione e compose L'inno di guerra dedicato al maresciallo Luckner. In effetti ai tempi era il bavarese Nicolas Luckner che comandava l'Armata del Reno. Ironia della sorte: il futuro inno nazionale fu dedicato a un bavarese che sarà ghigliottinato meno di due anni più tardi, e lo stesso destino ebbe il barone Friedrich, che lo aveva commissionato. L'indomani, Rouget cantò proprio a casa del barone, per la prima volta, il canto che sarebbe diventato presto La Marsigliese. Questa scena è immortalata nel quadro di Isidore Pils, esposto al museo di Belle Arti di Strasburgo. Il canto venne in seguito pubblicato ed esposto davanti al municipio di Strasburgo. Tuttavia, curiosamente lo spartito era privo di firma del compositore in calce: ciò farà sorgere ben presto dubbi sulla sua effettiva attribuzione.[2]

Il nome originale era Chant de guerre pour l'armée du Rhin (Canto di guerra per l'armata del Reno) ed era stata dedicata al maresciallo Nicolas Luckner, un ufficiale franco-bavarese nato a Cham.

L'inno divenne la chiamata alle armi della Rivoluzione francese e in questo contesto assunse il nome di Marsigliese perché cantata per le strade dai volontari (fédérés) provenienti da Marsiglia al loro arrivo a Parigi. Presso i patrioti marsigliesi il canto aveva raggiunto grande popolarità nel mese precedente. Il 22 giugno 1792, nella loro città, un Giacobino di Montpellier lo aveva intonato, « subito seguito dal coro dei marsigliesi ».[4] L'inno fu il segno distintivo dei fédérés, quando questi raggiunsero Parigi nel mese di luglio, contribuendo all'abbattimento della monarchia, e il Chant diventò noto come La Marseillaise.[5]

La Convenzione decise che La Marsigliese divenisse l'inno nazionale con un decreto del 14 luglio 1795, ma in seguito la canzone fu messa al bando da Napoleone I, Luigi XVIII e Carlo X, rimanendo così soppressa dal 1807 al 1831. Nel periodo di restaurazione borbonica si usava come omaggio al re la melodia "Le retour des princes francaises à Paris", senza testo, composta ancora nel 1700 da Francoise-Henry Castil-Blaze. Solo dopo la rivoluzione del 1830 La Marsigliese fu nuovamente in voga dal 1831 al 1852 e Hector Berlioz ne elaborò una versione orchestrale. Anche durante il Secondo Impero fu ritenuta una canzone inappropriata e l'inno nazionale divenne Partant pour la Syrie, aria composta da Ortensia di Beauharnais, la madre di Napoleone III. A dire il vero, come dimostrato da seri studi musicologici, il vero compositore di questo brano fu Louis Brouet, che però fu "politicamente" messo da parte in favore della madre di Napoleone III, che nutriva ambizioni musicali senza esserne veramente dotata. Il crollo del Secondo Impero, nel 1870, non mutò subito la situazione, soltanto nel 1876 La Marsigliese fu nuovamente considerata inno nazionale di Francia. Il testo è fortemente ispirato ad alcuni volantini di propaganda diffusi a quell'epoca. È un fatto interessante da notare che mentre di solito gli inni nazionali invitano a combattere e morire, questo testo invece invita a combattere e vincere.

L'origine della musica rimase a lungo molto discussa, data la mancanza di firma sullo spartito (contrariamente alle altre composizioni di Rouget de Lisle).[2] Da segnalare, tra gli altri, la somiglianza del pezzo con il secondo tema del primo movimento, allegro maestoso, del concerto per pianoforte ed orchestra n. 25 in do maggiore K.503, K.503 (datato 1786) di Wolfgang Amadeus Mozart, su cui si è discusso ampiamente, anche se non si è mai arrivati a una conclusione certa. Così come risulta dalla data sul manoscritto, Mozart terminò di comporre il Concerto il 4 dicembre 1786, quindi qualche anno prima del 1792.

I conflitti sull'attribuzione della partitura sono quindi proseguiti per molti anni. Tra le varie ipotesi, la già citata composizione di Viotti fu inizialmente giudicata spuria e sconfessata dalle sue stesse annotazioni. Nel 2013, tuttavia, l'orchestra Camerata Ducale di Vercelli, diretta da Guido Rimonda, ha pubblicato l'opera omnia del compositore vercellese, preceduta da un accurato studio filologico, che ha consentito di accertare l'effettiva paternità della partitura di Viotti.[2]

La Marsigliese è l'inno nazionale più citato in composizioni di vario genere di musica classica, in tutto ben 16 volte. La citazione presente nell'Ouverture 1812 di Čajkovskij è però inesatta, perché in quel periodo storico l'inno era stato abolito da Napoleone I.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Aiuto
La Marseillaise (info file)
Versione strumentale eseguita dalla banda della marina degli Stati uniti

Solo il primo verso (e a volte il quinto e il sesto) e il primo ritornello sono conformi,[a che cosa] mentre ci sono lievi differenze storiche[quali e rispetto a che cosa] nella lirica. Di seguito è riportata la versione esposta nel sito ufficiale della Presidenza francese.[6]

La Marseillaise

Allons enfants de la Patrie Avanti, figli della Patria
Le jour de gloire est arrivé! Il giorno della gloria è arrivato!
Contre nous de la tyrannie, Contro di noi della tirannia
L'étendard sanglant est levé (bis) La bandiera insanguinata è innalzata (bis)
Entendez-vous dans les campagnes Sentite nelle campagne
Mugir ces féroces soldats? Ruggire questi feroci soldati?
Ils viennent jusque dans nos (vos) bras Vengono fin nelle nostre (vostre) braccia
Égorger nos (vos) fils, nos (vos) compagnes! A sgozzare i nostri (vostri) figli, le nostre (vostre) compagne!
Aux armes, citoyens Alle armi, cittadini
Formez vos bataillons, Formate i vostri battaglioni
Marchons, marchons! (Marchez, marchez !) Marciamo, marciamo! (Marciate, marciate!)
Qu'un sang impur Che un sangue impuro
Abreuve nos sillons! Imbeva i nostri solchi!
Que veut cette horde d'esclaves, Che vuole quest'orda di schiavi,
De traîtres, de rois conjurés? Di traditori, di re congiurati?
Pour qui ces ignobles entraves, Per chi questi ignobili ostacoli,
Ces fers dès longtemps préparés? (bis) Questi ferri da tanto tempo preparati? (bis)
Français, pour nous, ah! Quel outrage Francesi, per noi, ah! Che oltraggio
Quels transports il doit exciter! Che fervori deve suscitare!
C'est nous qu'on ose méditer È noi che si osa pensare
De rendre à l'antique esclavage! Di restituire all'antica schiavitù!
Aux armes, citoyens,... Alle armi, cittadini,...
Quoi! Des cohortes étrangères Che! Delle coorti straniere
Feraient la loi dans nos foyers! Vorrebbero dettar legge nei nostri focolari!
Quoi! Ces phalanges mercenaires Che! Queste falangi mercenarie
Terrasseraient nos fiers guerriers! (bis) Vorrebbero atterrire i nostri fieri guerrieri! (bis)
Grand Dieu! Par des mains enchaînées Gran Dio! Per mani incatenate
Nos fronts sous le joug se ploieraient Le nostre fronti sotto il giogo si piegherebbero
De vils despotes deviendraient Dei vili despoti diventerebbero
Les maîtres de nos destinées! I detentori delle nostre sorti!
Aux armes, citoyens... Alle armi, cittadini...
Tremblez, tyrans et vous perfides Tremate, tiranni e voi perfidi
L'opprobre de tous les partis, L'obbrobrio di tutti i partiti,
Tremblez! Vos projets parricides Tremate! I vostri progetti parricidi
Vont enfin recevoir leurs prix! (bis) Riceveranno finalmente i loro premi! (bis)
Tout est soldat pour vous combattre, Tutto è soldato per combattervi,
S'ils tombent, nos jeunes héros, Se cadono, i nostri giovani eroi,
La terre en produit de nouveaux, La terra ne produce di nuovi,
Contre vous tout prêts à se battre! Contro di voi ben pronti a battersi!
Aux armes, citoyens..., Alle armi, cittadini...,
Français, en guerriers magnanimes, francesi, da guerrieri magnanimi,
Portez ou retenez vos coups! Vibrate o trattenete i vostri colpi!
Épargnez ces tristes victimes, Risparmiate quelle tristi vittime,
À regret s'armant contre nous. (bis) Che controvoglia si armano contro di noi (bis)
Mais ces despotes sanguinaires, Ma quei despoti sanguinari,
Mais ces complices de Bouillé, Ma quei complici di Bouillé
Tous ces tigres qui, sans pitié, Tutte quelle tigri che, senza pietà,
Déchirent le sein de leur mère! Lacerano il seno della loro madre!
Aux armes, citoyens,... Alle armi, cittadini,...
Amour sacré de la Patrie, Amore sacro della Patria,
Conduis, soutiens nos bras vengeurs Conduci, sostieni le nostre braccia vendicatrici
Liberté, Liberté chérie, Libertà, amata Libertà,
Combats avec tes défenseurs! (bis) Combatti con i tuoi difensori! (bis)
Sous nos drapeaux que la victoire Sotto le nostre bandiere che la vittoria
Accoure à tes mâles accents, Accorra ai tuoi maschili richiami,
Que tes ennemis expirants Che i tuoi nemici spiranti
Voient ton triomphe et notre gloire! Vedano il tuo trionfo e la nostra gloria!
Aux armes, citoyens,... Alle armi, cittadini,...
(Couplet des enfants) (Strofa dei bambini)
Nous entrerons dans la carrière Noi entreremo nella carriera[7]
Quand nos aînés n'y seront plus, Quando i nostri padri non ci saranno più,
Nous y trouverons leur poussière Noi ci troveremo le loro ceneri
Et la trace de leurs vertus (bis) E il segno delle loro virtù (bis)
Bien moins jaloux de leur survivre Molto meno gelosi di loro sopravvivere
Que de partager leur cercueil, Che di condividere la loro bara,
Nous aurons le sublime orgueil Avremo il sublime orgoglio
De les venger ou de les suivre. Di vendicarli o di seguirli.
Aux armes, citoyens... Alle armi, cittadini...

Rielaborazioni della Marsigliese[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Video dell'esecuzione del tema variato di Viotti: La Marsigliese? È di un italiano in L'Espresso, 13 maggio 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  2. ^ a b c d Riccardo Lenzi, La Marsigliese? È di un italiano in L'Espresso, 9 maggio 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  3. ^ Il "caso" della Marsigliese nel secondo Violin Concertos, 18 maggio 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  4. ^ J. Godechot, La Rivoluzione francese. Cronologia commentata 1787-1799, Milano, Bompiani, 2001, p. 94
  5. ^ J. Godechot, cit., p. 96
  6. ^ (FR) L'hymne national : la Marseillaise de Rouget de Lisle in Les symboles de la République française, Présidence de la République - Élysée.fr. URL consultato il 9 giugno 2010.
  7. ^ "la carrière" ("la carriera") è l'entrata alle armi. Il settimo verso non era parte del testo originale ma era stato aggiunto nel 1792 da un autore sconosciuto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfred B. Benard, La Marseillaise et Rouget de Lisle, Paris 1907
  • Frédéric Robert, La Marseillaise, Les nouvelles éditions du pavillon, Imprimerie Nationale, 1989
  • Frédéric Dufourg, La Marseillaise, Éditions du Félin, Collection Félin poche, 2003
  • Euloge Boissonnade, Rouget de Lisle: de "La Marseillaise" à l'oubli. Paris: Éd. France-Empire, 1999, 327 p.-[8] p. de pl. Contient les paroles de "La Marseillaise". Bibliogr. p. 321-324. ISBN 2-7048-0889-9
  • Ernest Chapuis, Rouget de Lisle et l'hymne national. Besançon, impr. de P. Jacquin, 1892, 17 p.
  • Chantal Georgel, Une Icône républicaine: Rouget de Lisle chantant La Marseillaise, par Isidore Pils, 1849: [exposition, Paris, Musée d'Orsay, 14 février-7 mai 1989] / catalogue. Paris: Éd. de la Réunion des musées nationaux, 1989, 64 p. (Les Dossiers du Musée d'Orsay; 28). ISBN 2-7118-2247-8
  • Marie-Louise Jacotey, Rouget de Lisle et "La Marseillaise" : histoire. Langres: D. Guéniot, 2007, 94 p. La couv. porte en plus: "Histoire d'un chant de guerre devenu hymne national". ISBN 978-2-87825-390-0
  • Arthur Loth, La "Marseillaise" : enquête sur son véritable auteur. Paris: Nouvelles éd. latines, 1992, 158 p. (Histoire). ISBN 2-7233-0458-2
  • Hervé Luxardo, Histoire de la "Marseillaise". Paris: Plon, 1989, 240 p. (Collection Terres de France). ISBN 2-259-02018-6
  • Xavier Cabanes, "L'outrage au drapeau ou à l'hymne national", Revue de la Recherche Juridique-Droit Prospectif, 2003, n° 2, vol. 1, p. 987-999
  • Christian Mas, Cl. J. Rouget de Lisle: une présence politique, entre lettres et musique. Paris; Budapest; Torino: l'Harmattan, 2001, 332 p. (Univers musical). Bibliogr. des œuvres écrites de C. J. Rouget de Lisle p. 307-310. Catalogue des œuvres musicales p. 311-314. ISBN 2-7475-1266-5
  • Paolo Petronio, Gli inni nazionali del mondo, pp. 83–87, Edizioni Italo Svevo, Trieste 2007/2008
  • Rouget de Lisle, La Vérité sur la paternité de la ″Marseillaise″. Paris: impr. de Bonaventure et Ducessois, 1865. Suite: ″La Vérité, par M. Alexis Azévédo, sur Rouget de Lisle et la ″Marseillaise″. Extrait de l'″Opinion nationale″, 18 octobre 1864″.
  • Julien Tiersot, Histoire de la Marseillaise : nombreuses gravures documentaires, fac-similés, autographes, œuvres musicales de Rouget de Lisle, 8 planches hors texte. Paris: Delagrave, 1915, VII-152 p.
  • Jean Tulard, Napoléon et Rouget de l'Isle: "Marche consulaire" contre "Marseillaise". Paris: Hermann, 2000, 104 p. (Collection Savoir. Lettres). ISBN 2-7056-6407-6
  • Philippe Vidal, "De Lisle à Marseille". In Les Histoires inconnues de l'Histoire: de la légende à la réalité. Paris: Michel Lafon, 2004, p. 139-[142]. ISBN 2-7499-0120-0
  • Michel Vovelle, "La Marseillaise; la guerre et la paix", in Nora, Pierre (Dir.), Les lieux de mémoire, Tome 1: La République. Paris: Gallimard, coll. Quarto, 1997, p. 107-152.
  • Ville de Choisy-le-Roi. Rouget de Lisle, 1760-1960. Exposition du bi-centenaire. Choisy-le-Roi, 1960, IV-15 p., multigraphié.
  • Un Homme, un hymne, la Révolution / par les élèves de l'École primaire Rouget de Lisle de Charleville-Mézières; publ. par l'École de Rouget de Lisle. Charleville-Mézières: École Rouget de Lisle, 1989, 40 p. ISBN 2-903774-67-6

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