Inno europeo

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Inno alla gioia (info file)
Inno dell'Unione Europea

Inno alla gioia (completo) (info file)

File:Sym 9 Fourth Movement.mid

Beethoven, Nona sinfonia, Quarto Movimento

L'inno ufficiale dell'Unione europea è il movimento finale della Nona sinfonia composta nel 1823 da Ludwig van Beethoven, anche chiamato "Inno alla Gioia". Si tratta in realtà dell'inno non solo dell'Unione europea ma anche dell'Europa in generale.

L'inno fu adottato nel 1972 dal Consiglio d'Europa (lo stesso organismo che concepì la bandiera europea), in quanto "senza parole, con il linguaggio universale della musica, questo inno esprime gli ideali di libertà, pace e solidarietà perseguiti dall'Europa". Questa motivazione sottintendeva che in origine l'inno sarebbe stato privo di testo, in quanto parecchie nazioni europee dopo la seconda guerra mondiale non gradivano un inno con il testo scritto in tedesco. Ancora oggi questo pregiudizio - e quindi il fatto di cantare l'inno - non è del tutto superato.[senza fonte] Esiste una versione cantata in lingua latina, neutra rispetto ai Paesi membri, che è stata composta dal dottor Peter Roland:[senza fonte]

"Est Europa nunc unita
et unita maneat;
una in diversitate
pacem mundi augeat.
Semper regant in Europa
fides et iustitia
et libertas populorum
in maiore patria.
Cives, floreat Europa,
opus magnum vocat vos.
Stellae signa sunt in caelo
aureae, quae iungant nos.

Traduzione

L'Europa è ora unita
e unita possa in eterno rimanere;
le differenze nell'unità
diffondano la pace nel mondo.
Regnino sempre in Europa
la fede, la giustizia
e la libertà dei popoli
in una patria più grande.
Cittadini, fiorisca l'Europa,
un'opera grandiosa vi chiama.
Ci congiungano le stelle,
aureo emblema del firmamento.


Per il movimento finale della sinfonia, Beethoven musicò l'"Inno alla gioia" composto nel 1785 da Friedrich von Schiller. Il poema esprime la visione idealistica di Schiller sullo sviluppo di un legame di fratellanza fra gli uomini, visione condivisa da Beethoven. Il compositore pensava idealmente a tutti gli uomini, perciò questa musica sarebbe stata più idonea ad essere l'inno mondiale, e non solo l'inno europeo.

Nel 1985 venne adottato dai capi di Stato e di governo dell'UE come inno ufficiale dell'Unione europea. Non vuole sostituire gli inni nazionali degli Stati membri ma celebrare i valori che essi condividono e la loro "unità nella diversità", come recita il motto europeo. Ormai è divenuta consuetudine nelle cerimonie ufficiali eseguire prima l'inno della nazione interessata, e subito di seguito l'inno europeo.

Ne furono approntate, ad opera di Herbert von Karajan, tre versioni: per piano solo, per fiati, cioè per banda e per orchestra sinfonica. Questa vicenda nasconde una storia ambigua. In origine, nell'anno 1971, venne bandito un concorso per l'inno europeo. Il numero di compositori partecipanti non è mai stato reso noto, ma si parlò di più di 2.000 (molti di questi hanno in seguito rilasciato testimonianze generalmente solo orali sulla loro partecipazione). Ad un certo punto nella vicenda si inserì Karajan, proponendo la musica di Beethoven, il che sottintendeva che con il suo complesso dell'Orchestra filarmonica di Berlino si sarebbe potuto realizzare incisioni discografiche. Il Consiglio d'Europa, venuto a conoscenza della proposta, considerando anche l'oggettiva difficoltà di giudicare più di 2.000 partiture e visti i nomi celebri di Beethoven, Karajan e dell'Orchestra berlinese, annullò il concorso ed aderì alla proposta.


Diritto di iniziativa dei Cittadini Europei[modifica | modifica sorgente]

Si è costituito un comitato che ha presentato la proposta alla Commissione europea per la raccolta del milione di firme necessarie per proporre un atto legislativo di iniziativa popolare che adotti un testo ufficiale per l'inno dell'Unione Europea. Il testo è in lingua esperanto per essere neutro nei confronti delle 23 lingue ufficiali dell'unione. È stato scritto da Umberto Broccatelli. Dopo che la Commissione europea confermerà, entro giugno 2012, che la proposta è accettabile inizierà la raccolta delle firme.[senza fonte]

Testo originale in esperanto:

Kantu kune amikaro, Ni la ĝojon festas nun, Nek rivero, nek montaro Plu landlimoj estas nun. Ho Eŭropo, hejmo nia, Tro daŭradis la divid‘; Nun brilegu belo via, Ĉiu estas via id‘. Via flago kunfratigas Homojn post milita temp‘, Via leĝo nun kunigas Civitanojn en konsent‘.

De l' Malnova Kontinento Ĵus ekstaris la popol', Gvidas ĝin tre nova sento Kaj kuniga forta vol'. Sub la ŝildo de la juro ni vivados en konkord'. Tio estas nia ĵuro: unu land' kaj unu sort'. Jen ekzemplo por la mondo: jen direkto, jen la voj': tuthomara granda rondo en la paco, en la ĝoj'!

Traduzione in italiano:

Cantate insieme, amici, festeggiamo la gioia solamente, fiumi e montagne non sono più frontiere. Oh, Europa, nostra casa, troppo durò la divisione. Splenda ora la tua bellezza, ognuno ti sia figlio. La tua bandiera affratella gli uomini dopo il tempo della guerra, la tua legge ora unisce cittadini in consenso.

Del Vecchio Continente il popolo ora si è alzato; lo guida un nuovissimo sentimento e una forte volontà di unione Sotto l'egida del diritto noi vivremo in concordia. Questo è il nostro giuramento: un Paese e una sorte. Ecco un esempio per il mondo: ecco una direzione, ecco una via: un grande cerchio di tutta l'umanità nella pace, nella gioia!

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Fonte[modifica | modifica sorgente]

Per la scrittura della voce è stato utilizzato del testo proveniente dal sito ufficiale dell'Unione europea.

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