Meccanismo europeo di stabilità

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Categorie: Politica, Diritto
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Paesi membri del MES.

Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati, istituito dalle modifiche al Trattato di Lisbona (art. 136) approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento europeo[1] e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles il 25 marzo 2011[2][3], nasce come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro (art. 3). Esso ha assunto però la veste di organizzazione intergovernativa (sul modello dell'FMI), a motivo della struttura fondata su un consiglio di governatori (formato da rappresentanti degli stati membri) e su un consiglio di amministrazione e del potere, attribuito dal trattato istitutivo, di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi aderenti al fondo-organizzazione.[4]

Il Consiglio Europeo di Bruxelles del 9 dicembre 2011, con l'aggravarsi della crisi dei debiti pubblici, decise l'anticipazione dell'entrata in vigore del fondo, inizialmente prevista per la metà del 2013, a partire da luglio 2012.[5] Successivamente, però, l'attuazione del fondo è stata temporaneamente sospesa in attesa della pronuncia da parte della corte costituzionale della Germania sulla legittimità del fondo con l'ordinamento tedesco.[6] La Corte Costituzionale Federale tedesca ha sciolto il nodo giuridico il 12 settembre 2012, quando si è pronunciata, purché vengano applicate alcune limitazioni, in favore della sua compatibilità con il sistema costituzionale tedesco[7].

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Partecipanti al Consiglio Europeo del 24-25 marzo 2011 che ha ratificato il MES

Il MES sostituirà il Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) e il Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF) attualmente ancora in vigore, nati per salvare dall'insolvenza gli stati di Portogallo e Irlanda, investiti dalla crisi economico-finanziaria.[8] Il MES è attivo da luglio 2012 con una capacità di oltre 650 miliardi di euro, compresi i fondi residui dal fondo temporaneo europeo, pari a 250-300 miliardi.[9][10][11]

Il MES sarà regolato dalla legislazione internazionale e avrà sede a Lussemburgo. Il fondo emetterà prestiti (concessi a tassi fissi o variabili) per assicurare assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà e acquisterà titoli sul mercato primario (contestualmente all'attivazione del programma Outright Monetary Transaction), ma a condizioni molto severe. Queste condizioni rigorose "possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite" (art. 12). Potranno essere attuati, inoltre, interventi sanzionatori per gli stati che non dovessero rispettare le scadenze di restituzione i cui proventi andranno ad aggiungersi allo stesso MES.[12] È previsto, tra le altre cose, che "in caso di mancato pagamento, da parte di un membro dell'Esm, di una qualsiasi parte dell'importo da esso dovuto a titolo degli obblighi contratti in relazione a quote da versare [...] detto membro dell'Esm non potrà esercitare i propri diritti di voto per l'intera durata di tale inadempienza" (art. 4, c. 8).

Il fondo è gestito dal Consiglio dei governatori formato dai ministri finanziari dell'area euro, da un Consiglio di amministrazione (nominato dal Consiglio dei governatori) e da un direttore generale, con diritto di voto, nonché dal commissario UE agli Affari economico-monetari e dal presidente della BCE nel ruolo di osservatori. Le decisioni del Consiglio devono essere prese a maggioranza qualificata o a maggioranza semplice (art. 4, c. 2).[12] Il MES emette strumenti finanziari e titoli, simili a quelli che il FESF emise per erogare gli aiuti a Irlanda, Portogallo e Grecia (con la garanzia dei paesi dell’area euro, in proporzione alle rispettive quote di capitale nella BCE), e potrà acquistare titoli di stati dell’euro zona sul mercato primario e secondario. Il fondo potrà concludere intese o accordi finanziari anche con istituzioni finanziarie e istituti privati. È previsto l'appoggio anche delle banche private nel fornire aiuto agli stati in difficoltà. In caso di insolvenza di uno Stato finanziato dallo MES, quest’ultimo avrà diritto a essere rimborsato prima dei creditori privati.[13]

L'operato del MES, i suoi beni e patrimoni ovunque si trovino e chiunque li detenga, godono dell'immunità da ogni forma di processo giudiziario (art. 32). Nell'interesse del MES, tutti i membri del personale sono immuni a procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni e godono dell'inviolabilità nei confronti dei loro atti e documenti ufficiali (art. 35).[14] Tuttavia, un collegio di cinque revisori esterni (art. 30, comma 1 e 2), indipendente e nominato dai governatori del fondo, ha accesso ai libri contabili e alle singole transazioni del MES. La composizione del collegio è così ripartita: un membro proviene dalla Corte dei Conti Europea, e altri due a rotazione dagli organi supremi di controllo degli Stati membri.

La Corte Costituzionale tedesca ha posto un limite al contributo tedesco al salvataggio dei Paesi in difficoltà, evitando comunque di vincolare ogni singola azione dell'Esm al giudizio del Parlamento.[15]

Quote e diritti di voto[modifica | modifica sorgente]

I diritti di voto di ogni Stato membro non sono capitari (voto personale), ma in proporzione al valore delle quote versate nel fondo. Le quote di capitale autorizzato e richiamabili sono emesse alla pari (prezzo uguale al valore nominale), senza essere in alcun modo gravate da oneri, mentre pegni ed ipoteche non sono trasferibili. In caso di mancato pagamento, lo stato membro perde il diritto di voto finché non risolve la posizione debitoria, e il numero dei diritti di voto è ricalcolato fra gli altri stati. Ciascuno stato mantiene invece l'obbligo ("irrevocabile e incondizionato", art. 8, c. 4) di contribuire al capitale autorizzato, anche se diviene beneficiario o riceve assistenza finanziaria dal MES. Per tutte le decisioni è necessaria la presenza della maggioranza relativa di due terzi dei membri aventi diritto di voto, che rappresentino almeno i due terzi dei diritti di voto.

Nel concedere un sostegno alla stabilità, il MES inoltre persegue la completa copertura dei costi operativi e di finanziamento e vi include un margine adeguato. Il tasso di interesse oltre alla copertura dei costi deve garantire un profitto al fondo dal ricevimento della richiesta (art. 9, comma 3).

La responsabilità di ciascun membro del MES è in ogni caso limitata alla sua quota di capitale autorizzato al prezzo di emissione determinato. Nessun membro del MES può essere considerato responsabile, in virtù della sua appartenenza al MES, degli obblighi da questi contratti.

Quote di partecipazione per stato membro[modifica | modifica sorgente]

Il MES ha un capitale autorizzato di 700 miliardi di € di cui solo 80 saranno versati dagli stati membri: i rimanenti 620 miliardi (se necessari) saranno raccolti attraverso apposite emissioni di obbligazioni sul mercato.

Il trattato prevedeva il pagamento del capitale in 5 rate annuali ma l'eurogruppo nella riunione del 30 marzo 2012 ha deciso che il pagamento sarà accelerato per essere completato entro la metà del 2014.[16]

Stato membro del MES
Percentuale di
contributo
Numero di
azioni
Sottoscrizione di capitale
(€)
PIL nominale 2010
(milioni di dollari)
Germania 27,1464% 1.900.248 190.024.800.000 3.315.643
Francia 20,3859% 1.427.013 142.701.300.000 2.582.527
Italia 17,9137% 1.253.959 125.395.900.000 2.055.114
Spagna 11,9037% 833.259 83.325.900.000 1.409.946
Paesi Bassi 5,717% 400.190 40.019.000.000 783.293
Belgio 3,4771% 243.397 24.339.700.000 465.676
Grecia 2,8167% 197.169 19.716.900.000 305.415
Austria 2,7834% 194.838 19.483.800.000 376.841
Portogallo 2,5092% 175.644 17.564.400.000 229.336
Finlandia 1,7974% 125.818 12.581.800.000 239.232
Irlanda 1,5922% 111.454 11.145.400.000 204.261
Slovacchia 0,824% 57.680 5.768.000.000 86.262
Slovenia 0,4276% 29.932 2.993.200.000 46.442
Lussemburgo 0,2504% 17.528 1.752.800.000 52.433
Cipro 0,1962% 13.734 1.373.400.000 22.752
Estonia 0,186% 13.020 1.302.000.000 19.220
Malta 0,0731% 5.117 511.700.000 7.801
Totale 100.0 7.000.000 700.000.000.000 12.202.194

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Diversamente da altri fondi di stabilità come il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, non è prevista la possibilità di un mero accantonamento contabile, ovvero il conferimento in proprietà o ipoteca di beni demaniali, e quindi di una sua definizione preventiva in assenza dell'applicazione degli aggiustamenti di bilancio, con i quali gli stati potrebbero in futuro reperire in tempi rapidi la quota di loro competenza, laddove richiesto dal fondo MES.

L'accantonamento contabile tuttavia potrebbe evitare il trasferimento e l'immobilizzo finanziario pluriennale di importanti risorse dei bilanci nazionali, comportando il rischio di scarso impiego nel fondo, laddove non è riscontrabile analoga rigidità nelle norme degli stati membri per l'accertamento e la valorizzazione dei beni e dei versamenti relativi al capitale sociale nelle società di capitali di diritto privato.

La legislazione europea non prevede inoltre un tetto massimo, deliberato da un organismo esterno, al leverage (rapporto fra indebitamento e capitale) fra capitale sociale autorizzato e esposizione debitoria verso gli Stati membri, quale strumento di governance per evitare che un fondo di garanzia indipendente con compiti di pubblica utilità, relative immunità e garanzie di riservatezza, possa trasformarsi in un soggetto speculativo.

Unica indicazione del rapporto con gli istituti di credito è la possibilità di finanziarsi nel mercato secondario e interbancario, senza cenni in merito alla facoltà di detenere azioni o strumenti derivati, conferibili dagli stati membri che hanno convertito aiuti alle loro banche in azioni di proprietà. Questione che porrebbe innanzitutto il problema di nazionalità delle banche, trasferendo il controllo a un soggetto estero e, per i suoi fini, privo di controllo politico. In secondo luogo la questione di sovrapposizione di competenze con la BCE, in rapporto di proprietà col MES e regolatore del settore bancario, oltreché unico soggetto avente strumenti per essere un prestatore di ultima istanza (laddove il MES non può praticare il quantitative easing, ovvero regolamentare le garanzie dei suoi prestiti senza le conseguenze del giudizio dei mercati).

Iter di ratifica[modifica | modifica sorgente]

Nella tabella sono riportate le date riguardanti l'iter di ratifica del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità tra i paesi contraenti, che sono: Regno del Belgio, la Repubblica federale di Germania la Repubblica di Estonia, la Repubblica d'Irlanda, la Repubblica Ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, la Repubblica di Cipro, il Granducato di Lussemburgo, la Repubblica maltese, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica d’Austria, la Repubblica Portoghese, la Repubblica di Slovenia, la Repubblica slovacca e la Repubblica di Finlandia. La lista in calce è ordinata in base alla data di deposito degli strumenti di ratifica presso il Segretariato generale del Consiglio dell’Unione europea. Se la data di deposito coincide la lista è ordinata in base alla data di approvazione parlamentare.

Firmatario Data Istituzione Risultato Deposito
Francia Francia 21/2/2012 Approvata dall'Assemblée nationale (Assemblea nazionale) 256 si, 131 astenuti e 44 no 2/4/2012
28/2/2012 Approvata dal Sénat (Senato) 169 sì, 138 astenuti e 25 no
8/3/2012 Promulgata dal presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy[17]
Grecia Grecia 28/3/2012 Approvata dal Vouli ton Ellinon (Parlamento ellenico) 194 sì e 59 no 10/5/2011
Slovenia Slovenia 19/4/2012 Approvata dal Državni zbor (Assemblea nazionale) 74 sì e 1 astennuto 30/5/2012
30/4/2012 Promulgata dal presidente della Repubblica Danilo Türk[18]
Belgio Belgio 7/6/2012 Approvata dal Senaat/le Sénat/der Senat (Senato) 46 si, 14 astenuti e 4 no 26/6/2012
14/6/2012 Approvata dalla Kamer van Volksvertegenwoordigers/Chambre des Représentants/Abgeordnetenkammer (Camera dei rappresentanti) 90 sì, 24 astenuti e 14 no
20/6/2012 Promulgata dal re Alberto II
Cipro Cipro 31/8/2012 Approvata dal Vouli ton Antiprosópon/Temsilciler Meclisi (Camera dei rappresentanti) all'unanimità 28/6/2012
15/6/2012 Promulgata dal presidente della Repubblica Dimitris Christofias
Finlandia Finlandia 19/6/2012 Approvata dall'Eduskunta (Parlamento) 104 sì, 14 astenuti e 71 no 29/6/2012
25/5/2012 Promulgata dal presidente della Repubblica Sauli Niinistö
Slovacchia Slovacchia 22/6/2012 Approvata dal Národná rada Slovenskej republiky (Consiglio Nazionale della Repubblica Slovacca) 116 sì, 5 astenuti e 20 no 29/6/2012
9/7/2012 Promulgata dal presidente della Repubblica Ivan Gašparovič
Spagna Spagna 17/5/2012 Approvata dal Congreso de los Diputados (Congresso dei deputati) 262 sì, 7 astenuti e 17 no 2/7/2012
6/6/2012 Approvata dal Senado de España (Senato) 237 sì e 1 no
21/6/2012 Promulgata dal re Juan Carlos I
Portogallo Portogallo 13/4/2012 Approvata dal Assembleia da República (Assemblea della Repubblica) 4/7/2012
22/6/2012 Promulgata dalla presidente della Repubblica Aníbal Cavaco Silva
Paesi Bassi Paesi Bassi 24/5/2012 Approvata dalla Tweede Kamer der Staten-Generaal (Camera dei rappresentanti) 100 sì e 47 no 13/7/2012
3/7/2012 Approvata dalla Eerste Kamer der Staten-Generaal (Senato dei Paesi Bassi) 50 sì e 47 no
05/7/2012 Promulgata dalla regina Beatrice
Malta Malta 6/7/2012 Approvata dalla Kamera (Parlamento) all'unanimità 19/7/2012
Austria Austria 4/7/2012 Approvata dal Nationalrat (Consiglio nazionale) 156 sì e 53 no 30/7/2012
6/7/2012 Approvata dal Bundesrat (Consiglio federale): 45 sì e 10 no
17/7/2012 Promulgata dal presidente federale Heinz Fischer
Lussemburgo Lussemburgo 26/6/2012 Approvata dalla D'Chamber/Chambre des Députés/Abgeordnetenkammer (Camera dei deputati) 49 sì, nessuna astensione e 5 no 31/7/2012
5/7/2012 Promulgata dalla granduca Enrico
Irlanda Irlanda 20/6/2012 Approvata dal Dáil Éireann (Camera dei rappresentanti) 122 sì e 22 no 1/8/2012
27/6/2012 Approvata dal Seanad Éireann (Senato) 37 si e 3 no
9/7/2012 Promulgata dal presidente della Repubblica Michael D. Higgins
Italia Italia 12/7/2012 Approvata dal Senato della Repubblica 191 si, 15 astenuti e 21 no 25/9/2012
19/7/2012 Approvata dalla Camera dei deputati 380 sì, 36 astenuti e 59 no
23/7/2012 Promulgata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano[19]
Germania Germania 29/6/2012 Approvata dal Bundestag (Dieta federale) 493 si, 5 astenuti e 105 no 27/9/2012
29/6/2012 Approvata dal Bundesrat (Consiglio federale) 66 sì e 4 astenuti
13/9/2012 Promulgata dal presidente federale Joachim Gauck
Estonia Estonia 13/7/2012 Approvata dal Riigikogu (Assemblea dello Stato) 59 si, 6 astenuti e 34 no 3/10/2012
11/9/2012 Promulgata dal presidente della Repubblica Toomas Hendrik Ilves

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 494 voti a favore, 100 contrari e 9 astensioni
  2. ^ Meccanismo di stabilità: Parlamento approva necessarie modifiche al Trattato
  3. ^ http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:091:0001:0002:IT:PDF
  4. ^ Via libera all'Esm: è l'inizio di una nuova dittatura europea? - International Business Times
  5. ^ Consiglio europeo: siglato un accordo per il pareggio di bilancio | euronews, mondo
  6. ^ Germania, Corte decide il 12/9 su Esm - Economia - LaPresse
  7. ^ .Fondo salva Stati, sì della corte tedesca. «Ma ad alcune condizioni», Il Messaggero, 12 settembre 2012
  8. ^ Via libera all'European Stability Mechanism - LaStampa.it
  9. ^ Il Fondo salva-Stati allarga il campo - Il Sole 24 ORE
  10. ^ L'Eurogruppo vara il fondo salva Stati
  11. ^ Euro, la minaccia degli speculatori
  12. ^ a b Intesa sul fondo Ue salva-stati. Il meccanismo di stabilità permanente avrà una dote di 500 miliardi - Il Sole 24 ORE
  13. ^ Lavoce.Info - Articoli - Eurobond: Le Proposte Sul Tappeto
  14. ^ Consiglio Europeo - T/MES 2012
  15. ^ Corte tedesca dà ok condizionato a Esm Merkel: "Da Germania segnale forte a Ue" - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it
  16. ^ Statement of the Eurogroup
  17. ^ Loi n° 2012-324 du 7 mars 2012 autorisant la ratification du traité instituant le mécanisme européen de stabilité (Journal officiel n. 56 du 8 mars 2012)
  18. ^ 23. Zakon o ratifikaciji Pogodbe o ustanovitvi Evropskega mehanizma za stabilnost med Kraljevino Belgijo, Zvezno republiko Nemčijo, Republiko Estonijo, Irsko, Helensko republiko, Kraljevino Španijo, Francosko republiko, Italijansko republiko, Republiko Ciper, Velikim vojvodstvom Luksemburg, Malto, Kraljevino Nizozemsko, Republiko Avstrijo, Portugalsko republiko, Republiko Slovenijo, Slovaško Republiko in Republiko Finsko (MPUEMS) (Uradni list RS, št. 35/2012 z dne 14-5-2012)
  19. ^ Legge 23-7-2012, n. 116 Ratifica ed esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilita' (MES), con Allegati, fatto a Bruxelles il 2 febbraio 2012(Gazzetta ufficiale n.175 del 28 luglio 2012 - Suppl. Ordinario n. 160)

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