Sistema europeo delle banche centrali

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Il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC), istituito dal trattato di Maastricht, è costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali dei 28 stati membri dell'Unione europea, a prescindere dall'adozione della moneta unica.

Scopo del Sistema Europeo delle Banche Centrali[modifica | modifica wikitesto]

Obiettivo del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi per mantenere il valore dell'euro. Per svolgere le operazioni che rientrano nei compiti della SEBC, la BCE farà capo alle banche centrali nazionali. Spetta al SEBC fissare il Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR). Il TUR rappresenta il costo del denaro, sia per le banche sia per i clienti delle banche. Alla Banca d'Italia spettano soprattutto funzioni di controllo e vigilanza del sistema creditizio nazionale.

II Direttiva[modifica | modifica wikitesto]

La normativa europea in materia bancaria è servita per armonizzare gli ordinamenti bancari dei diversi paesi membri. Infatti la II Direttiva fissa tre principi:

  • Principio dell'autorizzazione unica: una volta ottenuta l'autorizzazione ogni banca può operare in ogni nazione della UE, disciplinata dalla normativa del paese originario.
  • Principio dell'Home Country Control: ogni banca autorizzata può stabilire succursali, filiali, in tutti paesi della UE, e su tali succursali solo le autorità del paese di origine possono esercitare i poteri di vigilanza.
  • Principio del mutuo riconoscimento: ogni paese della UE si impegna a non ostacolare le banche di altri paesi.

Il sistema europeo delle banche centrali e l'"eurosistema"[modifica | modifica wikitesto]

Il Sistema europeo delle banche centrali comprende, a norma dell'articolo 107 (ex art. 106) del trattato che istituisce la Comunità europea, la Banca centrale europea e le banche centrali nazionali dei 28 stati membri dell'Unione europea a prescindere dall'adozione della moneta unica; solo i governatori delle banche nazionali dei paesi appartenenti all'"eurozona", però, prendono parte al processo decisionale ed attuativo della politica monetaria della BCE: il cosiddetto eurosistema è infatti composto dalla BCE e dalle banche centrali nazionali dei paesi che hanno introdotto la moneta unica; le banche centrali nazionali dei paesi al di fuori della "zona euro" sono invece abilitate a condurre una politica monetaria nazionale autonoma. Fintanto che vi saranno stati membri dell'Unione europea non appartenenti all'"area dell'euro" vi sarà l'inevitabile coesistenza tra eurosistema e SEBC (l'eurosistema non era stato previsto dai trattati in quanto, diversamente da quello che si è poi verificato, si dava per scontata la partecipazione di tutti i paesi dell'Unione europea alla moneta unica).

Secondo l'articolo 105, paragrafo 1, del trattato che istituisce la Comunità europea, oltre all'obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC "sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità" agendo "in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza".

Tali obiettivi (definiti dall'articolo 2 del trattato di Maastricht) sono:

  • il raggiungimento ed il mantenimento di un elevato livello di occupazione
  • una crescita sostenibile e non inflazionistica.

Il paragrafo 2 del medesimo articolo 105 del trattato indica inoltre le funzioni fondamentali del SEBC:

  • definire e attuare la politica monetaria per l'area dell'euro
  • svolgere le operazioni sui cambi
  • detenere e gestire le riserve ufficiali dei paesi dell'area dell'euro
  • promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Banche centrali dei paesi del SEBC[modifica | modifica wikitesto]

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Non facenti parte dell'Eurosistema[modifica | modifica wikitesto]


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