Francia

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Francia
Francia – Bandiera Francia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Liberté, Égalité, Fraternité
(Libertà, Uguaglianza, Fratellanza)
Francia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Francese
Nome ufficiale République française
Lingue ufficiali Francese
Altre lingue basco, bretone, còrso, ligure, occitano, Dialetto alsaziano, Dialetto mentonasco, creolo di Guadalupa, creolo della Guyana francese, creolo della Martinica, creolo della Riunione, lingue caribe, comoriano, tahitiano, marchesano, pukapukana, wallisiano, futuniano, kanak, fiammingo
Capitale Parigi  (2 243 833[1] ab. / 2010)
Politica
Forma di governo Repubblica semipresidenziale
Presidente François Hollande
Primo Ministro Manuel Valls
Ingresso nell'ONU 24 ottobre 1945 [nota 1]
Membro permanente del Consiglio di Sicurezza
Ingresso nell'UE 25 marzo 1957.[nota 2]
Superficie
Totale 675 417 k; solo Francia metropolitana: 543 965 km² (42º)
 % delle acque 0,26 %
Popolazione
Totale 66.400.000 ab. (2013) (21º)
Densità 102 ab./km²
Tasso di crescita 0,5% (2012)[2]
Nome degli abitanti Francesi
Geografia
Continente Europa, America centrale (Caraibi), America meridionale (Guyana francese), Africa (Riunione), Oceania (Terre australi e antartiche francesi)
Confini Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Principato di Monaco, Andorra, Spagna; la Guyana francese confina con Brasile e Suriname; Saint-Martin confina con Sint Maarten (Paesi Bassi)
Fuso orario UTC+1
UTC+2 in ora legale; UTC-4 (Martinica e Guadalupa) ; UTC-3 (Guyana fr.) ; UTC+4 (Riunione)
Economia
Valuta Euro e Franco CFP[3]
PIL (nominale) 2 613 936[4] milioni di $ (2012) ()
PIL pro capite (nominale) 41 223 $ (2012) (22º)
PIL (PPA) 2 238 051 milioni di $ (2012) ()
PIL pro capite (PPA) 35 295 $ (2012) (24º)
ISU (2012) 0,893 (molto alto) (20º)
Fecondità 2,0 (2010)[5]
Varie
Codici ISO 3166 FR, FRA, 250
TLD .fr, .eu[6]
Prefisso tel. +33
Sigla autom. F
Inno nazionale La Marsigliese
Festa nazionale 14 luglio
Francia - Mappa
  1. ^ È uno dei 51 Stati che diedero vita all'ONU nel 1945.
  2. ^ Membro fondatore.
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of France.svg Quarta Repubblica francese
 

Coordinate: 47°N 2°E / 47°N 2°E47; 2

La Francia (in francese France /fʁɑ̃s/), ufficialmente Repubblica Francese (in francese République française), è uno Stato membro dell'Unione europea. Ubicata in Europa occidentale, comprende anche alcuni dipartimenti d'oltremare in Africa, Oceania e America. La porzione europea della Francia confina con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Principato di Monaco, Andorra e Spagna.

Il Paese ha una superficie di 543 965 k e una popolazione di oltre 64 milioni di abitanti, che salgono rispettivamente a 675 417 k e 67 milioni di abitanti, se si prendono in considerazione anche i dipartimenti e i territori d'oltremare d'America, Asia e Oceania.[7] Con questi ultimi la Francia è il secondo Stato più vasto (dopo la Russia) e il terzo più popolato d'Europa (dopo la Russia e la Germania). Attraverso il suo Presidente della Repubblica, Coprincipe di Andorra insieme al vescovo catalano di Urgell, la Francia esercita inoltre un potere di fatto sul Principato d'Andorra. Il Parco nazionale della Vanoise è il parco più grande di Francia.

Di tutti i principali Stati europei, è quello di più antica formazione.[8] Membro del Consiglio d'Europa, è uno dei paesi fondatori dell'Unione europea, della zona euro e dell'area Schengen. È uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e fa parte degli otto Paesi più industrializzati del mondo (G8), dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), della Francofonia e dell'Unione latina. È tornata a far parte, dal 2002, della NATO (da cui era uscita nel 1966) ed è attualmente la terza potenza nucleare mondiale, dietro Russia e Stati Uniti.

La sua capitale è Parigi, che è anche la città più popolosa e importante dello Stato e la principale meta turistica in Francia e nel mondo (con 45 milioni di visitatori). Il francese è la lingua ufficiale della Repubblica, ma si contano 77 lingue regionali.[9] La religione più diffusa in Francia è il cattolicesimo, dal 51% al 64% della popolazione,[10] tuttavia una proporzione significativa dei cattolici è agnostica; il 32% della popolazione è ateo.[11]

Paese profondamente romanizzato, fu culla, in età medievale, di due fiorenti civiltà (una nella Francia settentrionale e l'altra, di matrice occitana, in Provenza e Linguadoca). Subì l'influenza del Rinascimento italiano, e, nel XVII secolo (Grand Siècle), sviluppò una forma di classicismo originale che si impose nelle arti e nel pensiero. Massimo centro dell'Illuminismo, ha influenzato le rivoluzioni americane, e attraverso la Rivoluzione francese ha dato slancio ed esempio di democrazia nel mondo, portando valori di libertà, uguaglianza, e fraternità, e di laicità (dal 1905). Fra il XVIII secolo e XIX secolo, la Francia aveva creato un impero coloniale di vastissime proporzioni, che, in parte, ha conservato la lingua e la cultura della madrepatria (Canada, Africa ex-francese e alcune zone del Medio Oriente, dell'Asia e del Pacifico).

La Francia è attualmente la quinta potenza economica mondiale, dopo Stati Uniti, Cina, Giappone e Germania, e la seconda in Europa (subito dopo la Germania); è membro dell'ONU, della NATO, dell'Unione Europea, del G8 e del G7. Gli alti livelli di reddito della sua popolazione, una legislazione sociale particolarmente avanzata e un'amministrazione pubblica efficiente ne fanno uno degli stati con la qualità della vita migliore al mondo. Il Paese è anche, grazie alle sue numerose bellezze naturali, storiche e artistiche, la prima meta turistica internazionale: nel 2007, secondo il Ministero dell'Economia, Finanze e Industria francese, la Francia ha accolto 81,9 milioni di turisti stranieri.[12]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Francia.

La presenza umana sul territorio dell'odierna Francia risale addirittura al Paleolitico inferiore. Uno dei siti più antichi (1 800 000 anni fa), contestato da alcuni storici, è il sito di Chilhac (Alta Loira). Il territorio francese presenta un numero significativo di grotte decorate del Paleolitico superiore, di cui la più famosa è probabilmente Lascaux (Dordogna, 15 000 anni fa). A partire da circa 7 000 anni fa, tutta la regione entra nel Neolitico, il più antico villaggio noto fu il sito di Courthézon (Vaucluse), datato 4560 a.C.

Vercingetorige al cospetto di Cesare.

Arrivati in Francia intorno al 900 a.C. i Celti (Galli) ne occuparono gran parte del territorio verso il III secolo a.C. Nel 680 a.C. circa la costa mediterranea vide l'arrivo dei primi coloni greci, con la fondazione di una colonia presso Antibes.

La regione più meridionale della Gallia passò sotto la dominazione romana nel 125 a.C. (Gallia Narbonense), e successivamente il resto del territorio nel 51 a.C., dopo la guerra di Gallia. Sotto l'Impero romano, si sviluppò una civiltà gallo-romana prospera, portando alla Francia una base di cultura latina e, indirettamente, alla successiva cristianizzazione, che si verifica lentamente tra il II e il VI secolo.

La Francia merovingia e carolingia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente la Gallia fu occupata da varie popolazioni germaniche: gli Alemanni a nord, i Burgundi nel sud-est (da cui deriva il nome della regione della Borgogna) e soprattutto i Franchi che presero il sopravvento sulle altre popolazioni del Paese ed espansero ulteriormente i loro domini.

Gran parte delle regioni che costituiscono l'attuale Francia vennero unite sotto Clodoveo (dinastia merovingia), nel 507. A partire dalla metà dell'VIII secolo Pipino il Breve, divenne il primo re dei Franchi non merovingio. Il regno si estende considerevolmente, e venne eretto a Impero durante il regno di suo figlio Carlo Magno. Dopo la morte del figlio di Carlo Magno, Ludovico il Pio, l'autorità centrale crollò rapidamente. Con il giuramento di Strasburgo dell'842 e il trattato di Verdun dell'843 l'impero verrà diviso in tre parti: la Francia orientalis (a est), la Francia occidentalis (a ovest), e fra le due l'effimero regno di Lotario I. La parte orientale corrispondeva a ciò che più tardi sarebbe divenuto il Sacro Romano Impero e la parte occidentale alla Francia. Il giuramento di Strasburgo è stato spesso presentato come l'atto fondatore della Francia (e Germania).

La Francia capetingia[modifica | modifica wikitesto]

I discendenti di Carlo Magno - i Carolingi - mantennero una simbolica influenza sui territori che grosso modo corrispondono alla Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, iniziatore della dinastia dei Capetingi, duca di Francia e conte di Parigi, venne incoronato re. I suoi discendenti governarono fino al 1792, quando, con la rivoluzione Francese, il Paese si diede una forma di governo repubblicana, deponendo Luigi XVI.

I primi re della dinastia estesero progressivamente il dominio reale rafforzando il regno franco malgrado l'opposizione dei Plantageneti, che si materializzò con la guerra dei cent'anni. Ma fu solo verso la fine del XII secolo, con Filippo Augusto, che l'autorità dei re franchi riuscì a estendersi, per la terza volta in un millennio, dai Pirenei al canale della Manica. E fu in questo momento che si iniziò a utilizzare il termine regno di Francia, che acquisisce un peso paragonabile a quella d'Inghilterra o del Sacro Romano Impero. Gli ultimi secoli del Medioevo, segnato dalla crisi della guerra dei cent'anni e dalla peste nera, in ultima analisi, rafforzarono l'autorità reale, che diventò innegabile nel XV secolo, con Luigi XI.

Rinascita e assolutismo[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Luigi XIV, di Hyacinthe Rigaud (1701).

Nel tardo Medioevo i re cattolici di Spagna e possedimenti degli Asburgo si unirono dando vita all'impero di Carlo V. Francesco I e suo figlio Enrico II lottarono contro questo nuovo potere alternando successi a battute d'arresto. Ma sarà solo con Enrico IV e Luigi XIII e il suo ministro Richelieu, che la preponderanza spagnola verrà messa in discussione a vantaggio della Francia.

Sul fronte del dominio coloniale, nonostante le iniziali espansioni portate in America con la spedizione di Jacques Cartier sotto Francesco I, e gli insediamenti nel mar dei Caraibi, Louisiana, e Senegal sotto Luigi XIV, la mancanza di determinazione di Luigi XV farà pendere l'ago della bilancia in favore dell'Inghilterra in India e in Canada. Un altro esponente dell'assolutismo francese fu Luigi XIV, ovvero il "Re Sole".

La Rivoluzione e l'Impero[modifica | modifica wikitesto]

Le difficoltà finanziarie, il rifiuto alle riforme e l'impazienza del popolo portarono alla rivoluzione francese, dal 1789 al 1799. Questo episodio, pietra miliare nella costruzione della storia nazionale francese, vide sorgere la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 e la promozione degli ideali di libertà, di uguaglianza e fraternità.

La Rivoluzione si svolse in più fasi, iniziando con una prova di Monarchia costituzionale, con la riunione dell'Assemblea generale, la presa della Bastiglia il 14 luglio 1789, sconvolgimenti politici e sociali, e la caduta della monarchia il 10 agosto 1792. Ebbe così origine la Prima repubblica francese. Al tempo della Rivoluzione francese, vi furono una serie di conflitti civili che videro la popolazione della Vandea e di altri dipartimenti vicini insorgere contro il governo rivoluzionario.

Nel 1799, Napoleone Bonaparte prese il potere, prima in ambito repubblicano come Primo Console, poi instaurando il Primo impero francese, con la sua nomina a imperatore (1804). Le sue armate combatterono e vinsero nei grandi teatri di guerra europei, assoggettando ampi territori e interi Stati e fondando nuovi regni, alcuni dei quali governati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta a Waterloo nel 1815, Luigi XVIII, il fratello del re ghigliottinato, restaurò la monarchia (Restaurazione francese), che terminò formalmente nel 1830 con un nuovo regime monarchico detto monarchia di luglio, il quale fu abolito legislativamente nel 1848, lasciando il posto alla Seconda Repubblica francese.

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 dicembre 1851 il Presidente della Repubblica, Luigi Napoleone Bonaparte, nipote di Napoleone, organizzò un colpo di stato. Il 4 gennaio 1852 venne proclamato imperatore con il nome di Napoleone III. Moriva la Seconda Repubblica francese, e nasceva il Secondo Impero.

Inizialmente il paese visse un'importante fase di industrializzazione, guidato da una politica liberale in campo economico, basata su una forte struttura capitalistica (banche, imprese ferroviarie e marittime, tessili e industrie pesanti, grandi magazzini, ecc,). Napoleone III si assicurò la fiducia nel Regno Unito (Guerra di Crimea), aumentò l'influenza della Francia in Medio Oriente, e le sue azioni in Italia contro l'Austria permisero l'annessione delle regioni piemontesi della Savoia e di Nizza. Ma gravi battute d'arresto offuscarono notevolmente l'immagine del regime e lotta contro la Prussia di fatto ne precipitò la caduta. Nel 1870 dopo la sconfitta di Sedan, e la perdita di Alsazia e Lorena aumentarono il risentimento nazionale. Altro fatto significativo riguardava il fronte demografico, la Francia non era più il paese più popoloso d'Europa, come prima della Rivoluzione francese, ma si vedeva oramai sopravanzato dalla popolazione tedesca.

La Terza Repubblica e la Liberazione del 1945[modifica | modifica wikitesto]

La guerra franco-prussiana del 1870 portò alla caduta del Secondo Impero e al ritorno della Repubblica. Sotto la Terza Repubblica la Francia estese il proprio impero coloniale, la cui conquista era iniziata sotto la monarchia del XIX secolo (Africa Occidentale Francese, Marocco, Tunisia, Madagascar, Indocina).

Uscita vittoriosa, ma a un notevole prezzo in termini demografici ed economici, dalla prima guerra mondiale, la Francia visse un periodo di crisi economica e politica negli anni trenta.

La Francia dichiarò guerra alla Germania assieme alla Gran Bretagna dopo l'aggressione tedesca alla Polonia il 3 settembre 1939. Tuttavia l'invasione tedesca della Francia settentrionale nel maggio 1940 portarono alla firma dell'armistizio con la Germania (22 giugno) e con l'Italia (25 giugno). L'Italia attaccò la Francia quando questa si trovava sull'orlo del collasso, ma a causa della propria impreparazione militare riuscì ad avanzare solamente fino a Mentone, ricevendo quindi solo l'amministrazione di alcuni territori al confine con le Alpi. Il Parlamento affidò i pieni poteri al maresciallo Philippe Pétain, che si pose alla guida della collaborazionista Francia di Vichy, comprendente la parte meridionale del paese, mentre il nord e la costa atlantica venivano posti sotto l'occupazione militare tedesca, e l'Alsazia-Lorena veniva annessa al Reich. Il nuovo regime di stampo autoritario, pur formalmente neutrale, si ritrovò in alcune occasioni a battersi a fianco dei tedeschi e contro gli ex alleati, soprattutto dopo l'attacco britannico alla flotta francese stanziata a Mers el Kebir, che fu distrutta per impedire che cadesse nelle mani tedesche. Ma il generale Charles de Gaulle, fuggito a Londra dopo la disfatta, creò il movimento della "France Libre" che s'impegnò a proseguire la guerra combattendo al fianco degli inglesi con ogni mezzo possibile. Le colonie dell'Africa Equatoriale Francese furono la base di questo movimento di riscossa francese, che portò De Gaulle entro il 1942 a ripristinare il controllo sull'intero impero coloniale africano, grazie all'aiuto americano e alla resistenza di facciata opposta dalla Francia di Vichy, ostile al proprio aguzzino tedesco. Lo sbarco angloamericano nell'Africa settentrionale francese alla fine del 1942 portò all'occupazione totale del paese e della Tunisia da parte delle forze dell'Asse. Ciononostante, grazie a de Gaulle, la Francia poté comunque partecipare con proprie truppe sia all'invasione dell'Italia, sia allo sbarco in Normandia a fianco degli angloamericani. Parigi fu liberata da un esercito francese dopo che i partigiani avevano messo in fuga i tedeschi e de Gaulle fu accolto come un liberatore. L'offensiva antitedesca continuò poi nel 1945 sino alla fine della guerra, permettendo alle forze francesi di invadere la Germania e stanziare un esercito di occupazione oltre il Reno.

Quarta e Quinta Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della seconda guerra mondiale la Francia fu inclusa a pieno titolo tra le potenze vincitrici, in virtù del costante sforzo diplomatico e militare antitedesco sostenuto, soprattutto dopo il 1942, sia nelle colonie sia in patria dalla resistenza e dalle forze francesi libere. Nella Conferenza di Potsdam furono infatti riconosciuti a Parigi una zona d'occupazione in Germania e un settore di Berlino (ambedue ritagliati dalla zona britannica). La Quarta Repubblica fu promulgata il 27 ottobre 1946, ma dovette affrontare gravi difficoltà nell'impero coloniale, prima in Indocina e poi in Algeria, oltre alla decolonizzazione attraverso negoziati. Nonostante l'instabilità politica il Paese partecipò attivamente alla creazione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio nel 1950, e alla firma del Trattato di Roma del 1957 come membro fondatore del mercato comune. Inoltre, la politica di sviluppo del nucleare, sia civile sia militare, contribuì a una politica indipendente negli anni sessanta.

La Costituzione della Quinta Repubblica, venne adottata il 4 ottobre 1958 rendendo la Repubblica più resistente alle instabilità. Dal 1950 fino a 1973 l'economia francese ha conosciuto un sviluppo fenomenale, poi un susseguirsi di crisi economiche e dei periodi di crescita lenta, con frequente alternanza al potere. Dagli anni cinquanta, la riconciliazione e la cooperazione con la Germania hanno consentito alla Francia di svolgere un ruolo di forza trainante nel processo di integrazione europea, in particolare con la Comunità economica europea. È diventata il secondo paese dell'Unione europea, a favore di un'Europa politica forte, anche se ha respinto la Costituzione europea con il 55% dei voti il 29 maggio 2005.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Topografia della Francia.
Zona Economica Esclusiva della Francia.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Francia.

Con i suoi 543 965 k e i 64 milioni di abitanti (compresi i territori d'oltremare), la Francia è il secondo Stato più vasto e il terzo più popolato d'Europa (comprendendo i suoi territori d'oltremare). È inoltre il 47º Stato per superficie terrestre considerando solo la Francia metropolitana e il 41º comprendendo i territori extraeuropei, e il 2º per superficie della Zona Economica Esclusiva dietro solo agli Stati Uniti.[13]

La Francia confina con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera e Italia a est; a sud-est con Principato di Monaco, a sud-ovest con Spagna e Andorra. Il suo territorio è bagnato a ovest dall'oceano Atlantico, a nord dal Canale della Manica (che la separa dal Regno Unito) e dal Mare del Nord, a sud dal Mar Mediterraneo.

Morfologia e idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Campi di lavanda vicino al Mont Ventoux in Provenza.

La Francia metropolitana possiede una grande varietà di paesaggi, che spaziano dalle grandi pianure costiere del nord e dell'ovest, alle catene montuose che caratterizzano il sud-est (Alpi) e il sud-ovest (Pirenei). Le Alpi francesi si elevano fino a toccare il punto più elevato dell'Europa occidentale in comune con l'Italia, il Monte Bianco, che culmina a 4 810 m sul livello del mare. Ci sono anche altre regioni montane di più antica formazione, come le montagne della Corsica, il Massiccio Centrale, il Giura, i Vosgi, il Massiccio armoricano e le Ardenne che sono una regione molto rocciosa e boscosa. La Francia possiede anche un ampio sistema fluviale che è composto principalmente da fiumi quali la Loira, il Rodano (le cui sorgenti sono in Svizzera), la Garonna (le cui sorgenti sono in Spagna), la Senna, parte del Reno, della Mosa, della Mosella, della Somme, della Vilaine, che costituiscono propri bacini fluviali.

La Francia metropolitana è anche spesso chiamata l'Hexagone ("esagono") in virtù della sua somiglianza con la forma geometrica[14].

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Demografia della Francia.
Densità della popolazione (per dipartimento).
Evoluzione demografica (1960-2010 Cifre della DESA). Popolazione in milioni di abitanti.

I dati al 1º gennaio 2010 rivelano che la Repubblica francese possedeva 65 447 374 di abitanti, di cui 62 793 432 milioni residenti nella Francia metropolitana.[7] (circa l'1% della popolazione mondiale). Un censimento generale nazionale è stato organizzato a intervalli regolari dal 1801, ma dal gennaio 2004, il censimento è permanente.[15]

La crescita della popolazione francese si presentava come una delle più forti dell'Europa, combinando una tasso di natalità superiore alla media europea (830 900 nascite a fronte di 531 200 morti), e un saldo migratorio positivo (circa 100 000 individui l'anno): la popolazione francese era quindi cresciuta dello 0,61% su base annua. Per quanto riguarda il tasso di fecondità, era pari a 2,14 bambini per donna fertile, mentre il tasso medio in Europa era nello stesso periodo di 1,52 figli per donna. La Francia si presenta come il paese più prolifico nel continente assieme all'Irlanda.[16]

La piramide delle età all'inizio del XXI secolo presenta una struttura caratterizzata da una quota di popolazione anziana in espansione, dovuto sia all'aumento della speranza di vita, la Francia gode di una delle speranze di vita più elevate del mondo[17], sia all'arrivo alla terza età della generazione del baby boom.

Nel 2010 l'Istituto nazionale di statistica e degli studi economici (INSEE) stima che ci siano 6,7 milioni di immigrati (stranieri nati al di fuori del territorio), che rappresentano l'11% della popolazione. Questo la pone al sesto posto nel mondo, dopo gli Stati Uniti (42,8 milioni), la Russia (12,3), l'Arabia Saudita (7,3), il Canada (7,2), la Germania (7,1) precedendo il Regno Unito (6,5) e la Spagna (6,4). I figli d'immigrati, discendenti diretti di uno o due immigrati, rappresentano nel 2008 6,5 milioni di persone, cioè un altro 11 % della popolazione. Tre milioni di loro avevano entrambi i genitori immigrati.[18] La percentuale di stranieri in Francia è paragonabile ad altri paesi dell'Europa occidentale, come Regno Unito (11,4%), Germania (8,7%), Spagna (12,2%), e inferiore a Paesi Bassi (20,6%), e Svizzera (22,1%). Gli immigrati sono principalmente originari dell'Unione europea (34%), del Maghreb (30%), dell'Asia (14%, di cui un terzo della Turchia) e dell'Africa subsahariana (11%).[19]

L'immigrazione in Francia ha inizio nel XIX secolo (380 000 stranieri residenti nel 1851).[20] La maggior parte degli immigrati provengono dall'Europa (Belgio, Germania, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Armenia, ma anche Polonia, Romania e dagli Stati nati dallo scioglimento dell'ex-Jugoslavia), dai paesi del Maghreb e dell'Africa nera, sue ex colonie, della Cina (1 000 000 cinesi in Francia nel 2007[21]), della Turchia (500 000 nel 2007[22]) e dell'ex Indocina francese, soprattutto del Vietnam (250 000 nel 2008[23]). Gli zingari che vivono in Francia sono più di 500 000,[24] ma secondo il rapporto di Dominique Steinberger del 2000 in Francia vivrebbero almeno un milione di zingari[25] (moltissimi sono francesi da varie generazioni). I rom di origini rumene e bulgare presenti in Francia sono circa 15 000[26] (rom irregolari).

Secondo uno studio condotto nel 1999, quasi 14 milioni di persone avevano almeno un genitore o un nonno nato all'estero (23 % della popolazione francese).[27]

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista La France africaine[28] (2000), il 13% della popolazione francese è di origine nordafricana e africana (8/9 milioni di persone; meno di 4 milioni nel 1975).

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa cattolica francese e Chiesa Riformata di Francia.

A seguito della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, la Francia garantisce la libertà di religione come diritto costituzionale. Una legge del 1905 istituisce la separazione tra Chiesa e stato e proibisce al governo di riconoscere, stipendiare o sussidiare qualsiasi religione. Nella situazione precedente, stabilita nel 1801-1808 dal Concordat, lo Stato appoggiava la Chiesa cattolica, la Chiesa luterana, la Chiesa calvinista e la Religione ebraica e forniva l'insegnamento scolastico delle suddette (per ragioni storiche, questa situazione vige ancora nell'Alsazia-Mosella).

Secondo gli studi 2010/2011 condotti da The ARDA (Association of Religion Data Archives[29]), l'affiliazione religiosa in Francia è la seguente:

  • 68,23% Cristiani
  • 16,41% Agnostici
  • 8,55% Musulmani
  • 4,13% Atei
  • 1,00% Ebrei
  • 0,80% Buddisti
  • 0,47% Altro
  • 0,40% Universalisti cinesi

Il governo francese non mantiene statistiche sulla religione. Un sondaggio CSA[non chiaro] del 2006-2007 individua le appartenenze religiose in Francia come: Cattolici Romani 51%, Protestanti 3%, Ebrei 1%, Musulmani 4%, atei 31%.[30][31]

Ancora in un sondaggio telefonico del 2003[32] sulla base di 1000 persone è emerso che il 41% dichiara che l'esistenza di Dio è "esclusa" o "improbabile". Il 33% dichiara che il termine ateo li descrive abbastanza o molto bene, mentre il 51% si dichiara cristiano. Interrogati sulla loro religione, il 62% ha risposto cattolico romano, il 6% musulmano, il 2% protestante, l'1% ebraico, il 2% appartenente ad altre religioni (eccetto per ortodossi o buddisti, che avevano percentuali trascurabili), il 26% di nessuna religione e l'1% si è rifiutato di rispondere. La discrepanza tra il numero di atei (41%) e il numero di «nessuna religione» (26%) può essere attribuito a persone che si sentono culturalmente vicine a una religione, seguono i suoi valori morali e le sue tradizione, ma difficilmente credono in Dio. In Francia esiste una forte distinzione tra religione e vita civile.

La comunità ebraica è la prima per consistenza dell'Europa occidentale (600 000[33]).

La comunità musulmana è la più numerosa d'Europa. Circa 5-6 milioni di musulmani vivono in Francia[34] (7 milioni secondo il demografo francese Jean-Paul Gourévitch;[35] 8 milioni secondo il Fronte Nazionale[36]). In Francia ci sono 2 125 luoghi di culto islamici (2008)[37] su un totale di oltre 9 000 luoghi di culto islamici in tutta Europa.[38]

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi lingue della Francia.
Lingue parlate in Francia

La lingua ufficiale è il francese. Esistono diverse lingue locali (basco, bretone, catalano, corso, olandese (fiammingo), alsaziano, occitano e francoprovenzale), ma il governo francese e il sistema scolastico ne hanno scoraggiato l'uso fino a poco tempo fa. Le lingue regionali vengono ora insegnate in alcune scuole, anche se il francese rimane l'unica lingua ufficiale in uso dal governo, locale o nazionale.

Con legge costituzionale del 1992 adottata per consentire il Trattato di Maastricht, è stata aggiunta infatti la previsione secondo cui «La lingua della Repubblica è il francese», nel timore che il processo di integrazione europea potesse favorire l'espansione di altre lingue a danno del francese. La tutela delle minoranze linguistiche è quindi sempre stata malvolentieri accettata, se non proprio rifiutata, in quanto lesiva del principio di eguaglianza e di indivisibilità del popolo francese. In applicazione della legge costituzionale, venne approvata nell'agosto del 1994 la legge Toubon, dichiarata poi parzialmente incostituzionale dalla Corte Costituzionale, in quanto in contrasto con il principio della libera comunicazione del pensiero e delle idee proclamato dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. A oggi il legislatore può regolare unicamente il vocabolario impiegato dalle persone giuridiche di diritto pubblico e dalle persone di diritto privato nel compimento di una missione di servizio pubblico. L'influenza rimane comunque notevole, dato il ruolo svolto dal servizio pubblico nella vita economica e quotidiana dei privati e delle imprese (servizio radiotelevisivo, amministrazione pubblica, ecc.).

Una tendenza al superamento di questa visione accentratrice, la si ha a partire dal 1998, quanto si concede alla Nuova Caledonia di avere maggiori competenze e assemblee provinciali decentralizzate. Minor fortuna ha avuto il tentativo di introdurre all'articolo 2 il comma "La Repubblica riconosce e valorizza le lingue e le culture regionali". Tale modifica, resa necessaria dalla ratifica da parte della Francia della Carta Europea delle lingue regionali, venne osteggiata dallo stesso Presidente Jacques Chirac, il quale nel 1999 disse che non l'avrebbe sostenuta in quanto lesiva dei principi fondamentali della Repubblica. La Carta è stata così ratificata solo in via amministrativa.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi divisioni amministrative della Francia, Francia metropolitana e Francia d'oltremare.

Questa voce è parte della serie su: Divisioni amministrative della Francia

(incl. Regioni d'oltremare)

(incl. Dipartimenti d'oltremare)

Comunità urbane
Comunità di agglomerazione
Comunità di comuni
Syndicat d'agglomération nouvelle

Comuni associati
Arrondissements municipali

Collettività d'oltremare
Collettività sui generis
Paese d'oltremare
Territori d'oltremare
Proprietà demaniale dello Stato

Le principali divisioni amministrative francesi sono le regioni, che sono 27 (di cui 22 nella Francia metropolitana), i dipartimenti (101 di cui 5 d'oltremare) e gli arrondissements (circondari, cioè suddivisioni amministrative dei dipartimenti).

Questi circondari (arrondissements) sono divisi in cantoni (per i collegi elettorali) e in comuni (per un totale di 36 783) per l'amministrazione locale territoriale. I cantoni corrispondono per la maggior parte a comuni completi, tuttavia, alcuni importanti comuni sono suddivisi in più cantoni, che possono anche comprendere altri comuni limitrofi meno popolati.

Infine, alcune importanti comuni (Parigi, Lione, Marsiglia) sono a loro volta suddivisi in circoscrizioni di comuni per l'amministrazione locale con sindaci locali con a disposizione una certa autonomia finanziaria e amministrativa all'interno dello stesso Consiglio comunale.

Il dipartimento di Parigi comprende un solo comune. Le 5 regioni d'oltremare (Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte) dispongono ciascuno a un singolo dipartimento. La regione della Corsica (che comprende due dipartimenti) ha uno speciale status di collettività territoriali leggermente diverso rispetto alle altre regioni metropolitane. Queste regioni sono tuttavia parte integrante dell'Unione europea.

In seguito alle leggi Defferre del 1982-1983 e Jean-Pierre Raffarin del 2003-2004, la Francia è uno Stato decentralizzato. La riforma costituzionale del febbraio 2003 ha affermato che l'organizzazione della Repubblica è decentralizzata. Il decentramento, che è stato in prima accompagnato dalla devoluzione, sostiene ora pienamente l'emergere di un vero potere locale il cui equilibrio è ancora dibattuto.

A parte le amministrazioni locali con piena realizzazioni, quali sono i comuni, i dipartimenti e le regioni, esiste anche un'organizzazione intercomunale che è portata a esercitare sempre maggiori competenze (quali lo sviluppo economico, l'uso del territorio, la politica degli alloggi, il trasporto pubblico, l'igiene). Infatti i comuni sono invitati a unirsi sotto il regime dell'intermunicipalità che dispone oramai di un'autonomia finanziaria e fiscale propria, oltre che a un riconoscimento giuridico (établissement public de coopération intercommunale o EPCI). Nel 2006, 2 573 comunità (comunità di comuni, le comunità di agglomerazioni e comunità urbane) hanno ricomposto il territorio nazionale, rappresentano il 90% di comuni e l'85% della popolazione francese. Certe intermunicipalità includono comuni di differenti dipartimenti o regioni, allo scopo anche di agevolare la gestione delle attrezzature comuni, o per politiche in materia di trasporti.

La Francia è "una e indivisibile", ma questo formula crea qualche tensione in alcuni "paesi" o "regioni", la cui specificità, tra cui la lingua, non è sufficientemente riconosciuta da alcuni movimenti regionalisti (Alsazia, Bretagna, Catalogna del Nord, Corsica, Fiandre, Paesi Baschi, Occitania, ecc).

Territori d'oltremare[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero coloniale francese, Unione francese e Comunità francese.

Nel corso del XIX secolo la Francia dispose di un vasto impero coloniale. Il processo di decolonizzazione iniziato verso la metà del XX secolo ha portato all'autodeterminazione della maggior parte delle sue ex-colonie. Una parte scelse, tramite referendum, di rimanere all'interno della nazione francese, con statuti molto diversi. L'insieme di questi territori, generalmente definito come Francia d'oltremare, è composto da cinque dipartimenti d'oltremare, da collettività d'oltremare con status che offrono un'ampia autonomia, dalla Nuova Caledonia a statuto speciale, e da diversi territori disabitati, come le Terre australi e antartiche francesi.

I dipartimenti e le regioni d'oltremare hanno status identico a quello dei dipartimenti della Francia metropolitana e sono anche regioni ultraperiferiche dell'Unione europea. Essi sono Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione e Mayotte.

Le collettività d'oltremare sono dei territori con status molto diversi di autonomia. Attualmente godono di questo regime Polinesia francese, Saint Pierre e Miquelon, Wallis e Futuna, Saint Martin e Saint Barthelemy. La comunità di Saint Pierre e Miquelon ha un'amministrazione locale che unisce le funzioni conferite di solito alle regioni e ai dipartimenti metropolitani. Questa collettività, anche se posta fuori dall'Unione europea utilizza l'euro come moneta. La collettività di Wallis e Futuna è costituita da tre monarchie tradizionali, i cui re governano con consigli eletti e condividendo il potere con il rappresentante dello Stato francese. Il sistema giudiziario in materia penale e civile è costituito dall'unico tribunale di primo grado che è competente per l'intero territorio. Questo territorio non è amministrativamente diviso in comuni, ma in circoscrizioni, il soggetto a capo della circoscrizione ha poteri equivalenti a quelle di un sindaco. La Polinesia francese ha un alto grado di autonomia, che comporta un governo territoriale e un'assemblea in grado di gestire il bilancio del territorio, l'imposizione fiscale, e la legislazione sull'arcipelago. L'amministrazione di alcune funzioni (quali difesa, polizia, giustizia, e tesoro pubblico) è affidata allo Stato francese, rappresentato sul territorio da un Alto Commissario della Repubblica.

Nell'ambito dei territori d'oltremare francesi, la Nuova Caledonia ha uno status particolare. Anche se ancora organizzata su una divisione in amministrazioni comunali, la Nuova Caledonia non è divisa in dipartimenti, ma in province e villaggi (in base a una tradizione locale) con funzioni normalmente assegnate, sul continente e nelle regioni d'oltremare, ai dipartimenti e ai comuni, in particolare nei settori della giustizia, dell'istruzione e della cittadinanza. Inoltre, la funzione della regione è trasferita a un governo locale. In futuro è previsto un referendum per determinare se il territorio rimarrà entro la Repubblica francese con ampia autonomia, o diverrà indipendente, con una possibile associazione. Utilizza il Franco francese del Pacifico, adottato insieme alla Polinesia francese e a Wallis e Futuna.

Altri territori d'oltremare francese, poco o per nulla abitati, sono gestiti da un amministratore nominato dallo Stato e costituiscono le Terre australi e antartiche francesi (TAAF, Oceano Indiano meridionale); le isole Éparses (nell'Oceano Indiano, sparse tra il Madagascar, Mayotte, e Mauritius) sono governate dall'amministrazione della Riunione; infine Clipperton (nell'Oceano Pacifico orientale, al largo del Messico) è amministrata dal governo Polinesia francese. Queste terre non possiedono un'amministrazione locale propria.

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Le maggiori città francesi.

Dati rappresentanti la popolazione delle città elencate (2008).[39]

Pos. Città Area urbana Agglomerazione Comune
1 Parigi 12 089 098 10 354 675 2 211 297
3 Marsiglia 1 715 096 1 560 343 851 420
2 Lione 2 118 132 1 521 030 474 946
4 Tolosa 1 202 889 864 936 439 553
5 Lilla 1 150 530 1 012 634 225 784
6 Bordeaux 1 105 257 832 605 235 891
7 Nizza 1 005 230 947 337 344 875
8 Nantes 854 807 584 683 283 288
9 Strasburgo 757 609 450 375 272 116
10 Grenoble 664 832 526 360 158 366

Le altre principali città della Francia sono:

Aix-en-Provence, Ajaccio, Albi, Amiens, Angers, Angouleme, Arras, Bastia, Belfort, Besançon, Brest, Brive-la-Gaillarde, Caen, Calais, Cannes, Carcassonne, Charleville-Mézières, Cherbourg, Clermont-Ferrand, Colmar, Digione, Dunkerque, Evreux, La Rochelle, Le Havre, Le Mans, Lens, Limoges, Metz, Montpellier, Mulhouse, Nancy, Nîmes, Orléans, Perpignan, Poitiers, Quimper, Reims, Rennes, Roubaix, Rouen, Saint-Étienne, Saint-Nazaire, Tarbes, Tolone, Tourcoing, Tours, Valence e Rodez.

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

La portaerei nucleare Charles de Gaulle (R 91).

La Francia fa parte dei cinque paesi che sono legalmente riconosciuti come "Stati dotati dell'arma nucleare" per il trattato di non proliferazione nucleare. L'Armée française, insieme a quello del Regno Unito, è uno dei più attrezzati finanziariamente in Europa. In effetti assieme rappresentano oltre il 40% delle spese militari dell'Unione europea. La Francia dedica il 2,5% del suo PIL alle spese militari (con un bilancio di 38 miliardi di euro nel 2006), dove i suoi omologhi in Europa (escluse Regno Unito e Grecia) spendono mediamente l'1,5% del PIL.

Le forze militari sono divise in:

Dal 1996 le forze armate sono diventate professionali. Con una capacità di oltre 350 000 uomini, è distribuito in tutto il mondo, compreso Kosovo, Costa d'Avorio, nei territori d'oltremare, ma anche in Medio Oriente.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Politica della Francia.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco di monarchi francesi, Capi di stato francesi e Primi ministri della Francia.

La Francia è una Repubblica costituzionale, "indivisibile, laica, democratica e sociale" (articolo I della Costituzione del 1958) a regime parlamentare semi-presidenziale (con forti poteri in mano al Presidente della Repubblica). La riforma costituzionale del 28 marzo 2003 (Atto II del decentramento), ai sensi dello stesso articolo, ha aggiunto che l'organizzazione della Repubblica fosse decentrata.

Prima del 1962 il presidente della Repubblica francese era eletto a suffragio universale indiretto da un collegio elettorale ampliato, al fine di evitare il predominio del potere legislativo sul potere esecutivo che si era prodotto nell'ambito della quarta Repubblica e che aveva causato il blocco istituzionale. Nel novembre 1962, il presidente indisse un referendum per poter essere eletto a suffragio universale diretto, in base all'articolo 11 della Costituzione (e non all'articolo 89). L'articolo 11 consente di sottoporre a referendum leggi in materia di governo, organizzazione delle istituzione e trattati internazionali, mentre l'articolo 89 consente di presentare una revisione costituzionale da parte del popolo, ma dopo l'approvazione del Parlamento riunione in Congresso.

Nella Costituzione della Quinta Repubblica, il potere esecutivo è rafforzato a scapito del potere legislativo. Il Presidente ha acquisito competenze proprie come ad esempio il diritto di sciogliere l'Assemblée nationale (articolo 12 della Costituzione), il diritto di indire un referendum (articolo 11 della Costituzione), il potere di nominare il Primo ministro (articolo 8 della Costituzione), in quanto, a differenza del sistema presidenziale (si pensi agli Stati Uniti d'America), egli non è anche capo dell'esecutivo. Per quanto riguarda il governo, ne determina e ne dirige la politica. Stabilisce anche i 3/4 degli ordini del giorno dell'Assemblée nationale. Il presidente è eletto per cinque anni a suffragio universale diretto (prima era 7 anni).

L'ordinamento politico della quinta Repubblica prevede una Camera dei deputati (Assemblée nationale) di 577 membri, eletti per 5 anni a suffragio universale diretto, e un Senato (Sénat) composto di 331 senatori (che saranno 346 nel 2010 e rinnovati da questa data per la metà ogni tre anni), eletti per 6 anni a suffragio universale indiretto. Il potere legislativo del Senato è limitato; l'Assemblée nationale ha l'ultima parola in caso di disaccordo tra le due camere.

I cittadini francesi all'estero vedono i loro interessi difesi in Parlamento da parte dell'Assemblea dei francesi dell'estero (Assemblée des Français de l'Étranger).


Relazioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

La Francia è un membro delle Nazioni Unite e siede come uno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU con diritto di veto. È anche membro dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), del Segretariato della comunità del Pacifico (SPC) e della Commissione dell'Oceano Indiano (COI). È un membro associato della Associazione degli Stati caraibici (ACS) e membro di spicco della Organizzazione internazionale francofona (OIF) che raggruppa cinquantuno paesi francofoni in tutto il mondo. La Francia ospita la sede di importanti organizzazioni internazionali quali OCSE, UNESCO, Interpol, Alliance Base e l'Ufficio internazionale dei pesi e delle misure.

La politica estera francese è stata in gran parte influenzata dall'adesione all'Unione europea, di cui è membro fondatore. A partire dagli anni novanta, la Francia ha sviluppato stretti legami con la Germania riunificata al fine di creare un influente blocco trainante dell'Unione europea. Nei primi anni ‘90, il paese ha attirato forti critiche dalle altre nazioni per i suoi test nucleare sotterraneo nella Polinesia francese. La Francia si oppose vigorosamente all'invasione dell'Iraq nel 2003, stringendo relazioni bilaterali con Stati Uniti e Regno Unito. La Francia mantiene una forte influenza politica ed economica verso le ex colonie africane. In particolare ha fornito aiuti economici e sostegno militare alle missioni di pace in Costa d'Avorio e Ciad.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Francia.
Debito pubblico francese.

Come si è già avuto modo di segnalare, l'economia francese è una delle più forti del mondo e seconda in Europa dopo quella tedesca. Pur essendo di tipo capitalista è caratterizzata da un significativo intervento dello Stato, soprattutto a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Tuttavia, dalla metà degli anni ottanta, riforme successive hanno portato a un progressiva privatizzazione di diverse imprese pubbliche. Grazie all'utilizzo di tecniche altamente sofisticate, la Francia è al primo posto in Europa, e tra i primi nel mondo, per la quantità e la qualità dei suoi prodotti nel campo dell'agricoltura e dell'allevamento. L'industria si articola in un fitto tessuto di piccole e medie imprese legate al territorio ma anche nei grandi colossi legati principalmente ai settori automobilistico, cosmetico, farmaceutico, gastronomico e della moda. Il settore terziario impiega la maggior parte della forza lavoro e prospera grazie alla quantità e qualità dei servizi offerti dallo Stato e al turismo (la Francia occupa il quarto posto mondiale per introiti derivati dal turismo). Le stime del PIL nominale per l'anno 2012 pongono infatti la Francia al quinto posto tra i paesi più ricchi del globo.

Il suo peso economico è stato in grado di assicurare alla Francia un ruolo di primo piano sulla scena internazionale. Il Paese ha beneficiato innegabilmente dalla sua posizione geografica al centro d'Europa e lungo i principali flussi commerciali che attraversano il continente, con importanti porti sul mar Mediterraneo, Canale della Manica e oceano Atlantico.

Il mercato comune europeo istituito nel 1957 ha rappresentato un forte motore di sviluppo per le imprese francesi, che hanno beneficiato, nel contempo, dei forti legami commerciali che le ex-colonie hanno mantenuto con l'antica madrepatria.

Settore primario[modifica | modifica wikitesto]

La Francia è il primo produttore agricolo dell'Unione europea[40] con il 23% della produzione agricola nel 1999, è seguita a debita distanza da Italia (15,4%) e Germania (15,2%). Le colture principali sono i cereali (grano e mais), zucchero, vino, prodotti lattiero-caseari, frutta, verdura, l'allevamento animale e la produzione di carne.

Il settore ha subito un ammodernamento che ha aumentato la sua produttività. La popolazione attiva in agricoltura continua a diminuire dai massimi dell'immediato dopo guerra, tuttavia si segnala un relativo ringiovanimento della forza lavoro, legata principalmente al massiccio pensionamento: nel 2000 il 53% dei proprietari di azienda agricola avevano meno di 50 anni, contro il 42,6% del 1988. Le attività agricole si sviluppano sul 60% della Francia metropolitana corrispondenti a circa 28 milioni di ettari, ma solo la metà di questa superficie è posta a coltura.

La Francia è il secondo produttore mondiale di uva con 7 800 000 tonnellate secondo la FAO; un vitigno presso Myans, nel Rodano-Alpi.

Nel 2000, secondo INSEE, il valore di ciascuna produzione agricola è stato il seguente:

  1. Prodotti vegetali diversi (piante foraggere, piante e fiori): 10,8%
  2. Frutta e verdura: 10,4%
  3. Altri prodotti di origine animale (prodotti lattiero-caseari, conigli, ecc.): 13,3%
  4. Prodotti avicoli: 6,4%
  5. Allevamenti: 18,4%
  6. Pinte industriali: 6,8%
  7. Cereali: 15,5%
  8. Vini: 14,2%
  9. Servizi (agriturismo, ecc.): 4,2%

In termini di produzione, l'allevamento, con 11,9 miliardi di euro in valore nel 2000, si pone al primo posto nel panorama agricolo francese, davanti ai cereali (10 miliardi di euro e 66 milioni di tonnellate) e alle produzioni vinicole (8,9 miliardi di euro). Con 22,6 miliardi di litri di latte prodotti nel 2000, sebbene in calo rispetto al 1990, la Francia rappresenta un quinto del totale europeo. Se la pesca ha oggi un peso ridicolo sia a livello europeo sia mondiale (341 000 tonnellate nel 1999, principalmente tonno tropicale) la flotta è costituita da circa 6 000 navi e circa 20 500 marinai. Infine, il legname raccolto, pari a 36,2 milioni di metri cubi nel 1999, alimentando un settore (segherie, lavorazione del legno, produzione di carta e cartone), che impiega circa 100 000 persone. La produzione agricola alimenta inoltre il settore delle industrie di trasformazione alimentare, che alla fine del 1999 assommava a circa 3 000 aziende che davano lavoro a 370 000 dipendenti, dove l'industria legata alla lavorazione della carne impiegava da sola 122 000 persone.

Settore secondario[modifica | modifica wikitesto]

Il settore secondario rappresenta il 20,6% del PIL francese nel 2006 e occupava il 24,4% della forza lavoro.[41]

La Francia è una delle più grandi potenze industriali del mondo. Nelle loro attività, diversi gruppi francesi occupano un posto di primo piano rispetto ai loro concorrenti stranieri, come nel caso L'Oréal, Michelin e Alcatel.

I rami che occupano il più grande numero di lavoratori dipendenti sono le industrie della meccanica, elettrica ed elettronica (25% nel 1998), dei prodotti in metallo (11,7%) e il settore legno, carta e stampa (10,2%). Inoltre il settore automobilistico riveste una notevole importanza, con una produzione annuale di circa 5 milioni di veicoli, forte di circa 300 000 dipendenti, con grandi gruppi quali Peugeot-Citroen e Renault).

Con l'88% delle imprese con meno di 200 dipendenti nel 1998, l'industria francese appare scarsamente concentrata. A fianco dei gruppi di grandi dimensioni coesistono e prosperano molte piccole e medie imprese (PMI) che spesso lavorano in subappalto.

La produzione di energia[modifica | modifica wikitesto]

L'industria nucleare francese è ora un settore leader dell'economia e uno dei pilastri della sua politica energetica. La Francia è il secondo maggior produttore di energia nucleare del mondo dietro solo agli USA. Con 59 reattori nucleari, tutte gestite dall'EDF, la Francia possiede il secondo parco al mondo (preceduta sempre dagli USA), mentre la quota di energia nucleare sulla produzione totale di energia elettrica corrisponde a quasi il 79%, ponendo la Francia come leader a livello mondiale.

La centrale nucleare di Cattenom nel dipartimento di Mosella.

Distribuzione della produzione totale di energia elettrica nel 2005:[42]

  • Energia nucleare: 79%
  • Energia da fonti rinnovabili: 11%
  • Energia da fonti fossili: 10%

Caratteristiche del nucleare francese, secondo il Ministero dell'Ecologia:[43]

  • 78% dei kWh di energia elettrica prodotta in Francia sono d'origine nucleare
  • 59 sono i reattori nucleari in funzione in tutto il territorio nazionale distribuiti su 19 centrali
  • La capacità installata del parco è di circa 63 GWe
  • Il costo degli investimenti nelle centrali nucleari di potenza è stato nell'ordine di 77 miliardi di nel 2003
  • Il parco nucleare ha permesso un risparmio di 10 miliardi di nel 2005 rispetto a un parco di pari potenza alimentato a energia termica a gas naturale;
  • L'energia nucleare francese permette di evitare 31 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio nell'atmosfera.
  • Da 1 100 a 1 200 tonnellate di rifiuti irradiati sono prodotte ogni anno dalle centrali francesi dell'EDF.

La scelta strategica di puntare sulle centrali nucleari di potenza ha costantemente ridotto la bolletta energetica della Francia. Inoltre, il tasso di indipendenza energetica del paese è in netta crescita: il 26% nel 1973, circa il 50% dalla fine degli anni ‘80. L'energia nucleare ha anche permesso al paese di ridurre le emissioni che contribuiscono all'effetto serra. La Francia ha così uno dei più bassi tassi di emissioni di CO2 fra i paesi dell'OCSE. Le sue emissioni di anidride carbonica causate dalla produzione energetica sono pari a 1,68 tonnellate pro capite nel 2002, contro le 2,30 tonnellate della media dei paesi dell'Unione europea a 15 (di cui 2,80 tonnellate per la Germania e 2,44 tonnellate per il Regno Unito) e le 5,36 t. per gli Stati Uniti d'America.[43] La Francia, in tal modo, ha emissioni di gas serra pro capite del 21% al di sotto della media europea, e dal 30% al 40% inferiori a quelli dei suoi principali paesi confinanti.

Settore terziario[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere degli affari de La Défense a Parigi.

Il settore terziario ha un posto di rilievo nell'economia francese a immagine degli sviluppi compiuti negli altri principali paesi industrializzati. Il settore terziario impiega il 71,5% della popolazione attiva, più di 18 milioni di francesi.[41] Questo è il settore che contribuisce maggiormente alla crescita economica.[40]

Il settore commerciale è stato caratterizzato negli ultimi anni da perturbazioni da cui ha tratto vantaggio la grande distribuzione, spesso attraverso fusioni e acquisizioni di grandi dimensioni. Alcuni nomi dei principali gruppi hanno risonanza in tutto il mondo (Carrefour, Auchan, Group Casino, E.Leclerc, Intermarché solo per citarne alcuni).[44]

Commercio con l'estero[modifica | modifica wikitesto]

Mappa delle esportazioni della Francia

Per 30 anni l'industria francese si è considerevolmente internazionalizzata. Lo sviluppo delle esportazione però varia notevolmente da un settore all'altro:

  1. i settori in declino sono quelli del legno e della carta, tessile, apparecchiature elettriche, elettrodomestici, abbigliamento e cuoio;
  2. i settori in aumento sono quelli della cantieristica navale, aereo e ferroviario, farmaceutico, dei profumi, l'industria automobilistica, il settore agroalimentare e dei componenti elettronici.

Molto importante per la bilancia commerciale è il settore agroalimentare, che ha prodotto 9,4 miliardi di euro di eccedenza nel 2000. In questo settore figurano produzioni quali quello delle bevande alcoliche (champagne, vino, cognac), seguita dalle produzioni cerealicole (grano) e dell'allevamento animale e delle carni. In termini di saldo esportazioni-importazioni, l'agroalimentare è seguito dall'industria automobilistica (9,3 miliardi di euro).

I principali partner commerciali della Francia sono ovviamente i paesi dell'Unione europea, con i quali presentava un surplus commerciale, concentrando il 62% delle esportazioni e il 60% delle importazioni nel 2000. A distanza i paesi europei sono seguiti dall'America e dall'Asia. La Germania è il partner tradizionale e principale in territorio europeo; seguono Regno Unito, Italia e Spagna.

Per quanto riguarda le importazioni francesi ruolo principale veste il settore dell'energia. I principali fornitori di petrolio sono Norvegia, Arabia Saudita, Russia e la vicina Gran Bretagna. Altre merci d'importazione sono gli elettrodomestici e i prodotti dell'abbigliamento-cuoio.

A partire dal 2004, la Francia ha conosciuto un disavanzo della sua bilancia commerciale sempre più importante.

Altri aspetti socio-economici[modifica | modifica wikitesto]

Il tasso di disoccupazione, al 7,5% nel marzo 2008, è fra i più elevati d'Europa, e da circa 30 anni questo problema è ufficialmente una priorità del governo, indipendentemente dal partito al potere. La disoccupazione colpisce in particolare le donne, le persone oltre i 50 anni e la gioventù (anche se le stime sono leggermente alterate dal fatto che solamente una minoranza cerca un lavoro prima dei 22 anni).

Nel 2008 3,68 milioni di persone (6,4% della popolazione) vivevano al di sotto della soglia di povertà del 50%, e 7,13 milioni di persone (12,1% della popolazione) vivono al di sotto della soglia di povertà del 60%. La povertà assoluta è in costante declino in Francia, ma la povertà relativa diminuisce in maniera inferiore (la povertà relativa è definita in relazione alla media del tenore di vita, e difficilmente può scomparire).

Il 15% delle famiglie più ricche possiedono il 55,8% del totale del patrimonio nazionale (e nella maggior parte dei casi sono delle persone anziane).[45]

Situazione dell'amministrazione pubblica[modifica | modifica wikitesto]

Il deficit pubblico, come il deficit di bilancio, sono molto elevati: per il 2007 lo stato delle spese nette ammontava a 271 miliardi di euro, mentre il totale delle entrate nette ammontano a 228 miliardi di euro. Secondo il ministero delle Finanze francese, il disavanzo era pari a circa 42 miliardi di euro.[46]

Il debito pubblico del governo (Stato, enti locali, Sicurezza sociale, ODAC) era pari a 1 150 miliardi di euro alla fine del 2006, che costituisce il 64,2% in rapporto al PIL (i criteri del Patto di stabilità e di crescita del trattato sull'Unione europea limita il disavanzo al 3,0% del PIL e il debito al 60% del PIL).[47]

Caratteristiche del sistema economico[modifica | modifica wikitesto]

Sede della Peugeot-Citroen a Poissy.

L'organizzazione economica è tipico capitalista con un forte intervento statale (neo-colbertismo) dalla fine della seconda guerra mondiale, tanto che si parla spesso di capitalismo francese.

Per quanto riguarda il sistema di produzione, la Francia è il quarto esportatore del mondo (come somma di tutti i prodotti), nonostante l'intrinseca debolezza, dal momento che non controlla il sistema di produzione, dominata a monte da parte di coloro che producono macchine utensili. L'economia francese è prevalentemente un'economia dei servizi, per i quali è il secondo più grande esportatore del mondo (è al primo posto nel mondo come destinazione turistica con più di 60 milioni di visitatori stranieri l'anno).

Il settore terziario impiega il 72% della forza lavoro. Ma è soprattutto nel sistema della distribuzione che la Francia si distingue: la grande distribuzione in Francia ha un peso molto forte per l'economia.

È il secondo più grande esportatore mondiale di prodotti alimentari, dietro gli Stati Uniti, anche se il settore primario (agricoltura, pesca) rappresenta solo il 4% della forza lavoro.

La Francia possiede un importante apparato industriale. Fra i settori di punta vi sono la produzione di treni commerciali per l'alta velocità e una potente industria automobilistica (Peugeot-Citroën, Renault, Michelin). Possiede il primo gruppo globale per la costruzione di centrali nucleari, collabora nel settore aeronautico e aerospaziale con gruppi quali Airbus, Eurocopter, Ariane, Safran, ha importanti aziende farmaceutiche (Sanofi Aventis, Istituto Pasteur). Presenta eccellenze nel settore gastronomico e nel settore di lusso. Il settore secondario occupa il 24% della forza lavoro.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La Torre Eiffel a Parigi, il monumento più visitato.

La Francia è il paese più visitato nel mondo (per numero di visitatori stranieri, da 37 anni), e soprattutto Parigi, che è la prima città turistica in termini di arrivi (da 75 anni) e, infine, la Torre Eiffel che è il monumento più visitato del mondo. La Francia è al 4º posto per siti riconosciuti dall'Unesco (patrimonio artistico dell'umanità) preceduta da Spagna, Cina e Italia (che ne presenta 11 in più). I siti sono 39 per la Francia(insieme alla Germania anche essa a 39 siti),44 per la Spagna,47 per la Cina e 50 per l'Italia. In Francia, nella città di Lione, si trova la seconda più grande superficie riconosciuta dall'Unesco (500 ettari), superata dalle Dolomiti nel 2009 con ben 142.000 ettari. Il paese si presenta come leader indiscusso in questo settore e presenta una grande varietà di monumenti e siti di notevole interesse. Tuttavia le entrate del turismo internazionale sono più elevate negli Stati Uniti (81,7 miliardi di dollari) rispetto alla Francia (42,3 miliardi di dollari).

Da un lato soggiorni in Francia sono generalmente di breve durata e, in secondo luogo il tipo di turismo è differente rispetto agli Stati Uniti (un turismo familiare invece che un turismo d'affari). Nel 2000 è stato segnato il record assoluto con 75,5 milioni di arrivi.[44] La bilancia turistica francese è in positivo: nel 2000 si sono generate entrate per 32,78 miliardi di euro, mentre i turisti francesi nei viaggi all'estero hanno contribuito a una spesa di soli 17,53 miliardi di euro. La grande varietà di paesaggi, la lunghezza di costa (5500 Kilometri), il numero e la diversità dei monumenti presenti, oltre al prestigio della cultura francese (cucina, stile di vita, ecc.) e il ricco patrimonio (letteratura, pittura) spiega senza dubbio l'attrattività del paese, anche se si prevede che lo sviluppo del turismo in Cina potrebbe strappare nei prossimi anni il trono alla Francia come paese più visitato del mondo.[48]

Secondo i dati del 2003 i siti turistici più visitati sono stati:[49] Torre Eiffel (6,2 milioni), Museo del Louvre (5,7 milioni), reggia di Versailles (2,8 milioni), Museo d'Orsay (2,1 milioni), Arco di Trionfo (1,2 million), Centre Pompidou (1,2 milioni), Mont Saint-Michel (1 milione), Castello di Chambord (711 000), Sainte-Chapelle (683 000), Castello di Haut-Kœnigsbourg (549 000), Puy de Dôme (500 000), Musée Picasso (441 000), Carcassonne (362 000).

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi compagnie aeree francesi, autostrade in Francia, elenco degli aeroporti francesi e trasporti in Francia.
La rete TGV e Eurostar.

La rete ferroviaria della Francia, che si estende per 31 840 km è la più ampia dell'Europa occidentale. È gestita dalla SNCF, e i treni ad alta velocità comprendono il Thalys, l'Eurostar e il TGV, che viaggia a oltre 320 km/h. L'Eurostar unisce la Francia al Regno Unito attraverso il tunnel sotto la Manica, e il Thalys con il Belgio. Esistono collegamenti ferroviari con tutti gli altri paesi limitrofi, con l'eccezione di Andorra.

Approssimativamente ci sono 893 300 km di rete stradale in Francia. La regione di Parigi è avvolta dalla più fitta rete di strade e autostrade che la collegano con tutte le altre parti del paese. Le strade francesi supportano un certo traffico internazionale, con collegamenti verso le città dei paesi vicini come Andorra, Belgio, Germania, Italia, Lussemburgo, Monaco, Spagna e Svizzera. Non vi è in uso nessuna tassa annuale di circolazione, tuttavia, l'utilizzo delle autostrade è regolamentato attraverso il pagamento di un pedaggio. Il mercato dell'auto è dominato dai marchi nazionali, come la Renault (27% delle autovetture vendute in Francia nel 2003), Peugeot (20,1%) e Citroën (13,5%).[50] Oltre il 70% delle nuove autovetture vendute nel 2004 montava motori diesel, di gran lunga più contenuti i motori a benzina o a GPL.[51] La Francia possiede il più alto ponte stradale del mondo: il viadotto di Millau, e ha costruito molti ponti importanti fra i quali il Ponte di Normandia.

Nel paese sono presenti 478 tra aeroporti e aerodromi. L'aeroporto internazionale Charles de Gaulle situato nelle vicinanze di Parigi è il più grande e trafficato aeroporto di Francia e il secondo d'Europa dopo Londra Heathrow, e movimenta la stragrande maggioranza del traffico commerciale del paese e collega Parigi praticamente con tutte le principali città del mondo. L'Air France è la compagnia aerea di bandiera, anche se diverse compagnie aeree private offrono voli nazionali e internazionali. Ci sono dieci grandi porti in Francia, il più grande dei quali è a Marsiglia. Si contano 14 932 km di corsi d'acqua e canali navigabili, compreso il Canal du Midi, che collega il mar Mediterraneo con l'oceano Atlantico tramite il fiume Garonna.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Académie française, Cucina francese, Cinema francese e Architettura francese.

La cultura francese è ricca, varia e antica, e riflette le sue culture regionali e l'influenza delle ondate migratorie avvenute nel corso delle varie epoche. La sua capitale, Parigi - la Ville lumière - è stata a lungo un crocevia culturale importantissimo (la Sorbona), accogliendo artisti provenienti da ogni settore, e oggi ospita il maggior numero di siti culturali nel mondo (musei, edifici e altro) [senza fonte]. Alcuni di questi siti sono dedicati alle tematiche più diverse (il museo del Louvre) e questa ricca cultura ha fatto della Francia, e di Parigi, le prime località turistiche del mondo.

Patria di molti filosofi (il XVII secolo o Grand Siecle, e il XVIII secolo, o Età dei Lumi, sono stati i secoli d'oro per la Francia), la cultura francese ha lasciato al mondo la lingua della diplomazia, alcune delle concezioni universali dell'uomo, oltre a numerose scoperte e realizzazioni tecniche e mediche.

Dopo aver inventato il cinema a Lione, la Francia ha sviluppato una delle poche industrie cinematografiche in Europa a resistere alla macchina hollywoodiana.[52]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Letteratura francese.

I primi rudimenti di cultura francese risalgono al Medioevo, quando l'area dell'odierna Francia non possedeva ancora un'unica e uniforme lingua e di conseguenza gli scrittori si cimentarono con le diverse lingue e dialetti. Gli autori di molti testi medievali francesi non sono noti, come nel caso di Tristano e Isotta e Lancillotto e il Santo Graal. Gran parte della letteratura e della poesia medievale francese venne ispirata da leggende del ciclo carolingio, come la Chanson de Roland. Il "Roman de Renart", scritto nel 1175 da Perrout de Saint-Cloude è un altro esempio dell'epoca. Alcuni nomi di autori di questo periodo sono Chrétien de Troyes, Guglielmo IX d'Aquitania, che scrisse in occitano, e il poeta François Villon.

Importanti scrittori del XVI secolo furono François Rabelais che influenzò il moderno vocabolario francese, i poeti Pierre de Ronsard e Joachim du Bellay e l'umanista Michel de Montaigne.

Victor Hugo, scrittore del XIX secolo.

Nel corso del XVII secolo un patrimonio importante venne lasciato da Pierre Corneille, Jean Racine, Molière, e i filosofi Blaise Pascal e René Descartes, che influenzò la morale e la filosofia e gli autori dei decenni successivi. Jean de La Fontaine fu un importante poeta di questo secolo, come i poeti classicisti François de Malherbe et Nicolas Boileau. Charles Perrault fu un prolifico scrittore di racconti per bambini (Il gatto con gli stivali, Cenerentola, La bella addormentata nel bosco e Barbablù).

La letteratura francese e la poesia fiorirono nel XVIII-XIX secolo. Il XVIII secolo vide le opere di scrittori, filosofi e moralisti come Voltaire, Montesquieu, Denis Diderot e Jean-Jacques Rousseau. Il teatro si espresse attraverso le opere di Marivaux e Beaumarchais.

Nel XIX secolo la letteratura francese fu attraversata da varie correnti letterarie come il romanticismo, realismo, il naturalismo e il simbolismo che testimoniano della sua vitalità. Videro la luce molti romanzi francesi di fama mondiale con Victor Hugo (I Miserabili), Alexandre Dumas (I tre moschettieri e Il Conte di Montecristo), Gustave Flaubert (Madame Bovary) e Jules Verne (Ventimila leghe sotto i mari) tra i più noti, ma anche Honoré de Balzac, Émile Zola, Guy de Maupassant, Théophile Gautier e Stendhal. La poesia cosiddetta "decadente" e "simbolista" fu un movimento importante nella letteratura francese che avrebbe influenzato la letteratura moderna occidentale, con poeti come Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé.

Importanti scrittori del XX secolo Marcel Proust, Louis-Ferdinand Céline, André Breton, il padre del surrealismo, Louis Aragon, Albert Camus, e Jean-Paul Sartre. Antoine de Saint-Exupéry scrisse Il piccolo principe, che rimase popolare per decenni tanto per la letteratura per ragazzi, quanto fra gli adulti di tutto il mondo. Nel campo della filosofia, il Novecento vide svilupparsi i pensieri di Henri Bergson, Maurice Merleau-Ponty, Claude Lévi-Strauss, Michel Foucault, Gilles Deleuze e Jacques Derrida.

Emblemi della Francia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Emblemi della Francia e Marianne.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Gli sport più popolari sono il ciclismo, il calcio, il rugby, il tennis e, in alcune regioni, la pallacanestro e la pallamano. La Francia ha ospitato eventi di rilievo internazionale, come la Coppa del Mondo di calcio nel 1938 e nel 1998, e la Coppa del Mondo di Rugby nel 2007. Lo stadio più grande della Francia è lo Stade de France di Parigi, sede della finale della Coppa del Mondo di Calcio del 1998, e della Coppa del Mondo di Rugby dell'ottobre 2007. Inoltre, la Francia ospita l'annuale Tour de France, la più famosa corsa di ciclismo su strada di tutto il mondo. Altri eventi sportivi di rilievo sono la 24 Ore di Le Mans, corsa automobilistica di resistenza che si tiene nel dipartimento della Sarthe e la corsa velica del Vendée Globe, che parte ogni quattro anni dal porto atlantico di Les Sables-d'Olonne. Si svolgono anche diversi grandi tornei di tennis, fra cui il Paris Masters e l'Open di Francia, detto Roland Garros, uno dei quattro tornei del Grande Slam.

La Francia ha una stretta associazione con le Olimpiadi, in quanto patria del barone Pierre de Coubertin, che suggerì la rinascita dei Giochi alla fine del XIX secolo. Parigi ospitò la seconda Olimpiade nel 1900. Parigi fu anche la prima sede del Comitato Olimpico Internazionale, prima che questa fosse trasferita a Losanna. Dopo l'edizione del 1900, la Francia ospitò le Olimpiadi in altre quattro occasioni: le olimpiadi estive del 1924 (sempre a Parigi) e tre Giochi Olimpici invernali (1924 a Chamonix, 1968 a Grenoble e Albertville nel 1992).

Sia la Nazionale di calcio che la Nazionale di rugby sono soprannominate Les Bleus in riferimento al colore della divisa. La squadra di calcio ha vinto l'edizione della Coppa del Mondo del 1998, e ha vinto due Campionati europei nel 1984 e nel 2000. La principale competizione calcistica nazionale è la Ligue 1. Il rugby è molto popolare soprattutto nel sud-ovest della Francia. La squadra nazionale di rugby ha gareggiato in tutte le Coppe del Mondo di questo sport, e prende parte annualmente al campionato delle Sei Nazioni. La nazionale ha vinto sedici Campionati del Sei Nazioni, di cui otto grandi slam, e ha raggiunto le semifinali e la finale della Coppa del Mondo di rugby e basket.

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Un piatto tipico della Francia è la zuppa di cipolle, gli ingredienti sono: cipolle, fette di pane integrale e spezie.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Data Nome Italiano Nome Locale Note
1º gennaio Capodanno Jour de l'An  
- Pasqua Pâques Domenica, data variabile (non è una festa pubblica)
- Lunedì di Pasqua Lundi de Pâques il lunedì dopo Pasqua
1º maggio Festa del lavoro Fête du Travail
8 maggio Giorno della vittoria Victoire 1945 fine della seconda guerra mondiale
- Ascensione Ascension giovedì, 40 giorni dopo Pasqua
- Pentecoste Pentecôte domenica, 50 giorni dopo Pasqua (non è una festa pubblica)
- Lunedì di Pentecoste Lundi de Pentecôte il lunedì dopo Pentecoste (non è più una festa pubblica)
14 luglio Festa nazionale Fête Nationale Presa della Bastiglia (1789) / Festa della Federazione (1790)
15 agosto Assunzione di Maria Assomption  
1º novembre Ognissanti Toussaint  
11 novembre Giorno dei veterani
Giorno dell'armistizio
Giorno del ricordo
Armistice 1918 Fine della prima guerra mondiale
25 dicembre Natale Noël

Classifiche internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Insee - Populations légales 2008 - 75056-Paris
  2. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  3. ^ Il Franco CFP è utilizzato in Polinesia francese, Nuova Caledonia, Wallis e Futuna.
  4. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  5. ^ Tasso di fertilità nel 2010. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  6. ^ Oltre a .fr, molti altri domini di primo livello Internet sono utilizzati nei dipartimenti e territori della Francia d'oltremare: .re, .mq, .gp, .tf, .nc, .pf, .wf, .pm, .gf e .yt. Inoltre, la Francia utilizza .eu, condiviso con gli altri membri dell'Unione europea.
  7. ^ a b Cifra per tutta la Repubblica francese dal Bilancio demografico 2009, di cui 62 793 432 abitanti nella Francia metropolitana
  8. ^ Etat et nation dans l'histoire de l'Europe (Broché) di Hagen Schulze, Seuil, 1998, 400 p.
  9. ^ Rapporto dell'aprile 1999 del professore Bernard Cerquiglini, preparato in via di una ratifica della Charte européenne des langues régionales ou minoritaires.
  10. ^ Sondaggio CSA realizzato su un campione rappresentativo di persone [collegamento interrotto]
  11. ^ Studio completo sulla credenza religiosa
  12. ^ (FR) Chiffres clés du tourisme (PDF), tourisme.gouv.fr, 2008. URL consultato il 25 giugno 2012.
  13. ^ « La France veut accroître son domaine maritime », Le Figaro, pubblicato il 21 agosto 2006.
  14. ^ Tra le altre menzioni, Léopold Senghor, "Le Français, langue de culture", Esprit, 1962: Nos valeurs font battre, maintenant les livres que vous lisez, la langue que vous parlez: le français, Soleil qui brille hors de l'Hexagone.
  15. ^ La nuova procedura è esplicata sul sito dell'INSEE: [1].
  16. ^ (FR) INSEE 2006 : "La Francia, oggi uno dei paesi più fecondi d'Europa"
  17. ^ Il CIA World Factbook la stima a 80,97 anni, ponendo la Francia all'ottavo posto a livello mondiale (source).
  18. ^ Etre né en France d’un parent immigré, Insee Première, N° 1287, mars 2010, Catherine Borel et Bertrand Lhommeau, Insee
  19. ^ Enquêtes annuelles de recensement 2004 et 2005 - Près de 5 millions d’immigrés à la mi-2004
  20. ^ (FR) Gli stranieri in Francia, dal 1851, Quid, www.quid.fr
  21. ^ Stima. (FR) L'implantation des Chinois de France..., chine-informations.com
  22. ^ (FR) L'appel d'Erdogan aux Turcs de France, Le Figaro, 15 ottobre 2007
  23. ^ Aafv.org
  24. ^ (FR) La situation des roms en France atteint un point critique, EurActiv.com, 7 dicembre 2005
  25. ^ I rom e l'Europa, dal rigore tedesco alla Francia modello "bastone e carota" di Claudia Fusani, La Repubblica, 3 giugno 2007
  26. ^ "Caccia ai rom": in Francia continuano le espulsioni. Critica l'Ue, Affaritaliani.it, 19 agosto 2010
  27. ^ Una stima della popolazione d'origine straniera in Francia nel 1999, M. Tribalat, in Population 2004 n° 1, INED, (résumé)
  28. ^ (FR) Jean-Paul Gourévitch, La France africaine, Pré aux Clercs (24 mars 2000)
  29. ^ Sito ufficiale
  30. ^ Catholic World News, France is no longer Catholic, survey shows, 2003. URL consultato l'11 gennaio 2007.
  31. ^ Franţa nu mai e o ţară catolică, Cotidianul 2007-01-11
  32. ^ sondage030416.pdf
  33. ^ (FR) Comme un Juif en France, upjf.org, 8 novembre 2007
  34. ^ (FR) 5 à 6M de musulmans en France, Le Figaro, 28 giugno 2010
  35. ^ Jean-Paul Gourévitch, Les migrations en Europe p.362, Acropole, 2007, ISBN 978-2-7357-0267-1
  36. ^ Jonathan Laurence, Justin Vaïsse, Intégrer l'Islam p.35, Odile Jacob, 2007, ISBN 978-2-7381-1900-1
  37. ^ L'Annuaire musulman, édition 2008, Orientica
  38. ^ Mattoni per la religione: l’invasione delle moschee, panorama.it, 24 novembre 2009
  39. ^ Banca dati dell'INSEE: [2].
  40. ^ a b I grandi settori economici – Ministero degli Affari esteri. URL consultato il 4 novembre 2007.
  41. ^ a b France sur CIA factbook. URL consultato il 14 ottobre 2007.
  42. ^ La produzione di elettricità a partire dalle fonti rinnovabili, 8° inventario - edizione 2006, sul sito EDF.
  43. ^ a b L’energia Nucleare, documento di analisi per il Ministero dell'ecologia, e del Ministero dell'economia, delle finanze e del lavoro, 2006.
  44. ^ a b L’economia francese, Europa-planet.com.
  45. ^ Patrimonio: chi possiede cosa?, Osservatorio dell'illegalità, 7 giugno 2007.
  46. ^ Ministero dell'Economia, delle Finanze e del Lavoro (MINEFE), Budget dello Stoato 2007
  47. ^ Le Monde.fr : Archivi
  48. ^ La Cina diverrà la prima destinazione turistica mondiale nel 2014
  49. ^ Musées et Monuments historiques.
  50. ^ L'automobile magazine, hors-série 2003/2004 page 294
  51. ^ Automobili in Francia.
  52. ^ Il cinema francese detronizza Hollywood, Le Figaro, pubblicato il 22 maggio 2007 (consultato il 30 luglio 2007).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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