Serge Gainsbourg

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Serge Gainsbourg
Serge Gainsbourg, 1981
Serge Gainsbourg, 1981
Nazionalità Francia Francia
Genere Chanson
Jazz
Adult contemporary music
Pop rock
Funk
New wave
Reggae
Yéyé
Cabaret
Periodo di attività 1957-1991
Strumento pianoforte, chitarra, basso, fisarmonica, armonica a bocca
Etichetta Philips, Universal
Album pubblicati 30
Studio 22
Live 2
Raccolte 6

Serge Gainsbourg, all'anagrafe Lucien Ginsburg (Parigi, 2 aprile 1928Parigi, 2 marzo 1991), è stato un cantautore, musicista, paroliere, poeta, pittore, attore e regista francese di origini russe, che ebbe successo internazionale a partire dalla seconda metà degli anni sessanta[1]. Deve la sua celebrità internazionale soprattutto alla canzone Je t'aime... moi non plus, cantata in coppia con Jane Birkin e, in una prima versione, con Brigitte Bardot.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Origini e primo matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Lucien Ginsburg nacque da una famiglia di ebrei russi emigrati nel quartiere Pigalle di Parigi. Sua madre era Olia Bessman, di origine ucraina, mentre suo padre Joseph Ginsburg era un pianista. I suoi genitori avevano già due figli, Marcel e Jacqueline, e Lucien nacque con la sorella gemella Liliane. La dipartita di Marcel indirizzò Olia a porre la sua attenzione verso l'unico figlio maschio, ossia Lucien, detto Lulu. La famiglia continuò a vivere a Parigi, dove venne presto identificata durante il periodo del totalitarismo e fu quindi costretta a fuggire nelle campagne fino al 1944. In quegli anni, Lucien fu costretto ad appuntare una stella gialla sulla sua uniforme di studente e iniziò a suonare, da autodidatta, il pianoforte.[2]

Lucien venne quindi iscritto dal padre ad un istituto d'arte per studiare pittura. Lì incontrò la modella russa Elizabeth Levitsky, segretaria di Georges Hugnet, amico di Salvador Dalì. La frequentazione con la donna, ed anche con l'artista surrealista, diventarono habitat ideale per Lucien. Nel 1951, infatti, si sposò con Elizabeth, da cui divorziò nel 1957.[2]

Dalla vita da chansonnier al rapporto con B.B. (anni 1957–1968)[modifica | modifica sorgente]

A questo punto omaggia le sue origini russe adottando il nome d'arte Serge, mentre tramuta il proprio cognome scegliendo Gainsbourg, in omaggio al pittore inglese Thomas Gainsborough.[2] Inoltre è pronto a dare una svolta alla propria carriera con l'ingaggio al nightclub Milord L'Arsouille, ottenuto anche grazie all'amica Michèle Arnaud, giovane intellettuale e filosofa. Altra svolta è rappresentata dal fatto che comincia ad interpretare da sé le proprie canzoni, fino ad allora nobilitate dall'icona Juliette Gréco. La figura di chansonnier, ispirata dall'amore per le donne, sarà quella che lo contraddistinguerà per il resto della vita.

Du chant à la une! viene pubblicato nel formato 10" con un'introduzione di Marcel Aymé. Il debutto di Gainsbourg spazia tra swing, jazz e musica d'autore malinconica e romantica, intrisa di temi sofisticati e seducenti come le donne, l'adulterio, l'alcol, la povertà, l'insoddisfazione, trattati con sarcasmo e classe, indipendentemente da ogni cliché. Inoltre gran parte dell'ispirazione per i primi lavori, è dovuta alle poesie di Boris Vian, vera e propria ossessione per il trentenne Serge. Il 1958 è contrassegnato da una tournée e dal ritorno alla casa paterna, dove incide l'album N° 2 (1959) con il pianoforte del padre Joseph, un immancabile pacchetto di Gitanes e necessarie dosi di caffè ed alcol. L'album è caratterizzato da otto canzoni in cui, grazie all'arrangiamento del fedele Alain Goraguer, si lascia spazio al pop-jazz, ma anche all'esotismo ammiccante, al folk tzigano ed alla ballate. Grazie alla sua figura da esteta affascinante e provocatorio, perfettamente espressa con la foto di copertina di N° 2, Serge incanta e inizia ad uscire dall'anonimato, combinando grazia e accidia.[2]

Si aprono per lui anche le porte del cinema, che lo rende costante comparsa in molti film storici, in cui interpreta generalmente personaggi malvagi come Corvino nel film La rivolta degli schiavi (1960). Nel 1961 pubblica L'étonnant Serge Gainsbourg, in cui i toni si fanno più confidenziali e suadenti. D'obbligo è l'omaggio alla poesia francese in Chanson de Prévert, dedicata a Jacques Prévert, per la quale Serge ha chiesto direttamente al poeta, che ha acconsentito, l'utilizzo del suo nome.[2] L'album non ottiene un grande successo (meno di 5.000 copie vendute) e Serge rischia di ritornare nella nicchia da jazz club, complice anche l'ondata twist di quegli anni. Prima pensa a tornare a dipingere, poi invece prova a volgere a suo favore gli eventi, incidendo Requiem pour un Twister, una vera e propria messa alla berlina per uno dei tanti viveur provetti, che muore della sua stessa passione, appunto il twist.[2]

Nel 1962 viene pubblicato N° 4, quarto album in studio per Serge in cui inizia ad approcciarsi anche all'inglese (Intoxicated Man). Il brano Vilaines filles et Mauvis Garçcons verrà infatti registrato anche come EP in Inghilterra con Harry Robinson, futuro collaboratore di Nick Drake e Sandy Denny.

Nel 1963 Serge viene chiamato per realizzare la colonna sonora del film Strip-Tease del suo amico Jacques Pointrenaud, a cui partecipa un'ancora sconosciuta Christa Paffgen (Nico). Nel 1964 Serge sposa Béatrice Pancrazzi, una donna aristocratica abbastanza possessiva che limita anche il rapporto di Gainsbourg con Juliette Gréco e persino col vecchio pianoforte del padre. Questa parentesi di quiete domestica viene utilizzata per registrare in soli due giorni l'album Gainsbourg Confidentiel insieme al chitarrista Michel Gaudry ed al contrabbassista Elek Bacsik. Il quinto album in studio è per Serge un gioiello jazz, elettrificato dalle chitarre, che viene salutato dalla critica come uno dei suoi migliori lavori.[2]

Nel 1964 viene inciso Gainsbourg Percussions che, come dice il titolo stesso, si avvale di percussioni (cinque per la precisione) e di un coro di dodici fanciulle francesi oltre che, come sempre, del pianista ed arrangiatore Goraguer. In questo disco quindi viene sperimentata la musica afro, reinterpretando anche Kiyakiya (che diventa Joanna) e Akiwowo (New York - USA) e Gin-go-lo-ba (Marabout) di Babatunde Olatunji. Gainsbourg Percussions segna anche il debutto di France Gall. Le recensioni del disco non sono confortanti, ma questo a Serge non importa, essendo un'artista che rinuncia al raggiungimento del successo a tutti i costi, in favore di una libertà espressiva che lo soddisfi personalmente a 360 gradi.

Serge Gainsbourg e France Gall premiati da Mario Del Monaco all'Eurofestival del 1965

Nel 1964 nasce la sua prima figlia, Natascha. In questo periodo Serge inizia a comporre canzoni pop, dirigendosi verso lo yéyé, per popstar giovani ed ingenue come France Gall (che vince con Poupée de Cire, Poupée de Son l'Eurofestival 1965). Nel 1965, inoltre, Michèle Arnaud, vecchia amica di Gainsbourg diventata produttrice televisiva, torna sulla scena discografica con un album contenente Les Papillons Noirs, scritta proprio da Serge. Ed è proprio Michèle che presenta a Serge il regista Pierre Koralnik, con cui gira il telefilm Anna. Ne viene fuori anche un album, appunto Anna, realizzato con Michel Colombier ed a cui partecipa (come nel telefilm) la danese Anna Karina. Durante la messa in onda del telefilm (1967), Serge si è già trasferito in un appartamento presso la Cité Internationale Des Arts e Lettres, dove realizza diversi EP e prende parte a numerose pellicole.

In questi anni ritorna a frequentare Béatrice, ma l'evento che più di altri lascerà un segno nella vita e nella produzione di Serge è l'incontro con Brigitte Bardot, avvenuto durante il Sacha Show, programma televisivo condotto da Sacha Distel. I due attori e cantanti reinterpretano assieme il classico di Burt Bacharach Raindrops Keep Fallin' on My Head. Nasce un'immediata ed incontenibile passione che li porta a porre fine ai conti in sospeso coi relativi partner, ossia Beatrice da una parte e Gunther Sachs dall'altra. I due diventano inseparabili e Serge scrive per Brigitte diverse canzoni, tra cui una prima versione di Je t'aime... moi non plus, registrata in una notte del 1967 a Parigi con l'arrangiamento di Michel Colombier. La coppia, durante le registrazioni, interpreta un cortometraggio in cui si lascia andare ad un vero e proprio petting. L'album che ne scaturisce è Bonnie and Clyde (1968), ispirato dalla coppia di rapinatori Bonnie e Clyde. Il disco contiene tracce già edite (cantate precedentemente da Anna Karina o dalla Gréco), revisioni di classici jazz (come Everybody Loves My Baby, scritta da Spencer Williams) ed inediti, come la canzone che dà il titolo all'album.

Nello stesso 1968 viene pubblicato Initials B.B, che sancisce la fine del rapporto tra Serge e Brigitte, che nel frattempo ha dato un'altra chance al marito Sachs.[2] Serge è disperato di quanto accaduto e porta a termine l'album da solo. Il disco contiene nuove rivisitazioni e altri inediti, come la title track, Shu Ba Du Ba Loo Ba e Ford Mustang.

Jane Birkin ed i concept album (1969–1977)[modifica | modifica sorgente]

Dopo la fine del rapporto con B.B., il quarantenne Serge si dedica alla realizzazione di colonne sonore per il cinema. Nel 1969 proprio il cinema diventa, grazie al regista Pierre Grimblat ed in particolare al film Slogan, anello di congiunzione che lo lega all'inglese Jane Birkin. Nel film Serge è attore e autore della colonna sonora, mentre Jane è protagonista femminile (che era già conosciuta per Blow-Up e che sostituisce all'ultimo momento Marisa Berenson). Tra i due inizia una relazione che porta Serge a lasciare la moglie incinta, ben consapevole che quella avrebbe potuto essere l'ennesima effimera conquista.[2] A dire il vero, l'inizio di questo legame è disastroso, in quanto Jane era ancora un'innocente ventenne e non conosceva il francese, mentre Serge era uno snob che arrivava spesso a denigrare sul set la giovane inglese. Successivamente però, i due dimenticano i primi approcci e iniziano un sodale artistico e sentimentale.

Serge propone a Jane di reinterpretare Je t'aime... moi non plus, e lei accetta saltando gli ostacoli, dovuti innanzitutto al fatto che quella canzone era legata a Brigitte Bardot e in secondo luogo alla lingua. La nuova versione del brano apre l'album Jane Birkin-Serge Gainsbourg inciso a Londra nel 1969. Lo scandalo di B.B. lascia spazio, nella nuova versione, ad un pudore malizioso e perverso, sensuale e fragile[senza fonte]. Il singolo, pubblicato nel febbraio del 1969 su etichetta Philips, diviene immediatamente oggetto di scandalo. Giunto in Italia, nell'estate successiva, viene da prima censurato dalla Rai, che ne proibisce la diffusione e vieta categoricamente a Lelio Luttazzi di pronunciarne il titolo nella trasmissione radiofonica Hit Parade, nonostante il disco si trovasse allora ai primi posti della classifica. In seguito il Vaticano, attraverso L'Osservatore Romano appoggia la decisione della RAI e Paolo VI emette una scomunica nei confronti del produttore del brano. Nel Regno Unito viene bandito dalla BBC e il disco viene ritirato, anche grazie alla regina Giuliana dei Paesi Bassi, che possiede parte della Philips.[3] Le altre dieci canzoni che compongono il disco fanno semplicemente da contorno: in esse c'è molto spazio per Jane, oltre che per "chanteuse" folk (Le canari est sur le bancon), un irriverente charleston ispirato dal Prelude No. 4 in E minor, Op. 28 di Chopin (18-39) e una delicata L'anamour, composta originariamente per Françoise Hardy.

Nel 1970 la coppia si concede un viaggio in giro per il pianeta, con toccate in India, che getta il terreno per un'esperienza di musica psichedelica. Al ritorno, infatti, nel 1971, arriva l'opera di consacrazione per il duo, ossia Histoire de Melody Nelson. Il progetto del concept album nasce dall'acquisto nell'Est Europa di una Rolls-Royce del 1910, alla cui guida si imbatte una quindicenne Melody Nelson (trasfigurazione di Jane).[2] Nel frattempo Jane rimane incinta e, cinque mesi dopo la pubblicazione di Histoire di Melody Nelson, nasce Charlotte Gainsbourg.

Nel 1973 Serge, all'età di 45 anni, mai appagato dalla sua passione per le gitanes, viene colto da un attacco cardiaco. Tuttavia non smette di fumare, anzi la sua convalescenza si trasforma in un recupero del vizio. Successivamente si sposta in Inghilterra ed ingaggia il tastierista Alan Hawkshaw per gli arrangiamenti del suo nuovo album, mettendo quindi fine alla collaborazione con Jean Claude Vannier, che aveva curato il disco precedente. Vu de l'extérieur viene pubblicato nello stesso anno (1973) ed è un concept album incentrato sull'ano, tema che farà discutere e suscitare imbarazzi. L'album spiazza e rimane incompreso. Al contempo Serge diviene sempre più l'ombra di Jane, impegnata da parte sua in film piuttosto leggeri. Il successivo lavoro è Rock Around the Bunker, scritto sul traghetto Calais-Dover e consegnato ad Hackshaw in forma scarna, prima di essere completato ed arrangiato.[2] Questo lavoro si caratterizza di un rock blues, in controcorrente sia nello stile di quei tempi, che rispetto alla psichedelia fornita dall'Historie. Nelle tematiche il disco affronta il tema della Germania nazista in chiave grottesca e di humour nero.

Tra il 1975 ed il 1976 Serge tenta di esorcizzare il mancato successo e l'indifferenza del pubblico inglese nei confronti degli ultimi due album puntando sulla sua immagine mediatica. Si cimenta quindi con la pubblicità, per cui compone temi musicali e di cui diviene protagonista con Jane: per molto tempo resta fissato nell'immaginario collettivo per lo spot del detersivo Woolite. È comunque capace di muoversi con disinvoltura da questi progetti a quelli musicali: nel 1976 realizza infatti L'Homme à tête de chou (il titolo è preso dall'opera di Claude Lalanne), un altro concept album, questa volta cupo e opprimente, che si incentra su una storia di amore e morte di cui sono protagonisti l'esuberante nera Marilou e l'uomo a testa di cavolo.[2] Il disco, visionario e morboso, può essere definito un'immagine al negativo di Histoire de Melody Nelson.

Gainsbourg in Giamaica e ritorno come Gainsbarre[modifica | modifica sorgente]

La proverbiale dipendenza da edonismo di Serge lo spinge alla ricerca di un'immagine pubblica mai fine a se stessa, ma sempre funzionale alla sua figura di genio e sregolatezza. Il rapporto con Jane inizia a deteriorarsi e Serge punta lo sguardo su nuovi progetti. Il suo produttore Philippe Lerichomme invita Gainsbourg ad affrontare un nuovo percorso: Serge si sposta in Giamaica e inizia a lavorare con musicisti reggae, contaminando il suo genere french in quello che verrà definito freggae.[2]

I musicisti di punta in questa nuova avventura sono Robbie Shakespeare (basso), Uziah "Sticky" Thompson (percussioni), Sly Dunbar (batteria) e le I Threes (cori), tra le quali c'è anche Rita Marley. L'arrivo di Serge in Giamaica viene accolto con molto entusiasmo, ma il progetto di Gainsbourg non prevede feste. Il risultato infatti, Aux armes et cætera è un surrogato di provocazioni e sconcerie: l'inno nazionale francese, La Marsigliese viene trasformato in Aux armes et cætera (che dà il titolo al disco);[4] mentre altre canzoni narrano di droga, alcol e sesso selvaggio. Le vendite del disco vanno a gonfie vele. L'album, uscito nel marzo 1979, conquista il disco d'oro e al contempo suscita in patria l'indignazione per la profanazione della Marsigliese. Serge decide di promuovere comunque il disco in un tour europeo, con annessi strascichi di polemiche ed esibizioni non proprio tranquille, condite da minacce di morte da parte dei veterani di destra della guerra d'indipendenza algerina.

Il legame tra Gainsbourg e Jane Birkin, nel frattempo, diventa sempre più problematico. Dopo aver tentato il suicidio gettandosi nella Senna, una Jane ormai donna matura e da tempo madre, decide di lasciare Serge per il registra Jacques Doillon, da cui avrà una figlia.

Serge Gainsbourg nel 1981

Nel 1980 Serge ritorna ad essere un uomo solo e disperato, che non ha cuore che per l'alcol. Per quanto riguarda la sua attività artistica, il nome Serge Gainsbourg lascia posto a quello di Gainsbarre. Il suo alter ego pittore Evguénie Sokolov sconvolge come protagonista di Gasogramma, romanzo sull'arte del segno inciso da una mano attraverso le vibrazioni del peto. Il discorso continua su Mauvaises nouvelles des étoiles, album del 1981 che trae il titolo da un'opera di Paul Klee e che viene realizzato con gli stessi musicisti di Aux armes et cætera. Sempre nel 1981 scrive per Catherine Deneuve l'album Souviens-toi de M’Oublie e per Isabelle Adjani Pull Marine.

Dalla relazione con la modella Caroline von Paulus, in arte Bambou, nasce il suo quarto figlio, Lucien, detto Lulu. Nonostante i fumi dell'alcol, l'imminente cecità e i sintomi di una cirrosi, Serge continua a lavorare con colonne sonore ed altro. In televisione, nel marzo 1984, è protagonista di un altro scandalo: brucia una banconota da 500 franchi per ribellarsi al sistema fiscale troppo pressante.[2] In un'altra ospitata televisiva dichiara a Whitney Houston, ospite con lui del programma, l'intenzione di voler portarla a letto alla fine della trasmissione.

Nello stesso periodo esce il suo album Love on the Beat che viene registrato nel New Jersey con il chitarrista Billy Rush ed altri musicisti (Larry Fast, Stan Harrison, Steve e Gorge Simms). Il risultato è un disco synth pop la cui copertina ritrae Serge truccato da donna (il tema dell'omosessualità ricorre anche in Kiss Me Hardy). Altro discorso vale per Lemon Incest in cui l'adolescente Charlotte Gainsbourg e suo padre si dichiarano amanti su una base di Chopin, con tanto di videoclip.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Tomba di Serge Gainsbourg al Cimitero di Montparnasse

L'ultimo capitolo in studio della produzione di Gainsbourg è You're Under Arrest (1987), dedicato alla polizia. Negli ultimi quattro anni della sua vita, quasi cieco ed al limiti dell'alienazione, Serge si consacra definitivamente al suo vizio ed inizia a frequentare abitualmente l'ospedale. Il suo ultimogenito Lucien, detto Lulu, cresce con Bambou. La notte del 2 marzo 1991, nella sua casa di Rue De Verneuil, Serge, poco più che sessantenne, muore a causa di un attacco cardiaco.[5] Viene sepolto pochi giorni dopo al cimitero di Montparnasse.[2]

Gainsbourg ed il cinema[modifica | modifica sorgente]

Il percorso cinematografico di Gainsbourg inizia parallelamente a quello musicale: nel corso della sua carriera realizza oltre 40 colonne sonore, interpreta e dirige decine di film. Tra il 1959 ed il 1969 lavora con registi del calibro di Jacques Doniol-Valcroze, Hervé Bromberger, Claude Chabrol, Jean Luc Godard, Jacques Rouffio, Jean Aurel, Jean Gabin, William Klein, Pierre Grimblat ed altri.

Nei primi anni settanta realizza colonne sonore per Pierre Koralnik e Claude Berri. Nel 1976 esce l'opera prima da regista di Gainsbourg, intitolata Je t'aime moi non plus, che prende il nome dalla leggendaria canzone del 1969. La trama ruota intorno ad un ménage à trois tra un camionista gay (interpretato da Joe Dallessandro), il suo compagno ed una giovane donna androgina (interpretata dalla sua allora compagna Jane Birkin). Negli anni seguente compone musiche per i film di Joe D'Amato e Patrice Leconte. Nel 1980 è attore in Je vous aime di Claude Berri. L'anno seguente gira il cortometraggio Le Physique et le Figuré, mentre nel 1983 esce Equator - L'amante sconosciuta (Équateur), terzo lavoro alla regia e secondo lungometraggio. Riceve diverse nomination al premio César per la migliore musica da film, che vince solo nel 1996 per Élisa. Nel 1986 realizza con la figlia il semi-autobiografico Charlotte for Ever.

L'ultimo film diretto e musicato da Serge è Stan the Flasher (1990), a cui partecipa come attore Claude Berri.

Stile[modifica | modifica sorgente]

La sua influenza ha segnato profondamente la musica francese, attingendo a vari ambiti musicali e contribuendo a renderne alcuni popolari in Francia. Tra questi possiamo ricordare il jazz (si veda in particolare le prime canzoni), la musica afro-cubana (si veda l'album Gainsbourg Percussions), il progressive rock (Histoire de Melody Nelson), il reggae (Aux armes et cætera e Mauvaises nouvelles des étoiles), il synth-pop con Love on the Beat e il rap con You're Under Arrest. L'originalità del suo stile è manifestata in primo luogo nei testi, frequentemente poetici e complessi. Abbondano in essi doppi sensi, riferimenti sia letterari che di matrice trash e allusioni erotiche, il tutto accompagnato ad un notevole e istintivo talento come arrangiatore.

La sua canzone più famosa, Je t'aime... moi non plus, ha una composizione e una resa vocale molto erotica. Considerata troppo "spinta", la canzone subì la censura in molti Paesi e in Francia fu bandita anche la versione "edulcorata".

Tributi[modifica | modifica sorgente]

La casa di Serge Gainsbourg in Rue de Verneuil, a Parigi

Diversi sono gli omaggi a Gainsbourg da parte di artisti e musicisti francesi e non. Tra il 1995 ed il 1997, Mick Harvey pubblica per la Mute Records il mini-compendio costituito da due atti: Intoxicated Man (1995) e Pink Elephants (1997), in cui le parti vocali vengono affidate ad Anita Lane e Nick Cave.

John Zorn realizza un'opera chiamata Great Jewish Music: Serge Gainsbourg, anello della serie Radical Jewish Culture dedicata alla cultura ebraica. Al disco partecipano importanti musicisti e cantanti come Mike Patton, Marc Ribot, Ikue Mori, Fred Frith, Eszter Balint e le Cibo Matto.

Nel 2006 esce la raccolta di cover Monsieur Gainsbourg Revisited a cui prendono parte tra gli altri Franz Ferdinand, Jarvis Cocker, Michael Stipe, Marianne Faithfull, Feist, Tricky, Portishead, Placebo, The Kills, Sly & Robbie, Cat Power e Karen Elson.

Verranno pubblicati anche i volumi Dernières nouvelles des étoiles (1994) e Pensées, provocs et autres volutes (2006), oltre all'intervista Gainsbourg raconte sa mort (2001) e a biografie ed omaggi da parte di Gilles Verlant (Gainsbourg, 1993 e 2000, Gainsbourg et caetera, 1995 e Gainsbourg au bout de la nuit, 1996).

Nel 2010 esce un film dedicato alla vita di Gainsbourg. Si tratta di Gainsbourg (vie héroïque), diretto da Joann Sfar e con Éric Elmosnino nel ruolo del protagonista.

Altri tributi ed omaggi a Gainsbourg sono:

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Album in studio[modifica | modifica sorgente]

Album dal vivo[modifica | modifica sorgente]

  • 1980 – Enregistrement public au Théâtre Le Palace
  • 1986 – Live (Casino de Paris)
  • 1988 – Le Zénith de Gainsbourg

Colonne sonore[modifica | modifica sorgente]

  • 1967 – Anna
  • 1970 – Cannabis (strumentale)
  • 1976 – Je t'aime... moi non plus – Ballade de Johnny-Jane (strumentale)
  • 1977 – Madame Claude
  • 1977 – Goodbye Emmanuelle (strumentale)
  • 1980 – Je vous aime (tre tracce)
  • 1986 – Putain de film ! – B.O.F. Tenue de soirée

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Album scritti per altri artisti[modifica | modifica sorgente]

Singoli scritti per altri artisti[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • En passant par Paris (1962)
  • Passe-temps (1962)
  • Teuf-teuf (1963)
  • Seul à seul (1964)
  • Les Cinq Dernières Minutes (1965)
  • Marie-Mathématique (1965–1966)
  • Noêl à Vaugirard (1966)
  • Valmy (1967)
  • Anna (1967)
  • Vidocq (1967)
  • Le Lapin de Noël (1967)
  • Saint-Tropez priez pour eux (1968)
  • Les Dossiers de l'agence O (1968)
  • Molody (1971)
  • Le Lever de rideau (1973)
  • Bon baisers de Tarzan (1974)

Regista[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ufficiale dell'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordre des Arts et des Lettres
— 19 settembre 1985

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Serge Gainsbourg | Biography | AllMusic
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o ondarock
  3. ^ (EN) Sylvie Simmons Serge Gainsbourg. A fistful of Gitanes, First Da Capo Press, 2002. ISBN 0306811839
  4. ^ (EN) Thom Jurek, Aux armes et cætera in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  5. ^ Gaisbourg, chanteur maledetto Isbnedizioni.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 10033265 LCCN: n82052458