Odessa

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Odessa
comune
Одеса
Odessa – Stemma Odessa – Bandiera
La scalinata Potëmkin
La scalinata Potëmkin
Localizzazione
Stato Ucraina Ucraina
Oblast Flag of Odesa Oblast.png Odessa
Distretto Non presente
Amministrazione
Sindaco Jovypovyč, Hurvic Eduard
Territorio
Coordinate 46°29′N 30°44′E / 46.483333°N 30.733333°E46.483333; 30.733333 (Odessa)Coordinate: 46°29′N 30°44′E / 46.483333°N 30.733333°E46.483333; 30.733333 (Odessa)
Altitudine 40 m s.l.m.
Superficie 163 km²
Abitanti 1 080 000 (2008)
Densità 6 625,77 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 65000 - 65480
Prefisso + 380 (0)482
Fuso orario UTC+2
Targa BH
Cartografia
Mappa di localizzazione: Ucraina
Odessa
Sito istituzionale

Odessa (ucr. Одеса, Odesa, rus. Одесса, Odessa; 1 010 298 ab.) è una città dell'Ucraina meridionale sul mar Nero, capoluogo dell'oblast' omonima.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Quarta città dell'Ucraina per dimensioni e popolazione, Odessa è un'importante meta turistica e un famoso centro termale. Qui sono nati personaggi come il pianista Emil Gilels, lo scrittore ebreo Isaac Babel e la poetessa Anna Achmatova. Nonostante si trovi in Ucraina, la lingua più parlata nella città è il russo.

Geografia e clima[modifica | modifica wikitesto]

Odessa è situata su alcuni rilievi collinari che si affacciano su un piccolo porto, a 31 km a nord dell'estuario del fiume Nistro ed a 445 km a sud di Kiev. Il clima della città è di tipo temperato secco. La temperatura media è di -2 °C a gennaio e +22 °C a luglio. Le precipitazioni medie annue sono di soli 350 mm.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La città possiede numerose industrie concentrate principalmente nei settori navale, chimico, metallurgico, agroalimentare e del raffinamento del petrolio. Odessa è anche una base navale e un importante porto di attracco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La regione di Odessa era abitata anticamente dagli sciti ed è probabile che proprio qui fosse stata fondata una colonia greca chiamata Odessos. Terra attraversata dai popoli migratori a partire dal III secolo d.C., temporaneamente sotto l'influenza polacca e lituana, dopo la grande invasione del 1241 divenne in possesso dei tatari che vi eressero l'insediamento di Haçi-Bey. Nel 1529 questa zona venne invasa dagli ottomani, sotto cui rimase fino alla guerra russo-turca degli anni 1787-1791.

Via Richelieu - Cartolina del XIX secolo

La città di Odessa venne fondata ufficialmente nel 1794 dalla Russia nel territorio perso dalla Turchia nel 1792. La fortezza turca di Yeni Dünya divenne il principale porto russo sul Mar Nero col nome di Odessa (Одесса). La città crebbe velocemente sotto il governatorato del Duca di Richelieu negli anni 1803-1814. Nel 1819 Odessa divenne un porto franco e tale rimase fino al 1879. In questo lungo arco di tempo la città si affermò come importante centro di scambi commerciali e zona di transito tra Europa e Asia, da un carattere squisitamente cosmopolita. Durante la guerra di Crimea (1853-1856), la città venne pesantemente bombardata dalla marina inglese e francese. In seguito riprese nuovamente a crescere e svilupparsi in quanto principale porto russo per l'esportazione dei cereali. Nel 1866 venne collegata da una linea ferroviaria a Kiev e Kharkiv in Ucraina e Iaşi in Romania.

Centro storico - Cartolina del XIX secolo
La biblioteca tra il 1890 e il 1900

Nel 1905 la città divenne luogo della rivolta operaia supportata dall'equipaggio della corazzata Potëmkin e dalla rivista leninista Iskra. Durante la Rivoluzione russa del 1917 Odessa venne occupata dal Comitato Centrale Ucraino, dall'esercito francese, dall'Armata Bianca e dall'armata rossa. Quest'ultima prese possesso della città nel 1920, annettendola poi all'Unione Sovietica.

Nel 1847 in questa città è morto Vasil Evstatiev Aprilov, scrittore e patriota bulgaro.

Il massacro d'Odessa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il massacro d'Odessa.

Durante la II guerra mondiale, nell'agosto 1941, Odessa fu occupata dall'esercito romeno, supportato da truppe tedesche. Il generale Nicolae Macici, comandante del Secondo Corpo d'Armata romena, in complicità con Gheorghe Alexianu, governatore romeno di Transnistria e della città di Odessa (nominato dal generale Ion Antonescu, dittatore della Romania negli anni 1940-1944) ordinò, come rappresaglia a seguito di un attentato terroristico, il massacro di 5.000 civili (la maggior parte dei quali ebrei), tutti nella notte del 22 ottobre 1941 e poi di altri 20.000 uomini, donne, vecchi e bambini[1][2].

Al 10 aprile 1942 restavano in Odessa solamente 703 ebrei vivi[3].

Oltre 280.000 abitanti, soprattutto ebrei, vennero deportati (115.000 ebrei e 11.000 gitani massacrati).

Il processo ai criminali di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Il processo che riguardava anche i crimini perpetrati ad Odessa, Dalnic, Ovidiopol[4][5] e Bogdanovka (45 000 ebrei)[6][7][8][9][10] tra il 23 ed il 24 ottobre 1941 fu il primo effettuato presso il Tribunale del popolo di Bucarest. Alla sua conclusione, il 22 maggio 1945, il generale Nicolae Macici, il maresciallo Ion Antonescu, il professor Gheorghe Alexianu, governatore romeno della Transnistria e di Odessa, Mihai Antonescu, vice-primo ministro e ministro degli esteri e il generale "Piky" Vasiliu, comandante della gendarmeria, vennero giudicati tutti colpevoli per i massacri e condannati a morte.

La città venne liberata dall'armata rossa nell'aprile del 1944; da allora riprese a svilupparsi velocemente ma senza più recuperare il ruolo centrale avuto in precedenza. La maggior parte degli ebrei della città emigrò in Israele e negli Stati Uniti tra gli anni 1970 e 1990. Dopo la caduta del Muro di Berlino e la dissoluzione dell'URSS, Odessa divenne parte dell'Ucraina nel 1991.

Storie del ghetto[modifica | modifica wikitesto]

Lo scrittore Isaak Ėmmanuilovič Babel', nato a Odessa nel 1894, da una famiglia di piccoli commercianti ebrei, in un famoso ciclo di sei racconti, dal titolo Racconti di Odessa, ha descritto le vicende del quartiere ebraico della Moldavjanka. Si tratta di storie di vita, o meglio, di mala vita, in cui campeggia la figura del capobanda Benja Krik, detto il Re, figlio di Mendel Krik, il carrettiere. Attorno a lui prende forma una galleria di personaggi dei più vari mestieri, uomini dediti ai traffici del porto, occupati negli affari più loschi, ciniche locandiere, prostitute voluttuose, allevatori e coltivatori vittime delle estorsioni dei banditi o convertiti a capi clan. Una vita violenta, segnata dalla dura regola del ghetto e, al di sopra di questa, sorvegliata dalla legge del più forte o del più risoluto. È questa la Gente di Odessa, come recita il titolo di uno dei racconti, la varia umanità immortalata da uno dei suoi cittadini più illustri.[11]

Gli italiani di Odessa[modifica | modifica wikitesto]

La città di Odessa ha una storia strettamente legata all’Italia. Infatti gli italiani sono menzionati nel Duecento per la prima volta, quando sul territorio della città odierna fu ubicato l’ancoraggio delle navi genovesi chiamato "Ginestra", forse per la pianta di ginestra molto diffusa nelle steppe del Mar Nero. La nuova affluenza degli italiani nel Sud dell’Ucraina crebbe particolarmente con la fondazione di Odessa. Tutto questo fu facilitato del fatto che alla guida dell’appena fondata capitale del bacino del Mar Nero c’era un napoletano di origine spagnola (Giuseppe De Ribas), in carica fino al 1797.

Agli inizi dell'Ottocento la comunità italiana cominciò ad avere un ruolo importante nella vita pubblica e commerciale della città. La lingua italiana iniziò a diffondersi e con il passare del tempo entrò nella sfera delle comunicazioni degli uomini d’affari: conti, cambiali, assegni, contratti, corrispondenza commerciale, contabilità – tutto era scritto in italiano. Inoltre, il bisogno di conoscere le lingue straniere – tra cui l’italiano – portò all’insegnamento di russo, greco e italiano nella prima scuola di Odessa fondata nel 1800.

All’inizio del XIX secolo la colonia italiana era composta in primo luogo da commercianti, marinai e militari in servizio nell’Armata russa. Principalmente erano napoletani, genovesi e livornesi. Seguirono rappresentanti dell’arte, artigiani, farmacisti e insegnanti di varie materie. Dal 1798 ad Odessa erano presenti i consoli di Napoli, della Sardegna e della Corsica. Successivamente il consolato di Sardegna fu trasformato in consolato italiano.

Ad Odessa gli italiani furono anche proprietari di panifici, fabbriche di pasta e gallette e più tardi nel periodo 1794-1802 sorsero le prime società commerciali di proprietà italiana. In seguito gli italiani diventarono titolari di ristoranti, caffetterie, pasticcerie, casinò, alberghi. Alcuni di loro operarono fino all’inizio del Novecento. Per esempio, il lussuoso locale Fanconi, caffetteria-pasticceria, fondata ad Odessa negli anni ‘70 del XIX secolo, conquistò un enorme prestigio.

I gioiellieri, gli scultori e i marmisti italiani furono celebri ad Odessa sin dalla sua fondazione e fino alla rivoluzione del 1917. I cognomi italiani, ancora oggi, vengono spesso associati agli architetti. Molti edifici importanti di Odessa furono costruiti appunto da italiani; e non solo architetti ma anche appaltatori, costruttori, carpentieri ebbero una parte importante. Gli italiani inoltre giocarono una parte importante anche nell’avvio del teatro ad Odessa. Persino oggi, guardando il repertorio del teatro lirico e del balletto di Odessa, si mantiene il tributo alla tradizione italica.

L’insegnamento ampiamente praticato della lingua italiana contribuì alla comparsa di una serie di manuali e testi scolastici e si può sicuramente dire che Odessa procurò non solo per l’Ucraina ma anche per la Russia i mezzi di studio della lingua italiana. Nel 1905 Sperandeo (professore dell’Università di Novorossijsk, insegnante di italiano e presidente dal 1901 del comitato di Odessa della società nazionale italiana di Dante Alighieri, rimasto in città fino alla rivoluzione del 1917) contò ad Odessa 50 cittadini italiani: altri 600 secondo lui furono gli italiani soltanto di nome (ma imparentati con italiani). La rivoluzione del 1917 fece ripartire molti italiani per l’Italia, o per altre città dell’Europa. In epoca sovietica solo poche decine erano gli italiani ad Odessa, la maggior parte dei quali purtroppo quasi non conosceva la propria lingua.

Persone legate a Odessa[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra principale della città è il Čornomorec'.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Città eroina - nastrino per uniforme ordinaria Città eroina
— 8 maggio 1965
Ordine di Lenin - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin
— 8 maggio 1965

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rotaru, J., Burcin, O., Zodian, V., Moise, L., Mareşalul Antonescu la Odessa, Editura Paideia, 1999
  2. ^ Giurescu, C., România în al doilea război mondial
  3. ^ Raul Hilberg, la destruction des Juifs d'Europe, Tome 1, Foliohistoire, 2006, p. 678
  4. ^ Черкасов, А. А.: Оккупация Одессы. Год 1941, Очерки — 1-е. — Одесса: — 270 с ил. с. — (Большая литературно-художественная серия «Вся Одесса» Выпуск 18), 2007, ISBN 966-344-144-5.
  5. ^ United States Holocaust Memorial Museum: Holocaust History - Odessa, http://www.ushmm.org/wlc/en/index.php?ModuleId=10005476, consultato in data: 21.02.2012
  6. ^ ***: Bogdanovka publ.: Yad Vashem,[1] consultato in data: 12-08-2012
  7. ^ United States Holocaust Memorial Museum: Holocaust History - Odessa, Op. cit.
  8. ^ Kellerhoff, Sven F.: Der vergessene Holocaust, Die Welt, 30.08.2006, [2], consultato in data=21-02-2012
  9. ^ Deletant, Dennis,: Hitler's Forgotten Ally: Ion Antonescu and His Regime, Romania 1940–1944, pp. 171-3, Basingstoke, Palgrave Macmillan, 2006, ISBN 9781403993410.
  10. ^ Gilbert, Martin: The Holocaust, pp. 217-218, ed. Holt, Rinehart and Winston, N.-Y., 1986, ISBN 0-8050-0348-7 "On January 12 the deportations from the Slobodka ‘ghetto’ began. Within six weeks, a total of 19,582 Odessa Jews, the majority women, children and old people, had been taken by rail in sealed trucks to Berezovka (...) Within a year and a half, almost none of these 19,582 deportees were alive". Gilbert, op. cit. p. 289
  11. ^ Si veda il volume L’armata a cavallo e altri racconti, di Isaak Babel’, traduzioni di Franco Lucentini, Gianlorenzo Pacini e Renato Poggioli, Einaudi, 1969 [1958]
  12. ^ città gemellate dal sito di Costanza. URL consultato il 25-07-2010.
  13. ^ Comune di Chisinau: gemellaggi. URL consultato il 18-08-2010.
  14. ^ città gemellate dal sito di Genova. URL consultato il 30-12-2010.
  15. ^ città gemellate con Valencia. URL consultato il 20 dicembre 2011.

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