Carrozza

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Una carrozza utilizzata per scopi turistici
Una carrozza turistica a Roma

Con carrozza si intende genericamente quel mezzo di trasporto, destinato esclusivamente al trasporto di persone, più diffuso fino alla fine del XIX secolo ovvero fino all'avvento delle automobili. La sua controparte destinata al trasporto di merci era il carro.

Le carrozze erano di tipologia diversa a seconda dell'impiego a cui erano adibite. Tra le varie denominazioni specifiche esisteva ad esempio la berlina chiusa con funzione di rappresentanza, il calesse aperto per la bella stagione, il Landau, dotato di capote e paragonabile alle cabriolet odierne e vari altri.

Esse venivano trainate da uno o più cavalli a seconda della tipologia del mezzo e dell'impiego che se ne faceva. Solitamente il conduttore era sistemato al di fuori del comparto destinato ad ospitare i passeggeri (solitamente in configurazione Vis-a-vis), in posizione avanzata o sul posteriore in un alloggiamento rialzato.

Sulle carrozze vennero per prime sperimentate le tecnologie che ritroviamo sulle moderne auto, quali le sospensioni a balestra per migliorare il comfort dei passeggeri

La continuità storica tra la carrozza e l'automobile è testimoniata sia dal fatto che le aziende specializzate nella loro costruzione hanno perlopiù proseguito l'attività di carrozziere nel campo dei nuovi mezzi a motore, sia per il fatto che ancora oggi buona parte dei nomi utilizzati per definire vari tipi di carrozzeria hanno preso nome dalle loro progenitrici.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Carrozza, ca. 1870

AI primordi della carrozza vanno inseriti sia l'ingresso trionfale effettuato nel 1207 da Beatrice, moglie di Carlo d'Angiò su un carroccio ricoperto da un drappo decorato, sia l'ingresso a Milano svolto nel 1271 da Gregorio X a bordo di una carretta chiusa da vetri.[1]

Ma il primo e vero esemplare di carrozza venne progettato e realizzato nel 1300 per le nozze di Galeazzo Visconti e di Beatrice d'Este. Da quel momento l'utilizzo della carrozza dilagò presso le grandi famiglie nobili al punto da divenire una vera e propria moda; a tal proposito basti citare che Galeazzo Maria Sforza ne possedeva addirittura dodici, ovviamente addobbate e ricamate in oro e argento.

Fino alla metà del XV secolo andò di moda la veronese, ossia una carretta chiusa con un'unica cassa appoggiata sull'asse. Proprio nel Quattrocento dall'Ungheria si diffuse un modello innovativo che prevedeva la sacca sospesa all'asse tramite cinghie e catene; questo modello prese la denominazione di cocchio proprio dal nome della località ungherese di Kocs in cui nacque.

Nel Cinquecento furono tentate le "ambiziose" sospensioni a molle, che però per una svariata serie di motivi, tra i quali le strade sconnesse, crearono allora molti inconvenienti. Se in Francia la carrozza si diffuse lentamente e nel 1500 a Parigi se ne contavano solo tre e alla fine del secolo, in Inghilterra questo veicolo risultava ancora sconosciuto, dalla metà del secolo le industrie ferraresi, invece, divennero aziende leader nella produzione internazionale.[1]

In Italia diventò talmente una mania l'ostentazione della carrozza impreziosita da bellezze artistiche, da costringere sia a Bologna nel 1556 sia a Mantova venticinque anni dopo, l'introduzione di un'ordinanza atta a limitare l'impiego di ornamenti. A Milano, sempre nello stesso periodo, una legge discriminatoria negava la concessione e l'uso della carrozza ai borghesi, mentre a Roma Sisto V limitò l'uso del mezzo per l'eccessivo rumore che frastornava i cittadini. Ma fu un provvedimento di breve durata e l'impiego della carrozza divenne sempre più ricercato, fine a divenire una carrozza di gala durante le nozze di Odoardo Farnese, durante il quale venne esibito un veicolo del peso di sette quintali e capace di ospitare otto persone.

In Francia diventò un oggetto indispensabile ai tempi di Luigi XV e di Luigi XVI, quando venne introdotto il famoso coupé.

Nel Seicento, risentendo dell'influenza barocca, non mancarono esemplari adornati di sculture e questo sfarzo preoseguì almeno fino al Settecento, quando il miglioramento delle strade indusse lo sviluppo della carrozza da viaggio, pubblico e privato, e quindi aumentò la semplicità decorativa del mezzo. Sempre nel Seicento, in Italia, Milano conquistò il primato come diffusione con oltre 1600 veicoli circolanti, costringendo le autorità a formulare i primi regolamenti stradali.

Omnibus[modifica | modifica sorgente]

Omnibus della S.A.O. di Milano

In Francia, nel 1662, fece irruzione, per la prima volta, senza successo l'omnibus, invece l'Inghilterra solamente ai primi dell'Ottocento divenne leader nella produzione di carrozze resistenti e di ottima qualità. Sempre a Parigi, tornò alla ribalta l'omnibus nel 1826 e grazie alle mutate condizioni sociali divenne un modello di riferimento per i trasporti. Dal 1835 lavorò un servizio degli omnibus tra Torino e Rivoli. La prima linea degli omnibus a Roma fu aperto nel 1845 da Piazza Venezia alla Basilica di San Paolo.

Le carrozze utilizzate prendevano in Europa il nome di "Brougham[2]", vocabolo talora trascritto "Broom" e in italiano pronunciato come "Brum", da cui il sostantivo "Brumista" utilizzato nella lingua italiana.

Con l'invenzione dei mezzi di trasporto a motore declinò lentamente il favore della carrozza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Universo, De Agostini, Novara, 1964, Vol. III, pag.131-133
  2. ^ The University of Edinburgh: a Gadda Glossary

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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