Armata Bianca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Armata Bianca
Белая Армия
Flag of Russia.svg
Descrizione generale
Attiva 1918-1923
Nazione Russia
Alleanza contatti con le Potenze dell'Intesa
Guerra Contro i bolscevichi dell'Armata Rossa
Dimensione 2 400 000 circa
Comandanti
Comandanti degni di nota Siberia

Sud della Russia

Nord della Russia

Nord-ovest della Russia

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Armata Bianca (in russo: Белая Армия) è il nome che fu dato all'esercito controrivoluzionario russo che combatté contro l'Armata Rossa bolscevica, nella Guerra civile russa dal 1918 al 1920. Il nucleo di ufficiali di questo esercito, la Guardia Bianca, era costituito da nazionalisti e monarchici. L'Armata Bianca era appoggiata da rappresentanti di molti altri movimenti politici: democratici, socialisti riformisti e rivoluzionari e altri che si opposero alla Rivoluzione d'ottobre, restando leali alla Repubblica russa. Il grosso della truppa era costituito sia da oppositori attivi dei Bolscevichi, come i cosacchi, che da contadini senza partito, che furono semplicemente arruolati al suo interno. Aiuti arrivarono anche dalle potenze dell'Intesa, soprattutto Gran Bretagna, Francia e Regno d'Italia che inviarono anche corpi di spedizione.

Bandiera del "Battaglione della morte".

Struttura e ideologia[modifica | modifica wikitesto]

La designazione bianca contiene diverse interpretazioni. In primo luogo in contrapposizione al nome dell'Armata Rossa, che combatteva a fianco dei Bolscevichi. In secondo luogo perché il colore bianco aveva una profonda associazione con la corona zarista, visto che tutti gli zar di Russia venivano anche chiamati zar bianchi.

In realtà è abbastanza improprio parlare di armata in senso letterale, in quanto non esistette mai una struttura gerarchica ed organizzata a cui attribuire questo nome: si trattò piuttosto di un insieme sparpagliato e disorganizzato di gruppi anti-bolscevichi, che componevano una sorta di confederazione. Gli ufficiali dell'esercito spesso erano personaggi di fede monarchica, ed i suoi combattenti lottavano per una Russia unita, in opposizione al progetto di una confederazione di stati ideata dai Bolscevichi.

L'Armata Bianca ricevette supporto anche da altre forze politiche, quali i democratici, i rivoluzionari socialisti ed altri gruppi politici che si opponevano alle conseguenze della Rivoluzione d'Ottobre. I ranghi delle truppe regolari erano composti in gran parte da Cosacchi, ma anche da volontari e coscritti di ideali monarchici, provenienti dalle classi sociali più diverse.

Alcuni dei leader del movimento, in particolare il generale Pëtr Nikolaevič Vrangel', formularono i concetti base che avrebbero dovuto amalgamare questa forza rivoluzionaria, fondati su ideali di matrice tradizionalista e sviluppati all'interno dei gruppi degli esuli dopo la fine della Guerra Civile da pensatori russi come Ivan Aleksandrovič Il'in, che presentavano molte similarità con le istanze del movimento degli Slavofili. Questo insieme dottrinale venne denominato Idea Bianca.

Emblema del governo di Kolčak

Ben presto gli ideali monarchici ebbero il sopravvento all'interno del movimento a scapito degli ideali repubblicani. Le politiche liberali di Aleksandr Fëdorovič Kerenskij vennero viste come le dirette responsabili della Rivoluzione d'Ottobre, e nell'agosto del 1922 l'Armata Bianca del generale Diterichs costituì lo Zemskij Sobor (Assemblea Parlamentare) dell'Oblast' dell'Amur, eleggendo a capo della stessa il granduca Nikolaj Nikolaevič Romanov come Zar di tutta la Russia.

Occorre segnalare la presenza di altri gruppi militari, come l'Armata Verde e l'Armata Nera, che, benché opposte sia all'Armata Rossa che all'Armata Bianca, occasionalmente si alleavano temporaneamente sia con l'una che con l'altra.

In diverse occasioni l'Armata Bianca ebbe il supporto delle potenze occidentali e degli Imperi centrali, e questo comportò l'accusa da parte dei Bolscevichi di essere rappresentante militare delle potenze europee.

Teatro delle operazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Guerra civile russa tra Armata Rossa e Bianca si svolse dal novembre del 1917 fino al 1921, con isolate sacche di resistenza lungo il fronte orientale che prolungarono il conflitto fino al 1923.

L'Armata Bianca ebbe l'aiuto occasionale da altre potenze mondiali, come Giappone, Regno Unito, Italia, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania, Cecoslovacchia e Grecia, che operarono soprattutto sui diversi fronti in Ucraina, Siberia e Crimea, non riuscendo mai ad organizzarsi in un esercito unificato, e permettendo così all'Armata Rossa di conseguire la superiorità strategica.

Gli scenari di guerra maggiori[modifica | modifica wikitesto]

  • Il fronte meridionale. Le operazioni iniziarono il 5 novembre 1917 sotto la guida del generale Michail Alekseev e del generale Lavr Kornilov, ed in seguito del generale Anton Denikin. Le forze che operarono su questo fronte vennero chiamate Forze Armate della Russia Meridionale, e sopportarono la maggior parte delle operazioni militari dell'intero conflitto, rappresentando quindi la minaccia più grave per l'Armata Rossa. Inizialmente essa era composta interamente da volontari, in gran parte provenienti dai cosacchi, che furono i primi ad opporsi alla salita al potere dei Bolscevichi. Nel 1919, dopo il fallimento dell'offensiva su Mosca del generale Denikin, l'armata sotto il suo comando fu costretta ad una massiccia ritirata. Il generale Vrangel'riorganizzò l'armata in Crimea e istituì un governo provvisorio che venne riconosciuto dalla Francia, dando poi vita ad una nuova avanzata che fallì rapidamente quando il leader polacco Józef Piłsudski stipulò una pace separata con i Sovietici, e fece ritirare la Polonia dal conflitto.
  • Il fronte orientale, in Siberia. Vide l'inizio delle operazioni nella primavera del 1918 e venne inizialmente combattuto da una forza militare clandestina composta da ufficiali dell'esercito e menscevichi. Ebbero il sostegno di entità locali, quali l'Autonomia di Alash e l'Emirato di Bukhara. Il fronte iniziò una offensiva in concomitanza con le forze cecoslovacche, ma le truppe bianche vennero sconfitte dai Bolscevichi, che non permisero in seguito ai polacchi di abbandonare il suolo russo sterminandoli tutti. Guidate dall'Ammiraglio Aleksandr Vasil'evič Kolčak, le truppe bianche ebbero dei parziali successi all'inizio della campagna, ma furono costrette alla ritirata fin verso i confini più estremo-orientali, dove mantennero delle sacche di resistenza fino al 1922.
  • Il fronte settentrionale e nord-settentrionale. L'Armata Bianca, guidata da Pëtr Nikolaevič Krasnov subito dopo la salita al potere dei Bolscevichi, soffrì di una scarsa coordinazione e della presenza di comandanti troppo spregiudicati, come il Generale Bermondt-Avalov e il Generale Bulach Bulakhovich, il primo dei quali dichiarò guerra all'Estonia. Il suo più importante successo tattico fu l'attacco a Petrograd, allora capitale della Russia bolscevica.

Principali personalità appartenenti all'Armata Bianca[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]