Esercito imperiale russo

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Русская императорская армия
Esercito imperiale russo
Descrizione generale
Attiva 17211917
Nazione Flag of Russian Empire for private use (1914–1917) 3.svg Impero russo
Tipo Esercito
Ruolo Difesa interna e dei confini dell'Impero di Russia

[senza fonte]

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L'Esercito imperiale russo fu l'esercito dell'Impero russo attivo dal 1721 sino alla rivoluzione russa del 1917. A metà Ottocento, l'esercito russo era composto di 938.731 soldati regolari e da 245.850 irregolari (gran parte cosacchi). Sino alla riforma militare di Dmitrij Miljutin del 1874, l'esercito russo non disponeva di caserme e circa un milione di soldati viveva nella propria casa o in capanne tradizionali.[1]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Gli zar russi prima di Pietro il Grande mantennero un corpo di moschettieri personali come forma ereditaria (strelizzi) che si dimostravano perlopiù indomabili ed indisciplinati e come tale in tempo di guerra i soldati venivano derivati dai contadini forzatamente arruolati.

Fu però Pietro I a introdurre di fatto il concetto di reggimento ("Полки нового строя" o "Полки иноземного строя", Polki novogo (inozemnogo) stroja), sul modello degli standard europei.[2] Si formarono dunque tre tipologie di reggimenti, i regolari composti da fanteria, i dragoni composti da cavalleria e le riserve formate da personale ritiratosi a vita privata. Nel 1631, i russi crearono due reggimenti regolari a Mosca. Durante la Guerra di Smolensk del 1632-1634, vennero aggiunti altri 6 reggimenti regolari, 1 reggimento di riserva e 1 reggimento di dragoni. Inizialmente le truppe venivano reclutate sin da bambini come nel caso dei boiardi o degli strelizzi, oltre ad un copioso numero di volontari e cosacchi. In quest'epoca gran parte dei comandanti militari erano di origine straniera. Dopo la guerra con la Polonia tutti i reggimenti vennero sciolti. Durante la seconda seconda guerra russo-polacca, tutti i reggimenti vennero ricreati e divennero la forza principale dell'esercito russo. Solitamente regolari e dragoni prestavano servizio a vita e venivano ricompensati con denaro (o terre) per il loro servizio, divenendo in molti casi particolarmente ricchi. Più della metà degli ufficiali proveniva dalla nobiltà terriera ed in tempi di pace era solito sciogliere i reggimenti per ridurne il costo.

Nel 1681 si registrarono 33 reggimenti regolari (61.000 uomini) e 25 di dragoni e cavalieri (29.000 uomini). Sul finire del XVII secolo, questi reggimenti di nuova concezione rappresentavano più della metà dell'esercito russo e quindi con Pietro il Grande vennero costituiti in esercito permanente.

La coscrizione di Pietro I[modifica | modifica wikitesto]

La coscrizione obbligatoria in Russia venne introdotta dallo zar Pietro I nel dicembre del 1699,[3] anche se alcuni documenti la riportano già in uso presso suo padre. I coscritti venivano definiti "reclutati" (anche se tale tecnica non deve essere confusa con quello del reclutamento volontario),[4] che in Russia non apparve di fatto sino all'inizio del XX secolo.

Pietro I formò un esercito regolare moderno costruito sul modello prussiano, ma con un aspetto del tutto nuovo ed innovativo: gli ufficiali non necessariamente provenivano dalla nobiltà, ma venivano derivati dal talento dei singoli soldati che potevano anche guadagnarsi la nobilitazione (pratica poi abolita da Caterina II). La coscrizione dei contadini e della popolazione era basata su un sistema per quote e in base alla residenza.[4]

All'inizio, come si è detto, la durata del servizio militare era a vita, nel 1793 venne ridotto a 25 anni. Nel 1834 venne ridotto a 20 anni più 5 anni di riserva e nel 1855 venne infine portato a 12 anni più 3 di riserva.

La seconda metà del Settecento: Suvorov[modifica | modifica wikitesto]

La storia dell'esercito russo è legata indissolubilmente al nome del generale Aleksandr Vasil'evič Suvorov, uno dei più grandi comandanti della storia che ebbe il vanto di non perdere mai alcuna battaglia. Dal 1777 al 1783 Suvorov prestò servizio in Crimea e nel Caucaso, divenendo luogotenente generale nel 1780 e generale di fanteria nel 1783 come conclusione dei propri incarichi militari. Dal 1787 al 1791 combatté nuovamente contro gli ottomani durante la guerra russo-turca collezionando molte vittorie. Suvorov giocò anche un ruolo fondamentale nella soppressione di rivolte popolari.Nel 1799 condusse la sua campagna più famosa , in Italia e in Svizzera,contro le truppe francesi.

L'esercito russo nel 1805[modifica | modifica wikitesto]

Divenuta una delle maggiori potenze europee, la Russia non poté fuggire dalle guerre che coinvolsero la Francia napoleonica, ma si schierò contro il Bonaparte sotto la guida dello zar Alessandro I di Russia (regnante dal 1801 al 1825), che salì al trono dopo l'assassinio del padre Paolo I nel quale alcuni lo videro implicato.

L'esercito russo nel 1805 aveva ancora molte caratteristiche degli eserciti dell'ancien régime: non vi era una formazione permanente superiore al livello del reggimento, gli incarichi di ufficiali vennero in gran parte legati alla classe aristocratica, ed il tipico soldato russo del XVIII subiva pene corporali in caso di indisciplina. L'esercito si dimostrava inoltre lento e non maneggevole, ma la vera forza stava nell'artiglieria composta da buoni pezzi strenuamente difesi per evitare che cadessero nelle mani del nemico.[5]

Napoleone riuscì a sconfiggere russi e austriaci nella Battaglia di Austerlitz del 1805.

Le guerre napoleoniche[modifica | modifica wikitesto]

La quarta coalizione antifrancese (1806–1807) composta da Prussia, Russia, Sassonia, Svezia e Regno Unito venne formata ad alcuni mesi di distanza dal crollo della precedente coalizione. Nell'agosto del 1806, il re prussiano Federico Guglielmo III prese la decisione di entrare in guerra con la Francia in maniera indipendente rispetto alle altre potenze, salvo che con la Russia.

Levin August Bennigsen

Napoleone, dopo aver sbaragliato le armate prussiane nella Battaglia di Jena-Auerstedt del 14 ottobre 1806 e ricacciato i tedeschi entro il fiume Oder, si spinse verso Varsavia. Sul finire del dicembre di quello stesso 1806, si ebbero i primi scontri tra russi e francesi nelle battaglie di Czarnowo, Golymin e Pultusk senza però che alcuna parte traesse grandi risultati da questi scontri. L'Imperatore francese acquartierò le proprie truppe presso la Vistola, ma il nuovo comandante russo, il conte tedesco Levin August von Bennigsen, si rifiutò di rimanere passivo a tale presenza.

Bennigsen spostò dunque la propria armata a nord nella Prussia orientale e lanciò un attacco contro l'ala sinistra dell'esercito francese. I francesi evitarono il disastro nella battaglia di Mohrungen sul finire del gennaio del 1807. In risposta a questo attacco, Napoleone contrattaccò i russi nella battaglia di Wylau tra il 7 e l'8 febbraio 1807. Dopo un'ulteriore controffensiva guidata da Bennigsen, Napoleone si spostò a Königsberg e i russi lo sconfissero nella battaglia di Heilsberg. Il 14 giugno, Bennigsen perse molti dei propri uomini nella battaglia di Friedland e come tale a seguito di questa sconfitta lo zar Alessandro venne costretto a firmare una pace con Napoleone a Tilsit il 7 luglio 1807 che prevedeva inoltre che la Russia divenisse alleata della Francia. Quest'ultima clausula fece sì inoltre che la Russia perdesse parte dei territori a ovest della Vistola dove Napoleone fondò il Ducato di Varsavia.[6]

Al Congresso di Erfurt (settembre–ottobre 1808) Napoleone e Alessandro si accordarono perché la Russia forzasse la Svezia ad entrare nel Sistema Continentale, dando il via alla guerra russo-finlandese del 1808-1809 ed alla divisione della Svezia in due parti separate dal golfo di Bothnia, conquistandosi così il Granducato di Finlandia che passò appunto allo stato russo.

La guerra turco-russa scoppiò nel 1805-1806 sullo sfondo delle guerre napoleoniche. L'Impero ottomano incoraggiato dalle sconfitte russe nella battaglia di Austerlitz, depose gli hospodar russofili degli stati vassalli di Moldavia (Alexandru Moruzi) e Valacchia (Constantine Ypsilanti). Simultaneamente, gli alleati francesi occuparono la Dalmazia e tentarono di penetrare nei principati danubiani. Intenzionati a salvaguardare i confini russi contro un possibile attacco francese, un contingente di 40.000 soldati russi avanzò in Moldavia e Valacchia. Il sultano reagì bloccando lo stretto dei Dardanelli alle navi russe e dichiarando guerra alla Russia, guerra che si concluse solo nel 1812 con l'acquisizione della Bessarabia da parte dei russi.

La guerra anglo-russa (1807-1812)[modifica | modifica wikitesto]

L'alleanza con la Francia aveva costretto la Russia ad intervenire sul blocco continentale nei confronti del Regno Unito e nel 1810 Alessandro assume a proprio ministro della guerra Michael Andreas Barclay de Tolly. A quel tempo la Russia stava continuando la propria espansione. Il Congresso di Vienna creò il Regno di Polonia (Polonia russa) al quale Alessandro garantì una costituzione pur mantenendolo sotto la sovranità russa. Lo zar divenne quindi monarca costituzionale di Polonia col nome di Alessandro I pur rimanendo autocrate assoluto di Russia. Egli fu anche monarca limitato in Finlandia che dal 1809 comunque rimaneva uno stato autonomo.

L'alleanza austro-russa si fece via via sempre più debole e Napoleone capì che l'attenzione della Russia era incentrata essenzialmente sui punti vitali del Bosforo e dei Dardanelli. Allo stesso modo, Alessandro vedeva con sospetto il ducato di Varsavia d'influenza filo-francese, troppo vicino ai suoi domini polacchi. Il risultato della guerra fu la formazione della sesta coalizione antifrancese che operò dal 1812 al 1814.

L'invasione francese della Russia[modifica | modifica wikitesto]

Mikhail Kutuzov

Nel 1812, Napoleone invase la Russia per costringere l'imperatore Alessandro I a rimanere nel Sistema Continentale alleato con la Francia. La Grande Armée, composta da 650.000 uomini (di cui 270.000 provenienti da paesi alleati con la Francia), attraversarono il fiume Niemen il 23 giugno 1812. La Russia proclamò la cosiddetta "guerra patriottica" in difesa appunto della madrepatria mentre Napoleone aprì la seconda guerra polacca. Di fronte all'avanzata francese, la Russia mantenne una politica accorta ritirandosi gradualmente e combattendo il 7 settembre la battaglia di Borodino e poi ponendosi in direzione di Mosca. Il feldmaresciallo Michail Illarionovič Kutuzov prese la decisione di risparmiare l'esercito russo da altri combattimenti ed il 14 settembre i francesi occuparono Mosca. Il governatore russo della città, il principe Rastopchin ordinò dunque che nella notte la città e i campi circostanti venissero incendiati e distrutti. Alessandro I si rifiutò di capitolare e senza prospettive di vittoria, Napoleone venne forzato a ritirarsi da una città in fiamme e senza provviste per l'inverno incombente. Per tale motivo iniziò la disastrosa ritirata francese che portò alla morte di circa 370.000 soldati ed alla cattura di altri 200.000 da parte dei russi. Napoleone affrontò ad ogni modo la battaglia di Berezina con un'armata sparuta e indebolita. Il Bonaparte a questo punto si apprestò a raggiungere Parigi per organizzarne la difesa per la presumibile avanzata dei russi verso i confini dell'Impero francese.

La campagna del 1813 in Germania[modifica | modifica wikitesto]

Peter Wittgenstein

Con la ritirata dei francesi, i russi si recarono dapprima in Polonia e poi passarono in Prussia acquisendo anche le armate di Ludwig Yorck von Wartenburg che già erano state forzosamente parte della Grande Armée. Questo fece sì che la Prussia dichiarasse ben presto guerra alla Francia, richiedendo il rientro tra l'altro di molti ufficiali prussiani in servizio presso l'esercito russo il quale si trovò sprovvisto di ufficiali con esperienza e pratici del mestiere delle armi. Dopo la morte di Kutuzov nel 1813 il comando dell'esercito russo passò al tedesco Peter Wittgenstein. La campagna è conosciuta ancora oggi per il gran numero di assedi condotti a buon fine dall'esercito russo. Aleksej Petrovič Ermolov emerse come uno dei comandanti migliori di quest'epoca partecipando a battaglie significative come quella di Lipsia.

Nel 1813 la Russia ottenne il territorio dell'area di Baky e del Caucaso dalla Persia, ove installò anche dei presidi militari. Dall'inizio del XIX secolo inoltre l'Impero russo si espanse in Alaska e in Siberia grazie ai cosacchi che furono in grado di organizzare presidi militari anche in territori molto lontani dalla capitale.

La campagna del 1814 in Francia[modifica | modifica wikitesto]

Lo zar Alessandro I

La campagna in Francia fu contraddistinta dalla persistente avanzata delle truppe russe su Parigi malgrado il tentativo di alcune potenze di persuadere Napoleone alla resa. Grazie a brillanti manovre Alessandro fu in grado di conquistare Parigi prima che Napoleone potesse rinforzarla con le proprie truppe, ponendo così fine agli scontri nell'area. Più pragmaticamente, nel 1814 Russia, Regno Unito, Austria e Prussia formarono la Quadruplice alleanza. Le potenze alleate si coalizzarono per mantenere il sistema internazionale relativamente allo status quo dei territori e con lo scopo di prevenire l'espansionismo francese. La Russia iniziò dunque ad esercitare una forte presenza in Europa in quanto si guadagnò la stima di tutti avendo sconfitto le armate napoleoniche.

Dopo la sconfitta di Napoleone e dei suoi alleati, Alessandro venne conosciuto come il salvatore d'Europa e giocò un ruolo chiave nel ridisegnare la cartina geografica del continente al Congresso di Vienna nel 1815 e si preoccupò di fondare anche la Santa Alleanza che radunava le potenze europee che si radunavano all'insegna dei principi del cristianesimo.

L'organizzazione dell'esercito[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito imperiale russo che prese parte alle guerre napoleoniche era ancora di vecchio stampo. Amministrativamente, i reggimenti venivano assegnati a degli ispettori militari che periodicamente ne verificavano lo status e i magazzini.

L'esercito all'inizio dell'Ottocento era stato da poco riorganizzato dallo zar Paolo I contro la volontà della maggior parte dei comandanti militari che non volevano privarsi di quell'organizzazione prussiana dell'armata russa. Anche se l'esercito aveva un'organizzazione occidentale, con le guardie personali del monarca, la fanteria, la cavalleria e l'artiglieria, aveva al proprio interno grandi contingenti semi-regolari come i cosacchi, che dimostrarono sempre un'incrollabile fedeltà nella difesa della loro causa e della loro patria contro il nemico, il che per lungo tempo rappresentò un vantaggio notevole per le forze russe.[7] Dall'Ucraina provenivano inoltre reggimenti di ussari e ulani come cavalleria leggera oltre alla costituzione della cosiddetta Narodnoe Opolčenie.[8]

Nel 1806 gran parte delle suddivisioni per reggimenti vennero abolite e rimpiazzate da divisioni sul modello francese e vennero incardinate su base territoriale. Dal 1809 l'esercito disponeva di 25 divisioni di fanteria permanente sul campo, ciascuna organizzata in 3 brigate di fanteria e 1 di artiglieria. Quando Michael Andreas Barclay de Tolly divenne ministro della guerra russo nel 1810, egli si preoccupò di creare anche in Russia delle divisioni separate di granatieri e cacciatori.

La guardia imperiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante le guerre napoleoniche la Guardia imperiale russa venne comandata dal granduca Costantino che fece crescere tale corpo da 2 a 5 corpi, che furono comandati a Borodino dal luogotenente generale Lavrov aggiungendovi anche due divisioni di cavalleria a conclusione della campagna, nel 1814.

Fanteria della Guardia[modifica | modifica wikitesto]

Ad Austerlitz nel 1805 la fanteria della Guardia includeva: Divisioni di Fanteria della Guardia - Luogotenente Generale Malutin

A Borodino nel 1812 la fanteria della Guardia includeva: Divisioni di Fanteria della Guardia - Luogotenente Generale Lavrov

Cavalleria della Guardia[modifica | modifica wikitesto]

Ad Austerlitz nel 1805 la cavalleria della Guardia includeva: Divisioni di Cavalleria della Guardia - Luogotenente Generale Andrej Kologrivov

A Borodino nel 1812 la cavalleria della Guardia includeva: 1ª divisione corazzieri - Maggiore Generale Borozdin-II[9]

Come parte del I corpo di cavalleria - Luogotenente Generale Uvarov

Artiglieria della Guardia[modifica | modifica wikitesto]

Ad Austerlitz nel 1805 l'artiglieria della Guardia includeva il Battaglione di guardie d'artiglieria sotto il comando del Maggiore Generale Ivan Kasperskyi. A Borodino nel 1812 l'artiglia della guardia riuscì a includere anche l'artiglieria a cavallo sotto il comando del colonnello Kozen che venne poi unita alla I^ divisione corazzieri ed al battaglione di zappatori.

Sempre ad Austerlitz nel 1805 il 5º reggimento di cosacchi venne attaccato alla I brigata della guardia. A Borodino nel 1812 i cosacchi della guardia vennero inclusi nel reggimento di cosacchi e a quelli del Mar Nero.

L'accademia generale dello staff venne fondata nel 1832 a San Pietroburgo col compito di formare gli ufficiali di comando dell'esercito.

Cosacchi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Impero russo, i cosacchi erano organizzati in diversi voisko che prendevano il nome a seconda della regione ove erano dislocati e vivevano perlopiù ai confini della Russia o nelle aree interne spesso a contatto anche con popolazioni non russe. Ciascun voisko aveva un proprio capo e un set di insegne regali, così come una propria uniforme e propri gradi militari. Ad ogni modo, dalla fine del XIX secolo, i cosacchi si uniformarono al resto dell'esercito russo. Anche se gran parte dei cosacchi prestava servizio nei reparti di cavalleria, alcuni erano impiegati anche in fanteria ed in artiglieria. Tre reggimenti di cosacchi erano parte della Guardia Imperiale ed erano quindi la scorta dello zar con colori sgargianti nelle divise.

Gradi e insegne[modifica | modifica wikitesto]

I differenti colori denotano i diversi reggimenti. Nel caso numero 1 vediamo il reggimento di fanteria della Neva.[11]
Fanteria Artiglieria Cavalleria Cosacchi Insegne
Gradi
рядовой
(Soldato)
канонир
(Cannoniere)
рядовой
(Soldato)
казак
(Cosacco)
Russian Imperial Army OR1 Private.jpg
ефрейтор
(Caporale)
бомбардир
(Bombardiere)
ефрейтор
(Caporale)
приказный
(Marcato)
Russian Imperial Army OR4 Efreitor.jpg
Sottufficiali
младший унтер-офицер
(Giovane sottufficiale)
младший фейерверкер
(Cannoniere minore)
младший унтер-офицер
(Caporale)
младший урядник
(Guardiano minore)
Russian Imperial Army OR5 Mladshyi Unteroficer.jpg
старший унтер-офицер/
(Sergente)
старший фейерверкер
(Cannoniere maggiore)
старший унтер-офицер
(Sergente)
старший урядник
(Guardiamo maggiore)
Russian Imperial Army OR7 Starshyi Unteroficer.jpg
фельдфебель
(Maestro sergente)
фельдфебель
(Maestro sergente)
вахмистр
(Maestro sergente)
вахмистр
(Maestro sergente)
Russian Imperial Army OR8 Feldfebel.jpg
подпрапорщик
(Alfiere)
подпрапорщик
(Alfiere)
подхорунжий
(Alfiere)
Russian Imperial Army OR9 Podpraporshchik.jpg
зауряд-прапорщик
(Alfiere temporaneo)
зауряд-прапорщик
(Alfiere temporaneo)
Russian Imperial Army OR9 Zauryad Praporshchik.jpg
Ufficiali
прапорщик
(Alfiere)
прапорщик
(Alfiere)
IRA F1Prap 1917 h.png
подпоручик
(Sottotenente)
подпоручик
(Sottotenente)
корнет
(Cornetta)
хорунжий
(Sottotenente)
IRA F1JunPor 1917 h.png
поручик
(Tenente)
поручик
(Tenente)
поручик
(Tenente)
сотник
(Centurione)
IRA F1Por 1917 h.png
штабс-капитан
(Capitano dello staff)
штабс-капитан
(Capitano dello staff)
штабс-ротмистр
(Rittmeister dello staff)
подъесаул
(Sotto-Yesaul)
Russian Imperial Army OF2 Shtabskapitan.png
капитан
(Capitano)
капитан
(Capitano)
ротмистр
(Rittmeister)
есаул
(Yesaul)
IRA F2Capt 1917 h.png
подполковник
(Tenente-Colonnello)
подполковник
(Tenente-Colonnello)
подполковник
(Tenente-Colonnello)
войсковой старшина
(Elder)
IRA F4LtCol 1917 h.png
полковник
(Colonnello)
полковник
(Colonnello)
полковник
(Colonnello)
полковник
(Colonnello)
IRA F5Col 1917 h.png
Ufficiali generali
генерал-майор
(Maggiore Generale)
генерал-майор
(Maggiore Generale)
генерал-майор
(Maggiore Generale)
генерал-майор
(Maggiore Generale)
IRA F6MajGen 1917 h.png
генерал-лейтенант
(Tenente Generale)
генерал-лейтенант
(Tenente Generale)
генерал-лейтенант
Tenente Generale)
генерал-лейтенант
(Tenente Generale)
IRA F7LtGen 1917 h.png
генерал от инфантерии
(Generale di Fanteria)
генерал от артиллерии
(Generale di Artiglieria)
генерал от кавалерии
(Generale di Cavalleria)
IRA F8GenBranch 1917 h.png
генерал-фельдмаршал
(Feldmaresciallo)
IRA F10FieldMarsh 1917 h.png

Altri reggimenti[modifica | modifica wikitesto]

Riforme[modifica | modifica wikitesto]

Distretti militari della Russia nel 1913

Dopo la sconfitta della Russia nella guerra di Crimea durante il regno di Alessandro II, il ministro della guerra conte Dmitrij Miljutin, (che mantenne il posto dal 16 maggio 1861 al 21 maggio 1881) introdusse alcune riforme militari. Le riforme portarono all'abolizione del sistema di coscrizione per i bambini ed a un normale sistema di leva per distretti militari.

Come parte delle riforme di Miljutin, il 1º gennaio 1874 lo zar approvò lo statuto della coscrizione portando al termine minimo di età per l'abilità di servizio a 20 anni. Questo tipo di coscrizione consentiva all'esercito russo di avere una buona riserva sempre pronta in caso di guerra e di mantenere un esercito tutto sommato piccolo in tempo di pace con costi relativamente contenuti. Ironicamente questa riforma fu un disastro per il regime zarista: introducendo una leva obbligatoria ad un'età superiore rispetto in precedenza, molti avevano l'opportunità di studiare e quindi di formarsi una posizione alternativamente al servizio militare.

Venne anche riformato il servizio di educazione militare e l'educazione elementare venne resa obbligatoria a tutti i militari. Le riforme di Miljutin rappresentarono comunque una pietra miliare nella storia militare della Russia: esse archiviarono definitivamente il reclutamento militare introdotto da Pietro il Grande e crearono un sistema bellico che perdura anche nel XXI secolo. Sino alle riforme di Dmitrij Miljutin nel 1874 l'esercito russo non disponeva di caserme permanenti.[12]

Durante la ribellione dei Boxer 100.000 soldati russi combatterono per pacificare la Manciuria ed assicurarsi la costruzione della ferrovia locale. Altre forze russe vennero fatte stazionare in Cina già prima della guerra e alcune di loro perirono tragicamente nella battaglia di Pai-t'ou-tzu dove molti corpi di soldati russi vennero barbaramente mutilati dalle truppe cinesi da morti, oltre a decapitarli poi e a impalarli. Altre battaglie combattute furono la difesa di Yingkou, la battaglia del fiume Amur e l'invasione della Manciuria nel 1900.

L'esercito russo venne sconfitto dal Giappone nella guerra russo-giapponese del 1904-05, di cui si ricorda in particolare l'assedio di Port Arthur e la battaglia di Mukden, fatti che provocarono circa 400 ammutinamenti dall'autunno del 1905 all'estate del 1906.[13]

Dalla prima guerra mondiale alla rivoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Il fronte orientale nel 1914

Allo scoppio della Grande Guerra, lo zar Nicola II nominò suo cugino il granduca Nicola quale comandante in capo dell'esercito. Alla mobilitazione, l'esercito russo contava 115 divisioni di fanteria, 38 divisioni di cavalleria con 7.900 cannoni (7.100 cannoni da campo, 540 mitragliatrici da campo e 257 cannoni pesanti). Vi erano solo 2 armate d'ambulanza con 679 carri di soccorso. Le divisioni vennero ripartite come segue: 31 divisioni di fanteria e 10,5 di cavalleria operarono contro la Germania, 46 divisioni di fanteria e 18,5 divisioni di cavalleria operarono contro l'Austria-Ungheria, mentre 19,5 divisioni di fanteria e 5,5 di cavalleria vennero sfruttate per la difesa dei litorali del mar Baltico e del Mar Nero. A queste poi si assommavano 17 divisioni di fanteria e 3,5 di cavalleria che vennero trasportate dalla Siberia e dal Turkestan.

La guerra ad est iniziò con l'invasione russa della Prussia orientale e della Galizia. La prima si concluse con una secca sconfitta delle armate russe nella battaglia di Tannenberg, mentre nella battaglia di Galizia i russi raggiunsero importanti vittorie contro gli austro-ungarici. Ad ovest, il corpo spedizionista russo passò in Francia nel 1915.

L'esercito imperiale russo venne dissolto dopo la rivoluzione del 1917. L'opera dello storico John Erickson dal titolo The Soviet High Command 1918-1941 dà quindi un ottimo quadro della situazione e di come l'armata imperiale divenne l'Armata Rossa.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ W. Bruce Lincoln, Mikołaj I, Warszawa 1988, p. 246.
  2. ^ Template:GSE
  3. ^ David R. Stone, A Military History of Russia, 2006, p.47, via Google Books
  4. ^ a b Jerome Blum (1971) "Lord and Peasant in Russia: From the Ninth to the Nineteenth Century," ISBN 0691007640, pp. 465,466
  5. ^ p. 33, Fisher, Fremont-Barnes
  6. ^ Maps of Napoleon's Campaign In Poland 1806–7.
  7. ^ Summerfield (2005)
  8. ^ Summerfield (2007)
  9. ^ Il luogotenente generale Depreradovich si trovava malato e non presenziò alla battaglia
  10. ^ Creato due anni prima su progetto del granduca Costantino
  11. ^ International Encyclopedia of Uniform Insignia. URL consultato il 30 agosto 2010.
  12. ^ Wiesław Caban, Losy żołnierzy powstania listopadowego wcielonych do armii carskiej, w: Przegląd Historyczny, t. XCI, z. 2, s. 245.
  13. ^ Orlando Figes, A People's Tragedy, page 57.
  14. ^ See The Soviet High Command 1918-1941:A Military-Political History 1918-1941, St Martin's Press (Macmillan), London, 1962

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chandler, David G., The Campaigns of Napoleon, Simon & Schuster, New York, 1995. ISBN 0-02-523660-1.
  • Fisher, Toddm Fremont-Barnes, Gregory, The Napoleonic Wars: The Rise and Fall of an Empire, Osprey Publishing Ltd., Oxford, 2004. ISBN 1-84176-831-6.
  • Summerfield, Stephen (2005) Cossack Hurrah: Russian Irregular Cavalry Organisation and Uniforms during the Napoleonic Wars, Partizan Press. ISBN 1-85818-513-0.
  • Summerfield, Stephen (2007). The Brazen Cross: Brazen Cross of Courage: Russian Opochenie, Partizans and Russo-German Legion during the Napoleonic Wars, Partizan Press. ISBN 978-1-85818-555-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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