Battaglia di Eylau

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Battaglia di Eylau
Gros, Napoleon at Eylau.jpg
Napoleone ad Eylau, dipinto di Antoine-Jean Gros
Data 8 febbraio 1807
Luogo Eylau
Esito Vittoria Francese. Ritirata dei Russi dal cimitero di Eylau
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
45.000 uomini e 240 cannoni 67.000 uomini e 460 cannoni
Perdite
3.000 morti, 15.000 feriti 6.000 morti, 25.000 feriti
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La battaglia di Eylau fu uno degli scontri più sanguinosi delle guerre napoleoniche, combattuta l'8 febbraio 1807 presso Eylau, nell'attuale regione russa di Kaliningrad. La battaglia ebbe esito incerto e sia Napoleone sia i russi vantarono la vittoria.

[modifica] Lo svolgimento

L'avanzata napoleonica in Germania era stata fulminea. Adesso l'imperatore aveva deciso di sconfiggere i russi, che considerava una minaccia per la pace in Europa, marciando a tappe forzate verso la Polonia. Varsavia accolse il corso con entusiasmo: Napoleone decise di dare un gran ballo per la nobiltà locale, e fu proprio durante questo ballo che venne a sapere dell'imminenza delle forze russe. Dopo una serie di scontri, in cui i francesi non riuscirono a far indietreggiare gli attaccanti, la battaglia fu a Preußisch Eylau, odierna Bagrationovsk.

La giornata è grigia e fredda. Durante lo scontro si alzerà anche una violenta bufera di neve. I russi sono schierati tra i villaggi di Serpallen e Schmoditten, in un totale di 50.000 uomini. Se tutto andrà come previsto, a queste già enormi forze dovranno aggiungersi i rinforzi prussiani da sud. I francesi sono invece schierati presso Eylau, e possono contare su un numero di forze maggiori. Le loro batterie sono imponenti: 200 cannoni. Inoltre, Napoleone attende l'arrivo del maresciallo Ney, con la sua cavalleria. Secondo altre fonti, le forze in campo sarebbero ancora maggiori (si parla di 70.000 francesi e 70.000 russi).

I russi iniziano a martellare i francesi con le loro batterie, ancora più consistenti di quelle napoleoniche. Il Maresciallo Davout cerca di avanzare verso Serpallen, ma contro di lui si muove una violenta tempesta di neve. Ripiegando in disordine, si trova nel mezzo dello schieramento russo, esposto alla mitraglia dei cannoni avversari. Attaccato ad oltranza, Davout rimane ferito durante un attacco della cavalleria russa e perde 5.200 uomini in venti minuti. I cavalieri russi, galvanizzati dal successo, avanzano fino al cimitero di Eylau.

Alle dodici un tutto e per tutto: Napoleone, per evitare il disastro, ordina la carica della cavalleria di Gioacchino Murat: sono ottanta squadroni dei migliori corazzieri, migliaia di cavalli: è la più grande carica di cavalleria delle guerre napoleoniche. I russi, vistisi arrivare addosso quella muraglia di uomini e cavalli, sono notevolmente impressionati.

Anche la Guardia imperiale avanza per risolvere lo scontro: è la prima volta che Napoleone si vede costretto ad utilizzarla. La sua avanzata ferma la carica dei russi verso il cimitero di Eylau mentre Davout, contemporaneamente, riesce a sfuggire all'accerchiamento russo ma, avanzato verso i centri di Klein-Sausgarten e Kuschitten, viene nuovamente fermato dai russi.

Spostamenti delle truppe presso Eylau

Verso metà pomeriggio arrivano i prussiani. La loro carica elude ogni tentativo di fermarli da parte di Ney, e riesce a raggiungere Eylau.

Alle 21.30, presso il centro di Althoff, contro l'ala destra russa giunge Ney, che occupa Schoditten. Il comandante in capo russo Bennigsen, temendo l'arrivo del grosso dei francesi, ordina a questo punto la ritirata, approfittando anche del sopraggiungere del buio. In mano francese rimangono solo alcuni cannoni e bandiere.

La battaglia, definita da Napoleone «soltanto un inutile massacro», riportò cifre impressionanti: dalle cifre ufficiali emergono 1.900 caduti e 5.700 feriti francesi, contro 6.000 caduti e 20.000 feriti russi, ma è molto probabile che in realtà il numero dei caduti, da entrambe le parti, sia stato molto maggiore: forse circa 3.000 caduti francesi e 7.000 russi. L'esito fu comunque incerto, al punto che Bennigsen, alla corte dello zar Alessandro I, si vantò di non avere perso.


[modifica] Bibliografia

David G. Chandler, Le campagne di Napoleone, volume I, ISBN 978-88-17-11904-7, Bur Rizzoli


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