Battaglia di Austerlitz

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Coordinate: 49°07′40″N 16°45′49″E / 49.12778, 16.76361

Battaglia di Austerlitz
Parte della guerra della terza coalizione

Napoleone alla Battaglia di Austerlitz
dipinto dell'artista francese François Gerard
Data: 2 dicembre 1805
Luogo: Slavkov u Brna (Austerlitz), Moravia
Esito: Vittoria decisiva francese
Schieramenti
Bandiera della Francia Impero francese
 
Impero russo
Sacro Romano Impero
Comandanti
Bandiera della FranciaNapoleone Bonaparte Alessandro I
Mikhail Kutuzov
Francesco II
Effettivi
73.100 uomini
139 pezzi d'artiglieria [1]
85.700 uomini
278 pezzi d'artiglieria [2]
Perdite
1.305 morti
6.940 dispersi
573 catturati[3]
15.000 morti o dispersi
12.000 catturati
180 cannoni persi[4]
Guerra della terza coalizione
Capo FinisterreWertingenHaslach-JungingenElchingenUlmaTrafalgarCaldieroAmstettenCapo OrtegalDürensteinSchöngrabernAusterlitzGaetaCampoteneseMaidaMileto

La battaglia di Austerlitz fu l'ultima battaglia che si attuò durante le guerre napoleoniche della terza coalizione e che portò alla vittoria l'esercito napoleonico. Avvenne il 2 dicembre 1805 nei pressi della cittadina di Austerlitz tra l'armata francese composta da circa 65.000 uomini comandati da Napoleone ed una armata congiunta, formata da russi e austriaci e composta da oltre 80.000 uomini, comandata dal generale russo Kutuzov e dal comandante del contingente austriaco, il generale Franz von Weyrother. Austerlitz (l'attuale città di Slavkov u Brna nella Repubblica Ceca) si trova in Moravia, approssimativamente a 20 km da Brno.

La battaglia di Austerlitz fu preceduta da una pesante sconfitta dell'esercito austriaco comandato dal generale Karl Mack von Leiberich a Ulma. Con una rapida concentrazione di forze che non aveva precedenti, Napoleone era riuscito ad accerchiare il generale austriaco Mack, che si ritrovò isolato nella città di Ulma, prima che arrivassero le truppe russe. Il 20 ottobre Mack fu costretto ad arrendersi quasi senza combattere, aprendo a Napoleone la strada verso la capitale austriaca Vienna.

Napoleone aveva bisogno di una battaglia decisiva: i suoi soldati erano ormai stanchi per una lunga campagna, le sue linee di comunicazione si erano allungate eccessivamente e soprattutto non poteva allontanarsi per troppo tempo dalla Francia essendo capo assoluto di tutta la macchina amministrativa dell'impero.
Bonaparte al fine di inoculare negli alleati un senso di superiorità fece credere ai medesimi che la sua posizione era insostenibile, mostrandosi molto accondiscendente nelle trattative diplomatiche e facendo abbandonare dai suoi soldati l'altura del Pratzen, che dominava il campo di battaglia.

Furono i russi a rompere gli indugi attaccando il fianco destro che Napoleone aveva volontariamente lasciato leggermente sguarnito. Gli alleati avevano concentrato la gran parte dei loro uomini sull'ala destra napoleonica ma le loro truppe si ostacolavano a vicenda non essendo presente il necessario spazio di manovra. Gli alleati avevano attaccato proprio l'ala destra in quanto era sulla strada che portava a Vienna, capitale austriaca e probabile linea di ritirata di Napoleone. Concentrando le truppe sull'ala predetta gli alleati avevano tuttavia lasciato in minima parte sguarnito il centro che Napoleone non esitò ad attaccare pesantemente, assegnandone il compito ad una riserva composta da 17.000 soldati, al comando del maresciallo Soult.
Le forze di Kutuzov furono sorprese dall'improvvisa manovra e, dopo un duro combattimento, furono messe in rotta. Con il centro sbaragliato, le due ali della coalizione furono tagliate fuori e poco dopo incominciarono a ritirarsi fino a fuggire disordinatamente. Non appena Napoleone ebbe modo di osservare la fanteria russa ripiegare sugli stagni di Monitz e sul lago palustre di Satschan, ordinò alla propria artiglieria di aprire il fuoco sulle lastre di ghiaccio di cui erano ricoperti. Svariati soldati russi e austriaci annegarono nelle acque ghiacciate del lago.[5]

Dopo la conta delle perdite il successo francese risultò devastante per il nemico: 9 mila tra morti, feriti e prigionieri francesi contro gli oltre 25 mila dell'armata austro-russa.

A seguito della disfatta i russi si ritirarono dall'Austria e gli austriaci furono costretti a firmare il 26 dicembre il Trattato di Presburgo concedendo molti territori ai francesi.

La battaglia di Austerlitz è spesso detta Battaglia dei tre Imperatori perché vi presero parte attiva con la loro presenza l'Imperatore Napoleone I, lo Zar Alessandro I di Russia, e l'imperatore del Sacro Romano Impero Francesco II.

Tuttora la battaglia di Austerlitz, eretta a paradigma dell'arte tattica, è considerata un capolavoro inimitabile del genio strategico di Napoleone Bonaparte, sia per la capacità di manovra e di intuito militare del vincitore che a causa dei notevoli risultati ottenuti sul piano politico e territoriale, con poche perdite e con un esercito di consistenza numerica inferiore a quella del nemico.

[modifica] Note

  1. ^ David G. Chandler, Le Campagne di Napoleone.
  2. ^ Ibidem.
  3. ^ Ibidem.
  4. ^ Ibidem.
  5. ^ Questa tesi è contestata dagli storici moderni sulla base di due considerazioni:
    Schieramento degli eserciti: in nero Austriaci e Russi, in bianco i Francesi.
    • la profondità di gran parte di questi stagni non raggiungeva l'altezza d'uomo
    • i cadaveri ritrovati successivamente furono (relativamente) assai pochi (è stato accertato il ritrovamento di 38 cannoni e 130 carcasse di cavalli nel lago palustre di Satschan).
    L'interpretazione che viene data è che molti soldati fuggitivi siano riusciti ad uscire dall'acqua e si siano poi dispersi. Le cifre delle prime descrizioni della battaglia si basarono sui bollettini dell'armata francese, che su questi numeri non erano molto attendibili, e su alcune descrizioni di militari francesi che videro da lontano l'episodio e che riferirono gli aspetti emotivi piuttosto che quelli reali.

[modifica] Bibliografia

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