Assedio di Gaeta (1806)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Assedio di Gaeta
Il castello di Gaeta
Data 26 febbraio – 18 luglio 1806
Luogo Gaeta, Regno di Napoli
Esito Vittoria francese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
12.000 7.000
Perdite
1.000 1.000 morti
6.000 prigionieri
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

L'assedio di Gaeta del 1806 fu un assedio effettuato alla fortezza di Gaeta dall'armata francese, al cui comando vi era Andrea Massena, che iniziò alla fine di febbraio durante le guerre della terza coalizione.

L'assedio[modifica | modifica wikitesto]

Anche se dopo la fuga del re Ferdinando IV il principe ereditario Francesco, cui era stata data la reggenza, si accordò con i francesi per la cessione delle piazzaforte di Gaeta, insieme a quelle di Napoli e Pescara, il governatore principe di Luigi d'Assia-Philippsthal rifiutò di consegnare la fortezza; egli fece rispondere a Massena che: «Gaeta non è Ulm e il principe di Assia non è il generale Mack»[1] Ebbe quindi inizio un lungo assedio durante il quale la guarnigione dimostrò una fiera resistenza e Massena ebbe gran parte della responsabilità se il suo esercito napoletano restò impegnato in questo assedio per i successivi cinque mesi. Questo impedì a Massena di spedire rinforzi per reprimere la sollevazione scoppiata in Calabria il che permise agli inglesi di sbarcare nella piana di Sant'Eufemia e di ottenere la vittoria nella battaglia di Maida. Comunque i britannici non riuscirono a mettere a frutto questa vittoria o a inviare rinforzi agli assediati e di conseguenza, dopo che Philippsthal (seriamente ferito mentre sulle mura incoraggiava i suoi soldati) il 10 luglio fu evacuato da una fregata inglese e il comando passò al colonnello Holtz,[2][3] la città venne catturata il 18 luglio 1806 quando l'artiglieria francese riuscì ad aprire una breccia nelle sue difese.

In seguito[modifica | modifica wikitesto]

Gaeta fu trasformata in un ducato del Regno napoleonico di Napoli, con il nome francese di Gaete, di cui fu investito nel 1809 il ministro delle finanze Martin-Michel-Charles Gaudin. Gaeta fu l'ultima città in Italia a rimanere fedele a Napoleone; fu solo con il successivo assedio operato da una forza anglo-austriaca, ultima azione della guerra austro-napoletana, che la città fu infine riconquistata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Life of Napoleon Buonaparte, pag. 230
  2. ^ The History of Modern Europe, pag. 412
  3. ^ France, dictionnaire encyclopédique, pagg. 559-560

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Walter Scott, The Life of Napoleon Buonaparte, Emperor of the French: With a Preliminary View of the French Revolution, Volume V, Ballantyne and co. per Longman, Rees, Orme, Brown, & Green, 1827
  • (EN) Thomas Henry Dyer, The History of Modern Europe: from the Fall of Constantinople in 1453 to the War in the Crimea in 1857, Volume IV, J. Murray, 1864
  • (FR) Philippe Le Bas, France, dictionnaire encyclopédique, Volume VIII (Fet-God), Fratelli Firmin Didot, 1842