Jean Lannes

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Jean Lannes
Il Maresciallo Lannes in una litografia di epoca napoleonica
Il Maresciallo Lannes in una litografia di epoca napoleonica
10 aprile 1769 - 31 maggio 1809
Soprannome "L'orlando dell'armata d'Italia" "l'Achille della Grande Armeé"
Nato a Lectoure
Morto a Ebersdorf
Cause della morte morto in combattimento
Luogo di sepoltura Pantheon (Parigi)
Dati militari
Paese servito Flag of France.svg Prima Repubblica francese
Flag of France.svg Primo impero francese
Forza armata Armée française
Arma Armée de terre
Corpo Fanteria
Anni di servizio 1792-1809
Grado 0MarechalFR-ImpFrArmy.jpgMaresciallo dell'Impero
Guerre Guerre rivoluzionarie francesi
Guerre napoleoniche

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Jean Lannes (Lectoure, 10 aprile 1769Ebersdorf, 31 maggio 1809) è stato un generale francese, Maresciallo dell'Impero e duca di Montebello.

Quinto di otto figli, lasciò il suo apprendistato come tintore nel 1792 per entrare nel corpo della Guardia Nazionale di Lectoure ove apprese i primi rudimenti del mestiere di soldato.

Come molti suoi compagni d'armi s'unì al secondo battaglione dei volontari di Gers, di base ad Auch, per completare la sua formazione militare e venne presto eletto sottotenente del medesimo battaglione che fu assegnato all'armata dei Pirenei, il 20 giugno di quell'anno.

La prima guerra contro la Spagna[modifica | modifica sorgente]

Il 7 marzo 1793 la Convenzione dichiarò guerra alla Spagna (che divenne uno dei membri della Prima coalizione) ed a metà maggio il giovane sottotenente si fece notare a Saint-Laurent-de-Cedran, vicino al colle di Coustouge. Si trattava del battesimo del fuoco per Jean Lannes: i suoi corregionali, appena giunti colà, vennero sloggiati e messi in fuga dagli spagnoli ma lui li arringò con veemenza e riuscì a riunire i fuggitivi per tornare all'offensiva.[1] Sorpresi, gli spagnoli vennero sbaragliati.

Lo stesso ardore mise nel seguito delle operazioni a Peyrestortes, ove fu promosso tenente il 25 settembre e dopo appena un mese capitano. Partecipò in seguito attivamente ai combattimenti presso Port-Vendres e quindi a Banyuls ove venne ferito e quindi inviato in convalescenza a Perpignano. In questo periodo l'armata francese subì una serie di rovesci per cui il generale Basset si vide costretto a richiamare anche Lannes, che accorso, stanco dell'inazione, ricevette il comando dell'avanguardia francese.

La successiva battaglia di Villalunga procedeva con esito incerto a causa della resistenza spagnola in una ridotta potentemente fortificata che impediva ai francesi la conquista della città. La ridotta fu presa d'assalto e resa innocua. Questo successo valse al giovane capitano Lannes la nomina a comandante di brigata (grado che nell'esercito rivoluzionario francese equivaleva a quello di colonnello). Tuttavia la sua ferita subita a Banyuls non era ancora guarita e dopo questo successo dovette riparare nuovamente a Perpignano.

Qui conobbe la sua prima moglie, Jeanne-Joseph Barbe, detta spesso Polette, figlia di un ricco banchiere, che sposò il 19 marzo 1795. A maggio dello stesso anno si concluse, con il Trattato di Basilea, la pace tra Francia e Spagna e quest'ultima uscì dalla prima coalizione. Dopo la caduta di Massimiliano Robespierre, avvenuta in quell'anno il 25 luglio (9 termidoro), le posizioni troppo estremiste espresse in passato da Lannes determinarono la sua messa a riposo nonostante la popolarità conseguita presso l'armata.

La prima Campagna d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Jean Lannes

Nel 1796 si arruolò come soldato semplice nell'armata d'Italia, al comando di Napoleone Bonaparte, che lo notò presto essendosi distinto in un assalto alla baionetta nel corso della presa di Dego, cosicché poco tempo dopo venne nuovamente nominato, questa volta dal Bonaparte, comandante di brigata.

Assunto il comando di un reggimento di granatieri, questo fu temporaneamente aggregato ad un corpo speciale, agli ordini del generale Dallemagne, costituito allo scopo di occupare Piacenza.

La Battaglia di Fombio dell'8 maggio 1796, Giuseppe Pietro Bagetti

Il reggimento di Lannes, con lui stesso alla testa, fu il primo ad attraversare il Po ed il giorno successivo partecipò alla conquista del paese di Fombio, sloggiandone le truppe austriache. Il (10 maggio 1796) partecipò alla Battaglia del ponte di Lodi, avanzando sul ponte sotto il fuoco nemico.[2]

Diede poi prova di coraggio nelle battaglie di Bassano (7 settembre 1796) e di Governolo, riportando serie ferite in quest'ultima. Ad Arcole, il 16 novembre, primo giorno della battaglia, fu Lannes che, vista la situazione dall'ambulanza in cui giaceva ferito, lanciò il contrattacco, utilizzando truppe francesi disorientate ed in fuga, che respinse gli austriaci ormai padroni del ponte sul fiume Alpone.

Poco prima era stato lo stesso Bonaparte che, afferrata un bandiera, aveva condotto personalmente l'attacco francese al ponte, rischiando di venire catturato. Riconoscente, Napoleone inviò al ferito Lannes la bandiera in dono ed in memoria.
Lannes partecipò poi ancora alla Battaglia di Rivoli ed a quella di Imola, dopo di che fu inviato da Napoleone in missione diplomatica negli stati pontifici.

La Campagna d'Egitto e di Siria[modifica | modifica sorgente]

Al ritorno da questa missione si imbarcò anche lui nel maggio 1798 per l'Egitto. Qui si distinse come comandante di divisione nella spedizione di Siria e fu grazie al suo assalto che fu conquistata il 7 marzo 1799 la fortezza di Giaffa. Il 17 agosto dello stesso anno Bonaparte rientrava in gran segreto in Francia portando con sé anche Lannes.

La seconda Campagna d'Italia[modifica | modifica sorgente]

All'inizio della Campagna furono affidate a Lannes due divisioni ed una brigata per un totale di circa 8 000 effettivi, con il compito di attraversare le Alpi al passo del Gran San Bernardo e scendere ad occupare la città di Aosta, cosa che fece il 16 giugno, esattamente la data imposta dal Bonaparte, ed il giorno successivo respingeva da Chatillon un forte contingente nemico.

Pose quindi l'assedio al forte di Bard con il quale però non ebbe fortuna, per cui aggirò la postazione e discese su Ivrea occupandola il giorno 22 dopo aver scacciato la guarnigione austriaca forte di circa 3.000 uomini. Di qui fu inviato con le sue truppe dal Bonaparte per una azione diversiva sulla città di Chivasso, cosa che fece puntualmente il giorno 28, dopo aver brillantemente sconfitto gli austriaci il 26 maggio in Val Chiusella, ed ai primi di giugno, mentre Napoleone rientrava trionfante in Milano, occupava Pavia, ove riuscì a strappare agli austriaci messi in fuga numerosi cannoni e carriaggi.

La capitolazione della città di Genova, dove Massena, assediato dal Melas, aveva resistito fin che era possibile, avvenuta il 4 giugno fece cambiare precipitosamente i piani a Napoleone e ne seguì un periodo di incertezza, per i generali francesi, causa i reiterati cambi di disposizioni da parte del comandante in capo. Avanzando verso Casteggio Lannes si trovò di fronte, nei pressi di Montebello, il 9 giugno le forze soverchianti del generale austriaco Ott, che aveva a disposizione circa 18.000 effettivi contro i poco meno di 8.000 di Lannes ma quest'ultimo non esitò a dare battaglia.

L'intervento del generale Victor, che con oltre 5.000 aggirò lo schieramento austriaco, risolse la battaglia a favore dei francesi. Partecipò poi alla Battaglia di Marengo il 14 giugno, che fu risolutiva per la seconda campagna d'Italia. Dopo il colpo di Stato del 18 brumaio, gli fu affidato il comando della Guardia Consolare.

La Campagna contro la terza coalizione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1802 fu allontanato dall'esercito a causa di uno scandalo finanziario e fu inviato come ambasciatore a Lisbona ove diede una men che mediocre prova di diplomatico, essendo persona dal carattere franco ed irruente. Tuttavia già nel 1804 fu tra gli insigniti del grado di Maresciallo di Francia e nel 1805 gli fu affidato il comando del 5º Corpo d'armata nella Grande Armée.

In questa veste partecipò alla guerra della terza coalizione, cioè alle battaglie di Ulma (settembre-ottobre 1805), ed il 12 novembre mise in atto con Murat la beffa del ponte di Vienna[3].

Nella Battaglia di Austerlitz gli fu affidata la difesa della collinetta del Santon. Nel corso della battaglia dovette resistere ad un furioso attacco della artiglieria prima e della fanteria poi del generale russo Bagration per poi prendere l'iniziativa e sgominare il reparto del generale Blasowitz.

Nonostante il suo corpo d'armata fosse costituito in gran parte da reclute, Lannes riuscì così bene nel compito assegnatogli da Napoleone che a metà giornata aveva già tagliato fuori truppe russe del generale Bagration dai collegamenti con quelle alleate.

La Campagna contro la Prussia[modifica | modifica sorgente]

Assegnato all'alla sinistra dell'avanguardia della Grande Armée, Lannes si trovò di fronte presso Saalfeld (10 ottobre 1806) le truppe numericamente superiori del principe Luigi Ferdinando di Prussia. Quando si trovò sotto il fuoco dell'artiglieria nemica, contravvenendo agli ordini di non impegnarsi in combattimento fino all'arrivo del grosso dell'ala sinistra al comando del generale Augereau, attaccò i prussiani impegnandoli in una cruenta battaglia e riuscì ad aggirarli sul fianco: il principe Luigi cercò di sventare la manovra impegnandosi personalmente per arginare l'arretramento dei suoi ma fu ucciso in un corpo a corpo con un sottufficiale degli ussari francesi: la battaglia fu così vinta dalle truppe di Lannes, che contarono perdite non superiori ai 200 uomini, contro quasi un migliaio di morti fra i prussiani, oltre 1.500 prigionieri ed una cinquantina di cannoni catturati dai francesi.

Quattro giorni dopo prese parte attiva alla battaglia di Jena-Auerstadt. Qui si distinse in numerose azioni con alterne fortune finché l'intera grande armata non ebbe ragione dei prussiani. Nel novembre dello stesso anno partecipò con il suo corpo d'armata alla Campagna d'inverno contro la Prussia, muovendo nell'armata di circa 80.000 uomini, affidata temporaneamente da Napoleone al cognato Gioacchino Murat, con lo scopo di invadere la Polonia e distruggere l'armata russa del generale Bennigsen.

Il 26 dicembre nei pressi di Pultusk si trovò ad affrontare, con circa 25.000 uomini, le truppe di Bennigsen, forti di 35.000 effettivi ed alcune decine di cannoni. Il combattimento si risolse con la ritirata delle truppe russe quando giunsero a Lannes i rinforzi di un corpo distaccato all'uopo dall'armata del generale Davout. Verso metà giugno 1807 ricevette da Napoleone l'ordine di attaccare con la cavalleria la città di Friedland per impegnare Bennigsen in attesa del resto dell'armata francese. Lannes occupò la vicina cittadina di Posthenen ma fu fermato dall'attacco russo. Poco dopo tuttavia giunsero i rinforzi ed il 14 giugno la battaglia di Friedland fu vinta dai francesi grazie anche all'impegno di Lannes.

La breve Campagna di Spagna[modifica | modifica sorgente]

Inviato in Spagna nel 1808 partecipò riluttante ad una campagna che non condivideva. Ciononostante il 23 novembre sbaragliò a Tudela le truppe del generale spagnolo Castaños e successivamente riuscì a conquistare la munita fortezza di Saragozza, dopo di che, lasciato il comando al suo generale Suchet, rientrò in Francia per raggiungere la Grande Armée che si apprestava a combattere contro l'Austria.

La Campagna del Danubio del 1809[modifica | modifica sorgente]

Il 9 aprile 1809 le truppe austriache dell'arciduca Carlo iniziarono le ostilità contro la Francia. Lannes partecipò alla battaglia di Abensberg-Eckmühl (20-22 aprile) occupando la posizione centrale dello schieramento francese. Il giorno 23 fu determinante per la conquista di Ratisbona.[4]

La fine[modifica | modifica sorgente]

Jean Lannes combattente ad Essling

Il 21 ed il 22 maggio partecipò alla battaglia Aspern-Essling dove si compì il suo tragico destino. Verso il termine dei combattimenti, quando ormai le truppe francesi stavano vincendo la battaglia, ricevette l'ordine di fermarsi a causa di una interruzione nella linea dei rifornimenti.

In attesa di ulteriori ordini si sedette su un masso ove fu raggiunto da un colpo di cannone che gli fratturò un ginocchio. Portato nell'infermeria da campo gli fu amputata la gamba destra ma ciò non gli evitò la gangrena che si manifestò l'indomani e lo portò a morte fra atroci dolori dopo una settimana.

Il suo decesso addolorò profondamente l'imperatore, che considerava Lannes uno dei più fedeli, se non il più fedele, dei suoi diretti collaboratori. Durante l'esilio a Sant'Elena Napoleone dedicò, nelle sue memorie, parole di stima ed apprezzamento per il Maresciallo Lannes. Di lui disse «L'ho trovato che era un pigmeo e l'ho lasciato che era un gigante».

Lannes fu considerato da Napoleone il suo più caro amico, anche ai tempi dell'Impero permise a lui soltanto di dargli del tu nelle occasioni ufficiali, cosa che era riservata solo a Giuseppina e neppure ai membri della sua famiglia. Per il suo particolare carattere, Napoleone lo chiamava affettuosamente "Orso Lannes".

Lannes è stato sepolto nel Cimitero di Montmartre.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore
«promozione del 13 piovoso dell'anno XIII»
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore
Commendatore dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona Ferrea

Onorificenze estere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Sant'Enrico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Sant'Enrico
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Cristo

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pare che l'incitamento fosse il seguente:
    (FR)
    « Halte! Arrêtez, arrêtez donc! Tas de jean-foutre! Demi-tour! A moi! An avant! »
    (IT)
    « Alt! Fermatevi! Fermatevi dunque! Mucchio di incapaci! Giratevi! A me! Avanti »
  2. ^ Poco dopo tuttavia Lannes si macchiò di quello che oggi chiameremmo “un crimine di guerra”. Lasciate sguarnite di truppe francesi sia Milano che Pavia, Napoleone s'era spinto alla caccia delle truppe austriache del generale Beulieu. I cittadini delle due città si ribellarono ai pochi soldati francesi rimasti e la guarnigione francese di Pavia, comandata da un ufficiale che verrà fatto poi fucilare dal Bonaparte, si arrese. Avuta conoscenza dei fatti, Napoleone tornò rapidamente sui suoi passi con un contingente di truppe comandate da alti ufficiali fra i quali lo stesso Lannes. Direttosi su Pavia la prese d'assalto e per punire i cittadini ribelli e nel contempo dare una lezione al resto dell'Italia per il futuro, acconsentì a che i suoi soldati procedessero per alcune ore al saccheggio della città: la conseguenza fu naturalmente l'uccisione di numerosi innocenti. Per non essere da meno del suo capo, Lannes ordinò, senza alcuna giustificazione sul piano militare, l'incendio e saccheggio del borgo di Binasco, Capo di Vicariato e Distretto territoriale con Pretura, località tra Milano e Pavia, furono trucidate circa 200 persone della popolazione innocente. Lannes in seguito confesserà: “si sono fatte cose raccapriccianti sulla popolazione”.
  3. ^ Le truppe di Murat giunsero in vista di Vienna, dichiarata dagli austriaci "città aperta", e stavano per attraversare il Danubio sull'ultimo ponte rimasto in piedi nei sobborghi della città, ma un contingente di genieri austriaci era pronto a farlo saltare. Non potendo prenderlo d'assalto nel timore che gli artificieri nemici facessero brillare le mine, Murat e Lannes, con il loro intero stato maggiore, si presentarono sulla riva meridionale del Danubio in grande uniforme da parata ed iniziarono ad attraversare a piedi il ponte urlando "Armistizio, armistizio" e sfoggiando grandi sorrisi. Gli ufficiali austriaci che dirigevano le operazioni dei genieri erano interdetti e non osarono far aprire il fuoco sul gruppo di alti ufficiali francesi. Questi attraversarono il ponte e non appena giunti sulla riva settentrionale smisero i sorrisi e, sfoderate le sciabole, si avventarono sugli artificieri più vicini neutralizzandoli. In quel momento una colonna di granatieri del generale Oudinot, che era rimasta celata nel bosco della riva meridionale del fiume, attraversò a passo di carica il ponte e sopraffece facilmente il reparto di genieri austriaci: il ponte era così salvo e le truppe di Murat e Lannes poterono attraversarlo senza pericoli.
  4. ^ Lannes qui fu protagonista di un episodio singolare di valore. Dopo numerosi assalti della fanteria alle mura della città, respinti dagli assediati austriaci con gravi perdite negli assalitori francesi, lo slancio dei soldati francesi si perse e nessuno ne voleva più sapere di ripartire all'assalto. Lannes allora, gridando che lui era stato granatiere prima di essere generale, si caricò sulle spalle una scala, andò ad appoggiarla alle mura e cominciò a salire. Visto questo, tutto il suo stato maggiore lo seguì e così i soldati, vedendo che addirittura i loro comandanti in capo, con alla testa un Maresciallo dell'Impero, osavano gettarsi personalmente all'assalto delle mura, ripresero coraggio e partirono nuovamente all'attacco. Dopo sanguinosi scontri Ratisbona fu riconquistata dai francesi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • David G. Chandler, Le Campagne di Napoleone, Milano, R.C.S. Libri S.p.A., 1998, ISBN 88-17-11577-0

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