Diktat

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Un diktat (dal tedesco diktat, ossia dettato; da pronunciarsi /dik'ta:t/, ma spesso resa in italiano con /'diktat/[1]) è sia una dura condizione non negoziabile imposta sulla parte soccombente in un confronto (trattato di pace, armistizio, resa, ecc.) sia un decreto o ordine autoritario indiscutibile emanato da un potere rappresentativo.

I diktat vengono imposti storicamente richiedendo soluzioni drastiche e imponendo aut aut.

Il termine fu usato per la prima volta nel 1919 in un giornale francese a proposito del trattato di pace di Versailles imposto alla Germania sconfitta. È però entrato nell'uso giornalistico durante gli anni della guerra fredda dove si parlava di Politburo diktat da Mosca per descrivere e connotare le imposizioni da parte dei burocrati della ex-URSS nei confronti dei paesi satelliti, degli Stati Uniti d'America o dei paesi che ponevano in essere politiche e/o azioni reputate lesive delle politiche o azioni condotto dall'Unione Sovietica.

In taluni campi i diktat sono seri e più minacciosi, specialmente in politica estera: si possono portare ad esempio i diktat politici da parte del governo americano, mentre rimangono nella storia i diktat del nazismo.

I diktat nella stampa italiana[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni recenti l'espressione è entrata nel gergo giornalistico e reinterpretata per riflettere comportamenti positivi o negativi (a seconda della parte presa nella discussione). Non si parla mai di diktat attivi, ma è sempre la controparte che asserisce l'imposizione di un diktat.

La voce di conseguenza ha assunto una connotazione negativa e di delazione.

I giornalisti hanno riportato una serie di diktat in vari campi: in economia si è parlato di diktat delle istituzioni nei confronti dei grandi gruppi come nel caso della disputa tra Unione europea e Microsoft per la pubblicazione dei codici sorgente di Microsoft Windows, o associazioni espressione di interessi nazionali

Nella stampa italiana vi è un ampio uso dei diktat riferiti ad avvenimenti di ambito politico. Il termine viene utilizzato sia in riferimento alle richieste sindacali nei confronti di politici, sia alle richieste dei politici nei confronti dei propri alleati per ottenere coesione (come nel caso della proposta di leggi passate con la richiesta della fiducia di governo), sia in riferimento alle affermazioni politiche volte all'imposizione di regole o atti di varia natura.

Esempi di voci di diktat[modifica | modifica wikitesto]

I diktat di un leader politico ai propri alleati

I diktat di un leader politico ai propri avversari

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La pronuncia [dìctat], seppur diffusa nel gergo giornalistico, è del tutto errata non soltanto con riferimento alla parola tedesca, ma anche e soprattutto per quanto concerne l'etimologia latina. Diktat (con la a lunga) deriva infatti dal participio passato latino dictātum e non da dĭctat, indicativo presente del medesimo verbo dictāre.

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]