Colonna Vendôme

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La colonna Vendôme è una colonna coclide di Parigi situata al centro della piazza con lo stesso nome nel I arrondissement di Parigi. Nel corso degli anni assunse diversi nomi colonna d'Austerlitz, poi colonna della Vittoria, prima di diventare colonna della Grande Armata (da non confondersi con la Colonna della Grande Armata eretta a Wimille in onore di Napoleone). È comunemente chiamata colonna Vendôme. È stata fatta erigere sul modello della Colonna Traiana a Roma.

La zona è servita dalle stazioni della metropolitana: Madeleine, Tuileries e Opéra

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Colonna Vendôme nel 2005
Altra immagine della colonna

È una colonna di bronzo alta 44 metri e con un diametro medio di circa 3,60 metri, posata su un basamento e sormontata da una statua di Napoleone. Il suo fusto, formato da 98 tamburi di pietra, è ricoperto da una spirale in bronzo fusa con 1200 cannoni presi alle armate russe e austriache (numero senza dubbio propagandistico, gli storici calcolano circa 130 cannoni presi ad Austerlitz) e decorata, all'antica maniera, di bassorilievi che rappresentano trofei e scene di battaglie. Questa spirale, lunga 280 metri e composta da 425 lastre di bronzo, fu disegnata da Pierre Bergeret ed eseguita da un squadra di scultori composta tra l'altro da Louis Boizot, Bosio, Bartolini, Claude Ramey, François Rude, Corbet, Clodion e Ruxthiel. Una scala interna permette d'accedere ad una piattaforma situata sotto la statua. Risale al secondo impero la statua visibile attualmente. È opera dello scultore Auguste Dumont e rappresenta Napoleone in Caesar imperator, drappeggiato in una toga corta e che porta come attributi della sua gloria, il gladio, la vittoria alata e la corona imperiale di alloro

La base della colonna Vendôme è in porfido di Algajola.

L'iscrizione dedicatoria è la seguente: «Neapolio Imp Aug, Monumentum belli Germanici anno MDCCCV (1805) trimestri spatio ductu suo profligati ex aere capto gloriae exercitus maximi dicavit» (Napoleone Imperatore Augusto, ha dedicato alla gloria della Grande Armata, questa colonna, monumento creato con il bronzo conquistato al nemico durante la guerra di Germania nel 1805, guerra che, sotto il suo comando, terminò nel giro di tre mesi).

La colonna Vendôme è un'imitazione della colonna Traiana, interamente in marmo, di Roma antica. A Parigi, nello stesso stile del monumento, si trova anche la colonna di luglio (colonne de Juillet) in place de la Bastille.

Storia della colonna[modifica | modifica wikitesto]

La place Vendôme, voluta da Luigi XIV, e disegnata da Jules Hardouin Mansart e aveva al suo centro una statua equestre del Re Sole. La piazza era denominata piazza Luigi il Grande. Nel 1792 i rivoluzionari distrussero la statua, simbolo del potere reale.

Nel 1800 un decreto prende in considerazione la costruzione di una colonna, nel capoluogo di ogni dipartimento, e dedicata ai prodi del dipartimento. A Parigi, il 20 marzo (29 Ventoso anno VIII) Bonaparte Primo Console decise di far erigere una colonna nazionale in place de la Concorde, dedicata alla Nazione e una dipartimentale in place Vendôme. La colonna nazionale non fu mai costruita, per quella progettata per la place des Piques (o Vendôme) fu posata solo la prima pietra il 14 luglio 1800 (25 Messidoro Anno VIII) da Luciano, fratello di Napoleone Bonaparte e ministro dell'Interno e non fu portata a termine. L'idea fu ripresa nel 1803 dal Primo Console che confermò l'erezione di una colonna in place Vendôme «come quella innalzata a Roma, in onore di Traiano», ornata di 108 simboli dei dipartimenti disposti in spirale e sormontata dalla statua di Carlo Magno. In un primo tempo dedicata alla Gloria del Popolo Francese, la colonna diventerà ben presto alla gloria di Napoleone. Ma la costruzione fu lenta e bisognò attendere il 1805 e la fusione del 1200 cannoni presi al nemico (in totale 180 tonnellate) perché il progetto, rilanciato da Vivant Denon, procedesse. Compiuta nel 1810 e dedicata alla gloria delle armate vittoriose, la colonna fu denominata colonna della Grande Armata. Una statua di Napoleone in veste cesarea dello scultore Antoine-Denis Chaudet (1763-1810) fu posta sulla sommità.

Nel 1814 la statua fu tolta dalle truppe alleate che occupavano Parigi e sostituita da una bandiera bianca ornata da gigli durante la Restaurazione. Nel 1818, la statua fu fusa per realizzare la statua equestre di Enrico IV sul Pont Neuf.

Durante la monarchia di Luglio una nuova statua dell'imperatore, il Piccolo Caporale, opera di Charles Émile Seurre, (oggi agli Invalides), viene collocata sulla sommità della colonna il 21 giugno 1833, alla presenza di Luigi Filippo, preoccupato di procurarsi un po' della gloria dell'Impero. L’effigie misura 3,50 di altezza. Napoleone III, ritenne che questa preziosa statua fosse in pericolo sulla sommità della colonna, la fece togliere e sostituire con una copia della prima statua in imperatore romano di Chaudet, realizzata dallo scultore Auguste Dumont. È questa statua, ripristinata, che si può vedere oggigiorno. Con la sola differenza che Chaudet aveva rappresentato l'Imperatore che reggeva con la sua mano sinistra il globo della vittoria e la sua spada era impugnata dalla mano destra mentre Dumont ha rappresentato Napoleone che impugna con la sua mano sinistra la spada e il globo della vittoria è sostenuto dalla sua mano destra.

La statua di Napoleone a terra nel 1871
La colonna abbattuta, fotografata da Franck

L'episodio più drammatico accade nel 1871, all'epoca dell’insurrezione della Comune di Parigi. È il pittore Gustave Courbet che per primo indirizza una petizione al governo della Difesa nazionale il 14 settembre 1870 chiedendo «di demolire la colonna, o che egli stesso voglia prenderne l’iniziativa, dando l'incarico all'amministrazione del Museo dell'artiglieria, e facendo trasportare i materiali all'hôtel de la Monnaie». Aveva l'intenzione di farla ricostruire agli Invalides. Ma l'insurrezione della Comune di Parigi prende il potere e questa volta gli obiettivi sono altri:

«La Comune di Parigi considera che la colonna imperiale della place Vendôme è un monumento di barbarie, un simbolo di forza bruta e di falsa gloria, una affermazione di militarismo, una negazione del diritto internazionale, un insulto permanente dei vincitori ai vinti, un attentato continuo ad uno dei tre grandi principi della Repubblica: la fratellanza!».

Courbet, trascinato nella bufera non può riformare la propria decisione e, un po' suo malgrado, porterà storicamente la responsabilità della distruzione della colonna. Il 16 maggio 1871, la colonna viene abbattuta davanti ad una folla in festa[1]. Dopo la caduta della Comune, le lastre di bronzo vengono recuperate e la colonna è ricostruita come la si vede oggi. Courbet è condannato a pagare i costi di ricostruzione ma muore prima della scadenza della prima rata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (Foto: la colonna a terra)

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