Galizia (Europa centrale)

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Stemma della Galizia e Lodomeria

La Galizia è una regione storica divisa tra la Polonia e l'Ucraina. Il Regno di Galizia e Lodomeria, o semplicemente Galizia, fu la più grande, la più popolata e la più settentrionale delle province dell'Impero Austro-Ungarico dal 1772 al 1918, con Leopoli come capitale. Fu creata dai territori presi alla Confederazione Polacco-Lituana durante le Spartizioni della Polonia ed esistette fino alla dissoluzione dell'Austria-Ungheria, avvenuta alla fine della prima guerra mondiale.

Origine e variazioni del nome[modifica | modifica sorgente]

Stemma della Lodomeria

Il nome Galicia et Lodomeria venne usato per la prima volta nel XIII secolo da Re Andrea II d'Ungheria. Si trattava di una versione latinizzata dei nomi slavi Halyč e Volodymyr, le due più grandi città del principato ucraino (o ruteno) di Galizia e Volinia, che all'epoca si trovava sotto il dominio ungherese.

L'origine del nome ucraino Halyč (Halicz in polacco, Galich russo, Galic in latino) è incerta. Alcuni storici credono che il termine abbia a che fare con le popolazioni di origine celtica che si insediarono nelle vicinanze, dato che è correlato a molti nomi simili di luoghi sparsi per l'Europa, come Galatia in Turchia, Gallia in Francia, e Galizia in Spagna. Altri sostengono che il nome sia di origine slava – da halytsa/galitsa che significa "collina spoglia", o da halka/galka che significa "taccola". La taccola venne usata nello stemma cittadino e in seguito anche su quello della Galizia. Il nome, comunque, nasce prima dello stemma, che potrebbe rappresentare un'etimologia popolare.

Anche se gli Ungheresi furono espulsi dal principato di Galizia e Volinia nel 1221, i Re magiari continuarono a fregiarsi del titolo di re di Galicia et Lodomeria. Nel XVI secolo questi titoli vennero ereditati, insieme alla corona ungherese, dagli Asburgo (1527). Nel 1772, l'imperatrice Maria Teresa, Arciduchessa d'Austria e Regina d'Ungheria, decise di usare queste antiche pretese storiche per giustificare la sua partecipazione alla prima spartizione della Polonia; a seguito della spartizione l'Austria poté annettere vasti territori ma non quelli della Volinia, che - assieme alla città di Volodymyr - vennero assegnati alla Russia. In compenso, la Galizia austriaca inglobò gran parte della Piccola Polonia, storicamente ed etnicamente polacca (a differenza della Volinia che era etnicamente rutena). La Galizia asburgica rimase austriaca anche dopo l'Ausgleich del 1867, nonostante il fatto che tale territorio era anticamente appartenuto alla corona ungherese: nell'ambito dell'Impero Austro-Ungarico si trovò quindi a far parte della Cisleitania.

Il nome ufficiale completo delle nuove province austriache era:

Regno di Galizia e Lodomeria con i Ducati di Auschwitz e Zator.

Dopo l'incorporazione della Libera Città di Cracovia, nel 1846, venne esteso a:

Regno di Galizia e Lodomeria, e Granducato di Cracovia, con i Ducati di Auschwitz e Zator.

Ognuna di queste entità era formalmente separata; erano elencate in questo modo nei titoli dell'imperatore d'Austria, ognuna aveva la sua bandiera e il suo stemma distintivo. A scopi amministrativi, comunque, formavano una singola provincia. I ducati di Auschwitz (Oświęcim) e Zator erano piccoli principati storici ad ovest di Cracovia, sul confine con la Slesia prussiana. La Lodomeria era infine austriaca solo di nome: di fatto i territori dell'antica Lodomeria (Volinia) erano da molti secoli sotto sovranità russa.

Galizia e Lodomeria in varie lingue[modifica | modifica sorgente]

  • Latino: Galicia et Lodomeria
  • Tedesco: Galizien und Lodomerien
  • Ungherese: Gácsország (o Halics) és Lodoméria
  • Polacco: Galicja i Lodomeria
  • Slovacco: Halič a Vladimírsko o Galícia a Lodoméria
  • Ucraino: Halychyna i Volodymyria (Галичина і Володимирія)
  • Romeno: Galiţia şi Lodomeria

Storia[modifica | modifica sorgente]

Cambiamenti territoriali della Galizia, 1772–1918

Prima delle spartizioni polacche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rutenia Rossa e Principato di Galizia-Volinia.

La regione corrispondente a quella che sarebbe diventata nota come Galizia appare essere stata incorporata, in gran parte, nell'Impero della Grande Moravia. Ciò viene attestato per la prima volta nel Manoscritto Nestoriano, nella parte riguardante il 981, quando Vladimiro I il Santo del Rus' di Kiev conquistò le città della Rutenia Rossa nella sua campagna militare sul confine con la Polonia.

Nel secolo seguente, l'area passò brevemente alla Polonia (dal 1018 al 1031) e quindi nuovamente al Rus' di Kiev. In quanto uno dei tanti successori del Rus di Kiev, il Principato di Halyč esistette dal 1087 al 1200, quando Roman il Grande riuscì infine a unirla alla Volinia nello stato di Galizia-Volinia.

Nonostante le campagne anti-mongole di Daniele di Halyč, che venne incoronato primo re di Galizia, il suo stato pagò occasionalmente tributo all'Orda d'Oro. Il figlio di Daniele, Lev, spostò la sua capitale da Halyč a Leopoli. La dinastia di Daniele tentò anche di ottenere il supporto papale e un più ampio sostegno in Europa, per un'alleanza contro i Mongoli, ma si rivelò incapace di competere con i poteri crescenti del Granducato di Lituania e Polonia. Negli anni 1340, la dinastia Rurikide si estinse, e l'area passò a Re Casimiro III di Polonia. Lo stato gemello di Volinia, assieme a Kiev, cadde, invece, sotto controllo lituano.

Successivamente, la regione comprese un possedimento polacco diviso in diversi voivodati. Ciò diede inizio ad un era di forte insediamento polacco tra la popolazione rutena. Anche l'immigrazione armena ed ebraica nella regione ebbe cifre consistenti. Numerosi castelli vennero costruiti durante questo periodo e vennero fondate alcune nuove città: Stanisławów (oggi Ivano-Frankivsk) e Krystynopol (oggi Červonohrad).

La Galizia venne occupata due volte dai Turchi Ottomani negli anni 1490 e 1520, depredata dai pogrom dei Cosacchi ucraini e dalle invasioni russe e svedesi durante "il Diluvio". Gli svedesi tornarono durante la Grande Guerra del Nord degli inizi del XVIII secolo.

Dalla spartizione della Polonia al Congresso di Vienna[modifica | modifica sorgente]

Mappa della Galizia nel 1836

Nel 1772, la Galizia costituiva la parte principale dell'area annessa dall'Austria nella prima spartizione. Come tale, la regione austriaca della Polonia, e quella che sarebbe diventata poi l'Ucraina, erano note come il Regno di Galizia e Lodomeria, per sottolineare le pretese ungheresi sulla regione. Comunque, una grande porzione di terre etnicamente polacche ad ovest, venne aggiunta alla provincia, il che cambiò il riferimento geografico del termine Galizia. Leopoli era la capitale della Galizia Austriaca, che era dominata dall'aristocrazia polacca, nonostante il fatto che la popolazione della metà orientale della provincia fosse composta in maggioranza da ucraini, o "ruteni", come venivano chiamati all'epoca. In aggiunta all'aristocrazia e ai proprietari terrieri polacchi che abitavano quasi tutte le parti della Galizia, e i ruteni ad est, esisteva una numerosa popolazione ebraica, anch'essa molto concentrata nelle zone orientali della provincia.

Durante i primi decenni del dominio austriaco, la Galizia venne fermamente governata da Vienna, e molte significative riforme vennero compiute da una burocrazia composta principalmente da tedeschi e cechi germanizzati. All'aristocrazia vennero garantiti i propri diritti, ma questi furono notevolmente circoscritti. Gli ex servi non erano più una semplice proprietà, ma divennero soggetti di legge e gli furono concesse determinate libertà personali, come il diritto di sposarsi senza il permesso del signore. I loro obblighi di lavoro vennero definiti e limitati, e potevano scavalcare il signore e appellarsi alle corti imperiali per avere giustizia. La Chiesa uniate di rito orientale, composta principalmente da ruteni, venne rinominata "Chiesa greco-cattolica" (Si veda Chiesa greco-cattolica ucraina e Chiesa greco-cattolica rutena) per equipararla alla Chiesa cattolica romana; ottenne dei seminari e in seguito anche un metropolita. Anche se impopolari tra l'aristocrazia, tra il popolo comune, i polacchi come gli ucraini/ruteni, queste riforme crearono una riserva di buona volontà nei confronti dell'imperatore, che durò fino alla fine del dominio austriaco. Allo stesso tempo, comunque, l'Austria estrasse dalla Galizia una considerevole ricchezza e coscrisse un gran numero della popolazione nel servizio armato.

Dal 1815 al 1860[modifica | modifica sorgente]

Nel 1815, come risultato delle decisioni del Congresso di Vienna, l'area di Lublino e le regioni circostanti vennero cedute dall'Austria al Regno del Congresso di Polonia, che era governato dallo Zar, mentre la regione di Ternopil', compresa la regione storica della Podolia Meridionale, venne restituita all'Austria dalla Russia, che la deteneva fin dal 1809.

Gli anni 1820 e 1830 furono un periodo di governo assolutista da parte di Vienna, con la locale burocrazia galiziana ancora riempita di tedeschi e cechi germanizzati, anche se alcuni dei loro figli si stavano già polonizzando. Dopo il fallimento dell'insurrezione di novembre nella Polonia russa nel 1830-31, alla quale parteciparono poche migliaia di volontari galiziani, molti rifugiati polacchi arrivarono in Galizia. L'ultima parte degli anni 1830 furono pieni di organizzazioni cospiratorie polacche, la cui opera culminò nella sfortunata insurrezione galiziana del 1846, facilmente sedata dagli austriaci con l'aiuto dei contadini galiziani, che rimasero leali all'imperatore. Questa insurrezione si ebbe solo nella parte occidentale della Galizia, popolata da polacchi, e il conflitto fu tra patrioti, nobili e ribelli da una parte e indifferenti contadini polacchi dall'altra. Nel 1846, come uno dei risultati della fallita rivolta, l'ex città capitale polacca di Cracovia che era stata una Libera Città ed una repubblica, divenne parte della Galizia, amministrata da Lemberg.

Negli anni 1830, nella parte orientale della Galizia, si ebbero i primi segni di un risveglio nazionale tra i ruteni. Un circolo di attivisti, principalmente seminaristi greco-cattolici, influenzati dal movimento romantico in Europa e dall'esempio di altri compatrioti slavi, in particolare nell'Ucraina orientale sotto dominio russo, iniziarono a volgere la loro attenzione al popolo comune e al suo linguaggio. Nel 1837, la cosiddetta Triade Rutena, guidata da Markijan Semenovyč Šaškevyč, pubblicò La Ninfa del Nistro, una collezione di canti popolari e di altro materiale nella comune lingua rutena. Allarmate da un tale democraticismo, le autorità austriache e il metropolita greco-cattolico, misero al bando il libro.

Nel 1848 si ebbero rivoluzioni a Vienna e in altre parti dell'Impero Austriaco. A Lemberg si formò un Consiglio Nazionale Polacco, e successivamente un Consiglio Supremo Ucraino, o Ruteno. Ancor prima che Vienna agisse, i rimasugli della servitù vennero aboliti dal Governatore, Franz Stadion, nel tentativo di ostacolare i rivoluzionari. Oltre a ciò, le richieste polacche per l'autonomia galiziana vennero contrastate dalle richieste rutene per l'uguaglianza nazionale e per una partizione della provincia in una parte orientale e rutena e una occidentale e polacca. Alla fine, Lemberg venne bombardata dalle truppe imperiali e la rivoluzione sedata completamente.

Seguì un decennio di rinnovato assolutismo, per placare i polacchi, il Conte Agenor Gołuchowski, un rappresentante conservatore dell'aristocrazia galiziana orientale, i cosiddetti Podoliani, venne nominato viceré. Egli iniziò a polonizzare l'amministrazione locale e riuscì a far mettere da parte le idee rutene di partizione della provincia. Non ebbe comunque successo nel costringere la Chiesa Greca Cattolica a passare all'uso del calendario gregoriano, o tra i ruteni in generale, a sostituire l'alfabeto cirillico con quello latino.

Regno di Galizia 1846-1918

Esperimenti costituzionali[modifica | modifica sorgente]

Nel 1859, a seguito della sconfitta militare austriaca in Italia, l'Impero entrò in un periodo di sperimentazione costituzionale. Nel 1860, il governo di Vienna, influenzato da Agenor Gołuchowski, emanò il suo "Diploma d'ottobre", che prevedeva una federalizzazione conservatrice dell'impero. Ma una reazione negativa dei territori di lingua tedesca portò a cambiamenti nel governo e all'emissione del "Brevetto di febbraio" che diluì questa decentralizzazione. Ciononostante, nel 1861 alla Galizia venne garantita un'Assemblea Legislativa, o Camera dei deputati della Polonia. Anche se inizialmente la rappresentanza dei contadini polacchi e ruteni pro-asburgici era considerevole in questo organo (circa metà dell'assemblea), e vennero discusse le pressanti questioni sociali e rutene, le pressioni amministrative limitarono l'efficacia dei rappresentanti dei contadini e dei ruteni e la Camera dei deputati della Polonia venne dominata dall'aristocrazia e dai possidenti terrieri polacchi, che erano favorevoli a un'ulteriore autonomia. In quello stesso anno, delle sommosse esplosero nella Polonia russa e in parte arrivarono fino in Galizia, La Camera dei deputati della Polonia cessò di riunirsi.

Nel 1863 la rivolta aperta scoppiò nella Polonia russa e dal 1864 al 1865 il governo austriaco dichiarò lo stato di assedio in Galizia, sospendendo temporaneamente le libertà civili.

Il 1865 portò un ritorno a idee federali che seguivano le linee suggerite da Agenor Gołuchowski, e negoziazioni sull'autonomia iniziarono nuovamente tra l'aristocrazia polacca e Vienna.

Nel frattempo, i ruteni si sentivano sempre più abbandonati da Vienna e tra i "Vecchi Ruteni" riuniti attorno alla Cattedrale Greco-Cattolica di San Giorgio, si ebbe un volgersi verso la Russia. I sostenitori più estremisti di questo orientamento vennero ad essere conosciuti come "Russofili". Al tempo stesso, influenzati dalla poesia in lingua ucraina del poeta ucraino orientale, Taras Ševčenko, sorse un movimento ucrainofilo che pubblicò opere letterarie in vernacolo ucraino/ruteno e fondò una rete di sale di lettura. I sostenitori di questo orientamento divennero noti come "Populisti", e poi semplicemente come "Ucraini". Quasi tutti i ruteni comunque, speravano ancora nell'uguaglianza nazionale e in una divisione amministrativa della Galizia secondo linee etniche.

Autonomia galiziana[modifica | modifica sorgente]

La Camera dei deputati della Polonia galiziana (parlamento) a Leopoli

Nel 1866, a seguito della battaglia di Sadowa e della sconfitta austriaca nella Guerra Austro-Prussiana, l'Impero Austriaco iniziò a sperimentare crescenti problemi interni. Nel tentativo di raccogliere sostengo per la monarchia, l'imperatore Francesco Giuseppe iniziò dei negoziati per giungere ad un compromesso con la nobiltà magiara, al fine di assicurarsene il sostegno. Alcuni membri del governo, come il primo ministro austriaco Conte Belcredi, consigliarono l'imperatore di fare un più completo accordo costituzionale con tutte le nazionalità, che avrebbero creato una struttura federale. Belcredi era preoccupato che un accomodamento con gli interessi magiari avrebbe alienato le altre nazionalità. Comunque, Francesco Giuseppe non fu in grado di ignorare il potere della nobiltà magiara, ed essa non avrebbe accettato niente di meno che il dualismo tra se e le tradizionali élite austriache.

Alla fine, dopo il cosiddetto Ausgleich del febbraio 1867, l'Impero Austriaco venne riformato nella dualista Austria-Ungheria. Anche se i piani cechi e polacchi per far sì che le loro parti della monarchia venissero incluse nella struttura federale fallirono, prese il via un lento ma stabile processo di liberalizzazione del dominio austriaco in Galizia. I rappresentanti dell'aristocrazia polacca e dell'Intelligencija si rivolsero all'imperatore chiedendo una maggior autonomia per la Galizia. Le loro domande non vennero accolte totalmente, ma nel corso degli anni successivi vennero fatte diverse significative concessioni verso l'istituzione dell'autonomia galiziana.

Dal 1873, la Galizia fu de facto una provincia autonoma dell'Austria-Ungheria con il polacco e a un livello molto inferiore l'ucraino, come lingue ufficiali. La Germanizzazione era stata fermata e la censura sollevata. La Galizia fu soggetta alla parte austriaca della monarchia duale, ma la Camera dei deputati della Polonia galiziana e l'amministrazione provinciale ebbero privilegi e prerogative estese, in particolare nel campo di istruzione, cultura e affari interni.

Questi cambiamenti vennero supportati dai principali intellettuali polacchi. Nel 1869 un gruppo di giovani pubblicisti conservatori di Cracovia, tra cui Józef Szujski, Stanisław Tarnowski, Stanisław Koźmian e Ludwik Wodzicki, pubblicò una serie di pamphlet satirici intitolati Teka Stańczyka (Il Portfolio di Stańczyk). Solo cinque anni dopo la tragica fine della Rivolta di gennaio, i pamphlet ridicolizzavano l'idea delle rivolte nazionali armate e suggerivano un compromesso con i nemici della Polonia, in particolare l'Impero Austriaco, concentrazione sulla crescita economica, e accettazione delle concessioni politiche offerte da Vienna. Questo gruppo politico divenne noto come gli Stanczyks o Conservatori di Cracovia. Assieme ai proprietari terrieri conservatori polacchi della Galizia Orientale e agli aristocratici chiamati i "Podoliani", ottennero un'ascendenza politica in Galizia che durò fino al 1914.

Questo trasferimento di potere da Vienna alla classe terriera polacca non fu ben accolto dai ruteni, che divennero più nettamente divisi in Russofili, che guardavano alla Russia per la salvezza, e Ucraini, che sottolineavano le loro connessioni con la gente comune.

Sia Vienna che i polacchi videro il tradimento tra i Russofili e una serie di processi politici alla fine li screditarono. Nel frattempo venne elaborato un accordo, nel 1890, tra i polacchi e i "Populisti" ruteni, che vide l'ucrainizzazione del sistema scolastico nella Galizia Orientale e altre concessioni alla cultura ucraina. In seguito, il movimento nazionale ucraino si diffuse rapidamente tra i contadini ruteni e, nonostante ripetuti contrattempi, nei primi anni del XX secolo aveva quasi completamente rimpiazzato gli altri gruppi ruteni come principale rivale per il potere con i polacchi. Durante questo periodo, gli ucraini non abbandonarono mai le tradizionali richieste rutene di uguaglianza nazionale e per la spartizione della provincia in una metà occidentale e polacca, e una orientale e ucraina.

Suddivisioni amministrative di Galizia, 1914

La grande emigrazione economica[modifica | modifica sorgente]

A partire dagli anni 1880, si ebbe un'emigrazione di massa dei contadini galiziani. L'emigrazione iniziò con carattere stagionale verso la Germania (da poco unificata e dall'economia dinamica) e divenne in seguito transatlantica, caratterizzata da spostamenti su grande scala verso Stati Uniti, Brasile e Canada.

Causata dalle condizioni economiche arretrate della Galizia, dove la povertà rurale era diffusa (si veda il capitolo sull'economia più sotto), l'emigrazione iniziò nella parte occidentale, popolata da polacchi, per poi spostarsi verso est verso le parti ucraine. Polacchi, ucraini, ebrei e tedeschi, parteciparono tutti a questo spostamento di massa della popolazione rurale. I polacchi migrarono principalmente verso il New England e gli stati del Midwest degli Stati Uniti, ma anche in Brasile e altrove; gli ucraini migrarono verso Brasile, Canada e USA, con un flusso molto intenso dalla Podolia Meridionale verso il Canada Occidentale; e gli ebrei migrarono verso il Nuovo Mondo direttamente, o indirettamente attraverso altre parti dell'Austria-Ungheria.

In totale, diverse centinaia di migliaia di persone furono coinvolte in questa "grande emigrazione economica", che crebbe stabilmente di intensità fino allo scoppio della Prima guerra mondiale nel 1914. La guerra pose un arresto temporaneo all'emigrazione, che non raggiunse più le proporzioni del passato.

La "grande emigrazione economica", in particolare quella verso il Brasile, la "Febbre brasiliana" come venne chiamata all'epoca, venne descritta nelle opere letterarie dell'epoca della poetessa polacca Maria Konopnicka, dello scrittore ucraino Ivan Franko, e di molti altri.

Prima guerra mondiale e conflitto polacco-ucraino[modifica | modifica sorgente]

Durante la Prima guerra mondiale la Galizia fu teatro di pesanti combattimenti tra le forze russe e quelle delle Potenze Centrali. I russi invasero gran parte della regione nel 1914, dopo aver sconfitto l'esercito austro-ungarico in una caotica battaglia nei mesi iniziali della guerra. Essi vennero a loro volta ricacciati indietro nella primavera/estate del 1915, da un'offensiva combinata di tedeschi e austro-ungarici.

Nel 1918, la Galizia Occidentale divenne parte della restaurata Repubblica di Polonia, mentre la locale popolazione ucraina dichiarò l'indipendenza della Galizia Orientale come "Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale". Durante la Guerra Polacco-Sovietica esistette per breve tempo una Repubblica Socialista Sovietica Galiziana. Alla fine del conflitto, l'intera provincia venne ricatturata dai polacchi. L'annessione polacca della Galizia Orientale, mai accettata come legittima dagli ucraini conquistati, venne riconosciuta internazionalmente nel 1923.

Gli ucraini dell'ex Galizia Orientale e della confinante provincia di Volinia, costituivano circa il 15% della popolazione della Seconda Repubblica di Polonia, divenendone così la minoranza più numerosa. Essendo le politiche del governo polacco poco amichevoli nei confronti delle minoranze, la tensione tra governo polacco e popolazione ucraina crebbe, portando, infine, alla nascita dell'organizzazione sotterranea militante dei Nazionalisti ucraini.

La seconda guerra mondiale e il Distrikt Galizien[modifica | modifica sorgente]

Nel preludio alla Seconda guerra mondiale, il Patto Molotov-Ribbentrop divise la Polonia approssimativamente lungo la Linea Curzon, quindi tutti i territori ad est dei fiumi San, Bug e Neman vennero annessi all'URSS, e tra questi vi era la maggior parte della Galizia. Il territorio venne diviso in quattro distretti amministrativi (oblast'); Lvov, Stanislav, Drogobych e Tarnopol (quest'ultimo includeva parti della Volinia) appartenenti alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Il periodo 1939-1941 è controverso quanto le basi della legittimazione sovietica per l'annessione della regione. Mentre molti ucraini gioirono, almeno inizialmente, per essere parte di una nazione che almeno rispettava la loro identità nazionale, la repressione sovietica fece sentire diversamente l'intellighenzia (principalmente polacca). Il periodo di sovietizzazione venne fermato quando la Germania, con l'Operazione Barbarossa occupò la Galizia nel 1941 e la incorporò nel Governatorato Generale come Distrikt Galizien (Distretto di Galizia). Poiché nella visione tedesca la Galizia era già arianizzata e civilizzata, ai galiziani non ebrei sfuggì la vera natura delle intenzioni che molti altri ucraini avevano dovuto sopportare, mentre gli ebrei galiziani subirono rappresaglie come altrove in Ucraina. Anche i conflitti tra polacchi ed ucraini si intensificarono in quel periodo, con scontri tra l'Armia Krajowa da una parte e l'Esercito Insurrezionale Ucraino e i partigiani sovietici dall'altra, il massacro dei polacchi in Volinia, e in misura minore in Galizia, e gli attacchi di rappresaglia verso gli ucraini.

Eredità[modifica | modifica sorgente]

Il confine venne in seguito riconosciuto dagli Alleati fin dal 1944-1947, e la regione venne etnicamente ripulita dai sovietici e dal governo comunista polacco (Operazione Wisla). La vecchia provincia, nella forma datale dall'Austria nel 1800, rimane oggi divisa, con la parte occidentale appartenente alla Polonia, e la parte originale orientale, appartenente all'Ucraina.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Pur essendo una delle regioni più popolose d'Europa, la Galizia fu anche una delle meno sviluppate economicamente. La prima descrizione dettagliata della situazione economica della regione venne preparata da Stanislaw Szczepanowski (1846-1900), un avvocato, economista e chimico polacco, che nel 1873 pubblicò la prima versione del suo rapporto intitolato Nędza galicyjska w cyfrach (La povertà galiziana in cifre). Basandosi sulla sua esperienza come lavoratore nell'India Office, oltre al suo lavoro sullo sviluppo dell'industria petrolifera nella regione di Borysław e sui dati del censimento ufficiale pubblicato dal governo austro-ungarico, egli descrisse la Galizia come una delle regioni più povere d'Europa.

Nel 1888 la Galizia occupava una superficie di 78.500 km² ed era popolata da circa 6,4 milioni di abitanti, di cui 4,8 milioni erano contadini (75% della popolazione totale). La densità della popolazione era di 81 abitanti per chilometro quadrato, superiore a quella della Francia (71 ab./km²) o della Germania.

L'aspettativa media di vita era di 27 anni per gli uomini e di 28,5 per le donne, rispetto ai 33 e 37 anni in Boemia, 39 e 41 in Francia e 40 e 42 nel Regno Unito. Anche la qualità della vita era molto più bassa. Il consumo annuo pro capite di carne non superava i 10 kg, rispetto ai 24 dell'Ungheria e ai 33 della Germania. Ciò era dovuto principalmente a un reddito medio molto più basso.

Il reddito medio pro capite non superava i 53 fiorini, rispetto ai 91 fiorini del Regno di Polonia, ai 100 dell'Ungheria e ai più di 450 del Regno Unito. Anche le tasse erano relativamente alte e ammontavano a 9 fiorini all'anno (circa il 17% del reddito), rispetto al 5% della Prussia e al 10% del Regno Unito. Pure la percentuale di persone con alto reddito era più bassa che in altre parti dell'Impero e d'Europa: la tassa sul lusso, pagata da persone il cui reddito annuo superava i 600 fiorini, era pagata da 8 persone ogni 1000 abitanti, rispetto ai 28 della Boemia e ai 99 dell'Austria Inferiore. Nonostante l'alta tassazione, il debito nazionale del governo galiziano superò sempre i 300 milioni di fiorini, ovvero circa 60 fiorini pro capite.

Complessivamente, la regione veniva usata dal governo austro-ungarico principalmente come riserva di forza lavoro a basso costo e di reclute per l'esercito, oltre che come zona cuscinetto contro la Russia. Non fu che all'inizio del XX secolo che l'industria pesante iniziò a svilupparsi, e anche allora era legata principalmente alla produzione di guerra. I principali investimenti statali nella regione furono per le ferrovie e per la fortezze di Przemyśl, Cracovia e di altre città. Lo sviluppo industriale fu connesso principalmente all'industria petrolifera privata avviata da Ignacy Łukasiewicz e alle miniere di sale di Wieliczka, funzionanti almeno fin dal medioevo.

Principali città[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Personalità della Galizia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]