Battaglia di Friedland

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 54°27′N 21°01′E / 54.45, 21.017

Battaglia di Friedland
Parte della Guerra della quarta coalizione

Napoleone a Friedland, dipinto di Horace Vernet.
Data: 14 giugno 1807
Luogo: Friedland
Esito: Vittoria francese
Schieramenti
Impero francese Impero russo
Comandanti
Napoleone Bonaparte
Michel Ney
Levin August von Bennigsen
Effettivi
Francia: 26.000 uomini 70.000 uomini
Perdite
7.000 tra caduti e feriti 25.000 tra caduti e feriti
Battaglie della Guerra della Quarta coalizione
MaidaSaalfeldJena - AuerstedtGolyminPułtuskEylauDanzicaHeilsbergFriedland


La battaglia di Friedland fu una delle maggiori vittorie di Napoleone, svoltasi nell'attuale territorio russo di Kaliningrad, un tempo chiamato Königsberg. La battaglia, tenutasi il 14 giugno 1807, sancì la vittoria di Napoleone sulla Russia e portò al trattato di pace (pace di Tilsit) con Alessandro I.

Il giorno 13 le truppe russe di Galytzin avevano respinto un corpo di cavalleria di Lannes ed occupato la località di Posthenen. Il generale Benningsen, sperando di poter sgominare le truppe del generale Lannes, diede ordine alle sue truppe di attraversare il fiume Saale e schierarsi a battaglia.

Il campo di battaglia si stendeva nel triangolo i cui vertici erano costituiti dalle località di Herichsdorf, Posthenen e Friedland. In quest'area il fiume Alle scorre formando alcune anse.

Prima dello schieramento delle forze russe Lannes, ricevuti rinforzi dal collega Oudinot, aveva riconquistato la località di Posthenen e cercava di bloccare l'avanzata russa verso Friedland e Königsberg, in attesa che il grosso delle forze comandate dallo stesso Napoleone giungesse sul luogo.

Al generale Grouchy invece non riuscì la manovra che era riuscita a Lannes, la sua avanzata venene fermata verso le 6 del mattino dai cavalieri russi ed i suoi si trovarono impantanati in una zona ricca di piccoli corsi d'acqua cosicché dovette accontentarsi di non perdere terreno. Bennigsen era riuscito a schierare quasi 50.000 uomini, al comando dei suoi generali Bagration, Kologribov e Gorčakov.

L'arrivo di Napoleone verso le 12 fu decisivo: contro le esitazioni dei suoi generali, che avrebbero preferito attendere l'arrivo delle truppe del Murat e del Davout, con le quali i francesi avrebbero goduto di una superiorità numerica schiacciante, Napoleone decise di attaccare (era il primo pomeriggio ed egli disponeva in quel momento di circa 80.000 uomini) approfittando di un grosso errore commesso dal Bannigsen: l'essersi schierato fra l'Alle ed il Seele con quest'ultimo alle spalle.

Ordinò quindi al maresciallo Ney di attaccare sulla destra affiancandosi alle truppe di Oudinot, aggirare il nemico e raggiungere i ponti di Friedland per tagliargli la ritirata. Il centro dello schieramento francese sarebbe stato tenuto da Lannes e l'ala sinistra da Mortier e Grouchy. Le truppe del generale Victor e la Guardia Imperiale guidata da lui stesso avrebbero costituito la riserva. L'attacco iniziò alle 17.30, sorprendendo il Bennigsen che credeva che ormai i francesi avrebbero rinunciato alla battaglia per non trovarsi in combattimento la notte. Bennigsen, al primo sfondamento operato sul suo fronte dai francesi, dispose un contrattacco della cavalleria cosacca che tuttavia non sortì l'effetto sperato poiché al primo ripiegamento dei francesi giunse l'attacco della cavalleria francese ed i cosacchi dovettero ritirarsi. Tuttavia il pesante fuoco di artiglieria dei russi aveva fermato lo slancio di Ney e Bennigsen ordinò un contrattacco. Napoleone fece quindi intervenire la riserva costituita dalle truppe del Victor. Dispersi dal contrattacco della riserva, i russi si trovarono sotto il fuoco dell'artiglieria mobile dello stesso Victor ed i russi, impediti nella ritirata dai corsi d'acqua, furono decimati. Benningsen dispose allora un altro contrattacco ma l'intervento della cavalleria della Guardia Imperiale stroncò ogni tentativo. Il Maresciallo Ney, ormai liberatosi dell'artiglieria russa, avanzò secondo i piani verso Friedland. In un ultimo tentativo di impedire la catastrofe Bennigsen lanciò all'attacco la sua riserva, costituita dalla Guardia Imperiale, ma la fanteria di Ney la distrusse. Alla sera, persa ormai ogni chance Bennigsen, riuscì a ritirarsi utilizzando un guado (i ponti utilizzati per attraversare il Seele al mattino erano distrutti od in mano francese) e Napoleone non riuscì ad completare la vittoria con l'inseguimento a causa di un malinteso con i suoi generali.

Il 7 luglio Napoleone e Alessandro I firmavano il trattato di Tilsit.

[modifica] Bibliografia

  • David G. Chandler, Le Campagne di Napoleone, Milano, R.C.S. Libri S.p.A., 1998, ISBN 88-17-11577-0
Strumenti personali