Offensiva dei cento giorni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Offensiva dei cento giorni
il fronte occidentale tra l'8 agosto e l'11 novembre 1918
il fronte occidentale tra l'8 agosto e l'11 novembre 1918
Data 8 agosto - 11 novembre 1918
Luogo da Amiens, Francia, verso Mons Belgio
Esito Decisiva vittoria alleata, collasso dell'Impero tedesco
Schieramenti
Comandanti
Perdite
Francia: 531.000
Impero britannico: 411.636
Stati Uniti: 127.000
Totale: 1.069.000
785.733 tra morti, feriti e dispersi

188.700 prigionieri e
2.840 cannoni catturati dagli inglesi[1]
139.000 prigionieri e
1.880 cannoni catturati dai francesi[2]
44.142 prigionieri e
1.481 cannoni catturati dagli Usa[2]

14.500 prigionieri e
414 cannoni catturati dai belgi[2]
Voci di guerre presenti su Wikipedia

L'offensiva dei cento giorni fu l'offensiva finale della prima guerra mondiale condotta dagli Alleati contro le forze degli Imperi Centrali stanziate lungo il fronte occidentale. In francese viene talvolta chiamata Les cent jours du Canada ("i cento giorni del Canada"), per sottolineare l'importante ruolo che ebbero le forze canadesi sotto il comando della 1a Armata britannica.

Condotta dall'8 agosto 1918 all'11 novembre 1918, l'offensiva ebbe un ruolo determinante nell'accelerare la demoralizzazione delle forze tedesche che portò alla fine della Guerra[non chiaro].

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

L'operazione Friedensturm (luglio 1918) fu l'ultima delle offensive di primavera con le quali lo Stato Maggiore tedesco sperava di ottenere una vittoria decisiva sull'Intesa. I tedeschi avevano ottenuto qualche vantaggio territoriale sulla Marna, ma non erano riusciti a sfondare. Quando l'offensiva si arrestò, il maresciallo di Francia Ferdinand Foch ordinò una controffensiva (a volte chiamata seconda battaglia della Marna), in seguito alla quale i tedeschi furono costretti ad abbandonare posizioni per loro indifendibili e a ritornare sulle posizioni di partenza. Le offensive di primavera avevano lasciato l'esercito tedesco estremamente indebolito sia in termini di uomini che di materiali. Agli inizi di agosto la gran parte delle divisioni schierate sul fronte occidentale era solo parzialmente idonea al combattimento.

Foch era del parere che fosse giunta l'ora che gli alleati riprendessero l'iniziativa. Il contingente statunitense erano finalmente presente in forze in Francia, rafforzando l'esercito francese[3]. Il comandante in capo dell'AEF, John Pershing intendeva ritagliare per le proprie forze un ruolo indipendente. Nello stesso tempo il contingente britannico era stato rafforzato dall'arrivo di truppe reduci dalle campagne del Medio Oriente e dal fronte italiano[4].

Foch approvò pertanto il piano di Douglas Haig, comandante delle forze britanniche, che prevedeva un attacco sulla Somme, ad est di Amiens[3]. Si trattava di una scelta azzeccata per diverse ragioni: la Piccardia era un territorio idoneo all'impiego di carri armati, ed inoltre la zona era presidiata da truppe tedesche inesperte.

Battaglie[modifica | modifica sorgente]

Amiens[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Amiens (1918).

La battaglia di Amiens ebbe inizio l'8 agosto 1918, con un attacco di 10 divisioni alleate (francesi, britanniche, canadesi e australiane) e l'impiego di oltre 500 carri armati[5]. I preparativi dell'offensiva erano stati tenuti nascosti, e per questo i tedeschi vennero colti completamente di sorpresa[6][7]. Il corpo di spedizione australiano e quello canadese riuscirono a sfondare le linee tedesche, mentre i carri armati attaccavano le posizioni tedesche, seminando panico e confusione. Alla fine della giornata si era creato un varco di 24 chilometri nelle linee tedesche a sud della Somme[8]. Gli alleati avevano catturato 17000 prigionieri e 330 cannoni. Il totale delle perdite tedesche assommò a 30000 uomini (tra morti, feriti e prigionieri), a fronte di 6500 perdite alleate. Erich Ludendorff, di fronte alle dimensioni della sconfitta, parlò del giorno più nero per l'esercito tedesco[6].

L'avanzata proseguì per tre giorni, ma senza i risultati spettacolari[9] durante questi tre giorni, gli alleati avanzarono di 19 km, molti dei quali il primo giorno, come risultato di un parziale rafforzamento tedesco dell'8 agosto[10]. Il 10 agosto i tedeschi cominciarono a ritirarsi dal saliente che avevano occupato durante l'operazione Michael, per trincerarsi dietro la linea Hindenburg[11].

Somme[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Seconda battaglia della Somme.

Il 15 agosto Foch aveva chiesto a Haig di proseguire l'offensiva di Amiens. Ma nel frattempo i tedeschi avevano spostato riserve nella zona, e i progressi delle truppe alleate diventavano sempre più difficoltosi. Haig quindi rifiutò, e decise di lanciare una nuova offensiva nel settore della Somme, offensiva che iniziò il 21 agosto[12].

1º settembre 1918, Péronne. Truppe australiane con mitragliatrice durante i combattimenti in città.

L'offensiva, portata avanti dalla terza armata britannica, fu un successo, e spinse indietro i tedeschi di più di 55 chilometri. La città di Albert cadde il 22 agosto[13], e il 29 agosto[14] i britannici ripresero l'offensiva avanzando di altri 12 chilometri, e conquistando Bapaume il 29 agosto. Quando l'artiglieria pesante venne riportata a ridosso delle nuove linee, la quarta armata britannica lanciò un nuovo attacco, e nella notte del 31 agosto truppe australiane traversarono la Somme, sfondando le linee tedesche a Mont St. Quentin e Péronne. Il 2 settembre, anche in questo settore del fronte, i tedeschi erano tornati sulle posizioni dalle quali avevano lanciato le loro offensive primaverili.

Sfondamento della linea Hindenburg[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Cambrai-San Quintino.

Foch ora pensava ad una grande offensiva, una serie di attacchi alle linee tedesche, su diversi assi d'avanzata convergenti su Liegi.

La difesa tedesca era imperniata sulla linea Hindenburg[15], una linea fortificata che si estendeva da Cerny sull'Aisne sino ad Arras. Prima affrontarla, vennero ridotti i due salienti ad est e ovest di essa: quello di St. Mihiel - con un'offensiva iniziata il 12 settembre, e quello di Épehy, attaccato il 18 dello stesso mese.

Il primo attacco della grande offensiva venne lanciata dal corpo di spedizione americano, nella zona della Mosa-Argonne. Due giorni più tardi ebbe inizio una seconda offensiva a nord, nei pressi di Ypres. Ambedue procedettero speditamente nei primi giorni, ma vennero poi rallentate per motivi logistici, in particolare nel settore affidato agli americani[16].

Negli stessi giorni truppe canadesi in forze al corpo di spedizione britannico avevano intaccato la linea Hindenburg nelle vicinanze di Cambrai. Quindi il 30 settembre Haig lanciò l'attacco principale alla linea Hindenburg, guidato dalle divisioni 27 e 30 del corpo di spedizione americano, aggregate al corpo di spedizione australiano. Gli americani conquistarono il canale sotterraneo lungo 7 chilometri nei pressi di Bellincourt, ma subirono poi intensi contrattacchi, e dovettero essere soccorse dagli australiani[17].

Due giorni più tardi una divisione britannica effettuò con successo un attacco anfibio lungo il canale all'estremità meridionale del canale, per ampliare la breccia. Il 5 ottobre la quarta armata britannica era riuscita a sfondare la linea Hindenburg in tutta la sua profondità

Il collasso delle difese tedesche costrinse l'alto comando ad ammettere che la guerra era perduta. L'evidente crollo del morale tedesco convinse diversi comandanti e leader politici alleati che era possibile terminare la guerra nel 1918, mentre in precedenza tutti gli sforzi erano rivolti a raccogliere le forze per un attacco decisivo previsto per i primi mesi del 1919.

Ritirata tedesca[modifica | modifica sorgente]

In ottobre le forze tedesche furono costrette a cedere parte dei territori occupati nel 1914, ma la ritirata non si trasformò in rotta. Le perdite alleate rimasero molto elevate, e i combattimenti perdurarono sino alle 11 e 11 dell'11 novembre, quando, dopo 51 mesi di combattimenti, finalmente le armi tacquero. In quel momento l'esercito tedesco occupava ancora parte della Champagne e gran parte del Belgio[18].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bond 1990, p. 20.
  2. ^ a b c Reid 2006, p. 448.
  3. ^ a b Bean, p. 472.
  4. ^ Bean, p. 155.
  5. ^ Bean, p. 497.
  6. ^ a b (EN) John Frederick Bligh Livesay, Canada's Hundred Days: with the Canadian Corps from Amiens to Mons, Aug. 8—Nov. 11, 1918, Toronto, Thomas Allen, 1919, pp. 20, 95.
  7. ^ Norm M. Christie, For King and Empire, The Canadians at Amiens, August 1918, CEF Books, 1999, ISBN 1-896979-20-3.
  8. ^ (EN) Shane B Schreiber, Shock army of the British Empire: the Canadian Corps in the last 100 days of the Great War, St. Catharines, Ontario, Vanwell [1977], 2004, ISBN 1-55125-096-9, OCLC 57063659.
  9. ^ Douglas Orgill, Armoured onslaught: 8th August 1918, New York, Ballantine Books, 1972, ISBN 0-345-02608-X.
  10. ^ Canada's Hundred Days, Veterans Affairs Canada, 29 luglio 2004. URL consultato il 7 agosto 2008.
  11. ^ Daniel George Dancocks, Spearhead to Victory—Canada and the Great War, Hurtig Publishers, 1987, p. 294, ISBN 0-88830-310-6, OCLC 16354705.
  12. ^ Bean, p. 713-714.
  13. ^ History of the Great War - Principal Events Timeline - 1918. URL consultato l'11 giugno 2010.
  14. ^ History of the Great War - Principal Events Timeline - 1918. URL consultato l'11 giugno 2010.
  15. ^ Mont St Quentin - Peronne 31 August - 2 September 1918. URL consultato l'11 giugno 2010.
  16. ^ Hanotaux, p. 125.
  17. ^ Mont St Quentin and Péronne: Australian Victories in Australian War Memorial, 1998. URL consultato il 25 dicembre 2008.
  18. ^ (EN) Norm M Christie, The Canadians at Cambrai and the Canal du Nord, August–September 1918, For King and Empire: a social history and battlefield tour, CEF Books, 1997, ISBN 1-896979-18-1, OCLC 166099767.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Norm Christie, For King & Empire, The Canadians at Amiens, August 1918. CEF Books, 1999, ISBN 978-1-896979-20-5
  • Norm Christie, For King & Empire, The Canadians at Arras, August — September 1918. CEF Books, 1997, ISBN 978-1-896979-43-4
  • Norm Christie, For King & Empire, The Canadians at Cambrai and the Canal du Nord, September — October 1918, CEF Books, 1997, ISBN 978-1-896979-18-2
  • Daniel G. Dancocks, Spearhead to Victory – Canada and the Great War. Hurtig Publishers, 1987, ISBN 978-0-88830-310-3
  • John Frederick Bligh Livesay, 1875–1944. Canada's hundred days: with the Canadian corps from Amiens to Mons, Aug. 8 – Nov. 11, 1918, 1919, ISBN 978-0-665-73263-8
  • Orgill Douglas, Armoured onslaught: 8th August 1918. 1972 ISBN 978-0-345-02608-8
  • Shane B. Schreiber, Shock Army of the British Empire – The Canadian Corps in the Last 100 Days of the Great War, Vanwell Publishing, 2004, ISBN 978-1-55125-096-0
  • Bean, C.E.W. Official Histories – First World War, Volume VI – The Australian Imperial Force in France during the Allied Offensive. Angus and Robertson Ltd (1942)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]