Ferdinand Foch

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Ferdinand Foch
Ferdinand Foch pre 1915.jpg
Nato Tarbes, 2 ottobre 1851
Morto Parigi, 20 marzo 1929
Dati militari
Grado Flag of France.svg
Maresciallo di Francia
Guerre Prima guerra mondiale
Battaglie Battaglia di Lorena
Prima battaglia della Marna
Corsa al mare
Battaglia della Somme
Seconda battaglia della Marna
Offensiva dei cento giorni
Nemici storici Impero Tedesco
Innovazioni teoria dell'offensiva ad oltranza

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Ferdinand Foch (Tarbes, 2 ottobre 1851Parigi, 20 marzo 1929) è stato un generale francese. Ufficiale d'artiglieria tecnicamente preparato, tra i teorici principali dell'esercito francese nel periodo precedente la prima guerra mondiale e assertore delle nuove aggressive concezioni belliche dell'offensiva ad oltranza, dell'elan, della mistique della volontà (l'importanza determinante della volontà e della determinazione per vincere in battaglia), svolse ruoli di comando di grande importanza durante la Grande Guerra a partire dalla prima battaglia della Marna. Dopo alcuni insuccessi e una temporanea perdita di influenza all'interno dell'esercito, nell'aprile 1918 divenne, su decisione dei governi dell'Intesa, il comandante in capo di tutti gli eserciti alleati sul fronte occidentale e condusse la vittoriosa fase finale delle operazioni fino alla resa della Germania Imperiale.

Foch, generale dotato di grande spirito offensivo e capace di progettare ambiziose operazioni strategiche spesso rivelatesi impraticabili nella realtà concreta della guerra di trincea, venne considerato l'artefice della vittoria e raggiunse grande prestigio in tutto il mondo dopo la fine della guerra.


Biografia[modifica | modifica sorgente]

« La victoire, c'est la volonté »
(Massima di Ferdinand Foch sull'importanza decisiva della forza di volontà dei capi e delle truppe per vincere in guerra[1])

Gli inizi della carriera e l'insegnamento teorico[modifica | modifica sorgente]

Nacque nel 1851 a Tarbes, città ai piedi dei Pirenei, da famiglia benestante (il padre era funzionario statale), fervente cattolica e di origine basca-alsaziana. Allo scoppio della guerra franco-prussiana, nel 1870, abbandonò l'istituto gesuita che stava frequentando a Metz per arruolarsi in fanteria.

Il generale nel 1916.

La guerra finì, con la sconfitta francese, prima che potesse partecipare ai combattimenti, e Foch completò gli studi nella Metz occupata dalle truppe prussiane. L'odio antitedesco ed il sentimento di revanche non lo abbandonarono mai da allora.

Nell'ottobre 1871 entrò a École polytechnique, quindi alla scuola di applicazione di artiglieria (1875); entrò quindi in servizio presso il 24º Reggimento artiglieria di stanza a Tarbes. Frequentò quindi la scuola di applicazione di cavalleria, e nel 1885 si iscrisse all'École de Guerre, la principale scuola di guerra francese e centro della élite militare del tempo. Nel 1895 diventò professore della stessa scuola e le sue lezioni vennero raccolte nei volumi "I principi della guerra" e "La condotta della guerra". In questi volumi è evidente la sua vicinanza teorica al barone prussiano Carl von Clausewitz.

Dalla cattedra Foch predicò con grande efficacia la dottrina dell'attacco e dell'offensiva ad oltranza, e affermò che lo spirito aggressivo, il coraggio (cran) e lo slancio vitale (élan vital) dei soldati francesi, fossero i fattori determinanti nel raggiungimento della vittoria. Pur sostenendo con entusiasmo queste teorie offensive, Foch prese in considerazione anche la necessità di adottare misure di sicurezza (la sureté) e di applicare le sue teorie con intelligenza, ma sottovalutò alcune novità tecniche come l'aviazione. Sostenitore della guerra di movimento di tipo napoleonico, Foch teorizzò la necessità di progettare grandi operazioni strategiche offensive contro la Germania: l'esercito francese avrebbe ottenuto la revanche marciando direttamente da Magonza a Berlino[2].

Diventò direttore dell'École nel 1908. Nel 1910, in tale veste e su invito di Nicola II, compì un viaggio in Russia, ad assistere alle manovre dell'esercito zarista, durante il quale ebbe modo di valutare le condizioni economiche e militari dell'alleato d'oriente.

Nel 1911 prese il comando della 14ª Divisione, nel 1912 quello dell'VIII Corpo d'armata e nell'agosto 1913 quello del XX Corpo d'armata di stanza a Nancy formato da soldati reclutati in Lorena.

Prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Il generale, a destra, insieme al generale Joseph Joffre.

Combattimenti in Lorena[modifica | modifica sorgente]

La sua carriera sul campo fu altrettanto veloce e brillante. Allo scoppio della prima guerra mondiale era sempre al comando del XX corpo d'armata che prese parte, alle dipendenze della 2ª Armata, alla battaglia delle frontiere combattendo nei violenti e sanguinosi scontri in Lorena. Le truppe del XX corpo durante la campagna dimostrarono, sotto la guida molto aggressiva di Foch, combattività e guidarono l'avanzata iniziale francese fino a Morhange dove tuttavia il 20 agosto 1914 vennero contrattaccate di sorpresa dai bavaresi del III corpo d'armata del generale Ludwig von Gebsattel[3][4].

I soldati del XX corpo d'armata dovettero infine ripiegare verso Nancy pur mantenendo la coesione grazie anche alle capacità dimostrate durante la ritirata dal generale. Foch venne coinvolto in alcune polemiche riguardo alle responsabilità della sconfitta a Morhange e venne accusato di eccessiva aggressività e di scarsa cautela; circolarono critiche sul suo operato[3]. In particolare egli avrebbe attaccato di propria iniziativa la mattina del 20 agosto nonostante gli ordini del generale Édouard de Castelnau, il comandante della 2ª Armata, prescrivessero di rimanere sulla difensiva; Foch affermò che gli ordini giunsero troppo tardi quando ormai la battaglia era in corso[5]. Tra Castelnau e Foch i rapporti divennero difficili e alla fine della guerra quest'ultimo si sarebbe opposto alla promozione del suo ex superiore a maresciallo di Francia[3]. Il generale Joseph Joffre invece, pur segnalando l'incauta avanzata del XX corpo d'armata, apprezzò il dinamismo e l'aggressività di Foch, la sua fiducia, il suo carattere determinato e la sua "superiore abilità militare"[6].

Foch si dimostrò abile durante la ritirata e soprattutto nei combattimenti difensivi nel trouée de Charmes; egli divenne il protagonista principale della difesa di Nancy e furono le truppe del XX corpo d'armata che contrattaccarono sul fianco i bavaresi che marciavano su Epinal, riuscendo a bloccare il nemico[7].

La prima battaglia della Marna[modifica | modifica sorgente]

Da sinistra: il generale Philippe Petain, il generale Douglas Haig, Ferdinand Foch e il generale John Pershing.

Il generale Joseph Joffre, mentre procedeva alla brusca destituzione di molti ufficiali superiori ritenuti deboli e pessimisti, riconobbe invece le capacità e la risolutezza mostrata da Foch durante la campagna di Lorena e il 27 agosto gli assegnò il comando della nuova 9ª Armata che prese parte dal 6 settembre alla Prima battaglia della Marna. Le truppe di Foch furono impegnate nei duri combattimenti nelle paludi di Saint-Gond e rischiarono di essere sbaragliate. Il generale Foch dimostrò determinazione e tenacia e riuscì alla fine a fermare i tedeschi e raggiungere il successo nel suo settore, contribuendo alla vittoria finale francese sulla Marna, decisiva per l'esito complessivo della guerra[8].

Il successo sulla Marna diede notevole prestigio al generale Foch che, dopo aver svolto un importante lavoro teorico prima della guerra, aveva anche dimostrato qualità di comandante e di stratega sul campo di battaglia. Nella fase successiva ottenne alcuni successi durante l'inseguimento dei tedeschi e quindi guidò la sua armata nella Prima battaglia dell'Aisne che terminò con l'arresto dell'avanzata francese. Il generale Joffre aveva piena fiducia in Foch e lo incaricò di coordinare le difficili operazioni che condussero alla corsa al mare; Foch diresse con abilità questa complessa manovra e riuscì a bloccare l'avanzata tedesca verso le coste della Manica. Il 4 ottobre 1914 venne nominato dal generale Joffre, col titolo di "aggiunto del comandante in capo", comandante del settore nord del fronte, che comprendeva, oltre ad alcune armate francesi, la zona d'operazioni del Corpo di Spedizione Britannico.

La guerra di trincea[modifica | modifica sorgente]

In tale ruolo sovrintese alle operazioni nel corso delle battaglie di Ypres, La Bassée, Somme (1916).

Dopo aver servito brevemente sul fronte italiano venne nominato, con il determinante sostegno di Georges Clemenceau, comandante in capo delle truppe francesi nel marzo 1918, in un momento critico per la Francia, che vedeva Parigi minacciata dall'imponente (e ultima) offensiva tedesca. La controffensiva coordinata da Foch di inglesi, statunitensi e francesi ebbe successo (Seconda battaglia della Marna, luglio 1918) e i tedeschi iniziarono una lenta ritirata che si sarebbe conclusa con lo sfondamento del loro fronte nel novembre 1918.

Foch ebbe un ruolo cruciale nella vittoria alleata e nella conseguente Conferenza di Parigi, che avrebbe portato alla stipula del Trattato di Versailles, anche se le sue tattiche clausewitziane, estese sin dall'inizio del conflitto a tutte le truppe alleate, portarono a perdite ingentissime e spesso evitabili.

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Monumento funebre al Maresciallo Ferdinand Foch all'interno dell'Hôtel des Invalides

Durante il dopoguerra osservò, con notevole lungimiranza, che quella firmata a Versailles con la Germania «Non è pace. È un armistizio di vent'anni» date le condizioni poste agli sconfitti.

Morì nel 1929 a Parigi.

Le perdite familiari[modifica | modifica sorgente]

Non va inoltre dimenticata la perdita subita dal maresciallo Foch agli inizi della guerra, le morti, il 22 agosto 1914, del venticinquenne figlio Germain, e del cugino, il caporale Andrè Becourt, caduto a Charleroi il giorno successivo: queste furono perdite che colpirono molto il generale Foch ma non influenzarono mai la condotta, sempre cavalleresca nei confronti del nemico, da lui tenuta nel corso della guerra.

Stato di servizio[modifica | modifica sorgente]

Dignità e distinzioni[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze francesi[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore
— 9 luglio 1892
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore
— 11 luglio 1908
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore
— 31 dicembre 1913
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore
— 18 settembre 1914
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore
— 8 ottobre 1915
Médaille militaire - nastrino per uniforme ordinaria Médaille militaire
— 21 dicembre 1916
Ufficiale dell'Ordine delle Palme Accademiche - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine delle Palme Accademiche
Croix de Guerre del 1914-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Croix de Guerre del 1914-1918
Medaille commemorative de la guerre 1870-1871 - nastrino per uniforme ordinaria Medaille commemorative de la guerre 1870-1871

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Croce della Libertà per il comando militare di I Classe (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce della Libertà per il comando militare di I Classe (Estonia)
Cavaliere di II Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di II Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero Russo)
— 1916
Cavaliere di III Classe dell'Ordine di Lāčplēsis (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di III Classe dell'Ordine di Lāčplēsis (Lituania)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite (Marocco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite (Marocco)
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila bianca (Polonia)
— 15 aprile 1923
Gran Croce e Stella dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce e Stella dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia)
— 15 aprile 1923
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
Compagno del Distinguished Service Order (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno del Distinguished Service Order (Regno Unito)
Membro dell'Ordine al Merito (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine al Merito (Regno Unito)
Distinguished Service Medal (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Distinguished Service Medal (Stati Uniti)

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Les principes de la guerre (I principi della guerra), 1903
  • La conduite de la guerre (La condotta della guerra), 1904
  • Mémoire pour servir à l'histoire de la guerre 1914-1918, Parigi, 1930; ed. italiana: Ferdinand Foch, Memorie, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1931.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ B.Tuchman, I cannoni d'agosto, p.46.
  2. ^ B.Tuchman, I cannoni d'agosto, pp. 45-46 e 58.
  3. ^ a b c K.Krafft von Dellmensingen, 1917 lo sfondamento dell'Isonzo, p. 21.
  4. ^ B.Tuchman, I cannoni d'agosto, pp. 305-306.
  5. ^ H.Herwig, The Marne, 1914, p. 93.
  6. ^ M.S.Neiberg, Foch: supreme allied commander in the Great War, p. 21.
  7. ^ B.Tuchman, I cannoni d'agosto, pp. 306-307.
  8. ^ I.Sumner, The first battle of the Marne, pp. 58-63.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Seggio 18 dell'Académie française Successore
Melchior de Vogüé 1918 - 1929 Philippe Pétain

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