Prima battaglia della Marna
| Prima battaglia della Marna | |||||||
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| Parte della Prima guerra mondiale-Fronte occidentale | |||||||
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| Schieramenti | |||||||
| Comandanti | |||||||
| Joseph Joffre John French |
Helmuth von Moltke Karl von Bülow Alexander von Kluck |
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| Effettivi | |||||||
| 1.071.000 | 1.485.000 | ||||||
| Perdite | |||||||
| 250.000 francesi (80.000 morti) 13.000 britannici (1.700 morti) |
circa 250.000 | ||||||
La Prima battaglia della Marna (nota anche come "Miracolo della Marna") fu una battaglia della Prima guerra mondiale combattuta sul fronte occidentale dal 5 al 12 settembre 1914 in cui furono utilizzate apparecchiature ricetrasmittenti. L'evento costituì un punto di svolta nel corso dell'intera guerra poiché segnò il fallimento del tedesco Piano Schlieffen e, per quattro anni, la fine della guerra di movimento.
Indice |
[modifica] Svolgimento
Alla fine di agosto del 1914 l'intero esercito alleato, costituito al tempo essenzialmente dall'esercito francese rinforzato dal Corpo di Spedizione Britannico, era stato costretto alla ritirata verso Parigi in seguito alla serie di sconfitte della battaglia delle Frontiere, mentre le due principali armate tedesche penetravano in Francia. Parigi stessa sembrò sul punto di cadere.
Sir John French, comandante del Corpo di Spedizione Britannico, iniziò a pianificare una ritirata generale britannica alle città portuali della Manica per un'evacuazione dal continente. Il governatore militare di Parigi, Joseph Simon Gallieni, incontrò Lord Kitchener per proporre un contrattacco comune (in questa fase della guerra non esisteva ancora un comando unico centralizzato fra gli Alleati) non appena i tedeschi fossero giunti sulla Marna.
Il 2 settembre l'estrema destra tedesca aveva piegato verso sud, minacciando di accerchiare le armate alleate in ritirata dalla Lorena. Il generale Joffre aveva allestito una nuova armata a Parigi, la 6a, comandata dal generale Maunoury: Gallieni propose di impiegarla per portare un attacco sul fianco ovest della 1ª Armata tedesca di von Kluck, a partire dalla Marna, per Nanteuil-le-Haudouin e Meaux, il 5 settembre.
Attaccata a sua volta in forze il 7 settembre, la 6ª Armata riuscì a resistere per i due giorni successivi grazie, fra l'altro, all'invio d'urgenza di 10.000 uomini della guarnigione di Parigi effettuato con la requisizione di tutti i mezzi a motore presenti nella capitale; nella memoria collettiva è rimasta soprattutto l'immagine spettacolare e incredibile per l'epoca delle 670 automobili requisite, in maggioranza taxi modello Renault AG di colore rosso, radunate davanti all'Hôtel des Invalides, in quello che fu uno dei primi impieghi di truppe motorizzate. L'apporto dei rinforzi da Parigi è spesso stato descritto come fondamentale nell'economia della battaglia, tuttavia, considerando il numero dei combattenti e l'entità delle perdite giornaliere (circa 50.000), pare oggi logico intravederne il valore unicamente propagandistico.
Finalmente il 9 settembre la 6ª Armata, battuta, si ritirò dietro la Marna. Von Kluck commise l'errore di gettarsi all'inseguimento, ma l'avanzata creò una breccia di cinquanta chilometri con la 2ª Armata di Karl von Bülow, posta alla sua destra; approfittando di ciò la 5ª Armata francese e le due divisioni del Corpo di spedizione britannico vi penetrarono attaccando le due armate tedesche sui loro fianchi scoperti.
Disorganizzati dalla manovra, spossati dalle precedenti avanzate, leggermente inferiori di numero, i tedeschi furono costretti a ripiegare sul fiume Aisne il 13 settembre. La susseguente battaglia (13-28 settembre), fatta di attacchi e contrattacchi reciproci, chiarì ad entrambi i contendenti l'impossibilità di uno sfondamento frontale d'impeto, avendo davanti un sistema trincerato anche solo abbozzato.
Il colpo d'arresto portato alle due più possenti armate tedesche segnò la fine del Piano Schlieffen. Tuttavia, secondo la frase del generale Chambe, allora giovane ufficiale di cavalleria, si trattò di una battaglia vinta ma di una vittoria perduta. In effetti, se le armate franco-britanniche riuscirono nello scopo di arrestare l'avanzata tedesca e anzi di respingerla, non furono in grado di sfruttare il vantaggio conseguito, sospingendo il nemico al di fuori del territorio francese, ma solo a qualche decina di chilometri verso nord.
Iniziò così la cosiddetta “corsa al mare”, e poi la guerra di posizione che si sarebbe prolungata per i successivi quattro anni.
| « Non so chi abbia vinto la battaglia della Marna, ma so chi l'avrebbe perduta » | |
[modifica] Bibliografia
- Isselin, Henri The Battle of the Marne Elek Books, London, 1965 (traduzione di La Bataille de la Marne Editions B. Arthaud, 1964).
- Perris, George Herbert The Battle of the Marne Methuen, London, 1920.
- Foch, Ferdinand Memorie, Mondadori, 1931.
- Wehrt, Rudolf La Battaglia della Marna Araba Fenice, Bra (CN), 2005.
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