Influenza spagnola
L'influenza spagnola, altrimenti conosciuta come la Grande Influenza, è il nome di una pandemia influenzale che fra il 1918 e il 1920 uccise almeno 20 milioni di persone nel mondo. È stata descritta come la più grave forma di pandemia della storia dell'umanità, avendo ucciso più persone della terribile peste nera del XIV secolo[1]; il numero di decessi che causò superò quello dei morti provocati dalla Grande Guerra.
All'influenza venne dato il nome di "spagnola" poiché la sua esistenza fu inizialmente riportata soltanto dai giornali spagnoli. La Spagna non era coinvolta nella prima guerra mondiale e la sua stampa non era soggetta alla censura di guerra; negli altri paesi il violento diffondersi dell'influenza venne tenuto nascosto dai mezzi d'informazione, che tendevano a parlarne come di un'epidemia circoscritta alla Spagna. In realtà, il virus fu portato in Europa dalle truppe statunitensi che, a partire dall'aprile 1917, confluirono in Francia per la Grande Guerra. Dalle biopsie di alcuni militari americani deceduti per l'influenza, i ricercatori hanno potuto ricavare dei frammenti del virus e studiarlo alla luce delle attuali conoscenze.
Allo scoppio dell'epidemia, il conflitto durava ormai da quattro anni ed era diventato una guerra di posizione: milioni di militari vivevano quindi ammassati sui vari fronti, in trincee anguste con condizioni igieniche terribili favorendo la diffusione del virus.
Il particolare contesto storico in cui si diffuse causò una decimazione della popolazione civile più di quanto non avessero fatto gli eventi bellici di per se stessi.
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[modifica] Mortalità
La prima guerra mondiale aveva ucciso dieci milioni di persone, quasi esclusivamente militari; in sei mesi, tra la fine dell'ottobre 1918 e l'aprile 1919, l'influenza spagnola colpì un miliardo di persone uccidendone almeno 20 milioni: circa 375.000 (ma alcuni sostengono 650.000) soltanto in Italia. Non è mai stato tuttavia possibile quantificare con esattezza né il numero delle vittime né quello dei contagiati. La spagnola mise in ginocchio l'intera Europa con un altissimo tasso di mortalità, che raggiunse in alcune comunità anche il 70%. Va tenuto presente che a quel tempo gli antibiotici non erano stati ancora scoperti (la penicillina verrà scoperta da Alexander Fleming solo nel 1928) e che inizialmente non venne capita la gravità e l'origine della malattia.
Sebbene l'influenza fosse causata da virus, e quindi gli antibiotici non sarebbero comunque stati efficaci per contrastarla, la maggior parte dei morti si ebbero in realtà per complicanze batteriche, ovvero infezioni opportunistiche che si sovrapposero all'influenza nell'organismo indebolito. Per queste infezioni, gli attuali antibiotici avrebbero potuto rappresentare una cura efficace riducendo drasticamente la mortalità.
[modifica] Sul fronte italiano
In Italia, il primo allarme venne lanciato a Sossano (Vicenza) nel settembre del 1918, quando il capitano medico dirigente del Servizio sanitario del secondo gruppo reparti d'assalto invitò il sindaco a chiudere le scuole per una sospetta epidemia di tifo. Di lì a poco scattò l'emergenza. Ma la spagnola, pur uccidendo moltissimi soldati italiani, colpì maggiormente l'Austria Ungheria, con circa due milioni di morti. Tra i soldati austriaci l'incidenza della mortalità fu quasi tripla rispetto ai soldati italiani: questo fu dovuto principalmente alla circostanza che i soldati dell'Impero austro-ungarico erano sottoalimentati per cui debilitati e questo per il blocco navale che rendeva impossible le importazioni degli imperi centrali.
È interessante notare come la storiografia tedesca attribuisca a questa diversa incidenza della spagnola la causa della sconfitta finale mentre in Italia, al contrario, questo aspetto non è mai stato molto approfondito. Terminata la guerra, però, la spagnola si diffuse ulteriormente, in quanto i reduci, tornando a casa, trasmisero il virus ai civili.
[modifica] Persone celebri colpite dall'influenza spagnola
- Francisco Marto, veggente di Fatima († 4 aprile 1919)
- Giacinta Marto, veggente di Fatima († 20 febbraio 1920)
- Umberto di Savoia-Aosta, conte di Salemi († 19 ottobre 1918)
- Myrtle Gonzalez, attrice statunitense († 22 ottobre 1918)
- Egon Schiele, pittore austriaco († 31 ottobre 1918)
- Augusto Mussini, pittore italiano († 3 novembre 1918)
- Guillaume Apollinaire, poeta francese († 9 novembre 1918)
- Edmond Rostand, poeta e drammaturgo francese, celebre per aver scritto l'opera teatrale Cyrano de Bergerac († 2 dicembre 1918)
- Aroldo Bonzagni, pittore italiano († 30 dicembre 1918)
- Dante Conte, pittore italiano († 4 gennaio 1919)
- Francisco de Paula Rodrigues Alves, politico brasiliano († 16 gennaio 1919)
- Umberto Moggioli, pittore italiano († 26 gennaio 1919)
- Mark Sykes, diplomatico britannico († 16 febbraio 1919)
- Jakov Michajlovič Sverdlov, politico sovietico († 16 marzo 1919)
- Louis Botha, politico sudafricano († 27 agosto 1919)
- Max Weber, economista, sociologo, filosofo e storico tedesco († 14 giugno 1920)
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Potter, CW (ottobre 2006). A History of Influenza. J Appl Microbiol. 91 (4): 572–579. DOI:10.1046/j.1365-2672.2001.01492.x. PMID 11576290.
[modifica] Bibliografia
- Johnson Niall, Britain and the 1918-19 Influenza Pandemic: A Dark Epilogue, London and New York, Routledge, 2006. ISBN 0-415-36560-0
- Tognotti Eugenia, La spagnola in Italia. Storia dell'influenza che fece temere la fine del mondo., Milano, Franco Angeli, 2002.
- Gina Kolata, Epidemia, Mondadori, 2000
- Donato Maraffino, Quel terribile autunno del 1918, Latina, 2003
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