Influenza spagnola

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Immagine al microscopio elettronico del virus dell'influenza A sottotipo H1N1 (ricreato in laboratorio)
Seattle, 1918. Il manovratore di un tram non accetta a bordo passeggeri sprovvisti di maschera

L'influenza spagnola, altrimenti conosciuta come la Grande Influenza, è una pandemia influenzale che fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone nel mondo. È stata descritta come la più grave forma di pandemia della storia dell'umanità, avendo ucciso più persone della terribile peste nera del XIV secolo[1]; e della stessa Grande Guerra.

All'influenza venne dato il nome di "spagnola" poiché la sua esistenza fu inizialmente riportata soltanto dai giornali spagnoli. La Spagna non era coinvolta nella prima guerra mondiale e la sua stampa non era soggetta alla censura di guerra; negli altri paesi il violento diffondersi dell'influenza venne tenuto nascosto dai mezzi d'informazione, che tendevano a parlarne come di un'epidemia circoscritta alla Spagna. In realtà, il virus fu portato in Europa dalle truppe statunitensi che, a partire dall'aprile 1917, confluirono in Francia per la Grande Guerra. Dalle biopsie di alcuni militari americani deceduti per l'influenza, i ricercatori hanno potuto ricavare dei frammenti del virus e studiarlo alla luce delle attuali conoscenze.

Allo scoppio dell'epidemia, il conflitto durava ormai da quattro anni ed era diventato una guerra di posizione: milioni di militari vivevano quindi ammassati sui vari fronti, in trincee anguste con condizioni igieniche terribili favorendo la diffusione del virus. Il particolare contesto storico in cui si diffuse causò una decimazione della popolazione civile più di quanto non avessero fatto gli eventi bellici di per se stessi.

Mortalità[modifica | modifica sorgente]

29 maggio 1919, Massachussets. Come in tutti i paesi, anche qui, in seguito al riempirsi degli ospedali, si fecero costruire ospedali da campo per sopperire alle esigenze dei malati

La prima guerra mondiale aveva ucciso dieci milioni di persone, quasi esclusivamente militari; in sei mesi, tra la fine dell'ottobre 1918 e l'aprile 1919, l'influenza spagnola colpì un miliardo di persone uccidendone circa 50 milioni [2] di cui circa 375.000 (ma alcuni sostengono 650.000) soltanto in Italia.

Non è mai stato tuttavia possibile quantificare con esattezza né il numero delle vittime né quello dei contagiati. La spagnola mise in ginocchio l'intera Europa con un altissimo tasso di mortalità, che raggiunse in alcune comunità anche il 70%. Va tenuto presente che a quel tempo gli antibiotici non erano stati ancora scoperti (la penicillina verrà scoperta da Alexander Fleming solo nel 1928) e che inizialmente non venne capita la gravità e l'origine della malattia.

Sebbene l'influenza fosse causata da virus, e quindi gli antibiotici non sarebbero comunque stati efficaci per contrastarla, la maggior parte dei morti si ebbero in realtà per complicanze batteriche, ovvero infezioni opportunistiche che si sovrapposero all'influenza nell'organismo indebolito. Per queste infezioni, gli attuali antibiotici avrebbero potuto rappresentare una cura efficace riducendo drasticamente la mortalità.

Sul fronte italiano[modifica | modifica sorgente]

In Italia, il primo allarme venne lanciato a Sossano (Vicenza) nel settembre del 1918, quando il capitano medico dirigente del Servizio sanitario del secondo gruppo reparti d'assalto invitò il sindaco a chiudere le scuole per una sospetta epidemia di tifo. Di lì a poco scattò l'emergenza. Ma la spagnola, pur uccidendo moltissimi soldati italiani, colpì maggiormente l'Austria Ungheria, con circa due milioni di morti. Tra i soldati austriaci l'incidenza della mortalità fu quasi tripla rispetto ai soldati italiani: questo fu dovuto principalmente alla circostanza che i soldati dell'Impero austro-ungarico erano sottoalimentati per cui debilitati e questo per il blocco navale che rendeva impossibile le importazioni degli imperi centrali.

È interessante notare come la storiografia tedesca attribuisca a questa diversa incidenza della spagnola la causa della sconfitta finale mentre in Italia, al contrario, questo aspetto non è mai stato molto approfondito. Terminata la guerra, però, la spagnola si diffuse ulteriormente, in quanto i reduci, tornando a casa, trasmisero il virus ai civili.

Persone celebri vittime dell'influenza spagnola[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ CW Potter, A History of Influenza in J Appl Microbiol., vol. 91, n. 4, ottobre 2006, pp. 572–579. DOI:10.1046/j.1365-2672.2001.01492.x, PMID 11576290.
  2. ^ Johnson NP, Mueller J (2002). "Updating the accounts: global mortality of the 1918–1920 "Spanish" influenza pandemic". Bull Hist Med 76 (1): 105–15. doi:10.1353/bhm.2002.0022 . PMID 11875246:

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Johnson Niall, Britain and the 1918-19 Influenza Pandemic: A Dark Epilogue, London and New York, Routledge, 2006. ISBN 0-415-36560-0.
  • Tognotti Eugenia, La spagnola in Italia. Storia dell'influenza che fece temere la fine del mondo., Milano, Franco Angeli, 2002.
  • Gina Kolata, Epidemia, Mondadori, 2000
  • Donato Maraffino, Quel terribile autunno del 1918, Latina, 2003

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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