Amantadina

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Amantadina
Amantadine Structural Formulae V.1.svg
Adamantadine-3D-balls.png
Nome IUPAC
1-adamantilammina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C10H17N1
Massa molecolare (u) 151.249 g/mol
Numero CAS [768-94-5]
Codice ATC N04BB01
PubChem 2130
DrugBank APRD00787
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Orale
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante

attenzione

Frasi H 302 - 315 - 319 - 335
Consigli P 261 - 305+351+338 [1]

L'amantadina (o 1-adamantilammina) è un farmaco che, inizialmente sviluppato come antivirale, ha dimostrato di essere anche efficace in alcune forme della malattia di Parkinson.[2][3]

Amantadina come antivirale[modifica | modifica wikitesto]

L'amantadina è utile nel trattamento delle infezioni virali che coinvolgono le vie respiratorie, quali i Virus dell'influenza A e i virus respiratori sinciziali. Sebbene l'approccio preferito per combattere l'influenza di tipo A sia la vaccinazione, l'utilizzo di farmaci antivirali può risultare utile in casi particolari, come pazienti che risultano allergici ai vaccini antinfluenzali o quando l'infezione è dovuta ad una variante virale non coperta da vaccini. Sebbene l'utilizzo dei farmaci per il trattamento dei virus respiratori abbia una efficacia limitata nel bloccare un'infezione già allo stadio sintomatico, farmaci come l'amantadina e i suoi congeneri (come la rimantadina), si sono dimostrati utili nel prevenire le infezioni del virus influenzale A, e sono perciò consigliati nel trattamento profilattico.

Meccanismo d'azione[modifica | modifica wikitesto]

L'esatto meccanismo d'azione non è stato completamente chiarito ma recenti studi sembrano poter affermare che l'amantadina possa legarsi ad una specifica proteina della membrana virale che media la fusione della membrana virale con la membrana citoplasmatica. Il virus dell'influenza A normalmente penetra nella cellula legandosi alle molecole di acido sialico, per poi essere endocitato. Nella vescicola endocitica, grazie alla presenza della proteina canale M2 che pompa H+ al suo interno, si crea un ambiente acido che modifica la struttura dell’emoagglutinina. Questa è infatti composta da due subunità, H1 e H2, collegate tra loro da un ponte disolfuro. H1 è l’antirecettore virale, mentre H2 (che è nascosta da H1) è la proteina fusogena. Il pH acido serve a rompere il ponte disolfuro e quindi a liberare la proteina fusogena che permette appunto la fusione. Bloccando M2 non può avvenire la liberazione dell'RNA virale e il processo infettivo è interrotto.

È ipotizzabile però anche un secondo meccanismo d'azione: una volta che il virus ha infettato la cellula umana, rilascia il proprio RNA che, utilizzando le strutture cellulari, servirà per la sintesi delle proteine virali e successivamente dei virioni che verranno rilasciati dalla cellula infettata. L'amantadina sembra possa intervenire in quest'ultimo processo, inibendo quindi la liberazione dei nuovi virioni.

Resistenza[modifica | modifica wikitesto]

La resistenza è un problema di grande rilevanza e una sfida importante nella farmacologia e nella ricerca. Infatti molti microorganismi sono in grado di sviluppare meccanismi biochimici capaci di aggirare l'attività del farmaco. Per l'amantadina la resistenza non è ancora un problema clinico, sebbene alcuni ceppi virali abbiano già dimostrato un'elevata resistenza spiegabile con una mutazione della proteina M2. La resistenza che si instaura è crociata, quindi un virus resistente all'amantadina automaticamente diventa resistente anche alla rimantadina.

Farmacocinetica[modifica | modifica wikitesto]

L'amantadina è ben assorbibile per via orale e si distribuisce bene in tutto l'organismo. Essendo in grado di passare la BEE (barriera ematoencefalica) penetra rapidamente nel SNC. L'amantadina viene scarsamente metabolizzata ed è escreta nelle urine. Ciò è a significare che in caso di insufficienza renale, l'amantadina si può accumulare nell'organismo e causare effetti tossici quali, in stato avanzato di intossicazione, insufficienza epatica e prolungata tachicardia fino ad infarto miocardico.

Effetti collaterali[modifica | modifica wikitesto]

Riguardano in particolar modo il SNC, quali: insonnia, vertigini, atassia, allucinazioni e convulsioni.[4] Dà anche livedo reticularis e edemi declivi, sintomi che non regrediscono se non con la sospensione. Deve essere evitata la somministrazione in pazienti con insufficienza renale in quanto sono comuni sintomi neurologici che possono portare a exitus del paziente; in questi pazienti l'emodialisi risulta inutile, in quanto il farmaco riesce a essere rimosso in quantità non significative[5].

Amantadina come antiparkinsoniano[modifica | modifica wikitesto]

A livello del SNC l'amantadina si è dimostrata efficace nella cura della malattia di Parkinson. In questa patologia si registra una diminuzione della quantità di dopamina a livello della sostanza nera. L'amantadina aumenta la sintesi e la liberazione della dopamina migliorando le condizioni del paziente. È anche un debole antagonista dei recettori dell'acido glutammico, neurotrasmettitore eccitatorio che modula le vie motrici. L'amantadina è comunque un farmaco di marginale importanza nella cura del Parkinson, utilizzabile nelle forme lievi ed iniziali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 15.04.2011
  2. ^ helpsalute.it - helpsalute Resources and Information. This website is for sale!
  3. ^ Farmaexplorer | Indice Analitico
  4. ^ Farmaexplorer | Indice Analitico
  5. ^ LS. Soung, TS. Ing; JT. Daugirdas; MJ. Wu; VC. Gandhi; PT. Ivanovich; JE. Hano; GW. Viol, Amantadine hydrochloride pharmacokinetics in hemodialysis patients. in Ann Intern Med, vol. 93, nº 1, luglio 1980, pp. 46-9, PMID 7396313.