Lavr Georgievič Kornilov

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Kornilov a Mosca nel luglio 1917.

Lavr Georgievič Kornilov in russo: Лавр Георгиевич Корнилов? (Öskemen, 18 agosto 1870Krasnodar, 13 aprile 1918) fu un generale dell'Esercito russo durante la Prima guerra mondiale e poi durante la Guerra civile russa.

Il generale Lavr Georgievič Kornilov.

Kornilov è conosciuto soprattutto per l'Affare Kornilov, che consisteva praticamente nel rafforzare il governo Kerenskij tra l'agosto ed il settembre 1917, ma che fallì e terminò con l'arresto di Kornilov, accusato di aver teorizzato un colpo di stato.

Carriera prerivoluzionaria[modifica | modifica wikitesto]

Originario di cosacchi kazaki, Kornilov fece carriera all'interno dell'Esercito imperiale dello Zar. Fra il 1890 ed il 1904 condusse diverse esplorazioni nel Turkestan, in Afghanistan ed in Persia, ed inoltre imparò diverse lingue dell'Asia centrale e scrisse delle relazioni sulle sue imprese.

Durante la guerra fra il Giappone e la Russia fu insignito della Croce di San Giorgio per il suo coraggio e venne promosso al grado di Colonnello. Nel corso di pesanti combattimenti fu catturato dagli austriaci nel mese di aprile 1915, quando la sua divisione si trovò isolata dal resto delle forze russe. Dopo la sua cattura, il feldmaresciallo Franz Conrad von Hötzendorff, il comandante dell'esercito austro-ungarico, lo incontrò personalmente. Essendo uno dei principali generali era un prigioniero di guerra di gran valore, ma nel luglio del 1916 Kornilov riuscì a fuggire e a ritornare in Russia.

Kornilov fu critico nei confronti della monarchia russa e dell'economia monarchica e dopo il rovesciamento da parte dei rivoluzionari del governo zarista e di Nicola II fu al comando del Distretto Militare di Pietrogrado nel marzo 1917. Nel mese di luglio divenne Supremo Comandante in capo delle forze armate del governo provvisorio.

L'Affare Kornilov[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Kornilov, pur essendo molto critico nei confronti dello Zar, riteneva che la Russia, parte della Triplice intesa, fosse vincolata a continuare la guerra contro gli Imperi centrali, e condivideva la convinzione di molti russi che, dopo la Rivoluzione di febbraio e la sconfitta militare, il paese sarebbe stato in gravi difficoltà e avrebbe potuto trovarsi in una situazione di prolungata instabilità. Lenin, grazie alla poco chiara e forse volutamente distorta comunicazione da Pietrogrado, pensò che Kerenskij avesse autorizzato Kornilov a mettere ordine nella capitale e a ristrutturare il governo, e diede ordine al Terzo Corpo di Pietrogrado di sottoporlo alla legge marziale.

Kerenskij, anche dopo essersi dimesso, continuò però a sostenere il generale Kornilov, desiderando che quest'ultimo instaurasse una dittatura militare, contrastando così il bolscevismo. Kornilov, convinto che Kerenskij fosse stato preso prigioniero dai bolscevichi e che agisse sotto coercizione, fece un appello a tutti i russi, chiedendo di "salvare la loro terra morente".

Kerenskij creò la Repubblica Russa e Kornilov fu arrestato a Bichov assieme ad altri suoi sostenitori, ma riuscì a fuggire ed a recarsi nella regione del Don, dove contribuì alla formazione antibolscevica dell'Esercito Volontario a Novočerkassk con il generale Michail Alekseev. Egli condusse infine un piccolo esercito presso Ekaterinodar, la capitale della regione di Kuban, che cominciò ad assediare, anche se, nel frattempo, alcuni militanti dell'Armata Rossa sbarcarono, andarono nella sua sede e lo uccisero, nel 1918.

Venne sepolto in un villaggio vicino. Pochi giorni dopo, quando i bolscevichi acquisirono il controllo del villaggio, rinvennero il suo cadavere e se ne fecero beffe.

Gli fu intitolata una divisione dell'Armata Bianca.

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