La guardia bianca

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La guardia bianca
Titolo originale Белая гвардия
Autore Michail Afanas'evič Bulgakov
1ª ed. originale 1924
Genere Romanzo
Lingua originale russo

La guardia bianca (in russo: Белая гвардия[?]) è un romanzo di Michail Afanas'evič Bulgakov.

Il romanzo narra le vicende dei tre fratelli Turbin (Aleksej, Nikolka ed Elena) nella Kiev del convulso inverno 1919-1920, durante la guerra civile russa. La città di Kiev, nelle mani dell’avventuriero Simon Petljura, è altresì nella morsa di un duplice accerchiamento, quello dell'atamano Shoropadskij e dei bolscevichi. Numerosi altri personaggi, pur nella rapidità di uno stile futurista, intrecciano le loro disavventure a quelle dei protagonisti e concorrono a creare un affresco di grande impatto emotivo, epico e lirico nello stesso tempo.

Dal romanzo deriva il dramma teatrale I giorni dei Turbin, molto apprezzato da Stalin.

Indice

[modifica] Personaggi

  • Aleksej Vasiljevič Turbin, ufficiale bianco e medico di malattie veneree. Ferito e colpito da tifo petecchiale, agonizza per giorni. Un (apparente) miracolo, ottenuto dalle convulse preghiere della sorella, lo riporta alla vita.
  • Elena Turbin, innamorata del marito, lo sacrifica nelle sue preghiere per ottenere la salvezza dell’amato fratello.
  • Nikolka Turbin, il fratello adolescente, combatte con eroismo disperato e mette a repentaglio la sua vita per recuperare e restituire alla famiglia il corpo del suo colonnello Naj-Turs, finito nel teatro anatomico sotto una catasta di cadaveri. Ciò gli permette di conoscere Irina, la giovane sorella del colonnello.
  • Sergei Ivanovič Talberg, marito di Elena. Abbandonerà la moglie per mettersi in salvo all’estero e, divorziato, sposerà una donna ricca.
  • Tenente Viktor Victorovic Myslaevskij, compare alla porta dei Turbin stremato e assiderato, dopo aver difeso i confini della citta. Lascia presagire quanto sia debole e mal organizzato l'esercito bianco.
  • Leonid Jur'evič Šervinskij, aiutante di battaglia nello Stato Maggiore. E' innamorato di Elena e durante le visite a casa dei Turbin darà prova delle sue abilità canore.
  • Stepanov Fëdor Nikolaevič, conosciuto come "Karas" per via del suo aspetto piccolo e compatto che ricorda quello di una carpa.
  • Colonnello Malyšev e colonnello Bolbotum, dell’esercito bianco
  • Colonnello Feliks Naj-Turs, comandante delle scuola militare di Kiev, cade eroicamente, mentre tenta di salvare i suoi allievi dalle cariche dei soldati di Petljura.
  • Julija Alexandrovna Rejss. Salva Aleksej Turbin ferito, nascondendolo in casa e curandolo. Abita nella Malo-Provalnaja, dove pure si trova la casa dei Naj-Turs. Come prevede Aleksej, i fratelli continueranno a recarvisi, e ne verrà fuori qualcosa (finalmente) di lieto.
  • Larion Larionovič, parente di campagna che si installa nella casa dei fratelli e vi porta simpatia e un po’ di benessere economico.
  • Vasilij Ivanovič Lisovič e la moglie, padroni di casa dei Turbin

[modifica] Commento

L'ucraino Bulgakov, che sceglie di scrivere in russo, si dimostra un degno erede della grande narrativa russa, in particolare di Tolstoj, e del suo profondo sentimento religioso della vita.

[modifica] Citazione

« Tutto passerà. Le sofferenze, i tormenti, il sangue, la fame e la pestilenza. La spada sparirà, ma le stelle resteranno anche quando le ombre dei nostri corpi e delle nostre opere non saranno più sulla terra. Non c’è uomo che non lo sappia. Perché dunque non vogliamo rivolgere il nostro sguardo alle stelle? Perché? »

[modifica] Edizioni italiane

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