Pogrom

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Pogrom è un termine storico di derivazione russa (погром, pronuncia: /pɐ'grom/, che significa letteralmente "devastazione"), con cui vengono indicate le sommosse popolari antisemite, e i conseguenti massacri e saccheggi, avvenute nel corso della storia russa. In particolare, il periodo caldo dei pogrom è il quarantennio compreso tra il 1881 e il 1921, con il consenso – se non con l'appoggio – delle autorità.

In senso più ampio, il termine viene utilizzato in riferimento a tutti gli episodi di violenza, danno materiale e spesso strage, contro gli Ebrei lungo la storia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Il primo pogrom contro il popolo ebraico potrebbe essere quello compiuto nel 38 d.C. ad Alessandria d'Egitto. In senso ancora più ampio e spesso decontestualizzato, si è parlato di pogrom anche come sinonimo di qualsiasi "persecuzione sanguinosa di una minoranza".

Medioevo ed età moderna[modifica | modifica sorgente]

Dopo numerosi episodi avvenuti nel corso del Medioevo e i massacri perpetrati da Bohdan Chmel'nyc'kij nel corso del Seicento, i primi pogrom dell'età contemporanea avvengono nel corso dell'Ottocento.

XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

A partire dall’episodio del pogrom di Odessa del 1871, e in particolare dalla seconda metà degli anni Settanta, scoppiò contro la popolazione ebraica un’ondata di violenza sempre più feroce, il cui apice fu raggiunto dai pogrom del biennio 1881-1882, attuati in seguito all'assassinio dello zar Alessandro II.[1] Questo porterà alla fuga degli Ebrei in vari Paesi dell'Europa Occidentale e del Medio Oriente, fra cui la Palestina.

Vengono inoltre definiti pogrom una serie di massacri di cittadini armeni eseguiti dai Curdi tra 1895 e 1896 su precisa volontà dell'impero Ottomano, cui le organizzazioni indipendentiste armene risposero con atti terroristici, peggiorando ulteriormente la propria posizione. Con il mutamento al vertice di Istanbul, quando presero il potere i "giovani turchi", sembrò che il periodo dei pogrom fosse finito per gli Armeni, ma con la guerra mondiale la situazione cambiò bruscamente, e i pogrom si trasformarono da fenomeno locale e sporadico in un organizzato e sistematico massacro.

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Con il fallimento della prima rivoluzione russa (1905), circa seicento fra villaggi e città furono al centro di pogrom; un massacro ai danni della popolazione ebraica si era già avuto nel 1903 a Kišinev (oggi Chişinău, Moldavia). Sebbene tali «spedizioni punitive» fossero accreditate come reazioni spontanee della popolazione verso gli usi religiosi ebraici, si suppone che esse furono poi sfruttate dal governo per convogliare verso l'intolleranza religiosa e l'odio etnico la protesta di contadini e lavoratori salariati sottoposti a dure condizioni di vita. Anche nella guerra civile susseguente alla rivoluzione bolscevica del 1917 furono attuati in Ucraina dai capi delle Armate bianche numerosi pogrom che causarono centinaia di migliaia di vittime.

Negli anni '30 nell'Unione Sovietica Stalin attuò una politica persecutoria nei confronti degli ebrei, che si conclusero con la purga staliniana del 1953.[2]

Durante le prime tre settimane della seconda guerra mondiale furono 250.000 gli ebrei vittime di pogrom scatenati dai cittadini polacchi approfittando del caos generale durante l'invasione tedesca.[3]

Numerosi furono anche i pogrom successivi alla seconda guerra mondiale ai danni dei sopravvissuti della Shoah, o di minoranze cristiane in terra islamica (pogrom di Istanbul); l'episodio più noto è il pogrom di Kielce del 1946, legato all'accusa del sangue della propaganda antisemita.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alessandro Cifariello, Ebrei e “zona di residenza” durante il regno di Alessandro II, p. 102
  2. ^ Louis Rapoport, La guerra di Stalin contro gli ebrei, Rizzoli, 1991
  3. ^ Gross Jan T., I carnefici della porta accanto. 1941: il massacro della comunità ebraica di Jedwabne in Polonia, Arnoldo Mondadori Editore, 2002

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]