Canton Ticino

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Repubblica e Canton Ticino
cantone
Republik und Kanton Tessin
République et Canton du Tessin
Republica e Chantun dal Tessin
Repubblica e Canton Ticino – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Capoluogo Snake-coat of arms.svg Bellinzona
Governo Consiglio di Stato (5)
Legislatore Gran Consiglio (90)
Lingue ufficiali italiano
Territorio
Coordinate
del capoluogo
46°12′00″N 9°01′00″E / 46.2°N 9.01666666667°E / 46.2; 9.01666666667 (Repubblica e Canton Ticino)Coordinate: 46°12′00″N 9°01′00″E / 46.2°N 9.01666666667°E / 46.2; 9.01666666667 (Repubblica e Canton Ticino)
Altitudine 238 m s.l.m.
Superficie 2 812 km²
Abitanti 333 753[1] (31.12.2010)
Densità 118,69 ab./km²
Distretti 8: Bellinzona, Blenio, Leventina, Locarno, Lugano, Mendrisio, Riviera, Vallemaggia
Comuni 157
Cantoni confinanti Canton Grigioni, Canton Uri, Canton Vallese, Lombardia, Piemonte
Altre informazioni
Lingue italiano (sono inoltre parlati il ticinese ed il walser, non riconosciuti ufficialmente)
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 CH-TI
Targa TI
Nome abitanti ticinesi
Localizzazione

Repubblica e Canton Ticino – Localizzazione

Repubblica e Canton Ticino – Mappa
Sito istituzionale

Il Canton Ticino (Tesìn, Tasìn o Tisìn in ticinese e in lombardo occidentale; Tessin in tedesco, francese e romancio) è il cantone più meridionale della Svizzera ed è situato sul versante sud delle Alpi. Prende il nome dal fiume Ticino che lo attraversa dalla sorgente al Passo della Novena fino al Lago Maggiore. Secondo la Costituzione cantonale "il Cantone Ticino è una repubblica democratica di cultura e lingua italiane" (articolo 1 Cost.) ed il preambolo chiarisce che "il popolo ticinese" è "fedele al compito storico di interpretare la cultura italiana nella Confederazione elvetica" (Preambolo della Costituzione)[2].

Indice

[modifica] Geografia

Il Canton Ticino è l'unico Cantone della Confederazione elvetica situato interamente a sud delle Alpi[3]. Ha una superficie di 2812 km², pari al 6,8% dell'intera superficie svizzera. Il territorio cantonale è in buona parte delimitato dal confine con l'Italia (provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte, di Varese e Como in Lombardia)[4], con la quale confina a est, ovest e sud. A nord-ovest confina con il Canton Vallese, a nord con il Canton Uri, e a nord-est con il Canton Grigioni[5].

La sua superficie è di 2.812 km², dei quali circa tre quarti sono considerati terreno produttivo. Le foreste coprono circa un terzo dell'area del Cantone, ma anche i laghi (Verbano[6] e Ceresio)[7], compongono una parte considerevole del territorio.

Il Ticino è il principale fiume del Cantone. Il suo bacino idrografico copre gran parte del territorio, scorrendo da nord-ovest attraverso la Val Bedretto[8] e la Valle Leventina[9], per entrare nel lago Maggiore in corrispondenza delle "Bolle di Magadino". Quest'ultima è una zona paludosa, non distante da Locarno[10], in cui trova posto una riserva naturale di rilevanza nazionale, costituita dalle foci dei fiumi Ticino e Verzasca. La Reuss, fiume appartenente al bacino del Reno, nasce nel cantone, a poca distanza dal Passo del San Gottardo.

I principali affluenti del fiume Ticino sono il Brenno nella Valle di Blenio[11] e la Moesa nella Val Mesolcina[12]. Gran parte del Sopraceneri, la parte settentrionale del Cantone, è stata modellata dal fiume, che vi forma un'ampia valle conosciuta come Valle Riviera[13].

Lago Maggiore visto dal rifugio alpino del Ghiridone sopra Brissago

Le terre occidentali del Cantone sono invece bagnate dal fiume Maggia[14], cui ci si riferisce al femminile (la Maggia), mentre il bacino della Verzasca, che ha origine nella valle omonima[15], si trova tra il Ticino e la Maggia.

Il bacino idrografico del Sottoceneri alimenta invece il Lago di Lugano, che attraverso il fiume Tresa, confluisce anch'esso nel Lago Maggiore e perciò nel Ticino. Gran parte del territorio è tradizionalmente considerato come parte delle Alpi ma la punta meridionale, il Mendrisiotto[16], può essere accorpata alla pianura del Po. Gli unici torrenti non tributari direttamente o indirettamente del Ticino sono il Breggia e il Morea tributari del lago di Como[17] e quindi dell'Adda, ed il Gaggiolo, tributario dell'Olona.

Il Cantone è tradizionalmente diviso in due grosse regioni separate dal Monte Ceneri[18], dette per l'appunto Sopraceneri e Sottoceneri. Tale divisione ha tuttora una certa rilevanza dal profilo socio-economico. In effetti, il Sottoceneri risente della vicinanza con l'Italia e la piazza finanziaria milanese, che ha comportato un forte sviluppo del settore bancario e assicurativo nella città di Lugano[19].

[modifica] Rilievi

Valle Leventina nelle aree montuose del nord del Ticino

Il cantone è interessato dalle seguenti sezioni e sottosezioni alpine:

La montagna più alta del cantone è l'Adula che raggiunge i 3.402 m.

[modifica] Demografia

A fine 2005 la popolazione cantonale ammontava a 322.276 abitanti, ma circa 100.000 ticinesi vivevano all'estero, soprattutto in Italia, Germania e Francia. Alla fine del 2006 gli abitanti erano in totale 324.851, con un incremento di 2575 residenti rispetto al 2005[21] pari allo 0,8% (leggermente superiore al tasso di crescita nazionale attestatosi allo 0,7%). Su questo tasso d'incremento incide in buona misura il saldo migratorio (695 residenti stranieri in più fra 2006 e 2005).
A fine 2009 la popolazione complessiva del cantone è di 335.720 abitanti.

A tale evoluzione hanno probabilmente contribuito sia il rafforzamento e la diversificazione dell'economia cantonale, sia il continuo e variegato afflusso di immigrati. La popolazione straniera nel 2007 rappresentava il 26% della popolazione totale [22], un tasso leggermente superiore alla media svizzera, che si attesta al 23%. Durante i giorni lavorativi entrano nel territorio cantonale circa 45.600 "frontalieri" (lavoratori italiani, residenti nella fascia di confine che lavorano in Ticino), che rappresentano oltre il 22% della forza lavoro del Cantone.

La crescente immigrazione, soprattutto negli ultimi anni, ha portato il Ticino ad avere una popolazione composta per quasi un quinto da persone nate in paesi diversi. Le Nazioni maggiormente rappresentate sono Italia, ex Jugoslavia, Portogallo, Spagna, Turchia e Albania.

La città più popolosa è Lugano. Grazie a una serie di aggregazioni con i Comuni della cintura urbana, la sua popolazione è cresciuta all'inizio del XXI secolo oltre i 60.000 abitanti (il sindaco Giorgio Giudici ha affermato in più interviste di voler proseguire il progetto delle aggregazioni, per portare la popolazione cittadina almeno a quota 80.000). Le altre città principali sono Bellinzona, che è la capitale amministrativa in cui ha pure sede il governo cantonale, e Locarno. Di dimensioni inferiori (sotto i 10.000 abitanti) ma con una rilevanza regionale non trascurabile sono i borghi di Airolo, Biasca, Faido e Giubiasco nel sopraceneri, Mendrisio[23] e Chiasso nel sottoceneri.

Comune/territorio 1850 1860 1870 1880 1888 1900 1910 1920 1930 1941 1950 1960 1970 1980 1990 2000
Agno 911 851 865 850 827 723 782 730 807 835 909 1 119 2 035 2 740 3 121 3 655
Agra 164 149 150 161 172 164 185 274 515 430 389 385 369 252 333 401
Aranno 268 245 294 275 286 261 244 251 249 206 183 142 161 177 224 267
Arogno 756 715 731 792 835 1 075 1 009 964 834 796 820 852 838 760 820 969
Arosio 232 176 191 201 197 186 189 198 188 214 197 177 202 237 341 422
Astano 395 349 371 389 440 384 396 341 315 283 258 227 234 209 241 290
Barbengo 552 490 484 510 558 481 496 444 448 480 503 492 611 632 1 018 1 559
Bedano 266 287 291 283 256 243 236 259 315 298 335 375 482 731 849 1 196
Bedigliora 499 522 514 501 462 495 475 445 418 376 344 314 318 349 399 540
Bidogno 489 505 527 534 557 543 483 485 491 429 401 352 314 293 322 296
Bioggio 461 518 543 561 534 585 624 611 617 575 644 799 973 981 1 268 1 504
Bironico 177 153 158 229 209 176 206 248 323 265 272 340 399 388 431 512
Bissone 302 249 233 273 274 318 341 302 394 384 397 524 587 646 693 711
Bogno 261 191 230 242 254 225 228 188 179 179 147 145 112 94 122 93
Bosco Luganese 198 189 175 199 215 189 184 201 205 181 179 169 195 213 276 348
Breganzona 399 443 482 459 483 521 696 658 708 745 883 1 455 2 759 3 444 4 654 4 782
Breno 395 412 422 398 366 398 369 342 318 293 281 215 182 172 197 255
Brusino Arsizio 291 302 331 282 269 321 333 306 316 305 326 360 346 374 378 454
Cademario 279 293 296 333 329 347 354 390 445 406 422 416 435 451 474 596
Cadempino 157 192 202 212 192 254 266 283 290 276 309 472 898 920 1 103 1 317
Cadro 419 392 438 449 447 478 545 514 544 553 546 522 792 1 012 1 572 1 797
Cagiallo 288 272 291 301 271 298 323 295 304 264 315 319 372 459 510 538
Camignolo 258 260 245 298 235 238 233 275 287 306 319 349 488 460 560 596
Canobbio 284 253 272 309 319 362 488 516 573 583 653 812 1 249 1 538 1 671 1 825
Carabbia 143 131 126 113 118 138 159 150 146 128 122 110 188 307 404 512
Carabietta 74 70 58 52 48 50 41 35 51 66 60 48 76 71 78 100
Carona 421 375 350 375 350 367 350 304 322 266 285 263 299 443 602 681
Caslano 690 674 661 642 551 651 682 666 708 740 898 1 017 1 489 2 202 2 949 3 495
Certara 142 118 164 153 168 181 180 156 157 150 136 100 75 54 52 65
Cimadera 181 181 219 193 256 271 217 214 198 192 161 144 132 77 91 100
Cimo 61 68 74 73 85 125 119 108 119 112 88 83 84 128 169 209
Comano 334 338 329 341 391 405 458 418 398 423 441 546 738 1 075 1 434 1 594
Corticiasca 241 225 258 238 242 226 270 252 225 221 198 152 106 99 87 138
Croglio 959 849 837 809 839 821 722 595 581 616 610 545 655 663 775 865
Cureggia 53 44 47 39 35 47 54 49 43 33 24 33 53 78 103 112
Cureglia 277 271 260 301 306 304 305 294 294 297 335 376 526 763 1 045 1 219
Curio 421 407 399 393 416 340 345 356 380 273 275 235 276 288 419 521
Davesco-Soragno 299 299 303 322 334 356 424 449 456 427 456 545 677 707 1 013 1 288
Fescoggia 177 176 140 136 151 149 147 121 109 105 83 82 80 72 105 88
Gandria 235 239 247 241 257 235 266 209 197 209 227 256 297 221 179 207
Gentilino 333 295 346 343 336 427 492 472 517 541 558 606 829 985 1 257 1 328
Grancia 104 129 99 91 116 139 146 111 148 149 142 152 202 255 300 366
Gravesano 149 194 207 244 212 234 254 239 245 290 300 335 428 735 947 1 022
Iseo 104 101 107 93 110 127 122 112 92 73 59 43 38 52 56 69
Lamone 347 315 318 342 353 375 403 369 440 467 541 679 1 325 1 524 1 553 1 564
Lopagno 410 405 463 408 404 397 427 354 417 395 359 391 370 344 413 496
Lugaggia 388 376 336 340 319 332 353 311 317 290 299 290 365 433 466 697
Lugano 5 939 6 231 6 916 7 070 8 185 10 847 14 988 15 514 17 672 19 778 21 448 23 937 27 121 27 815 25 334 26 560
Magliaso 435 453 458 450 467 419 476 492 530 498 581 636 889 975 1 171 1 359
Manno 275 258 221 249 235 234 246 204 228 263 272 288 590 787 970 1 045
Maroggia 211 191 203 296 342 414 496 493 481 458 577 644 689 554 575 562
Massagno 329 369 377 586 477 773 1 232 1 223 1 537 1 858 2 304 3 739 5 214 5 569 5 284 5 558
Melano 368 454 512 541 583 584 619 464 472 490 529 661 893 856 907 1 102
Melide 273 264 247 295 397 403 518 573 693 665 775 1 046 1 315 1 337 1 372 1 501
Mezzovico-Vira 465 460 441 531 447 467 467 501 462 458 493 463 526 575 828 938
Miglieglia 314 305 328 321 298 289 292 290 228 232 222 198 197 184 210 215
Montagnola 551 517 554 534 614 678 641 662 738 841 930 1 101 1 326 1 646 2 017 2 092
Monteggio 619 640 745 763 794 802 809 732 647 609 606 584 651 648 637 784
Morcote 481 493 472 547 524 515 535 513 493 513 593 597 553 604 700 754
Mugena 175 171 163 166 139 157 158 152 158 163 150 135 99 97 123 141
Muzzano 287 264 257 259 261 345 416 353 388 371 416 448 509 565 753 736
Neggio 203 169 210 230 231 183 185 186 179 177 193 258 266 315 325 352
Novaggio 441 468 442 471 466 476 493 395 463 442 432 418 517 501 606 716
Origlio 229 211 211 228 226 215 251 220 206 208 220 232 350 492 941 1 158
Pambio-Noranco 170 153 141 215 220 298 433 339 387 381 438 423 402 314 610 570
Paradiso 254 275 398 348 426 791 1 320 1 309 1 469 1 534 1 660 1 819 3 101 3 261 3 372 3 694
Pazzallo 131 129 141 147 174 154 248 268 247 227 297 310 546 848 897 1 162
Ponte Capriasca 252 206 227 244 209 213 193 177 172 187 194 173 353 768 1 174 1 478
Ponte Tresa 405 412 401 403 452 452 456 419 380 399 473 545 739 761 769 769
Porza 235 253 229 230 223 241 333 286 324 395 406 499 811 1 052 1 155 1 348
Pregassona 464 488 478 519 543 652 808 774 894 1 070 1 204 1 650 3 633 5 297 5 982 7 354
Pura 591 541 526 557 480 483 465 506 519 483 487 494 625 809 932 1 040
Rivera 400 420 398 766 478 524 557 636 754 818 879 950 1 146 1 127 1 285 1 415
Roveredo (TI) 73 72 80 82 85 95 87 99 103 90 88 90 108 112 122 126
Rovio 384 359 341 362 314 375 401 405 441 382 376 347 450 535 579 673
Sala Capriasca 549 557 576 613 505 578 544 584 541 486 549 517 652 824 992 1 179
Savosa 196 173 187 218 202 275 402 405 415 387 589 858 1 412 1 663 1 970 2 061
Sessa 621 608 593 613 636 625 626 567 547 461 452 404 402 442 554 604
Sigirino 229 215 220 364 242 236 280 230 221 210 212 209 291 237 268 390
Sonvico 823 825 998 880 936 815 889 914 908 955 1 004 1 005 1 129 1 236 1 361 1 600
Sorengo 179 201 213 207 252 337 469 383 514 509 591 898 1 355 1 292 1 683 1 557
Tesserete 257 303 292 344 382 449 545 583 643 651 810 972 1 128 1 249 1 247 1 424
Torricella-Taverne 512 529 513 662 574 587 681 645 645 663 741 847 1 067 1 612 2 317 2 704
Vaglio 236 216 232 255 242 220 243 233 225 207 210 222 267 379 424 496
Valcolla 1 167 1 131 1 223 1 095 1 122 1 088 1 050 926 869 795 687 532 472 446 510 558
Vernate 191 188 179 231 217 190 175 171 173 187 205 179 233 263 298 363
Vezia 302 319 322 467 369 407 376 437 424 399 407 499 1 404 1 253 1 480 1 575
Vezio 273 201 161 227 205 154 162 156 148 152 137 131 130 168 171 208
Vico Morcote 179 143 157 143 170 166 155 131 135 118 188 192 221 224 218 250
Viganello 319 287 328 352 411 634 1 477 1 344 1 708 1 911 2 163 3 150 4 841 5 515 5 587 6 284
Villa Luganese 264 222 225 216 211 229 194 188 207 219 233 209 203 244 332 467
Arbedo-Castione 801 773 801 832 873 1 042 1 200 1 212 1 260 1 302 1 335 1 467 2 456 3 058 3 570 3 729
Bellinzona 3 209 3 462 3 945 4 036 5 553 8 255 10 406 10 232 10 706 10 948 12 060 13 435 16 979 16 743 16 849 16 463
Cadenazzo 216 229 233 539 316 333 408 481 482 505 621 693 995 1 179 1 500 1 755
Camorino 321 337 485 515 423 405 491 571 548 552 702 920 1 376 1 476 1 709 2 210
Giubiasco 1 417 1 503 1 540 1 590 1 570 1 722 2 395 2 585 2 607 2 932 3 311 4 281 5 796 6 585 6 982 7 418
Gnosca 195 187 190 194 198 216 225 251 250 260 280 270 306 359 425 514
Gorduno 299 290 294 344 420 426 453 436 484 480 467 413 514 535 541 621
Gudo 296 316 359 389 583 373 436 404 367 387 435 410 385 437 501 679
Isone 789 789 707 743 763 750 727 729 699 709 682 472 469 371 383 353
Lumino 522 536 602 648 561 588 592 588 602 587 600 631 768 964 1 065 1 127
Medeglia 469 436 395 401 375 383 364 380 364 366 331 304 332 336 297 330
Moleno 145 130 124 106 101 111 100 97 113 86 78 72 71 71 76 105
Monte Carasso 619 633 711 758 844 956 929 1 003 982 964 1 064 1 112 1 314 1 578 1 610 2 133
Pianezzo 328 315 331 330 328 342 384 356 288 276 278 283 321 354 360 489
Preonzo 402 309 338 323 353 315 311 333 340 348 347 346 374 405 396 484
Robasacco 227 230 234 315 197 201 192 210 201 187 172 119 106 99 96 108
Sant'Antonino 329 362 385 491 386 380 367 382 359 402 440 543 711 1 130 1 711 2 066
Sant'Antonio 688 755 753 727 657 599 578 490 439 388 346 292 199 154 153 168
Sementina 310 329 347 393 409 345 410 434 437 452 534 618 1 185 2 122 2 394 2 646
Aquila 1 051 970 922 876 839 719 677 642 596 638 627 649 493 479 451 487
Campo (Blenio) 160 139 143 134 109 102 89 89 89 92 97 132 85 83 83 68
Castro 129 104 106 116 105 97 107 95 79 94 81 68 62 63 70 81
Corzoneso 369 309 272 288 288 275 326 331 319 311 322 375 390 415 429 506
Dongio 495 402 502 498 570 488 563 491 482 402 438 428 413 412 440 423
Ghirone 120 111 122 95 85 81 100 100 92 86 70 340 64 67 54 44
Largario 75 76 79 66 56 53 62 37 40 40 36 30 24 17 27 25
Leontica 473 475 439 396 459 395 421 398 440 438 408 383 367 298 279 267
Lottigna 136 134 146 146 121 125 103 101 117 106 131 113 79 79 62 79
Ludiano 389 300 344 326 322 294 271 251 219 256 242 208 206 253 228 291
Malvaglia 1 647 1 455 1 567 2 020 1 752 1 606 1 391 1 501 1 265 1 190 1 120 1 120 1 099 1 105 1 146 1 172
Marolta 136 121 124 140 124 86 102 113 80 90 75 73 53 53 49 43
Olivone 758 701 743 721 709 765 764 748 775 750 707 930 839 796 827 845
Ponto Valentino 518 434 430 426 491 424 435 490 427 377 359 341 298 248 224 218
Prugiasco 333 231 206 209 211 214 242 222 216 227 219 211 183 156 145 136
Semione 755 622 879 587 632 472 425 433 318 317 349 281 268 257 281 320
Torre 143 148 148 146 138 167 173 256 236 258 287 313 229 259 285 282
Airolo 1 624 1 652 1 724 3 674 1 697 1 628 1 690 1 840 1 714 1 719 1 848 2 023 2 140 1 995 1 734 1 593
Anzonico 328 273 267 264 246 244 229 214 172 145 148 95 96 107 95 98
Bedretto 388 334 297 251 247 257 242 244 275 263 213 148 117 77 50 72
Bodio 362 322 348 422 272 356 527 860 779 737 935 1 276 1 425 1 477 1 154 1 058
Calonico 122 116 125 107 104 81 63 60 56 54 48 43 29 31 50 42
Calpiogna 190 181 162 154 152 147 160 125 116 100 99 95 92 86 73 40
Campello 164 156 166 160 146 141 115 103 90 99 83 54 65 57 44 45
Cavagnago 342 307 293 217 180 175 156 138 120 135 134 96 83 80 94 83
Chiggiogna 188 176 218 305 294 393 421 397 552 380 473 474 474 431 406 378
Chironico 829 781 891 1 042 840 855 910 791 700 586 548 580 515 408 393 403
Dalpe 481 395 432 284 250 196 190 187 144 129 147 202 156 174 173 158
Faido 704 661 798 1 326 928 860 1 045 1 023 1 066 1 065 1 173 1 441 1 866 1 844 1 660 1 548
Giornico 707 693 652 2 171 577 768 832 882 784 696 820 1 063 1 389 1 305 1 048 885
Mairengo 170 190 190 556 371 198 218 178 174 166 189 166 157 375 249 272
Osco 452 375 389 798 429 285 287 287 281 212 188 120 122 150 101 168
Personico 306 288 307 315 283 288 328 317 303 278 270 319 401 384 379 353
Pollegio 468 414 423 521 421 531 468 384 433 435 483 644 763 717 702 723
Prato (Leventina) 424 334 330 691 453 327 308 265 311 318 306 369 389 455 368 397
Quinto 1 382 1 309 1 331 1 297 1 217 1 221 1 257 1 336 1 313 1 207 1 245 1 365 1 490 1 391 1 118 1 057
Rossura 335 309 319 264 254 209 190 162 162 182 154 112 97 71 63 55
Sobrio 365 308 367 274 266 237 184 167 140 140 98 69 61 84 78 74
Ascona 902 980 1 021 937 920 942 1 153 1 118 1 633 2 314 2 923 3 053 4 086 4 722 4 540 4 984
Auressio 198 260 249 202 193 164 139 111 113 68 76 52 56 58 71 71
Berzona 235 260 223 207 191 151 146 134 111 94 84 79 74 61 58 48
Borgnone 409 386 389 379 375 393 327 322 295 294 307 226 182 165 140 143
Brione (Verzasca) 537 636 310 394 440 676 604 523 254 302 349 337 208 185 158 203
Brione sopra Minusio 639 686 621 548 519 497 488 408 352 324 341 340 374 383 413 484
Brissago 1 266 1 136 1 298 1 481 1 684 1 639 1 800 1 637 1 577 1 762 1 931 1 845 2 120 1 987 1 909 1 833
Caviano 332 324 343 332 281 272 242 219 198 183 184 154 156 128 134 111
Cavigliano 258 238 206 195 191 225 231 233 254 266 312 294 418 440 515 646
Contone 139 167 170 357 196 199 244 270 300 317 305 322 418 435 430 703
Corippo 294 220 162 168 109 196 178 100 66 63 73 47 42 47 28 22
Cugnasco 349 562 591 699 624 433 482 435 513 451 473 428 549 593 821 1 120
Frasco 445 383 426 294 249 345 262 178 116 150 128 109 65 61 57 100
Gerra (Gambarogno) 651 644 625 681 524 451 397 404 331 314 330 283 319 268 240 254
Gerra (Verzasca) 333 394 188 426 226 413 375 292 440 424 451 474 605 805 948 1 098
Gordola 290 335 439 867 822 550 777 677 1 074 1 053 1 419 1 794 2 586 2 956 3 493 3 878
Gresso 189 233 275 300 290 278 215 227 187 140 139 96 68 61 48 35
Indemini 409 361 441 383 366 340 335 306 227 219 206 123 64 44 82 39
Intragna 1 509 1 362 1 275 1 306 1 264 1 240 1 126 1 058 947 903 957 848 841 849 857 915
Lavertezzo 464 338 352 564 431 658 542 369 420 346 358 370 429 615 802 1 098
Locarno 2 944 3 088 2 921 2 955 3 430 3 981 5 486 5 594 6 575 6 760 7 767 10 155 14 143 14 103 13 796 14 561
Loco 600 745 672 628 556 402 335 306 289 247 258 204 210 224 237 254
Losone 642 653 612 628 558 698 723 720 1 041 1 174 1 437 2 024 3 808 4 911 5 286 5 907
Magadino 586 669 667 943 744 725 708 788 770 758 821 816 1 029 1 042 1 228 1 499
Mergoscia 588 643 533 459 450 351 303 255 221 205 197 151 152 147 133 181
Minusio 894 1 006 1 028 1 006 975 1 162 1 425 1 513 2 066 2 344 2 771 3 663 5 027 5 602 5 968 6 428
Mosogno 307 333 361 349 312 280 227 168 137 119 141 73 71 57 64 57
Muralto 640 765 819 1 037 1 019 1 502 1 950 1 857 2 196 2 312 2 673 2 924 3 090 2 814 2 600 2 676
Orselina 142 170 182 231 227 212 339 384 561 568 648 678 827 767 854 866
Palagnedra 256 279 253 253 300 267 243 261 266 271 298 198 129 123 95 92
Piazzogna 221 215 208 222 175 152 166 166 152 175 185 168 223 234 264 362
Ronco sopra Ascona 378 345 342 310 303 257 315 311 413 426 540 553 682 745 702 659
San Nazzaro 477 414 317 380 315 314 288 290 271 263 291 338 582 606 632 641
Sant'Abbondio 251 208 194 268 187 170 163 132 150 123 116 122 117 132 118 123
Sonogno 334 343 306 196 165 293 263 293 116 159 151 134 86 92 76 86
Tegna 240 250 259 259 208 225 322 241 292 318 393 401 412 469 616 661
Tenero-Contra 198 244 312 377 440 557 631 695 765 842 966 1 116 1 690 1 853 1 867 2 295
Vergeletto 267 331 389 424 410 371 342 304 321 281 255 214 148 110 82 65
Verscio 347 315 350 256 285 322 321 271 310 355 414 417 569 718 798 887
Vira (Gambarogno) 617 626 588 596 523 455 451 444 471 495 454 530 589 579 531 616
Vogorno 658 454 650 562 496 661 548 504 403 408 364 351 252 263 268 304
Onsernone 927 1 100 1 262 1 279 1 267 1 175 1 046 970 865 789 732 465 367 324 327 322
Arzo 634 593 697 698 735 743 741 604 651 656 653 600 612 764 840 1 010
Balerna 889 1 026 1 109 1 207 1 333 1 612 1 906 2 072 2 259 2 408 2 625 3 040 3 885 3 455 3 418 3 415
Besazio 259 217 264 277 288 258 288 267 235 246 230 250 325 390 449 501
Bruzella 200 186 202 214 229 247 241 207 217 226 186 179 174 177 149 183
Cabbio 346 336 311 326 317 355 347 341 302 284 272 205 219 167 146 173
Caneggio 406 406 392 386 370 419 465 405 373 407 393 343 314 287 296 343
Capolago 296 243 250 271 282 360 441 419 500 483 527 538 592 601 685 758
Casima 149 140 105 114 94 94 97 109 97 88 77 73 43 34 59 61
Castel San Pietro 874 870 815 934 915 898 977 1 025 983 1 014 1 131 1 146 1 500 1 590 1 626 1 728
Chiasso 1 541 1 696 1 721 1 937 2 841 4 136 6 249 5 940 6 625 6 134 6 237 7 805 9 326 8 583 8 212 7 720
Coldrerio 677 722 666 767 815 855 949 955 974 1 029 1 158 1 356 1 882 2 070 2 432 2 538
Genestrerio 414 416 423 380 418 458 489 457 415 398 394 384 511 719 749 827
Ligornetto 795 759 746 807 812 770 880 847 860 820 855 834 970 1 092 1 283 1 408
Mendrisio 1 972 2 062 2 337 2 749 2 825 3 338 3 919 3 607 3 904 4 265 4 602 5 109 6 223 6 590 6 152 6 146
Meride 415 407 385 374 436 441 399 395 375 375 365 321 303 267 267 293
Monte 169 174 133 124 112 110 118 109 107 87 86 54 56 43 63 92
Morbio Inferiore 700 685 705 749 800 911 1 058 978 1 053 1 053 1 255 1 682 2 260 3 097 3 752 4 105
Morbio Superiore 306 325 340 323 316 303 354 331 291 304 327 326 401 538 601 700
Muggio 591 559 603 674 593 652 565 617 600 551 474 395 264 244 231 206
Novazzano 1 038 1 124 1 126 1 191 1 118 1 254 1 447 1 333 1 358 1 350 1 340 1 261 1 709 1 905 2 035 2 369
Rancate 634 634 666 660 677 717 727 683 712 684 753 798 945 1 158 1 264 1 353
Riva San Vitale 851 913 989 1 148 1 106 1 333 1 355 1 109 1 119 1 145 1 166 1 358 1 607 1 837 2 181 2 292
Sagno 154 172 174 172 173 194 206 178 141 163 171 148 147 214 202 238
Salorino 439 369 302 381 359 348 378 406 437 378 393 390 347 379 465 487
Stabio 1 780 1 976 1 813 1 732 1 828 2 255 2 045 1 930 1 905 1 703 1 796 1 818 2 113 2 613 3 082 3 627
Tremona 293 288 278 310 315 308 260 228 217 217 177 155 256 292 313 393
Vacallo 550 574 585 612 694 923 1 297 1 325 1 415 1 430 1 434 1 799 2 277 2 532 2 809 2 758
Biasca 2 035 1 942 1 871 2 230 2 093 2 733 3 299 3 236 2 772 2 586 2 882 3 349 4 696 5 447 5 673 5 795
Claro 962 899 997 1 140 986 920 912 872 889 859 934 963 1 143 1 287 1 550 2 159
Cresciano 282 319 341 386 421 595 548 511 522 474 499 521 606 468 513 587
Iragna 374 328 341 302 263 344 396 328 293 270 260 311 417 434 447 491
Lodrino 534 504 518 547 536 776 694 616 629 629 752 824 1 075 1 169 1 245 1 461
Osogna 262 308 337 361 420 656 637 597 503 466 489 524 750 774 839 941
Aurigeno 297 294 262 224 219 219 211 212 172 171 214 172 127 201 316 372
Avegno 399 353 386 389 428 322 253 219 208 167 215 235 293 393 472 493
Bignasco 202 228 234 197 201 179 186 143 165 148 186 193 200 248 217 306
Bosco/Gurin 382 342 355 345 301 266 237 210 219 197 188 144 116 65 58 71
Broglio 109 140 151 107 137 108 57 69 76 73 73 73 65 70 61 88
Brontallo 173 173 164 167 158 133 136 118 96 84 92 83 64 58 55 50
Campo (Vallemaggia) 506 429 413 397 358 291 269 256 201 187 182 143 95 59 47 58
Cavergno 455 415 420 405 394 388 379 359 360 395 399 472 511 488 489 468
Cerentino 371 332 355 302 274 209 201 178 171 139 152 114 75 50 47 58
Cevio 660 602 570 535 511 398 387 326 356 350 504 504 562 438 413 497
Coglio 195 148 159 160 156 135 97 102 78 68 73 84 70 66 92 96
Fusio 236 209 221 211 199 161 133 140 130 133 136 98 69 63 37 45
Giumaglio 413 345 321 321 281 232 249 201 176 193 204 178 167 179 195 202
Gordevio 373 342 358 336 314 278 265 259 246 254 266 294 354 559 671 798
Linescio 267 243 254 238 224 220 197 167 147 142 139 107 83 62 53 32
Lodano 140 122 115 122 116 141 129 134 103 92 134 86 86 117 185 171
Maggia 641 546 471 469 428 340 317 301 326 357 450 461 521 582 712 850
Menzonio 177 198 190 207 209 190 157 128 116 129 128 98 89 104 70 73
Moghegno 392 361 339 347 311 264 286 256 259 214 205 197 193 227 275 336
Peccia 300 273 268 267 249 229 231 209 210 202 212 244 275 203 172 171
Prato-Sornico 161 157 175 166 150 124 114 98 118 99 104 108 111 103 92 104
Someo 633 560 472 467 475 368 282 268 264 253 325 348 300 315 292 254
Ticino 117 759 116 343 119 619 130 777 126 751 138 638 156 166 152 256 159 223 161 882 175 055 195 566 245 458 265 899 282 181 306 846
Svizzera 2 392 740 2 510 494 2 655 001 2 831 787 2 917 754 3 315 443 3 753 293 3 880 320 4 066 400 4 265 703 4 714 992 5 429 061 6 269 783 6 365 960 6 873 687 7 288 010
Comune/territorio 1850 1860 1870 1880 1888 1900 1910 1920 1930 1941 1950 1960 1970 1980 1990 2000
Dist. Lugano 36 495 36 031 37 620 39 620 40 350 45 031 53 012 51 946 56 231 58 425 63 110 71 872 93 485 104 559 115 116 128 581
Dist. Bellinzona 11 582 11 921 12 774 13 674 14 910 17 742 20 968 21 174 21 528 22 131 24 083 26 681 34 657 37 956 40 618 43 398
Dist. Blenio 7 687 6 732 7 172 7 190 7 011 6 363 6 251 6 298 5 790 5 672 5 568 5 995 5 152 5 040 5 080 5 287
Dist. Leventina 10 331 9 574 10 029 15 093 9 627 9 397 9 820 9 960 9 685 9 046 9 602 10 754 11 927 11 699 10 032 9 502
Dist. Locarno 22 362 23 101 22 829 24 338 23 240 24 594 26 658 25 488 28 059 29 379 33 218 36 969 47 863 50 778 52 286 57 327
Dist. Mendrisio 17 372 17 872 18 137 19 517 20 801 24 292 28 198 26 877 28 125 27 898 29 077 32 367 39 261 41 638 43 761 45 724
Dist. Riviera 4 449 4 300 4 405 4 966 4 719 6 024 6 486 6 160 5 608 5 284 5 816 6 492 8 687 9 579 10 267 11 434
Dist. Vallemaggia 7 482 6 812 6 653 6 379 6 093 5 195 4 773 4 353 4 197 4 047 4 581 4 436 4 426 4 650 5 021 5 593
Compr. Alta Leventina 4 299 4 024 4 114 6 197 3 864 3 629 3 687 3 872 3 757 3 636 3 759 4 107 4 292 4 092 3 443 3 277
Compr. Media Leventina 4 189 3 833 4 185 5 467 4 210 3 825 3 978 3 645 3 629 3 264 3 335 3 345 3 657 3 724 3 306 3 206
Compr. Bassa Leventina 1 843 1 717 1 730 3 429 1 553 1 943 2 155 2 443 2 299 2 146 2 508 3 302 3 978 3 883 3 283 3 019
Compr. Alta Blenio 2 232 2 069 2 078 1 972 1 880 1 834 1 803 1 835 1 788 1 824 1 788 2 364 1 710 1 684 1 700 1 726
Compr. Media Blenio 2 664 2 286 2 304 2 285 2 425 2 157 2 361 2 278 2 200 2 085 2 069 2 022 1 869 1 741 1 725 1 778
Compr. Bassa Blenio 2 791 2 377 2 790 2 933 2 706 2 372 2 087 2 185 1 802 1 763 1 711 1 609 1 573 1 615 1 655 1 783
Compr. Riviera 5 191 4 926 5 057 5 589 5 371 6 666 7 122 6 841 6 311 5 978 6 521 7 180 9 438 10 414 11 164 12 537
Compr. Locarno Sp. d. 8 447 8 829 8 844 9 133 9 635 10 890 13 679 13 542 16 414 17 984 21 031 25 235 34 157 36 034 36 068 38 398
Compr. Gambarogno 3 544 3 461 3 383 3 805 3 115 2 879 2 750 2 749 2 570 2 530 2 587 2 534 3 079 3 033 3 229 3 645
Compr. Verzasca Valle 2 856 2 679 2 387 2 073 1 909 2 522 2 158 1 853 1 176 1 287 1 262 1 129 805 795 720 896
Compr. Verzasca Piano 1 634 1 873 1 882 2 933 2 543 2 611 2 807 2 468 3 212 3 116 3 667 4 182 5 859 6 822 7 931 9 489
Compr. Centovalli 2 174 2 027 1 917 1 938 1 939 1 900 1 696 1 641 1 508 1 468 1 562 1 272 1 152 1 137 1 092 1 150
Compr. Terre di Pedemonte 845 803 815 710 684 772 874 745 856 939 1 119 1 112 1 399 1 627 1 929 2 194
Compr. Onsernone 2 723 3 262 3 431 3 389 3 219 2 821 2 450 2 220 2 023 1 738 1 685 1 183 994 895 887 852
Compr. Lavizzara 1 156 1 150 1 169 1 125 1 102 945 828 762 746 720 745 704 673 601 487 531
Compr. Rovana 1 526 1 346 1 377 1 282 1 157 986 904 811 738 665 661 508 369 236 205 219
Compr. Fondo V. Maggia 4 800 4 316 4 107 3 972 3 834 3 264 3 041 2 780 2 713 2 662 3 175 3 224 3 384 3 813 4 329 4 843
Compr. Bellinzona 8 514 8 933 9 809 10 173 11 638 14 680 17 838 17 907 18 353 18 881 20 697 23 452 30 908 33 569 35 233 37 004
Compr. Piano di Magadino 1 207 1 304 1 381 2 091 1 678 1 486 1 647 1 747 1 709 1 798 1 973 2 087 2 615 3 280 4 238 5 311
Compr. Lugano 14 884 14 984 15 928 16 797 18 263 22 619 30 125 30 063 34 128 37 030 40 883 48 918 65 652 72 482 76 733 83 708
Compr. Vedeggio 3 989 4 001 3 796 4 770 4 026 4 072 4 251 4 346 4 543 4 646 4 836 4 932 6 218 7 359 9 135 10 501
Compr. Capriasca 4 499 4 395 4 716 4 683 4 589 4 610 4 802 4 695 4 759 4 602 4 880 4 924 5 717 6 932 8 391 10 093
Compr. Valcolla 1 751 1 621 1 836 1 683 1 800 1 765 1 675 1 484 1 403 1 316 1 131 921 791 671 775 816
Compr. Alto Malcantone 2 217 2 080 2 102 2 150 2 081 2 068 2 037 2 012 1 935 1 844 1 734 1 539 1 524 1 610 1 901 2 261
Compr. Medio Malcantone 4 546 4 384 4 427 4 496 4 533 4 426 4 331 3 937 3 870 3 543 3 464 3 221 3 678 3 909 4 563 5 360
Compr. Basso Malcantone 3 555 3 522 3 566 3 639 3 579 3 517 3 683 3 584 3 718 3 704 4 170 4 805 6 903 8 578 10 346 12 054
Compr. Chiasso 3 680 3 981 4 120 4 505 5 668 7 582 10 510 10 315 11 352 11 025 11 551 14 326 17 748 17 667 18 191 17 998
Compr. Mendrisio 12 809 12 993 13 293 14 291 14 631 16 525 17 517 16 174 16 600 16 564 17 434 18 560 22 198 24 402 26 149 28 473
Compr. V. di Muggio 3 195 3 168 3 075 3 267 3 119 3 272 3 370 3 322 3 111 3 124 3 117 2 869 3 118 3 294 3 373 3 724
Subr. Leventina 10 331 9 574 10 029 15 093 9 627 9 397 9 820 9 960 9 685 9 046 9 602 10 754 11 927 11 699 10 032 9 502
Subr. Blenio 7 687 6 732 7 172 7 190 7 011 6 363 6 251 6 298 5 790 5 672 5 568 5 995 5 152 5 040 5 080 5 287
Subr. Riviera 5 191 4 926 5 057 5 589 5 371 6 666 7 122 6 841 6 311 5 978 6 521 7 180 9 438 10 414 11 164 12 537
Subr. Locarno Sp. d. 8 447 8 829 8 844 9 133 9 635 10 890 13 679 13 542 16 414 17 984 21 031 25 235 34 157 36 034 36 068 38 398
Subr. Gambarogno 3 544 3 461 3 383 3 805 3 115 2 879 2 750 2 749 2 570 2 530 2 587 2 534 3 079 3 033 3 229 3 645
Subr. Verzasca 4 490 4 552 4 269 5 006 4 452 5 133 4 965 4 321 4 388 4 403 4 929 5 311 6 664 7 617 8 651 10 385
Subr. Melezza 3 019 2 830 2 732 2 648 2 623 2 672 2 570 2 386 2 364 2 407 2 681 2 384 2 551 2 764 3 021 3 344
Subr. Onsernone 2 723 3 262 3 431 3 389 3 219 2 821 2 450 2 220 2 023 1 738 1 685 1 183 994 895 887 852
Subr. Vallemaggia 7 482 6 812 6 653 6 379 6 093 5 195 4 773 4 353 4 197 4 047 4 581 4 436 4 426 4 650 5 021 5 593
Subr. Bellinzona 8 514 8 933 9 809 10 173 11 638 14 680 17 838 17 907 18 353 18 881 20 697 23 452 30 908 33 569 35 233 37 004
Subr. Piano di Magadino 1 207 1 304 1 381 2 091 1 678 1 486 1 647 1 747 1 709 1 798 1 973 2 087 2 615 3 280 4 238 5 311
Subr. Lugano 14 884 14 984 15 928 16 797 18 263 22 619 30 125 30 063 34 128 37 030 40 883 48 918 65 652 72 482 76 733 83 708
Subr. Valli di Lugano 10 239 10 017 10 348 11 136 10 415 10 447 10 728 10 525 10 705 10 564 10 847 10 777 12 726 14 962 18 301 21 410
Subr. Malcantone 10 318 9 986 10 095 10 285 10 193 10 011 10 051 9 533 9 523 9 091 9 368 9 565 12 105 14 097 16 810 19 675
Subr. Chiasso 3 680 3 981 4 120 4 505 5 668 7 582 10 510 10 315 11 352 11 025 11 551 14 326 17 748 17 667 18 191 17 998
Subr. Mendrisio 12 809 12 993 13 293 14 291 14 631 16 525 17 517 16 174 16 600 16 564 17 434 18 560 22 198 24 402 26 149 28 473
Subr. V. di Muggio 3 195 3 168 3 075 3 267 3 119 3 272 3 370 3 322 3 111 3 124 3 117 2 869 3 118 3 294 3 373 3 724
Reg. Tre Valli 23 209 21 232 22 258 27 872 22 009 22 426 23 193 23 099 21 786 20 696 21 691 23 929 26 517 27 153 26 276 27 326
Reg. Locarnese e Vallem. 29 705 29 746 29 312 30 360 29 137 29 590 31 187 29 571 31 956 33 109 37 494 41 083 51 871 54 993 56 877 62 217
Reg. Bellinzonese 9 721 10 237 11 190 12 264 13 316 16 166 19 485 19 654 20 062 20 679 22 670 25 539 33 523 36 849 39 471 42 315
Reg. Luganese 35 441 34 986 36 371 38 218 38 871 43 077 50 904 50 121 54 356 56 685 61 098 69 260 90 483 101 541 111 844 124 793
Reg. Mendrisiotto 19 684 20 142 20 488 22 063 23 418 27 379 31 397 29 811 31 063 30 713 32 102 35 755 43 064 45 363 47 713 50 195

[modifica] Lingua

La lingua ufficiale del Canton Ticino è l'italiano. È parlata ovunque anche la lingua lombarda nelle sue varietà ticinese e comasca, appartenenti al ramo occidentale, ma non è riconosciuta ufficialmente. Il Canton Ticino forma, assieme alle valli Mesolcina, Calanca, Bregaglia e Poschiavo (appartenenti al Canton Grigioni), la cosiddetta Svizzera Italiana. Il territorio cantonale rappresenta l'area più settentrionale della regione storica recentemente denominata come Insubria e l'Amministrazione Cantonale è membro di diritto della comunità della Regio Insubrica.

Il Comune di Bosco Gurin è l'unico di lingua tedesca, gli abitanti, Walser, parlano infatti il Guryner Titsch (o Ditsch).

Nel corso del XX secolo in Ticino si è assistito a un progressivo accrescimento della comunità germanofona. Molte persone si sono infatti spostate dai Cantoni di lingua tedesca al Sud delle Alpi. A questi, si aggiungono annualmente durante la stagione estiva un grande numero di turisti. La lingua tedesca gode quindi in Ticino di uno status particolarmente elevato ed è conosciuta da ampi strati della popolazione.

Tale fenomeno - intensificatosi a partire dal 1950 - aveva fatto pensare ad una progressiva germanizzazione del Cantone, in particolare dei due distretti a maggiore vocazione turistica: Locarno e Lugano. Tali preoccupazioni si sono tuttavia drasticamente ridimensionate a partire dal 1980, da quando si è verificata una costante riduzione della quota di persone di lingua madre tedesca. In termini percentuali, la quota è passata dall'11.1% del 1980 al 8.3% dell'ultimo censimento (dicembre 2000).

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Ritratti regionali dell'Ufficio federale di statistica 2000
{{{bs}}}% madrelingua bosniaca
8,3% madrelingua tedesca
{{{en}}}% madrelingua inglese
{{{es}}}% madrelingua spagnola
{{{fr}}}% madrelingua francese
{{{hr}}}% madrelingua croata
{{{hu}}}% madrelingua ungherese
83,1% madrelingua italiana
{{{lad}}}% madrelingua ladina
{{{mk}}}% madrelingua macedone
{{{pt}}}% madrelingua portoghese
{{{rm}}}% madrelingua romancia
{{{ro}}}% madrelingua rumena
1,7% madrelingua serbo-croata
{{{sl}}}% madrelingua slovena
{{{sq}}}% madrelingua albanese
{{{sr}}}% madrelingua serba
{{{tr}}}% madrelingua turca

[modifica] Religione

Modello di San Carlino alle Quattro Fontane (Roma) di Francesco Borromini a Lugano

Per secoli il cattolicesimo è rimasta l'unica confessione consentita dalle autorità nei baliaggi che oggi formano il Canton Ticino, tanto che nel 1555 i membri della comunità riformata di Locarno vennero espulsi e trovarono rifugio a Zurigo. Così nel Cantone, anche nei primi decenni dopo l'indipendenza, la religione cattolica rimase prevalente[24]. Oggi la Costituzione cantonale - non dissimilmente da quanto previsto dalla Costituzione federale svizzera - assicura piena libertà di culto ai fedeli di tutte le confessioni. La Chiesa cattolica romana e la Chiesa evangelica riformata godono di personalità giuridica di diritto pubblico: i loro rapporti con lo Stato sono regolati dalla Legge cantonale sulla Chiesa evangelica del 14 aprile 1997 e dalla legge sulla Chiesa cattolica del 16 dicembre 2002 unitamente al relativo regolamento di applicazione del 7 dicembre 2004. Le Chiese dotate di personalità di diritto pubblico si finanziano - in base ad un decreto legislativo del 1992- grazie all'imposta di culto, alla quale possono essere assoggettate solo le persone fisiche e giuridiche iscritte in uno speciale catalogo compilato da ciascuna Parrocchia. In forza di tale principio, l'imposta di culto è dunque totalmente facoltativa e consente al fedele di autodeterminarsi in piena libertà riguardo alla corrispondenza tra status di membro della Parrocchia e dovere di sovvenire alle necessità finanziarie delle stessa[24]. I cattolici seguono due riti: romano e ambrosiano.

Ora, anche a causa della forte immigrazione, il quadro confessionale si è fatto decisamente più vario, come emerge dai dati del censimento dell'anno 2000

Va rilevato che la piccola comunità ebraica è concentrata sostanzialmente a Lugano.

[modifica] Storia

[modifica] L'antichità e il Medioevo

Nell'antichità, le terre dell'attuale Ticino erano abitate da popolazioni celtiche: i Leponzi. La regione venne annessa all'Impero romano relativamente tardi, probabilmente all'inizio del principato. Secondo una teoria, le terre alpine in epoca romana erano inserite amministrativamente nella Rezia e non nella Regio Transpadana. Soltanto in età gotico-bizantina Milano, ormai divenuta il centro della prefettura d'Italia, avrebbe esteso il proprio territorio verso settentrione, giungendo a comprendere - oltre all'attuale Sottoceneri - anche il Sopraceneri. In ogni caso, la presenza romana in Ticino è attestata sia dalla toponomastica (innumerevoli i toponimi in "vicus" o "villa": Sonvico, Mezzovico, Villa Luganese, Villa Bedretto ecc.) sia dai ritrovamenti - ad esempio a Bellinzona con i resti delle mura di un'antica fortezza romana sull'attuale rocca di Castel Grande, Locarno, Minusio, Muralto, Bioggio e Tesserete -, alcuni più importanti, altri essenzialmente di monete, sarcofagi, massi avelli e altri oggetti.

Durante il Medioevo, l'area del Canton Ticino seguì poi le vicende della vicina Lombardia, con le invasioni degli Ostrogoti, dei Longobardi e infine dei Franchi. Il 2 aprile 726 da Pavia re Liutprando donò al convento di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia i suoi possedimenti a Bellinzona, Blenio, Leventina, Vallemaggia e Gambarogno con le relative parrocchie[25]. Il 4 giugno 823 da Rankweil l'imperatore Lotario confermò alla diocesi di Como la cessione dei suoi feudi nel territorio di Como e nel contado del Seprio[26]. Il 18 gennaio 901 Ludovico III il Cieco, da Bologna, confermò al vescovo di Como le cessioni fatte dai predecessori, libera le sue genti dai pedaggi e dai dazi sui mercati di Lugano e di Como, conferma la donazione della contea di Bellinzona fatta da Lotario; il 9 aprile 962 l'imperatore Ottone II confermò al convento di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia, oltre le concessioni fatte dal re Liutprando, la cappella di Santa Maria detta Primasca, e le sue proprietà in Blenio e Leventina, col libero diritto di tasse d'investitura; da Cadempino il 4 giugno 1004 re Enrico II confermò al convento di San Pietro in Ciel d'Oro tutti i suoi feudi; il 19 febbraio 1054 Enrico III da Zurigo conferma al convento della monache del Senatore a Pavia il diritto di pesca sui fiumi Po e Ticino e sui laghi Ceresio e Lario[27].

Le terre ticinesi divennero, all'incirca dopo il 1100, il teatro delle guerre fra i potenti Comuni vicini di Como e Milano, e fu definitivamente conquistata alla metà del XIV secolo dai Duchi di Milano, i Visconti, poi seguiti dagli Sforza.

Nel febbraio del 1182 le vallate di Blenio e Leventina firmarono il "Patto di Torre" giurandosi reciproca assistenza e, con la distruzione del castello di Serravalle, si liberarono del podestà. L'11 gennaio 1185 da Verona il papa Lucio III confermò al convento di Disentis, diretto dall'abate Gualtiero, diverse proprietà nelle terre ticinesi, fra le altre: Ascona, Locarno, le Centovalli e Cannobio (?) presso Brissago; il 27 aprile 1186 l'imperatore Federico Barbarossa da Biasca concesse ai sudditi di Locarno la liberazione da tutte le imposte imperiali e da ogni dipendenza dal vescovo o dalla città[28]. Il 12 febbraio 1191 da Bologna Enrico VI assicura il libero commercio sulla strada da Chiavenna a Bellinzona e conferma a Locarno e Bellinzona la facoltà di eleggere i propri consoli.

[modifica] L'arrivo dei confederati

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Campagne transalpine dei Confederati.

Nel frattempo, tuttavia, lungo tutto il corso del XV secolo i confederati svizzeri si erano lanciati alla conquista delle valli a sud delle Alpi, in tre campagne successive. Il Canton Uri conquistò definitivamente la Valle Leventina già nel 1440, dopo che tra il 1403 e il 1422 alcune di queste terre, già annesse con la forza da Uri, erano state perse. Il 23 marzo 1440 venne firmata la pace tra il duca di Milano e gli Svizzeri nell'Albergo delle due spade a Milano, gli urani conservarono la Leventina[29]. In questo contesto si ricordano tre importanti battaglie tra confederati e ducato milanese: il 30 giugno 1422 le truppe milanesi di Filippo Maria Visconti sconfissero gli Svizzeri nella battaglia di Arbedo[30]. Il 12 luglio 1426 fu firmata la pace nella collegiata di San Pietro e Stefano a Bellinzona tra gli Svizzeri e Filippo Maria Visconti; mediante pagamento in oro i confederati restituiscono la Leventina[31]. Il 7 maggio 1450 Giovanni Taddei dei Pepoli donò la valle di Blenio al conte Sante Bentivoglio di Bologna[32]. Il 10 luglio 1477 venne confermato il trattato di pace tra gli Svizzeri e Bona di Savoia e il figlio Gian Galeazzo Maria Sforza[31].

Successivamente, gli svizzeri approfittarono delle invasioni dei francesi in Italia, che presero avvio a partire dal 1494. Il 10 aprile 1503 con la pace di Arona gli Svizzeri ottennero il possesso di Bellinzona e dei villaggi di Medeglia ed Isone[33]. Infatti, in una seconda campagna nel 1500 Uri, Svitto e Untervaldo mantennero la città di Bellinzona e la Riviera, anch'esse peraltro già occupate da Uri nel 1419, ma perse nel 1422. Il 29 luglio 1506 la Dieta elvetica decretò l'invio di soldati per la difesa dei castelli di Bellinzona[34].

Chiamate dagli Stati italiani, nel 1512, per scacciare il re francese Luigi XII, le truppe dell'intera Confederazione rimisero alla testa del ducato di Milano Massimiliano Sforza, che divenne in sostanza un fantoccio degli Svizzeri. Questi ultimi furono ricompensati con l'estensione del controllo militare non soltanto sugli attuali distretti di Lugano e Mendrisio, ma ben oltre i Confini attuali. Nell'attuale Provincia di Varese erano in effetti svizzere la Valtravaglia e la Valcuvia, in cima al lago di Como la terra detta "delle Tre Pievi" e infine pure parte della Val d'Ossola. Il 9 maggio 1513 i dodici Cantoni elvetici trasformarono le Signorie sforzesche ticinesi in loro baliaggi con il relativo invio del landvogto; la Dieta confederata decise inoltre d'abbandonare il castello di Morcote e di mantenere un nuovo castellano in quello di Capolago[32].

Ben presto, però, la situazione mutò e già nel 1515 il confine fu portato alla sua posizione attuale, dopo la sconfitta patita dagli elvetici presso Melegnano - all'epoca detta Marignano - ad opera di Francesco I di Francia. Il nuovo sovrano francese calò infatti nuovamente in Italia, stregato dal sogno che già aveva attratto nella Penisola i suoi predecessori.

[modifica] I baliaggi nella Confederazione svizzera

Con l'anno 1515 prese dunque avvio il periodo detto dei confederati. I territori che nel 1803 avrebbero costituito il Cantone Ticino erano suddivisi in otto baliaggi, in linea di massima corrispondenti agli attuali distretti. I baliaggi cisalpini non appartenevano però tutti ai tredici Cantoni, che formavano allora la Confederazione Elvetica. Infatti, mentre la Leventina dipendeva solamente da Uri, gli odierni distretti di Blenio, Riviera e Bellinzona erano baliaggi, oltre che di Uri, anche di Svitto e del semicantone di Nidvaldo. Il restante territorio ticinese, invece, era spartito in quattro baliaggi di proprietà comune dei dodici cantoni, i cosiddetti Baliaggi Ultramontani o Ennetbergische Vogteien.

Il dominio confederato si manifestò praticamente solo in ambito giudiziario: il balivo (Landvogt) che i cantoni sovrani inviavano in ciascun distretto ogni due anni aveva sostanzialmente la funzione di giudice. Al di fuori dell'ambito giudiziario, il potere venne lasciato alle autorità locali. Nei baliaggi svizzeri, infatti, a differenza di quanto accadde nel resto della Lombardia, sono sopravvissute sino ad oggi l'istituzione del patriziato e quella del Consiglio parrocchiale (l'assemblea, eletta dai cattolici di un villaggio, che amministra le proprietà della parrocchia). Lo scarso interesse, di fatto, mostrato dai cantoni sovrani, venne ampiamente compensato, oltre che da un regime fiscale moderato (l'unico bene tassato era il vino[35]) e con l'esenzione - di fatto - da qualsiasi obbligo militare, anche dall'appartenenza dei baliaggi ad uno Stato neutrale, nel mezzo di un'Europa lacerata da continue guerre. Questa felice marginalizzazione si riflette nell'assenza di grandi eventi storici in questo periodo[36]. Degni di menzione, sono comunque due episodi:

[modifica] La Riforma e la Controriforma

Benché la Svizzera fosse uno dei centri della Riforma protestante, i baliaggi lombardi rimasero cattolici: chi si convertiva al protestantesimo era obbligato a trasferirsi nei cantoni protestanti; come "contropartita" ai baliaggi venne risparmiata l'inquisizione. Attorno al 1550 si formò a Locarno[10] una comunità protestante di circa 55 famiglie; per timore che la nuova fede si espandesse a sud delle Alpi, la comunità venne espulsa il 3 marzo 1555 in base ad una decisione che la Dieta dei cantoni svizzeri dell'anno precedente aveva rimesso all'arbitrato di due Cantoni di religione mista (Appenzello e Glarona). Questi ultimi, infatti, avevano deciso che i Locarnesi aderenti alla nuova confessione avrebbero dovuto tornare all'antica fede, oppure espatriare. La maggior parte delle famiglie trovò riparo oltralpe, in particolare a Zurigo. Per secoli il cattolicesimo rimase dunque l'unica confessione consentita dalle autorità nei baliaggi che oggi formano il Canton Ticino[37].

Nonostante le Diete di Ilanz del 1524 e del 1526 avessero proclamato la libertà di culto nella vicina Repubblica delle Tre Leghe (oggi Canton Grigioni) nelle terre dell'attuale Ticino, per secoli il cattolicesimo fu l'unica religione liberamente praticabile. Il 9 luglio 1532 il vescovo di Como, Bernardino della Croce[38], di Riva San Vitale[39], chiese alla Dieta di Baden di poter punire i preti non adempienti ai loro obblighi: il consenso fu negato[31]. Nel 1571 l'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo[40] volle attuarla, ma il landfogto di Mendrisio inviò gli sbirri con le forche incontro agli inquisitori comaschi che da Chiasso volevano introdurla in Ticino; il 15 marzo 1572 un editto della Dieta elvetica intimò ai commissari di non procedere a tortura o castigo di sorta prima che l'incarcerato non avesse scelto un procuratore ed avvertito la famiglia[41]. Il 10 gennaio 1581 i Cantoni cattolici si opposero energicamente all'introduzione dell'inquisizione nei baliaggi italiani «essendo eglino abbastanza forti e capaci di punire le persone sospette». Il 3 agosto per la quarta volta San Carlo Borromeo visitò le tre valli superiori ticinesi e l'ospizio del passo del San Gottardo[42].

In questa lotta contro la Riforma si distinse Carlo Borromeo, il quale combatté il protestantesimo nelle valli svizzere di lingua italiana, imponendo rigidamente i dettami del Concilio di Trento[43]. Nella sua visita pastorale in Val Mesolcina[44] del 1583, fece processare per stregoneria centocinquanta persone. Questo è uno dei processi per stregoneria meglio documentati nella storia del periodo (ci è infatti giunta la cronaca del compagno di viaggio di Carlo Borromeno, il gesuita Achille Gagliardi). Tra gli arrestati un centinaio erano donne e molti furono i torturati (la tortura era una prassi comune per chiunque venisse arrestato con l'accusa di stregoneria, inoltre era sufficiente negare l'esistenza delle streghe per essere condannati a morte). I condannati al rogo furono undici: il prevosto e dieci donne, di cui otto vennero condannate al rogo appese a testa in giù.[45][46]

Il 24 giugno 1587 la Dieta elvetica adottò il nuovo statuto per i baliaggi; il 24 giugno 1595 la Dieta richiese al papa di eleggere a vescovo di Como Eugenio Camuzio[38], già vescovo di Bobbio, ma fu eletto un milanese, perciò la Dieta espresse il suo disappunto, chiedendo la separazione diocesana dei baliaggi italiani[47]. Il 4 giugno 1614 la Suprema Autorità elvetica promulgò un decreto circa il modo d'agire contro i malefici[26]. Il 4 luglio 1649 per appianare il litigio per il possesso dell'Alpe Cravairola, dietro richiesta dell'ambasciatore spagnolo si scelsero due mediatori: lo scoltetto Dulliker ed il landamano Zweyer[48]; il contenzioso, poi riaccesosi, venne risolto con un arbitrato internazionale nel 1875.

Il 2 agosto 1752 fu siglata la convenzione di Varese tra Maria Teresa imperatrice d'Austria e i dodici Cantoni sovrani elvetici per la definizione tra i baliaggi italiani e la Lombardia[42].

[modifica] La rivolta della Val Leventina

Scoppiata nel 1755, fu legata a una lunga serie di attacchi alle prerogative della Valle Leventina[49], fino ad allora conservate nelle sue secolari istituzioni e consuetudini. Al momento della conquista, gli Svizzeri si erano infatti impegnati a rispettare le leggi e consuetudini preesistenti, anzi ne avevano imposto l'osservanza ai balivi da loro inviati, salva tuttavia la possibilità per i Cantoni svizzeri di rettificarle successivamente. Fu proprio uno di questi tentativi di modifica a scatenare la rivolta. L'insurrezione si concluse senza violenze, ma con la condanna a morte dei tre principali arrestati, con la revoca di molti diritti di cui la Valle godeva e, in particolare, con la completa riforma degli statuti vallerani[50].

Il 10 febbraio 1780 un editto milanese vietò l'usufrutto di prebende o benefici ecclesiastici lombardi ai preti ticinesi pur appartenenti alle diocesi lombarde[51].

[modifica] Verso l'indipendenza del Cantone

Durante il periodo della Repubblica Elvetica[52], per decisione di Napoleone Bonaparte[53] i baliaggi vennero riuniti a formare, nel 1798, due diversi Cantoni: Bellinzona e Lugano. Il 10 febbraio 1798, Giovanni Battista Quadri[54], Giovanni Reali e Fontana consegnarono un proclama ai rappresentanti dei Cantoni sovrani a Lugano e la mattina del 15 febbraio, i soldati della Repubblica Cisalpina[55] sbarcarono di sorpresa a Lugano. Essi incontrarono però la resistenza dei Volontari del Borgo[56] - un corpo di guardia costituito fra la popolazione locale su iniziativa dei rappresentanti dei Cantoni Sovrani - e Pietro Taglioretti fu mortalmente colpito. Seguì una convulsa giornata di scontri, al termine della quale i Cisalpini, malgrado un iniziale successo, furono respinti. Gli elementi più aperti della borghesia luganese approfittarono tuttavia degli eventi per realizzare la sospirata indipendenza del borgo al motto di "liberi e svizzeri". I dodici Cantoni a Zurigo emanarono il proclama dell'indipendenza del Canton Ticino. Il 16 febbraio i cittadini eressero l'albero della libertà in Piazza Grande. I patrioti fuggiti a Campione d'Italia mandarono a Lugano come parlamentari Dubois e Felice Maria Bellasi[57] (questi fu arrestato). Il 18 febbraio il Congresso generale a Lugano nominò i membri del Governo provvisorio. L'8 marzo arrivò il desiderato rinforzo di truppa elvetico comandato dal colonnello Emanuel Jauch[58][59]. Il 30 luglio avvenne la consegna ai volontari luganesi della bandiera regalata loro dai dodici Cantoni sovrani[34]. Il Cantone di Basilea il 12 febbraio 1798 rinunciò alla sovranità sul suo baliaggio ticinese e il 15 febbraio i dodici cantoni sovrani proclamarono a Zurigo l'indipendenza dei loro bialiaggi ticinesi; il Governo provvisorio di Lugano il 19 marzo abolì i titoli di nobiltà ed i diritti feudali; il 26 aprile il generale Guillaume Marie Anne Brune[60] fece ritirare le truppe francesi dal Mendrisiotto e a Mendrisio si tenne un Cogresso che delegò Pietro Soldini al Direttorio elvetico per chiedere l'unione con la Svizzera[61]. Il 26 maggio il Direttorio elvetico espresse un vivo ringraziamento ai difensori di Lugano e Mendrisio contro le incursioni dei partigiani della Repubblica Cisalpina; il 30 maggio il Direttorio elvetico fece istanza presso il Direttorio francese per esaudire i voti dei cittadini mendrisiotti di unirsi alla Repubblica Elvetica[62]. Il 7 giugno 1798 Giuseppe Rusconi del Palasio fu nominato prefetto nazionale del Cantone di Bellinzona; il 22 giugno la Vallemaggia e Locarno chiesero l'annessione alla Svizzera[63]. Il 19 luglio cessarono nei due Cantoni i Governi provvisori e vi subentrarono le Camere amministrative[64].

Nei giorni 28 e 29 aprile 1799 scoppiarono torbidi a Lugano con l'uccisione dell'abate Giuseppe Vanelli di Grancia, seguita dalla distruzione della stamperia Agnelli; scoppiarono tafferugli anche a Mendrisio con la fuga del viceprefetto nazionale del Cantone di Lugano; il 29 aprile fu creato a Faido un Consiglio di guerra eccitante la rivolta contro le truppe francesi; il 6 maggio un corpo di 3000 leventinesi sotto il comando del generale Taddei cominciò per l'alpe di Piora la spedizione verso il Passo del Lucomagno per impedire l'entrata dei francesi da quel valico in Ticino, mal già il giorno dopo Taddei rientrò senza nemmeno aver sparato un colpo[65]. Il 10 maggio ben 12000 francesi s'accamparono tra il fiume Moesa ed il villaggio di Lumino e il duca di Rohan entrò a Lugano alla testa di 4000 austriaci; il 12 maggio toccò un'altra sconfitta ad Hospental agli urani e leventinesi contro i francesi; scaramucce avvennero a Bironico tra francesi ed austriaci, i primi fuggirono verso Bellinzona; il 15 maggio sul passo del San Gottardo i francesi misero in rotta i leventinesi; il 28 maggio vi fu un gran combattimento alle gole dello Stalvedro tra 3000 francesi e 14000 austro-russi del generale Suvorov; il 30 maggio i francesi cacciarono gli austriaci dal ponte del fiume Moesa[66]. Il 26 giugno il comandante russo De Czweig ordinò di cessare il saccheggio del Luganese[67]. Il 17 luglio il vescovo di Como Carlo Rovelli[68] inviò una lettera pastorale riguardante questo saccheggio[31]. Nei giorni 15 e 16 agosto gli austriaci abbandonarono il Vallese e fuggiaschi, attraverso la val Bedretto, giunsero in Ticino[69].

Il 25 luglio 1800 la Commissione esecutiva elesse a prefetto nazionale del Cantone di Lugano Giuseppe Giovanni Battista Franzoni[70], già vice-prefetto di Locarno; il 20 agosto il commissario elvetico Enrico Zschokke lasciò il Canton Ticino[71]. Il 26 giugno 1801 la Mesolcina fu annessa al Canton Ticino; il giorno dopo il Cantone fu colpito da terribili nubifragi; il 12 marzo 1802 i due Cantoni ticinesi furono ammessi quali Cantoni sovrani nella Confederazione elvetica. Il 19 febbraio 1803 con l'Atto di Mediazione napoleonico, questi vennero poi definitivamente unificati in un nuovo soggetto[72], il cui nome venne ideato riprendendo il nome del fiume più importante del territorio: il Ticino. La scelta rifletteva il modello utilizzato nella denominazione dei dipartimenti francesi, adottata dopo la Rivoluzione del 1789.

Nonostante il nuovo Cantone venisse dichiarato, fin dal 1803, Stato membro della Confederazione a pieno titolo, la Francia continuò a gestirne ampiamente gli affari, arrivando fino ad annettere de facto alla Repubblica Cisalpina, seppure per un brevissimo periodo, i distretti meridionali di Muggio e Mendrisio. Il 20 maggio 1803 per la prima volta si riunì il Gran Consiglio del Canton Ticino e il 26 maggio il Gran Consiglio adottò il rosso e l'azzurro quali colori per lo stemma e i vessilli cantonali; il 25 giugno avvenne il riparto dei circoli per le votazioni cantonali. Il 4 giugno 1804 il Governo cantonale varò la legge sulla scuola elementare in ogni Comune (rimasta quasi lettera morta) e abolì i censi e i livelli perpetui sui fondi agricoli con il riscatto delle decime[73]. il 20 maggio 1805 il Cantone si dichiarò disposto a svincolarsi da ogni giurisdizione episcopale straniera ed a formare una propria diocesi[74].

Il 23 aprile 1810 il Governo cantonale inviò una protesta a Napoleone I contro l'occupazione del Sottoceneri delle truppe del generale Achille Fontanelli con il pretesto della violazione del blocco commerciale continentale antibritannico[75]. Il 21 maggio il Governo varò la legge istituente il placet da concedere agli ecclesiastici eletti a cariche pubbliche[76]. Il 7 giugno fu siglato il trattato austro-ticinese per l'importazione nel Canton Ticino di sale, cereali ed altri prodotti di prima necessità[77].

La capitale del Cantone unificato venne posta a Bellinzona, ma Lugano non accettò questa risoluzione. Il problema fu risolto con la Costituzione del 1814, la quale stabilì che le tre città principali, Bellinzona, Lugano e Locarno, si alternassero ogni sei anni nel ruolo. Questa alternanza durò fino al 1878 quando Bellinzona divenne la capitale unica e permanente.

La prima fase di vita del Cantone - durante l'epoca napoleonica - fu caratterizzata da un regime liberale filo-francese. Il 26 febbraio 1814 il governo ticinese mise in luce i pericoli derivanti per la Leventina dall'intenzione di unirsi col Canton Uri[78]. Il 14 marzo 1814 il Congresso leventinese, contro le esortazioni del Governo cantonale, inviò dei Delegati ad Altdorf per trattare l'unione col Canton Uri. Il Governo ticinese dichiarò nulle queste e ulteriori decisioni in tal senso; Il 10 maggio 1814 il Governo ticinese richiese l'intervento di un pronto aiuto federale per sedare l'insurrezione; il 26 maggio Uri rinnovò alla Dieta federale le sue pretese storiche sulla Leventina e i deputati ticinesi difesero i diritti del Canton Ticino; il 19 giugno la Commissione diplomatica invitò il Governo ticinese a fissare i confini alla Biaschina, in vista delle pretese urane[79]. Il 29 luglio il Governo ticinese presentò alla Dieta elvetica di Zurigo il secondo progetto di Costituzione cantonale, sollevando torbidi in Ticino; l'11 agosto avvenne la votazione sulla nuova Costituzione federale[80]. I problemi proseguirono tanto che, nel dicembre 1814, al Ticino dovette essere imposta una Carta Fondamentale[81].

[modifica] La Restaurazione e il governo dei landamani

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Restaurazione.

La caduta di Napoleone fu seguita da una ripresa di vigore da parte delle monarchie assolute; anche in Svizzera e in Ticino si assistette dunque al ritorno dei vecchi governi aristocratici e al rafforzamento del potere dell'Esecutivo a scapito dei Parlamenti cantonali, con le cariche politiche riservate per di più ad una ristretta cerchia di cittadini abbienti. In Ticino furono elaborati vari progetti costituzionali, il primo respinto dalla Dieta federale perché ritenuto troppo democratico, i successivi rapidamente abortiti anche a causa di sommovimenti di popolo.

Il 3 marzo 1815 entrava così in funzione il primo Esecutivo cantonale, denominato Consiglio di Stato. Era composto di 11 membri, eletti per un mandato di sei anni dal Legislativo, il Gran Consiglio: va sottolineato che i Ministri cantonali continuavano a far parte di questo organismo. Il 20 marzo 1815 il trattato di Vienna unì la Leventina al Canton Ticino e il Canton Uri ottenne il compenso dello sborso annuale della metà del ricavo dei dazi ticinesi[82]. Il 16 maggio 1816 il Gran Consiglio accordò la cittadinanza onoraria a Federico Cesare de La Harpe[83][84]. Il 30 luglio fu sciolta la Corte speciale per la condanna degli autori dei torbidi del 1814[34]. Il 7 agosto venne imposta al Canton Ticino la Costituzione elvetica dettata dalla Santa Alleanza[85].

Anche se gli anni 1815-1830 furono caratterizzati dal tentativo di singoli personaggi, in primis il discusso Landamano Giovanni Battista Quadri, di governare sostanzialmente in modo autoritario, il governo fu sempre assicurato da un collegio. Che il Landamano non godesse di un potere incontrastato, rispetto agli altri membri del Consiglio di Stato, è dimostrato proprio dalle gravi tensioni, anche nel seno stesso dell'Esecutivo, create dalle aspirazioni del Quadri. Il 27 giugno 1829 il governo quadriano imbavagliò la stampa liberale con apposita legge; il 21 aprile 1830 il landamano Quadri intentò processo per alto tradimento contro Stefano Franscini e Pietro Peri, estensori del foglio liberale 'L'Osservatore del Ceresio; il 14 giugno il Consiglio di Stato capeggiato dal Quadri, ritirò l'accusa sporta contro l'Osservatore del Ceresio; il Gran consiglio terminò il progetto di Costituzione, celebrato con una grande festa a Lugano[86].

Va comunque preso atto che, nel periodo chiamato "Regime del Landamani", per circa 15 anni il Cantone come l'intera Svizzera ritrovò una relativa quiete, seppur sotto la tutela dell'Impero Austriaco, e si dotò di nuove comode strade e ponti.

[modifica] La Rivoluzione del 1830, la controrivoluzione del 1841 e loro conseguenze

Il XIX secolo, fino al 1890, fu però caratterizzato dalle continue lotte con vari capovolgimenti fra liberali e conservatori. Questo, anche se la Costituzione del 1830 è rimasta formalmente in vigore fino al 1997. La rivoluzione liberale ticinese che terminò il "regime del Quadri" giunse addirittura prima della Rivoluzione di luglio parigina del 1830, e venne consacrata nel testo costituzionale del 30 giugno 1830, opera di Stefano Franscini. Già l'8 marzo 1830 la maggioranza del Gran Consiglio ricusò ai cittadini il diritto di esternare il loro voto per una riforma costituzionale a mezzo di petizione per cui il 12 marzo il Legislativo scelse nel suo seno una commissione per l'elaborazione di una nuova Costituzione[87]; il 4 luglio i cittadini ticinesi accettarono entusisticamente la nuova Costituzione cantonale; tuttavia le passioni non si placarono, a causa dei contrasti mai sopiti tra le due fazioni.[48]. Il 21 luglio i cittadini di Nyon felicitarono i ticinesi per la loro rivoluzione liberale[88]. Il 9 giugno 1831 il Gran Consiglio citò l'ex Landamano Giovanni Battista Quadri dinnazi al supremo Tribunale cantonale per falsificazioni e corruzioni a danno dello Stato[89]. Il 19 agosto 1832 il governo austriaco del Regno Lombardo-Veneto cominciò a protestare contro le misure prese dal governo ticinese verso i seminari di Pollegio e di Ascona[90]. Il 15 giugno 1833 fu varata la legge prescrivente l'uso dei cimiteri ed intimante l'abolizione degli ossari[91].

Il 1 luglio 1836 il Consiglio di Stato ticinese denunciò il Repubblicano al tribunale di Bellinzona per offesa alla religione[92]. Dal 3 al 10 luglio a Losanna i carbinieri ticinesi parteciparono per la prima volta al tiro federal[48]. Il 25 luglio 1837 Federico Cesare de La Harpe fece testamento con un legato a favore del Canton Ticino[93]. Il 2 agosto il tribunale di Bellinzona condannò il giornalista Bianchi-Giovini a 6 mesi di prigione, alla pubblica ritrattazione ed al pagamento delle spese processuali[48]. Nel 1839 - quando le elezioni registrarono una vittoria dei conservatori - i liberali approfittarono dell'indignazione sorta per l'espulsione dal Cantone, decretata dal nuovo governo, dei mazziniani e patrioti italiani Giacomo[94] e Filippo Ciani[95]. Il 2 maggio 1839 il Governo cantonale proibì le riunioni armate durante la sessione del Gran Consiglio; il 7 giugno Aurelio Bianchi Giovini venne espulso dal Canton Ticino[96].

Con un colpo di mano, fu così abbattuto il governo conservatore. Le successive elezioni sancirono la vittoria liberale. Il 10 gennaio 1840 il Direttorio svizzero riprese il corso di relazioni col Governo ticinese. Il 26 maggio 1841 il Gran Consiglio Ordinò l'allestimento degli inventari dei conventi, già decretato nel 1837 e varò la legge istituente le scuole maggiori[97]. Un tentativo dei conservatori di rovesciare l'esito elettorale con una controrivoluzione si produsse nei giorni 1 e 2 luglio 1841, capeggiato da Giuseppe Nessi e Carlo Poglia[98]: il fallito golpe terminò con la condanna per alto tradimento[99] e la fucilazione del loro capo Giuseppe Nessi; i fuoriusciti ticinesi del 1839 reclamarono dalla Dieta federale l'amnistia generale, ma il ricorso fu ignorato[100], mentre il Poglia, pure condannato a morte, si rifugiò in Corsica.

Il 21 aprile 1842 fu decisa la condanna a morte in contumacia degli autori della controrivoluzione del 1841. L'8 gennaio 1843 i cittadini ticinesi rigettarono il progetto di nuova costituzione cantonale e il 16 aprile il Governo del Piemonte arrestò nei dintorni di Arona i capi che volevano tentare un moto reazionario nel Canton Ticino.[101]. Il 9 giugno il Gran Consiglio decise la costruzione del ponte di Melide; il 23 giugno il Gran consiglio decretò la riforma della costituzione cantonale; il 26 aprile 1844 il tribunale d'appello confermò la sentenza contumaciale decisa in prima istanza dal Tribunale del distretto di Locarno contro gli autori della congiura ordita nell'inverno e primavera del 1843[102]; il 14 giugno fu varata la legge istituente un'Accademia ticinese ed un Consiglio di pubblica educazione cantonale; il 2 luglio avvennero i fatti del Bisbino: zuffe sanguinose tra moderati e liberali radicali[103].

I liberali approfittarono quindi di una lunga stagione di governo (1839-1875) per perseguire una politica di secolarizzazione della società: in particolare, con la chiusura dei monasteri, l'esclusione del clero dall'insegnamento e la soppressione dei collegi religiosi. Il 3 giugno 1845 il Governo ticinese varò la contestatissima legge sulle corporazioni religiose; in parallelo, venne rafforzato l'insegnamento pubblico. Il 12 maggio 1846 i delegati del Governo cantonale ispezionarono il seminario di Pollegio, scontrandosi con l'opposizione dei sacerdoti; il vicerettore Rossi e il professor Antonio Müller vennero espulsi; il 19 giugno il Gran Consiglio approvò la legge sulle comunità religiose[104].

[modifica] Il Ticino durante e dopo il Sonderbund

Nel 1847, allo scoppio del Sonderbund, il Ticino decise di rimanere, nonostante la vocazione cattolica, fedele al governo federale di Berna, nel quale i liberali detenevano la maggioranza. Di fatto il Cantone, che subì un tentativo d'invasione urana da Airolo fino a Biasca, con grande smacco del colonnello Giacomo Luvini-Perseghini[105], partecipò per sua fortuna solo marginalmente alle campagne di guerra civile tra conservatori e liberali, finita con la vittoria di quest'ultimi grazie all'abilità strategica del generale Guillaume-Henri Dufour[106]. Il 20 marzo 1848 i carabinieri ticinesi accorsi per combattere per l'indipendenza italiana dall'Austria sbarcarono ad Angera; i cittadini di Campione, in seguito alla liberazione della Lombardia dal giogo austriaco, il 29 marzo chiesero l'aggregazione al Canton Ticino[107]. Il 28 giugno il Gran Consiglio concesse al generale Dufour la cittadinanza onoraria ticinese; il 30 giugno venne decisa la soppressione dei conventi[30]. Il 19 agosto giunse al Governo cantonale una prima nota imperiosa del feldmaresciallo austriaco Josef Radetzky per l'appoggio offerto ai rivoltosi di Milano[90].

Il 9 aprile 1852 per iniziativa del generale Dufour nel Canton Ticino si formò un Comitato cantonale per la sottoscrizione nazionale per l'estinzione dell'ancor rimanente debito dei sette Cantoni del Sonderbund[33]. Il 28 maggio il Gran Consiglio secolarizzò i corpi insegnanti, sollevando le proteste della curia pontificia; il 7 giugno il nunzio Bovieri protestò; il 15 giugno fu deciso l'affrancamento dall'influenza della curia vescovile dei sacerdoti membri del Gran Consiglio[108]. Il 1 luglio il Governo ticinese dichiarò chiuso l'annoso litigio della Leventina con il Cantone[92].

Il 25 aprile 1853 Il Governo del Württemberg inviò una nota di protesta al Consiglio federale contro la cacciata dei cappuccini lombardi dal Ticino[75]. Il 6 giugno fu siglata la convenzione tra la Confederazione elvetica e il Canton Ticino per il riscatto del pontenaggio sul ponte di Melide[48].

All'epoca, era naturale la simpatia dei liberali ticinesi per il movimento risorgimentale italiano. La reazione dell'Austria all'appoggio ticinese verso la causa italiana non si fece attendere e, dopo la Prima guerra di indipendenza italiana del 1848, il 3 febbraio 1853 scoppiò l'insurrezione di Milano, repressa dalle baionette austriache, l'Austria impose un blocco economico verso il Canton Ticino ed espulse circa 6200 dimoranti ticinesi dal Regno Lombardo-Veneto[109]. Il 3 agosto l'Assemblea federale decise di voler salvare l'onore nazionale nel conflitto austro-ticinese[85]. Tale misura, insieme all'adozione in Svizzera della nuova costituzione federale più centralista del 1848, contribuì a spostare piano piano il baricentro del Cantone verso nord. Il 28 luglio 1854 l'Austria permise l'esportazione del grano lombardo verso il Canton Ticino[34].

Dopo che, nel 1854-1855, i liberali rischiarono di perdere la maggioranza, si registrò un'accelerazione della politica di laicizzazione. Il clero venne così escluso dall'elettorato, sia attivo che passivo, e venne pure richiesta, fra altre misure, la separazione del Ticino dalle diocesi di Como e Milano. Il 1 giugno 1853 il Consiglio federale inviò 10000 franchi a favore degli espulsi ticinesi dal Regno Lombardo-Veneto; il 7 giugno il Gran Consiglio votò sinceri ringraziamenti per il generoso aiuto ricevuto dai confederati[110]. Il 18 marzo 1855 vi fu l'appianamento delle vertenze austro-ticinesi mediante convenzione tra Sydler, Beroldingen e il barone de Bürger. Il 21 aprile gli espulsi ticinesi dalla Lombardia alla fine del blocco poterono rientrare; il 26 aprile a comandare le truppe federali d'intervento arrivò in Ticino il colonnello Bontemps[111].

Il 4 maggio 1855 il governo cantonale emanò il decreto che esigeva il placet per qualunque atto ecclesiastico[32]. Il 18 maggio il vescovo di Como e l'arcivescovo di Milano protestarono contro la proposta di legge civile ecclesiastica, poi approvata il 24 maggio, suscitando opposti schieramenti politici e nello stesso giorno venne approvata l'amnistia generale per i passati reati politici; l'8 giugno da tutte le parti sorsero proteste contro la legge civile ecclesiastica e la mozione Tatti[112]. Il 17 giugno 1855 fu varata la legge sul matrimonio civile e il 20 luglio il nunzio apostolico Giuseppe Maria Bovieri la contestò presso il Consiglio federale[91]. Il 10 agosto si segnalorono i primi sintomi del colera nel Cantone[113]. Il 27 maggio 1856 il Gran Consiglio non sottoscrisse il concordato con la Santa Sede senza la separazione delle parrocchie del Canton Ticino dalle diocesi lombarde; il 25 luglio l'Assemblea federale invitò il Consiglio federale ad appoggiare energicamente il Canton Ticino nelle sue pratiche di separazione diocesana[114]. Il 30 luglio 1857 il Consiglio federale decise l'acquisto delle pubblicazioni scientifico-letterarie di Stefano Franscini, appena scomparso[34].

L'8 giugno 1858 il Gran Consiglio decise la creazione di una banca cantonale ticinese[77]. Il 26 e il 30 giugno 1859 anche il nunzio Bovieri protestò di nuovo contro la legge civile ecclesiastica[115]. Il 30 giugno il colonnello Bontemps lasciò il Ticino e gli subentrò il colonnello Gonzenbach; il 20 luglio l'ottava divisione delle truppe federali lasciò il Ticino[116]. Il 22 luglio il Consiglio federale proclamò l'emancipazione del Canton Ticino da ogni giurisdizione episcopale straniera[93].

Minusio fu imbandierata a festa per la presenza di Angelo Brofferio, Camillo Benso conte di Cavour, Farini ed altri[117]. Il 17 agosto 1860 il governo cantonale decretò la sospensione, in via provvisoria, del pagamento degli interessi dovuti alla mensa e al capitolo vescovile di Como[69]. Il 29 giugno 1862 il deputato Nino Bixio, a Torino durante la seduta del Parlamento italiano, suggerì l'annessione del Canton Ticino all'Italia, proposta poi ripetuta dal deputato Durando il 20 luglio.

Lo sviluppo del trasporto ferroviario pose in competizione il progetto della linea ferroviaria del Lucomagno con quella del San Gottardo e il 31 marzo 1869 la Prussia e l'Italia si espressero a favore del San Gottardo e il 5 aprile è la volta del Granducato di Baden[118]. Il 15 maggio 1869 il governo ticinese confermò la concessione per la ferrovia del San Gottardo[84]. Il 30 maggio 1870 avvenne il tentativo mazziniano, finanziato dall'esule Sara Nathan[119], d'insurrezione armata in Lombardia con la spedizione al passo del San Lucio[115]. Il 7 luglio il Gran Consiglio dichiaratosi in seduta permanente proclamò Bellinzona capitale stabile del Cantone Ticino, i deputati sottocenerini lasciarono Bellinzona[48]. L'11 luglio il Consiglio federale decretò l'espulsione dalla Svizzera di Sara Nathan e dei suoi sovversivi amici mazziniani[31]. Il 16 agosto il Consiglio di Stato si oppose alla convocazione prevista per l'11 settembre per la votazione popolare sulla revisione della costituzione cantonale, inviando un ricorso a Berna[69]. Il 3 maggio 1871 il Gran Consiglio adottò l'abolizione della pena di morte[120]. Il 20 aprile 1872 fu concesso all'intero Canton Ticino di poter partecipare all'Esposizione industriale di Como del 14 settembre[75]. Il 15 luglio 1873 l'Assemblea federale annullò le nomine federali ticinesi dell'ottobre 1872[121]. Il 14 agosto 1874 avvennero inondazioni che portarono rovina a Gordola[122], Magadino[123] e causarono enormi danni ai lavori ferroviari della linea del San Gottardo[124].

[modifica] Il ritorno dei conservatori

Nel 1875, il partito liberal-conservatore riconquistò la maggioranza e nei mesi seguenti la tensione crebbe tanto da giungere a una sparatoria fra liberali e conservatori: avvenne il 22 ottobre 1876, alle terme di Stabio[125], durante il quale furono uccisi i liberali Guglielmo Pedroni, Giovanni Moresi e Giovan Battista Cattaneo e il conservatore Andrea Giorgetti. Grazie all'intervento del commissario federale, fu comunque possibile organizzare nuove elezioni, il 21 gennaio 1877, che sancirono la definitiva vittoria dei conservatori. Questi ultimi consolidarono negli anni seguenti il loro potere grazie a una paziente politica di amministrazione del sistema elettorale. Soprattutto, pesarono misure come i collegi elettorali, detti circoli, costruiti "ad hoc" e una modifica nell'attribuzione dei seggi. Questi non vennero più assegnati secondo la popolazione realmente presente, ma in base agli iscritti all'anagrafe: in questa categoria allargata figuravano di conseguenza anche gli emigrati da tempo all'estero, numerosi specie nelle Valli superiori tendenzialmente conservatrici. Risale a questa fase la definitiva assegnazione del ruolo di capitale cantonale a Bellinzona, passaggio compiutosi nel 1878.

I rapporti fra i due partiti rimasero peraltro tesissimi. A ciò contribuiva - oltre alla politica di ristabilimento di più sereni rapporti tra Stato e Chiesa perseguita dai conservatori - pure il processo per i fatti di Stabio. La relativa inchiesta che divise il Cantone durò più di tre anni e vani furono i tentativi di giungere ad un'amnistia generale. Il dibattimento prese avvio il 26 febbraio 1880 e vide fra i principali imputati il conservatore Luigi Catenazzi[126], farmacista, quale accusato dell'omicidio del Pedroni e il colonnello avvocato Pietro Mola[127] con altri liberali per la morte di Andrea Giorgetti. La sentenza del 17 maggio 1880 assolse tutte le persone coinvolte (vi erano stati infatti 7 voti di condanna invece degli 8 su 12 richiesti dalla legge).

Nel 1882 mediante una riforma costituzionale fu introdotto il referendum. Nel 1888 la legge ecclesiastica fu modificata in senso più favorevole alla Chiesa. Nel frattempo la Santa Sede aveva disposto la separazione del Ticino dalle diocesi di Milano e Como e la sua unione a quella di Basilea con nomina per il Ticino di un amministratore apostolico con sede a Lugano.

[modifica] La Rivoluzione del 1890

I conservatori al potere disegnarono i circoli elettorali in modo da assicurarsi il massimo numero di deputati con il minimo dei voti. Alle elezioni del 3 marzo 1889, pur con uno scarto di pochissimi voti, risultarono così eletti 75 conservatori e 37 liberali. Scoppiarono gravi scontri tra le due fazioni: i liberali imputavano inoltre ai conservatori una serie di illecite cancellazioni dalle liste di candidati liberali. L'11 settembre 1890 scoppiò la cosiddetta Rivoluzione del 1890[128]: i rivoltosi (Rinaldo Simen, Romeo Manzoni[129], ecc.) presero d'assalto il palazzo governativo di Bellinzona e proclamarono un governo provvisorio interamente composto di liberali.

Il Consiglio federale fece intervenire l'esercito per appianare la tensione e riuscì ad imporre un governo di transizione composto di liberali e conservatori diretto da un esponente di centro, Agostino Soldati. Nel 1893 fu varato in Ticino, per la prima volta in Svizzera, un sistema elettivo proporzionale per l'esecutivo. I liberali andarono tuttavia rinsaldando la loro maggioranza. Il nuovo quadro politico, che modernizzò il Cantone Ticino, fu completato con la nascita del movimento socialista, costituitosi in partito socialista nel 1900 ed entrato nel governo cantonale nel 1922.

Durante tutto l'Ottocento, il Cantone, produttore essenzialmente di prodotti agricoli (paglia, tabacco, seta, formaggi) soffrì di una grave arretratezza economica, che si espresse in una forte emigrazione non soltanto verso i Paesi europei ma anche Oltreoceano. La lotta contro l'analfabetismo iniziata dal Franscini si trasformò in una più decisa politica di istruzione popolare che sfociò anche nel potenziamento delle scuole secondarie cantonali[130].

Solo con l'affermarsi del turismo e di una prima industrializzazione, ad inizio Novecento, la situazione cominciò a mutare. Accanto all'emigrazione, vi fu una forte immigrazione di mano d'opera italiana, in particolare nei settori dell'edilizia e delle cave di pietra. È stato soltanto a partire dagli anni 1960, in concomitanza con il boom immobiliare, che il Cantone si è sempre più affermato come importante piazza finanziaria e di servizi, in particolare con riferimento alla vicina Italia. La fondazione nel 1996 dell'Università della Svizzera italiana ha rappresentato il coronamento di un lungo periodo di crescita economica e culturale del Paese[131].

[modifica] Ticino terra di esilio

Fin dall'Ottocento il Canton Ticino fu terra di esuli politici, dapprima federalisti e repubblicani (Carlo Cattaneo, i fratelli Ciani), poi internazionalisti (Benoît Malon, Michail Bakunin), indi socialisti (Mario Tedeschi, Angiolo Cabrini, Giuseppe Rensi, Enrico Bignami, Tito Barboni), anarchici (Pietro Gori) e sindacalisti rivoluzionari (Angelo Oliviero Olivetti, Giulio Barni, Alceste De Ambris). Ebbero la protezione locale di liberali, radicali e socialisti. Questo triangolo di terra incuneato nell'insubria ospitò, durante il periodo tra le due guerre mondiali, anche molti esuli antifascisti.

Negli anni settanta, alcuni gruppi extraparlamentari ticinesi come il Movimento Giovanile Progressista-Lotta di Classe, Organizzazione Anarchica Ticinese e Vinceremo! svilupparono persino una rete di sostegno attivo e verbale nei confronti dei militanti di estrema sinistra italiani. Tale sostegno permise la creazione di una rete di accoglienza e collaborazione militare, specializzata nei furti di armi nei depositi militari dell'Esercito svizzero. L'attività di appoggio sovversivo portò in Ticino numerosi esponenti della lotta armata italiana, tra i quali Valerio Morucci ed Enzo Fontana. Le attività si spensero comunque già agli inizi degli anni settanta, ben prima che Gianluigi Galli, di Lotta di Classe, fosse arrestato e accusato di favoreggiamento per l'entrata illegale di quattro sovversivi appartenenti al gruppo del Gatto Selvaggio del movimento dell'autonomia.

[modifica] L'epidemia di "spagnola" nel Canton Ticino

Alla fine della prima guerra mondiale nel 1918 scoppiò la terribile epidemia di spagnola in tutta Europa, colpendo anche gli abitanti del Canton Ticino, già debilitati per le carenze alimentari dovute al razionamento dei viveri durante il periodo bellico[132].

[modifica] Il Canton Ticino tra le due guerre

Considerata la folta presenza di immigrati italiani, le tradizionali ideologie liberali, conservatrici e socialiste si dovettero confrontare con l'ascesa del fascismo, complicata dallo scoppiare delle conseguenze economiche dovute alla crisi finanziaria di Wall Street e dell'affermarsi dei totalitarismi in Europa[133]. Degli irredentisti favorevoli all'unione del Ticino all'Italia formarono l'"Associazione Giovani Ticinesi"[134]. La principale rappresentante di questo Irredentismo italiano in Svizzera fu Teresina Bontempi, figlia di Italiani emigrati a Locarno. Fu insegnante e giornalista, al centro di continue polemiche in Ticino e in tutta la Svizzera, in particolare fra il 1912 e il 1936. Assieme all'amica Rosetta Colombi fondò la rivista L'Adula (dal nome della cima che divide il Ticino dalla zona germanofona), di cui fu la direttrice, stampata a Bellinzona, nella quale denunciava soprattutto la tedeschizzazione del Canton Ticino. L'ultimo degli adulani, Aurelio Garobbio, autosesiliatosi a Milano nel 1938, vi si è spento alla fine di marzo 1992.[135].

Già a partire dal 1924 e nei successivi anni della crisi economica il governo ticinese si rivolse al Consiglio federale sottoponendogli tutta una serie di pressanti richieste politico-economiche: le cosiddette Rivendicazioni ticinesi, seguite nel 1938 dalle Nuove rivendicazioni[136]. Contemporaneamente ci si preoccupò della sanità pubblica con l'istituzione del medico cantonale.[137]

[modifica] Durante la seconda guerra mondiale

Per contrastare la minaccia dell'esercito italiano da sud si provvide a realizzare diverse linee difensive fortificate con postazioni di artiglieria e casematte all'altezza del Monte Ceneri, poi più a nord nella zona Lodrino-Osogna (Linea LONA) e sul massiccio del San Gottardo coi lavori del Ridotto Nazionale[138]. Verso la fine del conflitto mondiale si verificò il mitragliamento aereo della stazione di Chiasso e il tentativo di sconfinamento di alcune unità tedesche in ritirata (I fatti di Chiasso): il 28 aprile 1945 una colonna di circa 450 soldati della Wehrmacht incalzati dai partigiani e dal 13º reggimento della divisione corazzata americana comandato dal maggiore Joseph McDivitt furono convinti a deporre le armi e arrendersi agli americani dopo la coraggiosa mediazione condotta a Como dal colonnello Mario Martinoni che permise di salvare vite umane pur impedendo la violazione del territorio svizzero.

Tale condotta fu determinata da un mandato politico segreto del Consiglio federale che ufficialmente si guardò bene di sostenere la legittimità dell'operazione in quanto essa violava la neutralità della Svizzera. La conseguenza fu che il colonnello venne esautorato e sanzionato dal suo superiore militare il comandante del III Corpo d'armata Herbert Constam[139] e il reggimento di fanteria di montagna 32 venne retrocesso nel Luganese, perdendo defnitivamente e immeritatamente il suo comandante.

[modifica] Governo e parlamento cantonale

Sede del governo a Bellinzona

Il potere esecutivo cantonale prende il nome di Consiglio di Stato. È composto da cinque membri eletti direttamente dal popolo in un unico circondario, con sistema proporzionale, che restano in carica per una Legislatura di 4 anni. All'interno del consesso vengono nominati a rotazione un presidente ed un vicepresidente, con funzioni di rappresentanza, che rimangono in carica per un anno. Negli ultimi quindici anni i 5 seggi si sono suddivisi tra liberali-radicali (2), Popolari democratici (1), Socialisti (1), e Leghisti (1). Nei decenni precedenti - ad eccezione della legislatura 1987-1991 con due liberali, due socialisti e un popolare democratico - la composizione del governo era stata la seguente: due liberali, due popolari democratici e un socialista.

Il parlamento cantonale è il Gran Consiglio, composto di 90 membri anch'essi eletti in votazione popolare e in carica per quattro anni. Le elezioni del 1º aprile 2007 hanno determinato la seguente composizione del Gran Consiglio (tra parentesi i seggi attribuiti agli stessi partiti nella tornata elettorale del 2003):

Da segnalare che le elezioni cantonali del 2007 hanno confermato la tendenza in atto da circa due decenni all'erosione dei suffragi a favore dei due principali partiti del Cantone che fino al 1987 disponevano di un elettorato stabile di oltre il 70% (38-39 % i Liberali radicali con circa 35 seggi; 33-35 % i Popolari democratici con circa 30 seggi). A tale flessione elettorale ha corrisposto un incremento della sinistra e per la Lega dei ticinesi e l'Unione democratica di centro (ma quest'ultima ha perso un seggio alle ultime elezioni).

Vi è anche un parlamento giovanile, il Consiglio Cantonale dei Giovani, organizzato in Assemblea Plenaria, Comitato e Segretariato, la cui funzione è solo consultiva e didattica per l'avvicinamento dei giovani alla politica.

[modifica] Banca dati dei risultati elettorali in Ticino (collegamento esterno)

[modifica] Elezioni federali

Oltre ad eleggere Governo e Parlamento cantonali, il popolo ticinese nomina ogni quattro anni due deputati al Consiglio degli stati svizzeri (la camera alta, in cui ogni cantone è rappresentato da due deputati) e otto deputati al Consiglio Nazionale Svizzero (la camera bassa, con deputati proporzionali al numero degli abitanti del cantone).

[modifica] Stemma e bandiera

Bandiera del Canton Ticino

Il significato della bandiera è andato perso, per cui sono state formulate diverse teorie:

  • Che i colori derivino da quelli predominanti sugli stemmi degli otto distretti;[senza fonte]
  • Che siano ispirati a quelli della Francia rivoluzionaria o allo stemma di Parigi, in onore a Napoleone[140];
  • Che siano associati al presunto stemma di Dante, per la lingua parlata nel Cantone;[senza fonte]
  • Un'interpretazione poetica, infine, li vuole associare al rosso della confederazione e al blu del cielo dell'Italia.[senza fonte]
    Stemma

Parte del problema è legata al fatto che i colori erano usati su insegne militari prima ancora della loro adozione per la bandiera. Come curiosità, può essere ricordato che la disposizione dei colori nello stemma e nella bandiera è diversa.

La bandiera fu scelta dal Gran Consiglio il 26 maggio 1803 e adottata il 27 settembre 1804, due mesi dopo la creazione del Cantone, senza che tale decisione venisse motivata. In questa prima occasione, la disposizione dei colori era orizzontale con il rosso sovrastante il blu. Nel 1809, poi, il Cantone riorganizzò le proprie forze e adottò la bandiera con le iscrizioni in oro "Pro Patria" sulla banda superiore e "Pagus Ticinensis" in quella inferiore. Su proposta del Consiglio di Stato, il Gran Consiglio ticinese approvò il 20 settembre 1922 un decreto legislativo circa i colori e sigillo del Cantone. L'aspetto attuale della bandiera venne regolamentato definitivamente il 6 ottobre 1930 allo scopo di evitare le interpretazioni erronee del suddetto decreto[140].

[modifica] Organizzazione ecclesiastica

Sino al termine del XIX secolo, precisamente fino agli accordi tra Consiglio federale svizzero e Santa Sede del 1884, il Ticino era ecclesiasticamente soggetto in parte alla Diocesi di Milano e in parte a quella di Como.

A seguito di tali accordi, il 7 settembre 1888 papa Leone XIII, con la bolla Ad universam, creò la Diocesi di Lugano, costituendo la Chiesa parrocchiale e collegiata di S. Lorenzo di Lugano a Cattedrale. Al suo vertice, in un primo tempo, non fu posto un vescovo bensì un Amministratore apostolico. Fu in infatti soltanto in tempi recenti, l'8 marzo 1971, che l'Amministrazione Apostolica del Cantone Ticino fu staccata canonicamente dalla Diocesi di Basilea e si poté parlare per la prima volta, formalmente, di un Vescovo di Lugano[141].

Tuttora come residuo della secolare divisione del Ticino tra la diocesi di Milano e quella di Como si celebrano sia il rito romano che il rito ambrosiano.

[modifica] Economia

Laghi artificiali nella regione del Basodino

Numerose valli del Cantone, in particolare quelle superiori della Vallemaggia, sono state sfruttate intensivamente a partire dagli anni sessanta per la produzione di energia idroelettrica, come nella regione del Ghiacciaio del Basodino. L'elettricità prodotta viene sia usata direttamente nel Cantone sia esportata all'estero. Nelle aree settentrionali permangono comunque anche l'allevamento di bestiame, l'agricoltura di montagna e l'industria del granito[142]. La produzione di vino - qualitativamente molto migliorata negli ultimi decenni - è importante per il Cantone, anche se per il momento la produzione è destinata principalmente al mercato interno svizzero. In proposito, va segnalato che nel 2006 sono stati organizzati grandi festeggiamenti per la ricorrenza dei 100 anni dall'introduzione del vitigno merlot in Ticino. Altre produzioni agricole comprendono mais, patate, e verdure, specialmente nell'area del Piano di Magadino.

Il paesaggio, i laghi e il clima mite del Cantone, in particolare se confrontati con quello dei Cantoni d'Oltralpe, attraggono inoltre molti visitatori dal resto della Svizzera e dal Nord Europa. Il turismo, dopo le prime esperienze di fine '800, è stato a lungo il settore economico più importante del Cantone; soltanto a partire dal secondo dopoguerra vi è stata una progressiva diversificazione dell'economia, con un'accresciuta rilevanza del settore finanziario. Il turismo ha permesso la costruzione e il mantenimento di diverse piccole ferrovie in zone panoramiche delle montagne: un esempio è la Centovallina, che collega Locarno con Domodossola. Un intenso dibattito, negli ultimi anni, ha riguardato la sorte delle stazioni invernali, a causa della frequente mancanza di neve. Dopo una riduzione degli aiuti statali per gli impianti situati a bassa quota, l'attività resiste in particolare a Bosco Gurin e ad Airolo, e in misura minore a Carì, Nara, e in alcune piccole stazioni sciistiche presenti sul territorio.

Per quanto riguarda il settore secondario, nel Canton Ticino è presente un'industria leggera, concentrata principalmente nelle aree circostanti le tre città principali: Lugano, Locarno e Bellinzona. Il Mendrisiotto, grazie alla vicinanza con l'Italia, sta sviluppando negli ultimi anni una vocazione ad attrarre centri logistici, per lo smistamento di merci in partenza verso i mercati del Nord, oltre ad un robusto settore manifatturiero (in cui sono impiegati 11.029 addetti). Sul Piano di Magadino e nell'area a Nord di Lugano si segnalano inoltre diverse imprese a carattere innovativo. A partire dagli anni novanta il Canton Ticino ha saputo sviluppare l'industria: facendo crescere imprese sul suo territorio o attraendole dall'estero con incentivi di vario genere. Secondo il censimento del 2009, in tutti e otto i distretti, gli occupati nel settore manifatturiero (28.465) superano quelli impiegati nei settori bancario e assicurativo messi insieme (11.496).[143]

Treno merci sulla linea del San Gottardo

Il Cantone è ben collegato al resto della Svizzera. Ci sono tunnel sotto il massiccio del San Gottardo, sia per la strada che per la ferrovia, terminati a un secolo di distanza: il primo nel 1882, il secondo nel 1980. Il Canton Grigioni è collegato con un servizio diretto di corriere, mentre il Canton Vallese è connesso tramite ferrovia attraverso l'Italia e il traforo del Sempione. Ci sono collegamenti ferroviari con Milano e Roma così come con la Germania, via Basilea e Zurigo. Anche i collegamenti ferroviari interni sono in fase di crescita con l'ampliamento della rete celere. I collegamenti aerei sono assicurati dallo scalo di Lugano-Agno, con voli di linea su Zurigo, Berna, Ginevra, Roma e, durante la stagione estiva, Olbia.

[modifica] Formazione, ricerca e sviluppo

Nel campo dell'educazione e della ricerca, nel Canton Ticino esistono due poli. L'Università della Svizzera Italiana (USI) di Lugano è l'unica università svizzera dove si insegna in lingua italiana. Le facoltà presenti sono: Economia, Architettura (a Mendrisio), Scienze della comunicazione e Informatica. A Lugano vi è pure, con direzione amministrativa separata, una facoltà di Teologia. La Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), è invece una scuola la cui missione si concentra su tre aspetti: la formazione di base, la formazione continua e la ricerca. il suo atout è quello di saper coniugare la teoria con la pratica professionale. Altri istituti di ricerca universitaria:

  • Il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS)
  • L'Istituto di ricerca in fisica Solare (IRSOL)
  • L'Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB)
  • Il Laboratorio sperimentale dello IOSI (IOSI-LAB)

[modifica] Comuni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Comuni del Canton Ticino.

[modifica] Comuni più popolati

I primi dieci comuni ticinesi per numero di abitanti sono:

Stemma Comune Abitanti
Superficie
in km²
Abitanti/
km²
Distretto
Lugano Lugano 64.195 71,13 903 Lugano
Bellinzona Bellinzona 18.008 19,84 908 Bellinzona
Locarno Locarno 15.618 19,42 804 Locarno
Mendrisio Mendrisio 12.182 21,7 561 Mendrisio
Giubiasco Giubiasco 8.487 6,23 1.362 Bellinzona
Chiasso Chiasso 7.891 5,3 1.489 Mendrisio
Minusio Minusio 7.159 5,85 1.224 Locarno
Losone Losone 6.370 9,5 670 Locarno
Capriasca Capriasca 6.303 35,3 179 Lugano
Massagno Massagno 6.038 0,74 8.159 Lugano


Dal 1850 al 2008 in Ticino sono avvenute 53 aggregazioni di comuni o separazioni di frazioni dal comune.[144]

[modifica] Evoluzione dei comuni

Data Numero comuni
01.01.1995 245
15.04.2001 243
15.10.2001 238
01.04.2004 204
14.03.2005 199
29.01.2006 196
22.10.2006 190
20.04.2008 181
05.04.2009 176
25.10.2009 169
25.04.2010 161

[modifica] Distretti

Nome Capoluogo Abitanti
31.12.2010
Superficie Comuni Mappa
Snake-coat of arms.svg Distretto di Bellinzona Bellinzona 48231 203 km2 17 Karte Bezirk Bellinzona 2010.png
Blenio-coat of arms.svg Distretto di Blenio Acquarossa 5530 360,9 km2 5 Karte Bezirk Blenio 2007.png
Leventina-coat of arms.svg Distretto di Leventina Faido 9600 479,9 km2 18 Karte Bezirk Leventina 2007.png
Locarno-coat of arms.svg Distretto di Locarno Locarno 61707 551,4 km2 40 Karte Bezirk Locarno 2010.png
Lugano-coat of arms.svg Distretto di Lugano Lugano 141661 305,2 km2 67 Karte Bezirk Lugano 2010.png
Mendrisio-coat of arms.svg Distretto di Mendrisio Mendrisio 48729 101 km2 14 Karte Bezirk Mendrisio 2009 2.png
Riviera-coat of arms.svg Distretto di Riviera Osogna 12533 166,4 km2 6 Karte Bezirk Riviera 2007.png
Vallemaggia-coat of arms.svg Distretto di Vallemaggia Cevio 5762 569,5 km2 8 Karte Bezirk Vallemaggia 2008.png

[modifica] Sport

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sport in Ticino.

In Ticino si praticano diversi sport ad alti livelli.

[modifica] Festività nel cantone

Data Nome Spiegazione
1º gennaio Capodanno Primo giorno dell'anno solare. I cattolici festeggiano Maria, madre di Cristo
6 gennaio Epifania I cattolici festeggiano la manifestazione della divinità di Gesù Cristo. Tradizionale arrivo dei Re Magi
19 marzo San Giuseppe I cattolici festeggiano San Giuseppe, sposo Maria
variabile Pasqua Domenica. I cristiani festeggiano la risurrezione di Gesù
variabile Lunedì di Pasqua Giorno successivo alla domenica di Pasqua
1º maggio Festa dei lavoratori Festa del Lavoro
variabile Ascensione Giovedi. I cattolici ricordano l'ascesa di Gesù al cielo
variabile Pentecoste Domenica. I cattolici festeggiano la discesa dello Spirito santo sugli apostoli 50 giorni dopo Pasqua
variabile Lunedì di Pentecoste Giorno successivo alla Pentecoste
variabile Corpus Domini Giovedì, festività cattolica. Si ricorda l'Eucaristia.
29 giugno S.S. Pietro e Paolo Giorno del ricordo di Pietro apostolo e di Paolo di Tarso
1º agosto Festa nazionale svizzera Giorno della Festa Federale svizzera. Celebrata, di norma, con falò e fuochi artificiali
15 agosto Assunzione di Maria Detto anche Ferragosto. I cattolici ricordano l'assunzione di Maria in cielo
3ª domenica di settembre Digiuno Federale. Protestanti e cattolici ringraziano Dio, nella terza domenica di settembre, per la Svizzera.
1º novembre Ognissanti In questo giorno i cattolici ricordano di tutti i Santi
8 dicembre Immacolata Concezione I cattolici celebrano Maria, nata senza peccato originale
25 dicembre Natale I cristiani celebrano il giorno della natività di Gesù
26 dicembre Santo Stefano I cristiani ricordano il primo martire cristiano

[modifica] Gastronomia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cucina ticinese.

[modifica] Note

  1. ^ Ufficio cantonale di statistica Bellinzona
  2. ^ Costituzione della Repubblica e Cantone Ticino, del 14 dicembre 1997
  3. ^ Alpi sul Dizionario storico della Svizzera
  4. ^ Lombardia sul Dizionario storico della Svizzera
  5. ^ Grigioni sul Dizionario storico della Svizzera
  6. ^ Verbano sul Dizionario storico della Svizzera
  7. ^ Ceresio sul Dizionario storico della Svizzera
  8. ^ Bedretto sul Dizionario storico della Svizzera
  9. ^ Val Leventina sul Dizionario storico della Svizzera
  10. ^ a b Locarno sul Dizionario storico della Svizzera
  11. ^ Blenio sul Dizionario storico della Svizzera
  12. ^ Mesolcina sul Dizionario storico della Svizzera
  13. ^ Riviera sul Dizionario storico della Svizzera
  14. ^ Maggia sul Dizionario storico della Svizzera
  15. ^ Verzasca sul Dizionario storico della Svizzera
  16. ^ Canton Ticino sul Dizionario storico della Svizzera
  17. ^ Lario sul Dizionario storico della Svizzera
  18. ^ Monte Ceneri sul Dizionario storico della Svizzera
  19. ^ Lugano sul Dizionario storico della Svizzera
  20. ^ Prealpi sul Dizionario storico della Svizzera
  21. ^ Censimento 2006
  22. ^ Ticino in cifre
  23. ^ Mendrisio sul Dizionario storico della Svizzera
  24. ^ a b Pacillo, 2009.
  25. ^ Motta, 1991, 33.
  26. ^ a b Motta, 1991, 50.
  27. ^ Motta, 1991, 13, 19, 34, 50.
  28. ^ Motta, 1991, 8, 38.
  29. ^ Motta, 1991, 29.
  30. ^ a b Motta, 1991, 57.
  31. ^ a b c d e Motta, 1991, 61.
  32. ^ a b c Motta, 1991, 42.
  33. ^ a b Motta, 1991, 35.
  34. ^ a b c d e Motta, 1991, 65.
  35. ^ Ceschi, 2000, 46.
  36. ^ Ostinelli-Lumia, (febbraio 2009), 205-233.
  37. ^ Borrani, 1896, 29-33.
  38. ^ a b Diocesi di Como#Cronotassi dei vescovi
  39. ^ Riva San Vitale sul Dizionario storico della Svizzera
  40. ^ Carlo Borromeo sul Dizionario storico della Svizzera
  41. ^ Motta, 1991, 8, 27.
  42. ^ a b Motta, 1991, 67.
  43. ^ Borrani, 1896, 34-47.
  44. ^ Val Mesolcina sul Dizionario storico della Svizzera
  45. ^ Camenisch, 1950.
  46. ^ Storia di Milano
  47. ^ Motta, 1991, 55.
  48. ^ a b c d e f Motta, 1991, 60.
  49. ^ La rivolta della Leventina sul Dizionario storico della Svizzera
  50. ^ Cattaneo, 1938, 13-14.
  51. ^ Motta, 1991, 17.
  52. ^ Repubblica Elvetica sul Dizionario storico della Svizzera
  53. ^ Napoleone I sul Dizionario storico della Svizzera
  54. ^ Giovanni Battista Quadri sul Dizionario storico della Svizzera
  55. ^ Repubblica Cisalpina sul Dizionario storico della Svizzera
  56. ^ Petralli, 1979
  57. ^ Felice Maria Bellasi sul Dizionario storico della Svizzera
  58. ^ Emanuel Jauch sul Dizionario storico della Svizzera
  59. ^ Motta, 1991,, 17, 18, 19, 25.
  60. ^ Guillaume Brun sul Dizionario storico della Svizzera
  61. ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 1991, 18, 28, 38.
  62. ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 46, 47.
  63. ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 51, 54.
  64. ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 62.
  65. ^ Motta, 1991, 39, 42.
  66. ^ Motta, 1991, 43, 44, 47.
  67. ^ Motta, 1991, 56.
  68. ^ Carlo Rovelli sul Dizionario storico della Svizzera
  69. ^ a b c Motta, 1991, 70.
  70. ^ Giuseppe Giovanni Battista Franzoni sul Dizionario storico della Svizzera
  71. ^ Motta, 1991, 64, 71.
  72. ^ Motta, 1991,19, 26, 56.
  73. ^ Motta, 1991, 50, 56.
  74. ^ Motta, 1991, 45, 46.
  75. ^ a b c Motta, 1991, 37.
  76. ^ Motta, 1991, 45.
  77. ^ a b Motta, 1991, 51.
  78. ^ Motta, 1991, 21.
  79. ^ Motta, 1991, 27, 46, 54.
  80. ^ Motta, 1991, 65, 69.
  81. ^ Motta, 1991, 43.
  82. ^ Motta, 1991, 28.
  83. ^ Federico Cesare de La Harpe sul Dizionario storico della Svizzera
  84. ^ a b Motta, 1991, 44.
  85. ^ a b Motta, 1991, 68.
  86. ^ Motta, 1991, 37, 53, 56.
  87. ^ Motta, 1991, 25, 26.
  88. ^ Motta, 1991, 64
  89. ^ Motta, 1991, 52
  90. ^ a b Motta, 1991, 71.
  91. ^ a b Motta, 1991, 53.
  92. ^ a b Motta, 1991, 59.
  93. ^ a b Motta, 1991, 64.
  94. ^ Giacomo Ciani sul Dizionario storico della Svizzera
  95. ^ Filippo Ciani sul Dizionario storico della Svizzera
  96. ^ Motta, 1991, 41, 51.
  97. ^ Motta, 1991, 46.
  98. ^ Carlo Poglia sul Dizionario storico della Svizzera
  99. ^ Alto tradimento sul Dizionario storico della Svizzera
  100. ^ Motta, 1991, 59, 60, 61.
  101. ^ Motta, 1991, 8, 36, 37.
  102. ^ Motta, 1991, 38, 52, 54.
  103. ^ Motta, 1991, 53, 59.
  104. ^ Motta, 1991, 43, 50, 54.
  105. ^ Giacomo Luvini-Perseghini sul Dizionario storico della Svizzera
  106. ^ Guillaume Henri Dufour sul Dizionario storico della Svizzera
  107. ^ Motta, 1991, 29, 30.
  108. ^ Motta, 1991, 47, 53.
  109. ^ Motta, 1991, 16.
  110. ^ Motta, 1991, 49, 51.
  111. ^ Motta, 1991, 28, 37, 38.
  112. ^ Motta, 1991, 44, 46, 51.
  113. ^ Motta, 1991, 69.
  114. ^ Motta, 1991, 47, 64.
  115. ^ a b Motta, 1991, 47.
  116. ^ Motta, 1991, 57, 63.
  117. ^ Motta, 1991, 65
  118. ^ Motta, 1991, 31, 34.
  119. ^ Sara Nathan sul Dizionario storico della Svizzera
  120. ^ Motta, 1991, 41.
  121. ^ Motta, 1991, 61 .
  122. ^ Gordola sul Dizionario storico della Svizzera
  123. ^ Magadino sul Dizionario storico della Svizzera
  124. ^ Motta, 1991, 70 .
  125. ^ Stabio sul Dizionario storico della Svizzera
  126. ^ Luigi Catenazzi sul Dizionario storico della Svizzera
  127. ^ Famiglia e Pietro Mola sul Dizionario storico della Svizzera
  128. ^ Rivoluzione del 1890 sul Dizionario storico della Svizzera
  129. ^ Romeo Manzoni sul Dizionario storico della Svizzera
  130. ^ Marcacci, 2009.
  131. ^ Rossi, 2010.
  132. ^ Beppe Galli, Roberto M. Radice, L'epidemia di "spagnola" nel Canton Ticino (1918-1919), in Verbanus 29/2008, Alberti, Verbania (febbraio 2009), 331-377
  133. ^ Gili, 2008.
  134. ^ Associazione Giovani Ticinesi, 1923.
  135. ^ Papa, 1992, 3.
  136. ^ Rivendicazioni ticinesi sul Dizionario storico della Svizzera
  137. ^ Giulietti, Cassis, 2009.
  138. ^ Ridotto nazionale sul Dizionario storico della Svizzera
  139. ^ Herbert Constam sul Dizionario storico della Svizzera
  140. ^ a b Guidi, 1938, 23.
  141. ^ Gerosa, 2009.
  142. ^ Barni, Canevascini, 2009.
  143. ^ Censimento 2009
  144. ^ DATI COMUNALI - Aggregazioni e altri mutamenti - USTAT

[modifica] Bibliografia

  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Associazione Giovani Ticinesi (a cura di), La questione ticinese, con un cenno alla situazione del Canton Grigioni, Fiume, 1923.
  • Bruno Guidi, Araldica. Stemma cantonale, in Rivista storica ticinese, 1, febbraio 1938, Istituto Editoriale Ticinese, Bellinzona 1938.
  • Pio Cattaneo, Il clima della sommossa leventinese del 1755, in Rivista storica ticinese, 1, febbraio 1938, Istituto Editoriale Ticinese, Bellinzona 1938.
  • Emil Camenisch, Storia della Riforma e Controriforma nelle valli meridionali del Canton Grigioni, Engadin Press, Samedan 1950.
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