Angelo Oliviero Olivetti
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Angelo Oliviero Olivetti (Ravenna, 1874 – Spoleto, 17 novembre 1931) è stato un giornalista, politico e sindacalista italiano.
Nato nel 1874, si iscrive al Partito Socialista Italiano nel 1892 mentre ancora frequenta l'Università di Bologna.
Condannato più volte dai tribunali italiani per attività sovversiva, si rifugia in Svizzera nel 1898 dove, nel 1906, comincia le pubblicazioni della rivista quindicinale di cultura "Pagine Libere" cui collaborano anche i sindacalisti Paolo Orano, Arturo Labriola, Alceste De Ambris e il socialista Benito Mussolini che Olivetti ha conosciuto in Svizzera. Firma nel 1906 il manifesto del sindacalismo rivoluzionario in cui si accusa la CGL di essere solo uno strumento passivo del Partito Socialista Italiano. Nella sua rivista sviluppa teorie sindacaliste rivoluzionarie di tipo elitista e vitalista. Favorevole all'impresa libica è messo ai margini del movimento e mette fine alla propria rivista. Acceso interventista nel 1914, sarà uno dei fondatori dei Fasci d'Azione Internazionalista. Tra il 1918 e 1922 difende le teorie del sindacalismo nazionale, in particolare su Pagine libere che riprende le pubblicazioni nel 1920 (nel 1914 erano già usciti alcuni numeri). Nel 1921 ne presenta le tesi al congresso nazionale dell'Unione italiana del lavoro con il suo "Manifesto dei sindacalisti". Si avvicina al fascismo dopo il delitto Matteotti, nel 1924. Comincia allora a collaborare a "Il Popolo d'Italia" fondato da Mussolini. Negli anni seguenti sostiene le tesi del "sindacalismo integrale" e diventa un esperto del pensiero sindacale. Nel 1931 è nominato professore di scienze politiche all'università di Perugia. Muore di crisi cardiaca.
[modifica] Bibliografia
- Angelo Oliviero Olivetti, Dal sindacalismo rivoluzionario al corporativismo, Roma, 1984.
- Willy Gianinazzi, Intellettuali in bilico. "Pagine libere" e i sindacalisti rivoluzionari prima del fascismo, Milano, Unicopli, 1996.

