Stefano Franscini
Stefano Franscini (Bodio, 23 ottobre 1796 – Berna, 19 luglio 1857) è stato un politico svizzero.
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[modifica] Biografia
Attinente di Bodio nel Canton Ticino, vi nacque il 23 ottobre del 1796. Uno degli esponenti di maggior spicco nella storia del partito liberale radicale ticinese[1], Franscini fu eletto come consigliere federale[2] il 16 novembre del 1848 sotto la nuova Costituzione federale entrata in vigore quell'anno. Durante il suo incarico in Consiglio federale a Berna, fu a capo del Dipartimento federale dell'interno fino al suo decesso che avvenne il 19 luglio del 1857.
Prima di essere conosciuto nell'arena politica svizzera, Franscini studiò prima la seminario minore di Pollegio poi nel Seminario maggiore di Milano, rinunciò alla tonaca e quindi fu insegnante in una scuola milanese. Influenzato dagli studi di Melchiorre Gioia si diede alla scienza statistica e, tornato in Svizzera, a Lugano pubblicò la Statistica della Svizzera[3], lavorò ancora nell'insegnamento, ma nel 1830 fu eletto al Gran Consiglio[4] del suo cantone. Divenne poi Segretario di Stato, prima dell'elezione alla più alta carica esecutiva della Confederazione svizzera.
Fu il principale attore della creazione del moderno sistema educativo del Canton Ticino. Nel 1837, fondò la Società ticinese degli amici dell’educazione del popolo e di utilità pubblica (denominazione breve: Demopedeutica). Si impegnò anche nella fondazione di un istituto politecnico federale a Zurigo, l'odierna Eidgenössische Technische Hochschule Zürich (ETHZ).
Benché non fosse un consigliere federale molto popolare e gli fosse stato assegnato quello che all'epoca era il Dipartimento meno prestigioso, oggi è considerato uno dei personaggi più importanti della storia della Svizzera contemporanea. Fu il promotore della creazione di un Ufficio federale di statistica, che nascerà però soltanto nel 1860. In mancanza dell'appoggio parlamentare, organizzò su propria iniziativa il primo censimento federale decennale, che si tenne nel 1850. Sempre sotto il suo impulso nacque l'Archivio federale svizzero e contribuì allo studio della storia della Confederazione elvetica.
Era molto amico di Carlo Cattaneo, ancor prima dell'esilio di quest'ultimo a Castagnola; entrambi ebbero modo di scambiare idee politiche, sociali e promuovere i propri ideali, in particolare sulla scuola pubblica e sul federalismo. Il Cattaneo lo aiutò, per esempio, nella traduzione della Storia della Svizzera pel popolo svizzero di Heinrich Zschokke e nello sviluppo delle prime scuole pubbliche su suolo ticinese, sottratte alla gestione degli ordini ecclesiastici.
[modifica] Opere
- Statistica della Svizzera, Lugano 1827, 1847 (suppl. 1851)
- Della pubblica istruzione nel Cantone Ticino, Lugano 1828
- Della riforma della Constituzione Ticinese, Zurigo 1829
- Der Kanton Tessin, historisch-geographisch-statistisch geschildert, San Gallo 1835
- Statistica della Svizzera italiana, Lugano 1837–1839
- Übersichten der Bevölkerung der Schweiz, Berna 1851
- Semplici verità ai Ticinesi sulle finanze e su altri oggetti di ben pubblico, Lugano 1854
- Storia della Svizzera italiana dal 1797 al 1802, compilata da Pietro Peri, Lugano 1864
- Annali del cantone Ticino, a cura di G. Martinola, Bellinzona 1953
[modifica] Note
- ^ Partito radicale democratico sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Consiglio federale sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Vaucher-De-La-Croix, 2008, 106-125.
- ^ Gran Consiglio sul Dizionario storico della Svizzera
[modifica] Bibliografia
- Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Editrice La Scuola, Brescia 1986, 138nota, 139nota.
- Andrea Ghiringhelli, Il Ticino della transizione 1889-1922, Armando Dadò Editore, Locarno 1988, 14, 15, 16, 19, 20, 27, 36 note 7/8/10/16, 37 n. 37, 134.
- Giuseppe Martinola, Stefano Frascini, Edizioni Svizzere per la Gioventù, Zurigo 1996.
- Raffaello Ceschi (a cura di), Storia del Cantone Ticino. L'Ottocento, tomo I, Edizioni Casagrande, Bellinzona 1998, 29, 36, 73, 88, 89, 92, 90, 98, 103, 110, 124, 126, 128, 130, 136, 139, 140, 142, 143, 144, 145, 148, 152, 153, 157, 160, 172, 173, 175, 178, 180, 183, 191, 204, 220, 228, 231, 236, 239, 246, 251, 263, 265, 267, 270, 298, 301, 358, 369, 370, 373, 375; Idem, Storia del Cantone Ticino. Il Novecento, tomo II, Edizioni Casagrande, Bellinzona 1998, 702, 712, 720, 724.
- Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 121, 137nota, 139nota, 261, 276nota, 277nota, 309, 324nota, 341, 380, 381, 392nota, 448, 451, 460.
- Joël F. Vaucher-De-La-Croix, «Questa franca condotta»: una recensione di Francesco Forti alla Statistica della Svizzera di Stefano Franscini, in «La Rassegna della letteratura italiana» n. 1, gennaio-giugno 2008.
- Raffaello Ceschi, Frascini e la «mala giustizia» nel Canton Ticino, in Archivio Storico Ticinese (AST), numero 147, Casagrande, Bellinzona 2010.
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Stefano Franscini
[modifica] Collegamenti esterni
- Opere di Stefano Franscini nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese
- Opere di Stefano Franscini in Alexandria, il catalogo delle biblioteche dell'Amministrazione federale svizzera
| Predecessore: | Consigliere federale | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Nessuno | 1848 - 1857 | Giovanni Battista Pioda |