Bodio

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Bodio
comune
Bodio – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Leventina
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°22′45″N 8°54′45″E / 46.379167°N 8.9125°E / 46.379167; 8.9125 (Bodio)Coordinate: 46°22′45″N 8°54′45″E / 46.379167°N 8.9125°E / 46.379167; 8.9125 (Bodio)
Altitudine 321 m s.l.m.
Superficie 6,4 km²
Abitanti 980 (2010)
Densità 153,13 ab./km²
Comuni confinanti Giornico, Personico, Pollegio, Serravalle, Sobrio
Altre informazioni
Cod. postale 6743
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5064
Targa TI
Nome abitanti bodiesi
Circolo Giornico
Localizzazione
Bodio è posizionata in Svizzera
Bodio
Bodio – Mappa

Bodio[1] (Böit in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino, posto nella bassa Val Leventina sul fondovalle percorso dal fiume Ticino. È patria del consigliere federale Stefano Franscini ricordato dalla tomba e da un cippo commemorativo accanto alla chiesa.

Indice

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Marco Costi dal 04/04/2004

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[2] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[3].

[modifica] Personalità

  • Stefano Franscini, docente, pedagogista, scrittore, pubblicista, esponente del partito liberale, Consigliere federale.
  • Paolo Paoloni, attore italiano originario di Ancona ma nato a Bodio.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

[modifica] Edilizia civile

  • La Casa del comune e la palestra è un edificio costruito nel 1912 circa, contraddistinto da una loggia ad archi e dalle scale d'accesso con parapetto gradonato; il corpo d'ampliamento recente è situato sul retro.
  • La Villa Corecco (casa d'appartamenti) fu fatta erigere nel 1894 da Leopoldo Carlo Venerino Corecco sull'area della casa natale di Stafano frascini; il volume principale in stile eclettico reca dettagli liberty, mentre l'ala latrale ha bifore neogotiche.
  • L'ex Casa per gli impiegati della Gotthardwerk (casa d'appartamenti per gli impiegati della Timcal SA), sopra la stazione FFS, è una costruzione in stile neobarocco sorta nel 1918; il prospetto rivolto al giardino ha un avancorpo semiellittico concluso da una terrazza con balaustra; la fronte ha un ingresso ispirato allo Heimatstil d'oltralpe; sotto la gronda corre un fregio di putti danzanti.
  • L'Albergo Stazione, sulla strada cantonale, fu costruito nel 1913 dall'architetto Salvi per Arturo Guzzi di Personico costituiva uno dei migliori esempi di architettura liberty nel Canton Ticino; ne sono testimonianza i lavori di ferro battuto sopravvissuti alla radicale trasformazione.
  • La Centrale elettrica della Biaschina (Officine elettriche ticinesi SA) costruita negli anni 1906-1911 dall'architetto Ugo Monneret de Villard e dall'ingegnere Agostino Nizzola per la società Motor di Baden; ispirato alla secessione viennese, è un edificio unico nel suo genere nel Canton Ticino. La costruzione si compone di un volume principale destinato ad ospitare le turbine - scandito da strette finestre a tre luci intercalate da paraste in pietra a vista e contraddistinto da un corpo d'ingresso rialzato - e di un tratto più basso che ne riprende la morfologia. Raffinati motivi decorativi d'ispirazione klimtiana (ridipinti) ornano la facciata del corpo d'ingresso.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 69.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 38, 231-232, 299, 476.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 87, 88.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 56, 190nota, 211, 376nota, 405, 406.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 113, 114, 115, 116, 117, 121.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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