Airolo

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Airolo
comune
Airolo – Stemma
Airolo – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Leventina
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°31′43″N 8°36′44″E / 46.528611°N 8.612222°E / 46.528611; 8.612222 (Airolo)Coordinate: 46°31′43″N 8°36′44″E / 46.528611°N 8.612222°E / 46.528611; 8.612222 (Airolo)
Altitudine 1.175 m s.l.m.
Superficie 94,5 km²
Abitanti 1 535 (2009)
Densità 16,24 ab./km²
Frazioni Valle, Madrano, Brugnasco, Fontana, Nante, (Albinasca e Bedrina ora disabitate)
Comuni confinanti Andermatt (UR), Bedretto, Hospental (UR), Lavizzara, Quinto, Realp (UR), Tujetsch (GR)
Altre informazioni
Cod. postale 6780/6781
Prefisso 091 869
Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5061
Targa TI
Nome abitanti airolesi
Circolo Airolo
Localizzazione
Airolo è posizionata in Svizzera
Airolo
Airolo – Mappa
Sito istituzionale

Airolo[1] (Airöö nel locale dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino. Fa parte del Distretto di Leventina. Anticamente era stato chiamato Eriels, Iriel o Oriolo.

È conosciuto in quanto vi si trovano la parte ticinese della galleria ferroviaria e della galleria stradale del San Gottardo[2] e la prima e più importante stazione sciistica del Canton Ticino.

Indice

[modifica] Demografia

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Ritratti comunali dell'Ufficio federale di statistica 2000
{{{bs}}}% madrelingua bosniaca
3,6% madrelingua tedesca
{{{en}}}% madrelingua inglese
{{{es}}}% madrelingua spagnola
{{{fr}}}% madrelingua francese
{{{hr}}}% madrelingua croata
{{{hu}}}% madrelingua ungherese
85,6% madrelingua italiana
{{{lad}}}% madrelingua ladina
{{{mk}}}% madrelingua macedone
{{{pt}}}% madrelingua portoghese
{{{rm}}}% madrelingua romancia
{{{ro}}}% madrelingua rumena
3,3% madrelingua serbo-croata
{{{sl}}}% madrelingua slovena
{{{sq}}}% madrelingua albanese
{{{sr}}}% madrelingua serba
{{{tr}}}% madrelingua turca

Abitanti censiti

[modifica] Clima

La regione gode d'un buon soleggiamento con un numero moderato di precipitazioni annue[3].

[modifica] Geografia

Il bacino idroelettrico del Lucendro

Airolo è situato nell'alta valle Leventina, 58 km a nord di Bellinzona, ai piedi del passo del San Gottardo, raggiungibile percorrendo l'antica strada della Tremola[4], oppure con l'autostrada, più moderna e panoramica. Verso ovest si sviluppa la val Bedretto, dalla quale attraverso il passo della Novena si può raggiungere il Canton Vallese, oppure attraverso un sentiero pedonale che porta al Passo di San Giacomo si giunge in Val Formazza in Italia.

Il bacino del Lago della Sella

Ad Airolo si trovano i portali sud della galleria ferroviaria del San Gottardo e della galleria stradale del San Gottardo.

Sul passo del Gottardo venne costruita la diga del bacino idroelettrico del Lucendro che contribuisce con la sua massa di calcestruzzo armato ad alterare i delicati equilibri naturali. Le stesse considerazioni valgono per la diga del Lago della Sella costruita più a monte.

Il comune comprende le frazioni di Valle, Madrano, Brugnasco, Fontana, Nante e, quest'ultime due ora quasi disabitate, Albinasca e Bedrina.

[modifica] Storia

Il borgo era abitato già nel II-III secolo, come lo dimostrano numerose tombe romane scoperte nella frazione di Madrano[5]. (Degli scavi archeologici recenti nei pressi di Madrano hanno però ritrovato oggetti dell'età del bronzo (1500 a.C.)). In due momenti distinti, nel 1957 e nel biennio 1965-1966, venne riportata alla luce una necropoli di epoca romana composta di quindici sepolture ad inumazione. Parte dei preziosi materiali rinvenuti nei corresi tombali sono ora esposti al museo del castello di Montebello a Bellinzona. Ad Airolo e tra Biasca e Airolo furono rinvenute asce di bronzo ora conservate nei musei di Lugano e di Como[6]. Il passo del San Gottardo venne aperto al traffico commerciale nel XIII secolo.

Il 15 giugno 1572 fu siglato il concordato appianante il litigio tra Airolo e Fusio per la proprietà dell'alpe Campo la Torba[7], ma più tardi il dissidio si riaccese.

La storia di Airolo è sempre stata caratterizzata dal traffico attraverso il Passo del San Gottardo, ciò che ha contribuito allo sviluppo della sua economia, in particolare nei settori della ristorazione, dell'albergheria e dei trasporti. Il 1 giugno 1703 il Landamano e il Consiglio generale della Repubblica di Uri concessero ai padri cappuccini del passo del San Gottardo una casa ad Airolo per avere un ricovero per le loro necessità d'approvvigionamento; il 19 luglio 1736 scoppiò l'incendio di Airolo e di Valle[8]; il 10 aprile 1775 l'ospizio del San Gottardo venne travolto da una valanga[9].

Nel 1799 l'armata russa del generale Suvorov valica il passo del San Gottardo e si scontra con i francesi sul ponte del diavolo nelle gole della Reuss a nord di Andermatt, vincendoli, grazie al sacrificio di un migliaio di cosacchi, come ricorda il monumento ivi eretto su una superficie rocciosa acquistata dallo Stato russo.
Nel 1820 fu inaugurata la strada cantonale. Il 15 luglio 1830 venne aperta la nuova strada del passo del San Gottardo[10].

Airolo dopo il 1890, prima della frana del 1898

Il 15 giugno 1836 un incendio devastò il villaggio di Nante[11]. Il 3 aprile 1846 la frazione di Madrano fu devastata da uno scoscendimento. L'11 aprile 1851 dei disertori ungheresi dell'esercito austriaco diretti in America pernottarono ad Airolo; il colonnello Türr ringraziò il borgo per il fraterno accoglimento[12]. Altro grande disastro fu il grande incendio scoppiato il 17 settembre 1877[13] dopo di cui il borgo assunse l'attuale conformazione urbanistica.

Duecento operai persero la vita nella costruzione della galleria ferroviaria del San Gottardo, inaugurata il 23 maggio del 1882; nei pressi della stazione ferroviaria nel 1932 venne posato il Monumento alle vittime del lavoro, un bassorilievo in bronzo dello scultore Vincenzo Vela di Ligornetto. Prima della costruzione della linea ferroviaria molti scambi commerciali con la Vallemaggia avvenivano tramite il passo del Sassello[14]. Già nel 1890 Airolo aveva un'illuminazione stradale elettrica.

Il 28 dicembre 1898 una frana (Frana del Sasso Rosso) distrusse parte del borgo e fece tre morti. Con i sassi franati a valle vennero in seguito costruiti, a nord del paese, alcuni grossi muraglioni di protezione. Già il 28 dicembre 1923 una valanga si abbatté sull'abitato di Airolo causando ingenti danni ma - e fortunatamente - senza provocare vittime.

Ben più disastrosa fu quella che travolse il nucleo abitato nella notte del 12 febbraio 1951 verso l'una di notte, facendo dieci morti, distruggendo 10 case e 10 stalle e procurando danni ad altri edifici: le prime operazioni di salvataggio furono immediate: autorità comunali, militi, pompieri, sanitari e volontari muniti di torce e riflettori a batteria salvarono le persone intrappolate, estrassero le vittime e curarono i feriti. Le donne e i bambini vennero accolti negli alberghi in prossimità della stazione ferroviaria, altri superstiti furono rifugiati nei locali del forte Foppa. Il giorno successivo venne decretato lo sgombero totale del villaggio in quanto persisteva il pericolo; i treni trasportarono gli sfollati in altre località del Ticino, mentre altri preferirono riparare a Göschenen per poi poter rapidamente rientrare tramite la ferrovia. Solo a fine febbraio fu possibile il rientro. La solidarietà verso le persone colpite fu enorme: offerte di aiuto nazionali ed internazionali permisero la rapida ricostruzione delle case[15]. Lo scrittore bedrettese Giovanni Orelli descrive la tragedia nel suo libro autobiografico L'anno della valanga. Nella seconda metà del XX secolo vennero costruite numerose premunizioni valangarie; un progetto che è tuttora in corso.

Nel 1969 Airolo fu il primo comune del Canton Ticino a costruire un impianto di depurazione delle acque luride. A partire dallo stesso anno è possibile raggiungere il Vallese mediante la strada del passo della Novena. Nel 1980 venne inaugurata la nuova galleria autostradale del Gottardo.

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[16] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[17].

Famiglie patrizie attuali:

Albertini, Albertolli, Bassi, Beffa, Beffa Strozzi, De Agostini, Dotta, Eusebio, Filippi, Filippini, Forni, Genasci, Genoni, Jelmini, Jori, Leventini, Lombardi, Marchetti, Pedrina, Pedrini, Pervangher, Peter, Pini, Ramelli, Ronchi, Tonella, Zoppi.

Famiglie estinte in linea maschile:

Camossi, Lombardini, Orsi, Petareini.

Famiglie non più rappresentate nel Comune:

Franzini, Guscetti, Trosi, Motta.

Proprietà:

  • Alpe Ce di Fuori 1723 m.s.l.m., Valle Canaria e comune di Airolo, proprietario il Patriziato di Airolo.
  • Alpe Fieud (Cassina del Buco) 1883 m.s.l.m., proprietario il patriziato di Airolo.
  • Alpe Fortunei 2305 m.s.l.m., proprietario il patriziato di Airolo. L'alpe Fortunei è la più alta del Cantone Ticino.
  • Alpe Pescium 1814 m.s.l.m., proprietario il patriziato di Airolo, raggiungibile a piedi.
  • Alpe Pontino 2058 m.s.l.m., proprietario il patriziato di Airolo, l'alpe è raggiungibile in auto.
  • Alpe Sorescia 2156 m.s.l.m., proprietari il patriziato di Airolo. L'alpe è raggiungibile in auto.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Franco Pedrini dal 20/04/2008

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

[modifica] Edilizia civile

  • La Casa parrocchiale ricostruita nel 1878 in forme tardoneoclassiche.
  • L'ex Hotel Motta & Poste (casa con studi professionali) edificato nel 1810 dalla famiglia motta, rimase in funzione fino alla costruzione del secondo Albergo motta sul lato opposto della vecchia strada del San Gottardo. L'ampio edificio neoclassico con facciata tripartita coronata da timpano, è la casa natale dell'uomo politico Giuseppe Motta.
  • L'ex Albergo Motta (palazzo d'appartamenti) è un'imponente costruzione classicheggiante sorta nel 1850 circa, in funzione fino al 1942 quando fu rilevata da Giovanni Grassi che la trasformò in casa d'abitazione;
  • la Dépendence dell'albergo del 1880 è un'imponente edificio classicheggiante posto ortogonalmente alla strada, venne rinnovato nell'ambito della costruzione dell'adiacente Centro Motta, un complesso polifunzionale in calcestruzzo armato realizzato da Giorgio Guscetti nel 1992.
  • Le Scuole comunali a sud-est è un edificio caratterizzato da avancorpo centrale costruito nel 1917 dall'imprenditore Cesare Camponovo su progetto dell'architetto Ferdinando Bernasconi. Rinnovato.
Monumento alle vittime del lavoro
  • Il Salone Olimpia sorto nel 1905 su iniziativa di un gruppo di cittadini come sala teatrale e ricreativa; nel 1948 fu acquistato dal municipio e ristrutturato.
  • L'ex Hotel Lombardi (casa d'appartamenti) sopra la stazione, venne eretto nel 1870 come casa di servizio dell'impresa Favre; al termine dei lavori ferroviari fu acquistato da Felice Lombardi e trasformato in albergo. L'edificio caratterizzato da avancorpi laterali venne rinnovato.
  • Il monumento alla vittime del lavoro[63], nel Piazzale della Stazione, è una fusione in bronzo postuma, del 1932 dell'altorilievo in gesso eseguito da Vincenzo Vela negli anni 1882-1883 di propria iniziativa, in memoria dei minatori deceduti sul cantiere del traforo ferroviario del San Gottardo: un'interpretazione laica della Deposizione di Cristo improntata al realismo sociale.
  • Due case montane tipiche con basamento in pietra e alzato di tre piani in legno e tetto di beole[64],[65].
  • La casa Lombardi a Valle è un edificio unifamiliare in granito e legno costruito da Franco Ponti e Milo Navone negli anni 1975-1977.
  • La stazione di servizio Stalvedro sull'autostrada A2, è un edificio progettato dagli architetti Tita Carloni e Roberto Nicoli nel 1987. La struttura in calcestruzzo armato con tamponamenti in mattoni BKS ha interni rivestiti di legno.
  • La centrale elettrica del Lucendro ad Albinengo eretta dai fratelli Carlo e Rino Tami nel 1945 è una costruzione in pietra improntata al regionalismo ticinese; sulla facciata principale l'altorilievo raffigurante La Forza di Remo Rossi.
  • Il viadotto di Albinengo[66] è un ponte a trave continua su più campate, dalla forma slanciata, realizzato dagli ingegneri Grignoli & Muttoni negli anni 1970-1972.
  • Il portale sud[67] e il centro di manutenzione dell'autostrada A2[68] sono manufatti in calcestruzzo armato realizzati da Rino Tami nell'ambito delle opere principali nella tratta autostradale Chiasso-Airolo assegnategli dal dipartimento delle pubbliche costruzioni del Canton Ticino negli anni dal 1963 al 1983 per un corretto inserimento formale della struttura viaria nel paesaggio. Il portale d'ingresso alla galleria venne realizzato negli anni 1979-1980 da Rino Tami e Giovanni Lombardi; ai lati sono situati il centro di manutenzione, la centrale di comando, i depositi del sale[69], gli impianti di ventilazione e le prese d'aria per la galleria autostradale[70] al Motto Barola.
  • La strada della Tremola[71] venne costruita su progetto di Francesco Domenico Meschini[72] negli anni 1828-1831; l'aspetto odierno, nel tipico selciato in dadi di granito, risale agli anni '30 del XX secolo.
  • Il villaggio di Albinasca, con un impianto urbanistico rigidamente strutturato secondo una griglia ortogonale, sorse dopo l'incendio del 1868, forse su progetto egli ingegneri attivi nella costruzione della ferrovia del Gottardo. Gli edifici in solida muratura, coperti da tetti in lamiera, ricalcano l'antica impostazione delle tipiche case in legno leventinesi;
  • la casa Dotta è l'unico edificio del nucleo che conserva il tetto in scandole, giunto fino ad oggi nel suo aspetto del 1792.
  • Il pozzo di ventilazione[73] a Motto di dentro fu realizzato da Rino Tami e Giovanni Lombardi negli anni 1978-1980, è un manufatto a forma di cuneo posto a lato delle rampe della strada del San Gottardo.
  • Il complesso dell'ospizio del San Gottardo (2091 m s.l.m.) deve il suo nome al vescovo di Hildesheim morto nel 1038. La regione reca tracce della presenza umana sin dall'età della pietra. A partire dall'inizio del XIII secolo, dopo la costruzione del Ponte del diavolo sulla Schöllenen, il passo divenne il collegamento nord-sud più diretto nelle Alpi centrali; l'ospizio del San Gottardo sul passo del San Gottardo è attestato dal 1237, gestito dalla vicinia di Airolo, fu demolito nel 1799. Dal 1972 il complesso è di proprietà della Fondazione Pro San Gottardo;
  • l'Ospizio vecchio[74], accanto a quello antico, fu costruito nel 1623 quale casa del sacerdote incaricato dell'assistenza spirituale degli utenti del passo, Dal 1685 al 1841 la gestione fu affidata ai frati cappuccini. L'edificio attuale in muratura coperto con un tetto a due falde, d'importanza anche letteraria poiché citato da Johann Wolfgang von Goethe nei suoi diari di viaggio in Svizzera nel 1775 e nel 1779, fu eretto negli anni 1776-1777, dopo la caduta di una valanga nel 1774, assieme all'adiacente stalla ottagonale per i cavalli[75];
  • la Vecchia Sosta (Museo nazionale del San Gottardo) venne costruita negli anni 1834-1837 su disegno di Domenico Fontana; è un edificio a pianta quadrata con porticato in facciata, tamponato verso il 1925, caratterizzato da arcate e ampio tetto a padiglione. Subì restauro negli anni 1983-1986. In origine era adibito ad albergo per i clienti più abbienti, poi magazzino delle merci, ricevitoria doganale, rimesse e altro. venne trasformato in dépendence dell'albergo Monte Prosa;
  • l'albergo Monte Prosa (albergo San Gottardo) venne costruito su progetto di Regli per Felice Lombardo e inaugurato nel 1866;
  • il monumento ad Adrien Guex[76], realizzato nel 1928 da Fausto Agnelli in memoria dell'aviatore vodese caduto al servizio della patria.
  • la statua equestre del generale Alexander Wassiljewitsch Suworow[77], opera di Dmitry Nikitovic Tugarinov (membro dell'Accademia russa delle arti) del 1999, è posta sopra un dosso granitico sovrastante il culmine della strada del passo.
  • La statua del Viandante opera di Pedro Pedrazzini fu eretta in memoria del 200º anniversario dell'adesione del Cantone Ticino alla Confederazione Svizzera ed è stato inaugurata il 26 luglio 2003.

[modifica] Edilizia militare

Forte Airolo
  • Un antico fortilizio sorgeva a Stalvedro[78] sulla riva destra del fiume Ticino, risalente secondo la tradizione all'epoca longobarda, visto e descritto dal Rahn ancora nel 1885; il rudere della torre forse del XIII secolo s'alzava ancora per 8 metri, presentando una base trapezoidale arrotondata ad occidente; sussistevano ancora due grandi finestre archivoltate, lo spessore dei muri che alla base era di 1,25 m si riduceva ad un metro al piano delle finestre. Secondo il Rigolo, anticamente erano presenti altri due fortezze, una al confine colla vicinia di Quinto e l'altra appena fuori di Airolo in direzione del passo del San Gottardo[79].
  • La caserma e piazza d'armi a Bedrina realizzata negli anni 1989-1995 dagli architetti Fabio Muttoni e Silvano Caccia, è una struttura semicircolare con facciate esterne in cemento armato e fronte rivolto a valle rivestito di alluminio. I dipinti murali nella mensa e nei soggiorni al primo piano sono di Livio Bernasconi.
  • Il forte Airolo[80] fu costruito negli anni 1887-1890 con lo scopo di proteggere la galleria ferroviaria e il passo del San Gottardo. L'opera appartiene ad un ampio ed articolato sistema di fortificazioni che nel corso di parecchi decenni sorse a protezione del ridotto nazionale del San Gottardo, l'ultimo baluardo alpino di difesa in caso d'invasione della Svizzera durante la seconda guerra mondiale. All'interno del quadrilatero irregolare, munito di torrette corazzate e circondato da un fossato, è stato inaugurato nel 1989 il Museo Forte Airolo.
  • La caserma in cemento armato e pietra, edificata al Motto Bartola[81] tra il 1888 e il 1914; gli arsenali e le postazioni d'artiglieria sono della stessa epoca; nei pressi sorgono l'arsenale alto[82] e l'arsenale basso[83].
Forte Airolo: particolare della copertura corazzata
  • la palestra militare è un edificio polifunzionale in calcestruzzo armato, costruito da Mario Campi (1936-2011) e Franco Pessina[84] negli anni 1995-1998.
  • La postazione di fanteria a Fieud[85], in posizione panoramica sul crinale della montagna, fu costruita in pietra e cemento armato tra il 1902 e il 1911.
  • Il Forte San Gottardo[86] (museo e accantonamento) sul passo del San Gottardo fu costruito tra il 1892 e il 1917; adibito a museo su progetto di Franco e Paolo Moro nel biennio 1987-1988.

[modifica] Economia

L'agricoltura ebbe per molto tempo un ruolo preponderante. Oggi il numero di persone occupate in questo settore si è ridotto notevolmente. La costruzione del Caseificio dimostrativo del Gottardo inaugurato nel 1997 ha permesso di promuovere meglio i prodotti dell'agricoltura locale.

Nel settore industriale l'edilizia occupa il primo posto. La più importante industria di Airolo è un'officina metalmeccanica (Tenconi SA) che occupa circa 100 collaboratori. Vi sono inoltre molte piccole ditte e aziende artigianali.

Ad Airolo si trovano aziende del settore dei servizi per il traffico ferroviario e stradale ed una grande piazza d'armi dell'esercito svizzero. In seguito a diverse misure di razionalizzazione nei settori militare, delle ferrovie e di altri servizi pubblici, Airolo ha perso numerosi posti di lavoro e la popolazione residente è in lenta diminuzione.

[modifica] Turismo

Malgrado il forte traffico di transito, la regione di Airolo è molto apprezzata dai turisti.

Airolo è stata la prima località in Ticino ad offrire impianti di risalita per la pratica dello sci, ed è oggi uno dei luoghi principali del Cantone per gli sport invernali. Non a caso è il polo turistico della Regione Tre Valli.

In estate è il punto di partenza per numerose escursioni (Strada Alta, Sentiero degli Alpi).

[modifica] Personalità

[modifica] Nativi

[modifica] Originari

[modifica] Soggiorni

[modifica] Sport e manifestazioni

  • Il quarto mercoledì di maggio si tiene il mercato dei fiori.
  • Il 1 agosto in occasione della festa nazionale svizzera viene celebrata una messa all'aperto sul passo del San Gottardo con i vescovi della diocesi di Lugano e delle diocesi confinanti svizzere e italiane.
  • Il primo mercoledì di settembre si svolge la fiera-mercato, con la vendita di prodotti degli Alpi e il mercato del bestiame bovino.
  • La seconda settimana di ottobre ha luogo la Festa del formaggio, con una serata di degustazione di formaggi, una serata pubblica e il concorso del miglior Formaggio dell'Alpe al sabato, giorno in cui lungo la strada principale del paese viene allestito un mercato di prodotti alimentari e artigianali.
  • Il 23 giugno 2001 la 5ª tappa del Tour de Suisse 2001 si è conclusa sul passo del San Gottardo con la vittoria del russo Dmitrij Konyšev.
  • Il 12 giugno 2011 la 2ª tappa del Tour de Suisse 2011 partirà da Airolo.

[modifica] Note

  1. ^ Airolo sul Dizionario storico della Svizzera
  2. ^ Inventario delle vie di comunicazione: Airolo
  3. ^ Clima: precipitazioni
  4. ^ Il termine deriva dal latino trames, tramitis 'sentiero, percorso tradizionalmente battuto, tracciato'. Cfr.: Ottavio Lurati, Toponymie et géologie, in Quaderni di semantica, anno XXIX, numero 2, dicembre 2008, 444.
  5. ^ Gilardoni, 1967, 176.
  6. ^ Bertolone, 1938, 3.
  7. ^ Motta, Effemeridi ticinesi, 1991, 53.
  8. ^ Stoffal M., testimone oculare, narra: «L'anno del 1736 in Airolo adì 19 luglio è seguito un incendio a un'ora avanti mezzogiorno che incenerî tutta la tera di Airolo et la chiessa con tutto lo paramento che in essa chiessa si rittrovava in essa chiessa sinno li istesse campanne consumatte tutte in pezze, riservando due casse in fondo de la terra per molto concorso di gente li anno salvatti. Molta gente non hanno potutto recupperare niente, 6 persone sono rastati brugati nele istesse chasse. Nel istesso tempo et istessa ora sono abbruciati 10 techi nel territorio di Luina et Morone con tutta la terra di Valle et con l'ospital riservato la chiessa di Santo Antonio e per miracolo di esso santo si è salvata l'istessa chiessa. Il foco si è cominciato a spargere nell'ostarria di Iacom Albertinno che si ritrovava la prima cassa nel venire di S. Gottardo et in essa cassa si ritrovava quattordici barili di polvere e due di esca che han fatto un si terribil colpo che pareva un Giudicio e la causa fu statta la polvere che ha meneggiatto tanto danno.»
  9. ^ Motta, 1991, 35, 49, 62.
  10. ^ Motta, 1991, 61.
  11. ^ Motta, 1991, 53.
  12. ^ Motta, 1991, 35.
  13. ^ Ballinari, 2010.
  14. ^ Passo del Sassello sul Dizionario storico della Svizzera
  15. ^ Laura Patocchi-Zweifel, L'inverno delle valanghe, in «Azione» n. 03, 17 gennaio 2011, 5.
  16. ^ Annuario del Canton Ticino
  17. ^ Patriziati affiliati all'ALPA
  18. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 216 nota, 218 nota, 241.
  19. ^ Gilardoni, 1967, 176-177.
  20. ^ Cimitero - Inventario dei beni culturali
  21. ^ Oratorio di Sant'Antonio abate - Inventario dei beni culturali
  22. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 241.
  23. ^ Vaccaro, Chiesi, Panzera, 2003, 7, 12, 38, 40, 41, 63, 70nota, 90, 192nota, 314, 349, 387, 395, 405, 406, 420.
  24. ^ Statua di Sant'Antonio abate - Inventario dei beni culturali
  25. ^ Oratorio dei Santi Gervasio e Protasio - Inventario dei beni culturali
  26. ^ Altare rococò - Inventario dei beni culturali
  27. ^ Madonna tra San Giuseppe e San Francesco d'Assisi - Inventario dei beni culturali
  28. ^ San Bernardo di Mentone - Inventario dei beni culturali
  29. ^ Via Crucis (Stazione I) - Inventario dei beni culturali
  30. ^ Via Crucis (Stazione II) - Inventario dei beni culturali
  31. ^ Via Crucis (Stazione III) - Inventario dei beni culturali
  32. ^ Via Crucis (Stazione IV) - Inventario dei beni culturali
  33. ^ Via Crucis (Stazione V) - Inventario dei beni culturali
  34. ^ Via Crucis (Stazione VI) - Inventario dei beni culturali
  35. ^ Via Crucis (Stazione VII) - Inventario dei beni culturali
  36. ^ Via Crucis (Stazione VIII) - Inventario dei beni culturali
  37. ^ Via Crucis (Stazione IX) - Inventario dei beni culturali
  38. ^ Via Crucis (Stazione X) - Inventario dei beni culturali
  39. ^ Via Crucis (Stazione XI) - Inventario dei beni culturali
  40. ^ Via Crucis (Stazione XII) - Inventario dei beni culturali
  41. ^ Via Crucis (Stazione XIII) - Inventario dei beni culturali
  42. ^ Via Crucis (Stazione XIV) - Inventario dei beni culturali
  43. ^ Acquasantiera - Inventario dei beni culturali
  44. ^ Messale ambrosiano - Inventario dei beni culturali
  45. ^ Sacra Famiglia - Inventario dei beni culturali
  46. ^ Oratorio di San Barnaba - Inventario dei beni culturali
  47. ^ Statua di San Bernardo di Mentone - Inventario dei beni culturali
  48. ^ Statua di San Sebastiano - Inventario dei beni culturali
  49. ^ Oratorio di Santa Maria Vergine - Inventario dei beni culturali
  50. ^ Oratorio di Maria Assunta - Inventario dei beni culturali
  51. ^ Oratorio di Maria Maddalena - Inventario dei beni culturali
  52. ^ Oratorio di Sant'Anna - Inventario dei beni culturali
  53. ^ Cappella di Santa Maria - Inventario dei beni culturali
  54. ^ Oratorio di San Gottardo - Inventario dei beni culturali
  55. ^ Borrani, 1896, 342-345.
  56. ^ Gilardoni, 1967, 543-544.
  57. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 216 nota, 222 nota, 241.
  58. ^ Cappella dei Morti - Inventario dei beni culturali
  59. ^ Oratorio di San Gottardo - Inventario dei beni culturali
  60. ^ Arcidiocesi di Milano#Cronotassi dei vescovi
  61. ^ Sikart: Pierino Selmoni
  62. ^ Madonna di Fatima - Inventario dei beni culturali
  63. ^ Il monumento alle vittime del lavoro - Inventario dei beni culturali
  64. ^ Casa montana tipica - Inventario dei beni culturali
  65. ^ Casa montana tipica - Inventario dei beni culturali
  66. ^ Viadotto di Albinengo - Inventario dei beni culturali
  67. ^ Portale autostradale - Inventario dei beni culturali
  68. ^ Centro di manutenzione e polizia - Inventario dei beni culturali
  69. ^ Deposito del sale - Inventario dei beni culturali
  70. ^ Prese d'aria - Inventario dei beni culturali
  71. ^ La strada della Tremola - Inventario dei beni culturali
  72. ^ Francesco Meschini sul Dizionario storico della Svizzera
  73. ^ Pozzo di ventilazione - Inventario dei beni culturali
  74. ^ Ospizio vecchio - Inventario dei beni culturali
  75. ^ Stalla ottagonale per cavalli - Inventario dei beni culturali
  76. ^ Munumento ad Adrien Guex - Inventario dei beni culturali
  77. ^ Monumento equestre di San Carlo Borromeo - Inventario dei beni culturali
  78. ^ Ruderi della torre di Stalvedro - Inventario dei beni culturali
  79. ^ Gilardoni, 1967, 176-178.
  80. ^ Forte Airolo - Inventario dei beni culturali
  81. ^ Caserma del Motto Bartola - Inventario dei beni culturali
  82. ^ Arsenale alto - Inventario dei beni culturali
  83. ^ Arsenale basso - Inventario dei beni culturali
  84. ^ Franco Pessina sul Dizionario storico della Svizzera
  85. ^ Forte Fieud - Inventario dei beni culturali
  86. ^ Forte San Gottardo - Inventario dei beni culturali
  87. ^ Motta (famiglia) sul Dizionario storico della Svizzera
  88. ^ Cristoforo Motta sul Dizionario storico della Svizzera
  89. ^ Felice Lombardi sul Dizionario storico della Svizzera

[modifica] Bibliografia

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 1-2, (Brugnasco 73), (Madrano 194), (San Gottardo 266), (Stalvedro 278).
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Mario Bertolone, Note su alcune asce di bronzo della Leventina, in Rivista storica ticinese, 1, febbraio 1938, Istituto Editoriale Ticinese, Bellinzona 1938.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, La Vesconta, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 30. 38, 40-43, 91, (Madrano 176, 251, 481), 176-178, 299, 342, 358, 476, 481, 484, 498, 509, (San Gottardo 543-544).
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 112-115.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Comune di Airolo (a cura di), Airolo, Bellinzona, Arti Grafiche Arturo Salvioni & Co. SA, 1992. ISBN 88-7967-001-8
  • Mario Fransioli, Il vicinato di Airolo. Gli ordini del 1788, Airolo, Patriziato di Airolo, 1994..
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Fabio Beffa, Vocabolario fraseologico del dialetto di Airolo, Bellinzona, Humilibus Consentientes, 1998. ISBN 88-85118-42-9
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
  • AA.VV., Guida d’arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007,113, 137, 142, 143, 144, 145, 146, 147, 148, 356.
  • Fabio Ballinari, Storia di un disastro. Il grande incendio di Airolo del 17 settembre 1877, Edizione del Comune di Airolo, Airolo 2010.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 209, 216 nota.

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