Airolo

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Airolo
comune
Airolo – Stemma
Airolo – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Leventina
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°31′43″N 8°36′44″E / 46.528611°N 8.612222°E46.528611; 8.612222 (Airolo)Coordinate: 46°31′43″N 8°36′44″E / 46.528611°N 8.612222°E46.528611; 8.612222 (Airolo)
Altitudine 1.175 m s.l.m.
Superficie 94,5 km²
Abitanti 1 556[1] (31-12-2013)
Densità 16,47 ab./km²
Frazioni Valle, Madrano, Brugnasco, Fontana, Nante, (Albinasca e Bedrina ora disabitate)
Comuni confinanti Andermatt (UR), Bedretto, Hospental (UR), Lavizzara, Quinto, Realp (UR), Tujetsch (GR)
Altre informazioni
Cod. postale 6780/6781
Prefisso 091 869
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5061
Targa TI
Nome abitanti airolesi
Circolo Airolo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Airolo
Airolo – Mappa
Sito istituzionale

Airolo (Airö nel locale dialetto della lingua lombarda) è un comune svizzero del Canton Ticino di 1.559 abitanti. Fa parte del distretto di Leventina. Anticamente era stato chiamato Eriels, Iriel o Oriolo.

È conosciuto in quanto vi si trova la parte ticinese della galleria ferroviaria e della galleria stradale del San Gottardo.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il bacino idroelettrico del Lucendro

Airolo è un comune dell'alta valle Leventina, situato 58 km a nord di Bellinzona, ai piedi del passo del San Gottardo, raggiungibile percorrendo l'antica strada della Tremola[2]. Verso ovest si sviluppa la val Bedretto, dalla quale attraverso il passo della Novena si può raggiungere il Canton Vallese, oppure attraverso un sentiero pedonale che porta al Passo di San Giacomo si giunge in Val Formazza in Italia.

Il bacino del Lago della Sella

Il comune comprende le frazioni di Valle, Madrano, Brugnasco, Fontana, Nante e due altre disabitate, Albinasca e Bedrina oltre che i laghetti alpini di Ravina e di Prato[3].

Ad Airolo si trovano i portali sud della galleria ferroviaria del San Gottardo e della galleria stradale del San Gottardo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Airolo dopo il 1890, prima della frana del 1898

Il comune era abitato già nel II / III secolo, come dimostrano numerose tombe romane scoperte nella frazione di Madrano[4].

La storia di Airolo è sempre stata caratterizzata dal traffico attraverso il San Gottardo che venne aperto al traffico commerciale nel XIII secolo. Ciò che ha contribuito allo sviluppo della sua economia, in particolare nei settori della ristorazione, dell'albergazione e dei trasporti.

La chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Nazario e Celso fu costruita nel XII secolo ed è menzionata per la prima volta, assieme alla parrocchia, nel 1224. L'edificio attuale venne ricostruito nel 1879, dopo che il 17 settembre 1877 la chiesa fu distrutta da un incendio assieme a buona parte del borgo. Il campanile, alto circa 37 metri, risale all'epoca romanica (XII secolo).

Nel 1799 l'armata russa del generale Suvorov valica il passo del San Gottardo e si scontra coi francesi nelle gole della Reuss a nord di Andermatt, come ricorda il monumento che è stato eretto sulla superficie rocciosa presso il ponte del diavolo.

Nel 1820 fu inaugurata la strada cantonale e il 15 luglio 1830 venne aperta la nuova strada del passo del San Gottardo oggi conosciuta come "la vecchia Tremola"[5].

Nei pressi della stazione ferroviaria venne posato nel 1932 il Monumento alle vittime del lavoro, un bassorilievo in bronzo dello scultore Vincenzo Vela di Ligornetto, dedicato ai duecento operai che persero la loro vita nella costruzione della galleria ferroviaria del San Gottardo, inaugurata il 23 maggio del 1882.

Il 28 dicembre 1898 una frana (Frana del Sasso Rosso) distrusse parte del borgo e fece tre morti. Con i sassi franati a valle vennero in seguito costruiti, a nord del paese, dei grossi muri di protezione. Una valanga caduta la notte del 12 febbraio 1951 fece dieci morti. Già il 28 dicembre 1923 una valanga si abbatté sull'abitato di Airolo causando ingenti danni ma fortunatamente senza provocare vittime. Nella seconda metà del XX secolo vennero costruite numerose premunizioni valangarie; un progetto che è tuttora in corso.

Già nel 1890 Airolo aveva un'illuminazione stradale elettrica. Nel 1969 Airolo fu il primo comune del Canton Ticino a costruire un impianto di depurazione delle acque luride.

Sempre nel 1969 venne inaugurata la strada del passo della Novena che mette in comunicazione con il Canton Vallese e nel 1980 venne inaugurata la nuova galleria autostradale del Gottardo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edilizia religiosa[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa parrocchiale dei Santi Nazario e Celso venne fondata nel 1292[6] e menzionata per la prima volta, nel 1224. L'edificio attuale, tuttavia, è recente e venne ricostruito nel 1879, dopo che un incendio, il 17 settembre 1877, aveva distrutto la chiesa e buona parte del borgo. Dell'antico edificio resta il campanile romanico (XII secolo)[7].
  • Il cimitero al margine est del borgo conserva la cappella funeraria progettata da Mario Chiattone degli anni 1949-1951.
  • Il monumento a Giuseppe e Agostina Motta, realizzato nel 1971 in occasione della traslazione delle spoglie da Berna ad Airolo.
  • L'oratorio di Sant'Antonio abate, nella frazione Valle, fu fondato tra il XIV-XVI secolo[8], documentato nel 1570.
  • L'oratorio dei Santi Gervasio e Protasio, nella frazione Madrano;
  • L'oratorio di San Barnaba nella frazione Brugnasco.
  • L'oratorio di Santa Maria Vergine nella frazione Stalvedro, documentata nel 1669 e riedificata nel 1766.
  • L'oratorio di Santa Maria Assunta nella frazione Nante, menzionato nel 1450.
  • L'oratorio di Santa Maria Maddalena nella frazione Fontana, edificio costruito nel 1782 ma demolito da una valanga nel 1879 e ricostruito in seguito.
  • L'oratorio di Sant'Anna nella frazione Albinasca, costruito ex novo nel 1629, accanto a quello antico. Conservava un prezioso polittico ad ante tardogotico del 1504 si venne però trasportato nel 1907 al Museo nazionale di Zurigo.
  • La cappella di Santa Maria, a Bedrina, edificata nel 1852.
  • La cappella dei Morti, poco sotto il passo del San Gottardo. Deve il suo nome al fatto che vi venivano deposti i corpi dei viandanti trovati morti di cui non si conosceva la fede;
  • l'oratorio di San Gottardo sul passo omonimo[9], fu fondato nel 1237[10] e inglobato nell'Ospizio vecchio. Fu consacrato dal vescovo milanese Enrico I da Settala (1213-1230). L'edificio, tuttavia, è ancora più antico perché alcune indagini archeologiche del 1975 rivelarono i resti di un edificio di culto altomedievale, del VIII-IX secolo;

Edilizia civile[modifica | modifica wikitesto]

  • La Casa parrocchiale ricostruita nel 1878 in forme tardoneoclassiche.
  • L'ex Hotel Motta & Poste (casa con studi professionali), edificato nel 1810 dalla famiglia Motta. Rimase in funzione fino alla costruzione del nuovo Albergo Motta sul lato opposto della vecchia strada del San Gottardo. È la casa natale del consigliere federale Giuseppe Motta.
  • L'ex Albergo Motta (oggi palazzo d'appartamenti) è un'imponente costruzione sorta nel 1850 circa e rimasta in funzione fino al 1942 quando Giovanni Grassi la trasformò in casa d'abitazione. Notevole è anche la dépendance dell'albergo, costruita nel 1880.
  • Le scuole comunali, a sud-est del borgo, costruito nel 1917 dall'imprenditore Cesare Camponovo su progetto dell'architetto Ferdinando Bernasconi (1867-1919).
Monumento alle vittime del lavoro
  • Il Salone Olimpia, sorto nel 1905 su iniziativa di un gruppo di cittadini come sala teatrale e ricreativa.
  • L'ex Hotel Lombardi (oggi casa d'appartamenti), sopra la stazione, venne eretto nel 1870 come casa di servizio dell'impresa Favre;
  • Il monumento alla vittime del lavoro, nel Piazzale della Stazione.
  • La casa Lombardi, nella frazione Valle, opera di Franco Ponti e Milo Navone negli anni 1975-1977.
  • La stazione di servizio Stalvedro, sull'autostrada A2, progettata dagli architetti Tita Carloni e Roberto Nicoli nel 1987.
  • La centrale elettrica del Lucendro, nella frazione Albinengo, eretta dai fratelli Carlo e Rino Tami negli anni 1942-1945[11]
  • Il viadotto di Albinengo, realizzato dagli ingegneri Grignoli & Muttoni negli anni 1970-1972.
  • Il portale sud e il centro di manutenzione dell'autostrada A2 progettati da Rino Tami nell'ambito delle opere principali nella tratta autostradale Chiasso-Airolo.
  • La strada della Tremola venne costruita su progetto di Francesco Meschini negli anni 1828-1831; l'aspetto odierno, nel tipico selciato in dadi di granito, risale agli anni trenta del XX secolo.
  • Il villaggio di Fontana, caratterizzato da un impianto urbanistico a griglia ortogonale dovuto alla ricostruzione evvanuta dopo l'incendio del 1868, forse su progetto egli ingegneri attivi nella costruzione della ferrovia del Gottardo;
  • la casa Dotta è l'unico edificio del nucleo di Fontana che conserva il tetto in scandole, giunto fino ad oggi nel suo aspetto del 1792.
  • Il pozzo di ventilazione, a Motto di dentro, fu realizzato da Rino Tami e Giovanni Lombardi negli anni 1978-1980.
  • Il complesso dell'ospizio del San Gottardo (2091 m s.l.m.), attestato dal 1237, gestito dalla vicinia di Airolo, fu in parte demolito nel 1799 dai soldati francesi. Si compone dell'Ospizio vecchio, posto accanto a quello antico, fu costruito nel 1623 quale casa del sacerdote incaricato dell'assistenza spirituale. L'edificio attuale venne citato anche da Johann Wolfgang von Goethe nei suoi diari di viaggio in Svizzera nel 1775 e nel 1779. Adiacente è la stalla ottagonale per i cavalli e la "Vecchia Sosta" (oggi Museo nazionale del San Gottardo), costruita negli anni 1834-1837 su disegno di Domenico Fontana.
  • l'albergo Monte Prosa (oggi albergo San Gottardo) venne costruito nel 1866;
  • il monumento ad Adrien Guex, realizzato nel 1928 da Fausto Agnelli in memoria dell'aviatore vodese.
  • la statua equestre del generale Alexander Wassiljewitsch Suworow>, opera di Dmitry Nikitovic Tugarinov realizzata nel 1999.
  • La statua del Viandante, opera di Pedro Pedrazzini inaugurata il 26 luglio 2003[12].

Edilizia militare[modifica | modifica wikitesto]

Forte Airolo
  • Resti di un antico fortilizio sorgeva a Stalvedro sulla riva destra del fiume Ticino, risalente secondo la tradizione all'epoca longobarda.
  • La caserma e piazza d'armi, a Bedrina, realizzata negli anni 1989-1995 dagli architetti Fabio Muttoni e Silvano Caccia.
  • Il forte Airolo fu costruito negli anni 1887-1890 con lo scopo di proteggere la galleria ferroviaria e il passo del San Gottardo. All'interno del quadrilatero irregolare è stato inaugurato nel 1989 il Museo Forte Airolo.
  • La caserma al Motto Bartola costruita tra il 1888 e il 1914.
Forte Airolo: particolare della copertura corazzata
  • La postazione di fanteria a Fieud, sul crinale della montagna, costruita tra il 1902 e il 1911.
  • Il Forte San Gottardo sul passo del San Gottardo, costruito tra il 1892 e il 1917.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Ritratti comunali dell'Ufficio federale di statistica 2000
3,6% madrelingua tedesca
85,6% madrelingua italiana
3,3% madrelingua serbo-croata

Abitanti censiti

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate ad Airolo[modifica | modifica wikitesto]

Nativi[modifica | modifica wikitesto]

Originari[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura ebbe per molto tempo un ruolo preponderante. Oggi il numero di persone occupate in questo settore si è ridotto notevolmente. La costruzione del Caseificio dimostrativo del Gottardo inaugurato nel 1997 ha permesso di promuovere meglio i prodotti dell'agricoltura locale.

Nel settore industriale l'edilizia occupa il primo posto. La più importante industria di Airolo è un'officina metalmeccanica (Tenconi SA) che occupa circa 100 collaboratori. Vi sono inoltre molte piccole ditte e aziende artigianali.

Ad Airolo si trovano aziende del settore dei servizi per il traffico ferroviario e stradale ed una grande piazza d'armi dell'esercito svizzero. In seguito a diverse misure di razionalizzazione nei settori militare, delle ferrovie e di altri servizi pubblici, Airolo ha perso numerosi posti di lavoro e la popolazione residente è in lenta diminuzione.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado il forte traffico di transito, la regione di Airolo è molto apprezzata dai turisti.

Airolo è stata la prima località in Ticino ad offrire impianti di risalita per la pratica dello sci, ed è oggi uno dei luoghi principali del Cantone per gli sport invernali. Non a caso è il polo turistico della Regione Tre Valli.

In estate è il punto di partenza per numerose escursioni (Strada Alta, Sentiero degli Alpi).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie patrizie attuali[modifica | modifica wikitesto]

Albertini, Albertolli, Bassi, Beffa, Beffa Strozzi, De Agostini, Dotta, Eusebio, Filippi, Filippini, Forni, Genasci, Genoni, Jelmini, Jori, Leventini, Lombardi, Marchetti, Pedrina, Pedrini, Pervangher, Peter, Pini, Ramelli, Ronchi, Tonella, Zoppi.

Famiglie estinte in linea maschile[modifica | modifica wikitesto]

Camossi, Lombardini, Orsi, Petareini.

Famiglie non più rappresentate[modifica | modifica wikitesto]

Franzini, Guscetti, Trosi, Motta.

Sport e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il quarto mercoledì di maggio si tiene il mercato dei fiori.
  • Il 1º agosto in occasione della festa nazionale svizzera viene celebrata una messa all'aperto sul passo del San Gottardo con i vescovi delle diocesi di Lugano e delle diocesi confinanti svizzere e italiane.
  • Il primo mercoledì di settembre si svolge la fiera-mercato, con la vendita di prodotti degli Alpi e il mercato di bestiame bovino.
  • Il 23 giugno 2001 la 5ª tappa del Tour de Suisse 2001 si è conclusa sul passo del San Gottardo con la vittoria del russo Dmitrij Konyšev.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statistica Svizzera - STAT-TAB: Popolazione residente permanente e temporanea per regione, sesso, nazionalità ed età
  2. ^ Il termine deriva dal latino trames, tramitis 'sentiero, percorso tradizionalmente battuto, tracciato'. Cfr.: Ottavio Lurati, Toponymie et géologie, in Quaderni di semantica, anno XXIX, numero 2, dicembre 2008, 444.
  3. ^ I laghetti alpini di Ravina e di Prato
  4. ^ Gilardoni, 1967, 176.
  5. ^ Motta, 1991, 61.
  6. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 216 nota, 218 nota, 241.
  7. ^ Gilardoni, 1967, 176-177.
  8. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 241.
  9. ^ Gilardoni, 1967, 543-544.
  10. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 216 nota, 222 nota, 241.
  11. ^ Farinati, 2012, 116.
  12. ^ Bianchi, 2012, 43.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 1-2, (Brugnasco 73), (Madrano 194), (San Gottardo 266), (Stalvedro 278).
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Mario Bertolone, Note su alcune asce di bronzo della Leventina, in Rivista storica ticinese, 1, febbraio 1938, Istituto Editoriale Ticinese, Bellinzona 1938.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, La Vesconta, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 30. 38, 40-43, 91, (Madrano 176, 251, 481), 176-178, 299, 342, 358, 476, 481, 484, 498, 509, (San Gottardo 543-544).
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 112-115.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Comune di Airolo (a cura di), Airolo, Bellinzona, Arti Grafiche Arturo Salvioni & Co. SA, 1992, ISBN 88-7967-001-8.
  • Mario Fransioli, Il vicinato di Airolo. Gli ordini del 1788, Airolo, Patriziato di Airolo, 1994.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Fabio Beffa, Vocabolario fraseologico del dialetto di Airolo, Bellinzona, Humilibus Consentientes, 1998, ISBN 88-85118-42-9.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
  • AA.VV., Guida d’arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007,113, 137, 142, 143, 144, 145, 146, 147, 148, 356.
  • Fabio Ballinari, Storia di un disastro. Il grande incendio di Airolo del 17 settembre 1877, Edizione del Comune di Airolo, Airolo 2010.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 209, 216 nota.
  • Dario Bianchi, Pedro Pedrazzini e la sua idea di scultura: «Viviamo un'epoca bisognosa di bellezza», in «Rivista di Locarno» del 3 marzo 2012, Armando Dadò Editore, Locarno 2012, 43, 45.
  • Valeria Farinati, Centrali idroelettriche d'autore, in «Arte&Storia», Il Ticino dell'acqua. Dalla formazione geologica del Cantone alle attività economiche, Edizioni Ticino Management, anno 12, numero 54, aprile-luglio 2012. Lugano 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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