Melano

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Melano
comune
Melano – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Lugano
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 45°55′05″N 8°59′20″E / 45.91806°N 8.98889°E / 45.91806; 8.98889 (Melano)Coordinate: 45°55′05″N 8°59′20″E / 45.91806°N 8.98889°E / 45.91806; 8.98889 (Melano)
Altitudine 294 m s.l.m.
Superficie 5,32 km²
Abitanti 1 297 (2009)
Densità 243,8 ab./km²
Comuni confinanti Castel San Pietro, Maroggia, Mendrisio, Riva San Vitale, Rovio
Altre informazioni
Cod. postale 6818
Prefisso 091

004191

Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5197
Targa TI
Nome abitanti melanesi  
Circolo Ceresio
Localizzazione
Melano è posizionata in Svizzera
Melano
Melano – Mappa
La linea ferroviaria

Melano[1] (Melàn in dialetto ticinese) è un comune svizzero, sul Lago di Lugano; il villaggio presenta case signorili e una piazza particolarmente ampia, posto ai piedi del Monte Generoso oggi è separato dal lago Ceresio dalla strada cantonale, dall'autostrada e dalla linea ferroviaria del San Gottardo.

Indice

[modifica] Storia

L'antichità dell'insediamento è confermata dalla presenza di una necropoli romana che ha restituito più di trenta tombe. Documentato fino dal 21 febbraio 799, quando a Campione d'Italia Martino da Melano vende a Toto da Campione tutte le sue proprietà di Campione e di Melano per 3 lire d'argento a 240 denari l'una e ne attesta la ricevuta[2].

Il 14 maggio 847 Lubecino, figlio di Odovus, chiamato Mauro di Mendrisio, vendette al convento di Sant'Ambrogio di Milano i suoi averi a Mendrisio e a Melano per 60 soldi d'argento; il 17 agosto il prete Magiorino, monaco di Sant'Ambrogio in Milano, prese possesso di queste proprietà cedute da Lubecino, abbracciando in presenza di testimoni una colonna della casa[3].

L'11 marzo 894 da Piacenza il re d'Italia Arnolfo di Carinzia confermò al monastero di Sant'Ambrogio le sue proprietà e franchigie, donando pure la Corte di Palazzuolo presso Melano[4].

Durante il medioevo la città di Como ne occupò il porto lacuale, che ebbe grande importanza durante la guerra decennale (1117-1127) tra Como e Milano. Nel tardo medioevo tra Melano e Capolago alle pendici del Monte Generoso sorgeva un castello collegato al lago mediante una murata di sbarramento, demolita poi assieme al castello dalle truppe dei Confederati all'inizio del secolo XVI.

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[5] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti, degli acquedotti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[6].

L'ufficio patriziale rieletto il 26 aprile 2009 è presieduto da Alberto Cremonini.

[modifica] Demografia

Il comune nel 2010 conta 1.338 abitanti. La popolazione svizzera è composta da 1.000 unità, pari al 74,74% della popolazione. La comunità straniera più importante presente nel comune è rappresentata da quella italiana con 225 abitanti (66,6% degli stranieri, 16,8% della popolazione). Il numero degli abitanti rispetto al 2009 è cresciuto di 16 unità.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Daniele Maffei dal 04/04/2004

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

  • La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea[7], sorge al margine sud del villaggio, della chiesa precedente sopravvive il campanile barocco, oggi isolato. La costruzione in stile neoclassico a pianta a croce greca subì restauri negli anni 1934, 1976 (il campanile) e l'interno negli anni 1992-1994, diretti da Lino Caldelari ed Augusto Scacchi.
  • Il Santuario della Madonna del Castelletto[8] situato sull'omonimo colle è una delle più suggestive e popolari mete di pellegrinaggio del Canton Ticino, documentato fin dal secolo XIV; secondo la tradizione sorge sulle rovine dell'antico castello. Subì restauri negli anni 1980-1982 di Fosco Moretti e negli anni 1985-1987 di Lino Caldelari.
  • Sulla riva del lago la cappella di Santa Lucia[9] venne eretta nel 1932 sul posto di un'altra risalente forse al secolo XVIII, detta "di San Pietro dei barcaioli", distrutta dall'alluvione del 1868[10].
  • A meridione nei pressi della chiesa di Sant'Andrea s'incontra la cappella con l'affresco raffigurante San Michele Arcangelo[11], un'altra cappella votiva[12] si trova poco a nord verso il nucleo abitato e una terza cappella alle quattro strade con cornicione in stile tardobarocco[13] si trova in campagna lungo una stradina, la nicchia contiene la statua della Madonna col Bambino.

[modifica] Edilizia civile

Tra gli edifici civili da notare:

  • nell'angolo sud-est della Piazza Motta l'antica Casa Polatta, eretta forse su commissione della famiglia d'ingegneri militari ed architetti Polatta, il cui membro più noto fu Francesco Polatta, artefice dei bastioni della città di Soletta nel 1667. L'edificio sorge attorno ad un cortile ed è caratterizzato da una costruzione aggettate inglobante il portale. Sotto la grondaia corre un plastico fregio di putti, stemmi e cartigli con iscrizioni, datato 1668. Nell'angolo nord-est del cortile le finestre hanno un originale coronamento in stucco[14].
  • Al margine nord del nucleo l'ex filanda[15] è uno stabilimento per la lavorazione della seta, realizzato da Luigi Fontana[16] (1812-1877) per iniziativa di Giovan Battista Fogliardi[17] nel 1842; l'imponente edificio in stile neoclassico fu la prima grande filanda ticinese. Passata alla ditta G. Gesner, fu ingrandita nel 1865: ora è in disuso.
  • La Scuola elementare consortile di Melano-Maroggia, lungo la strada statale per Rovio, edificata dagli architetti Marco Krähenbühl (nato nel 1941) e Tino Bomio (1940-1998) nel biennio 1972-1973, è caratterizzata dall'alternanza tra i pieni e i vuoti, definiti da una maglia strutturale unitaria.
  • In Via Cantonale la Villa Margherita (Sede della Protezione degli animali) è una dimora in stile eclettico con torre angolare e giardino cintato, edificata da Arnoldo Ziegler per E. Piffaretti nel 1912.
  • In localitä Pedemonte la Villa Fogliardi[18] (Seminario diocesano), sobria costruzione neoclassica edificata a metà del secolo XIX circa, forse dal Fontana per l'industriale G. B. Fogliardi, all'interno presenta un ricco scalone monumentale centrale, ricche decorazioni pittoriche di gusto pompeiano degli anni 1880-1890 circa. Ornamenti in stucco delle finestre e portico vennero aggiunti verso la fine del secolo XIX. Un vasto parco[19] cintato è abbellito da due fontane simmetriche e da una fitta rete i viali diretti verso diverse costruzioni accessorie.
  • Poco sopra il santuario della Madonna del Castelletto si possono osservare i ruderi del Castellaccio[20].

[modifica] Personalità

  • Il colonnello federale Augusto Fogliardi[21], addetto militare svizzero negli USA durante la Guerra di secessione americana.
  • Alessandro Repetti, tipografo, editore, giornalista federalista, direttore della tipografia Elvetica, emigrato negli Stati Uniti, combatté nelle file unioniste, rientrato in Svizzera divenne maggiore dello Stato maggiore generale; tornò negli Usa come aiutante del colonnello Augusto Fogliardi. Nel 1867 a Milano riprese l'attività editorial

[modifica] Elezione del giudice di pace del circolo del Ceresio

  • Eletti in forma tacita
  • Giudice di pace
  • Poli Alberto (11.10.1950) Brusino Arsizio
  • Supplente Giudice di pace
  • Donati Fedele (04.12.1940) Melano

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 203.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 412-413.
  • Agostino Robertini et alii, Melano, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1978, 253-268.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 333-334.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 368-370.

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[modifica] Voci correlate

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