Arogno

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Arogno
comune
Arogno – Stemma
Arogno e il Monte San Salvatore
Arogno e il Monte San Salvatore
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Lugano
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 45°58′N 8°59′E / 45.966667°N 8.983333°E45.966667; 8.983333 (Arogno)Coordinate: 45°58′N 8°59′E / 45.966667°N 8.983333°E45.966667; 8.983333 (Arogno)
Altitudine 606 m s.l.m.
Superficie 8,53 km²
Abitanti 948[1] (31-12-2012)
Densità 111,14 ab./km²
Frazioni Pugerna, Devoggio, Cà dal feree, Cà nova, Nebbia, San Michele, Beretta, Bogo
Comuni confinanti Bissone, Campione d'Italia (IT-CO), Lanzo d'Intelvi (IT-CO), Lugano, Maroggia, Pellio Intelvi (IT-CO), Rovio
Altre informazioni
Cod. postale 6822
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5144
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Arogno
Arogno – Mappa
Sito istituzionale

Arogno[2] (Arögn in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino, è situato su un pianoro della Val Mara; ha dato i natali alle note famiglie di artisti Artari, Colomba, Cometta, Consiglio e Stella[3].

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'agglomerato è attestato già il 1º agosto 962 quando da Caello Adeldruda vendette a Teudeperto, prete di Giornico, alcuni terreni per 33 soldi d'argento, mentre il 1º marzo 932 Anselberto, abate del convento di Sant'Ambrogio di Milano, scambiò con un certo Lupo 85 pezze di terreno situate a Segudo, presso Cresonico, con 22 pezze di terreno situate invece ad Arogno[4].

Nel 1873 Alessandro Manzoni e Romeo Manzoni, intellettuali e uomini politici, aprirono qui la prima fabbrica di orologi del Canton Ticino che ebbe una notevole espansione nella prima metà del XX secolo.

L'espansione della fabbricazione di orologi portò qui una notevole immigrazione con famiglie provenienti soprattutto dalla Svizzera romanda.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Edilizia religiosa[modifica | modifica sorgente]

  • La chiesa parrocchiale di Santo Stefano è una delle più significative costruzioni barocche del Cantone Ticino. Era presente già nel 1581 e venne trasformata e rinnovata negli anni 1625-1688.
  • L'ossario, posto accanto alla suddetta chiesa, venne eretto tra il 1684 e il 1710, è una costruzione rettangolare sempre di stile barocco.
  • L'oratorio di San Rocco si trova sulla strada cantonale al margine sud-ovest del villaggio[5].
  • L'oratorio di San Michele, è sul versante orientale della valle[6], sulla strada per porta a Rovio.
  • L'oratorio di San Vitale si trova a nord-ovest del villaggio sulla strada per Pugerna[7] è documentato fra il 780 e 810.
  • La cappellina della Santissima Trinità, posta in località Ca' Nova sulla strada per Rovio, risale al XV secolo ma fu rimaneggiata in epoca barocca. Conserva importanti sia nella nicchia interna sia sull'esterno risalenti al tardo XV secolo[8].
  • La cappella di Sant'Evasio nel territorio della frazione di Pugerna[9], è stata inglobata nell'omonima masseria, che sembra essere un complesso rurale di origine longobarda[10]. I resti della cappella si possono rinvenire sulla cui facciata della masseria dove si conserva ancora un frammento di affresco del santo quasi illeggibile.
  • Il piccolo oratorio di San Giuseppe è situato nel nucleo abitato di Pugerna.
  • L'oratorio della Beata Vergine delle Grazie è una tipica chiesetta barocca con la facciata dagli angoli smussati, posta in Valmara a pochi passi dal valico che porta a Lanzo d'Intelvi.
  • Sparse nel territorio sono presenti diverse artistiche cappelle (edicole) devozionali come quella dedicata a San Giovanni Bosco e quella barocca della Madonna col Bambino.

Edilizia civile[modifica | modifica sorgente]

  • La casa Manzoni (oggi ufficio postale) è una dimora in stile lombardo con torretta belvedere e ornamenti pittorici opere di Domenico e Giuseppe Quadroni del 1907.
  • La settecentesca casa Colomba in piazza La Fröö
  • La Piazza Adamo d'Arogno, ora tornata piazza Valecc écontornata di edifici dei secoli XVII e XVIII.
Case del nucleo storico
  • Nella stessa piazza si trova una fontana esagonale che al centro reca una colonna ornata da una fascia spiraliforme.
  • La casa Cometta, detta anche "Ca' di Milanés"[11], già della famiglia Artari, è un edificio con decorazioni rococò ed haun portale ornato di stucchi.
  • Il Teatro sociale in Piazza Granda è la sede della società filarmonica. Venne acquistato nel 1930 dalla locale filarmonica. Importante è il fondale architettonico, forse eseguiti da Giovanni Battista Innocenzo Colomba alla fine del secolo XVIII, che ancora si può vedere in un cortile posizionato ad ovest del teastro.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Persone legate ad Arogno[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Personalità legate ad Arogno.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il patriziato[modifica | modifica sorgente]

Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[12] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[13].

L'ufficio patriziale rieletto il 26 aprile 2009 è così composto:

  • Presidente: Rito Sartori
  • Vicepresidente: Mauro Stella
  • Membri: Mario Delucchi, Guido Casellini, Raoul Cometta
  • Segretario: Guido Casellini

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 5, (Casanova) 78.
  • Giuseppe Bianchi, Gli artisti ticinesi. Dizionario biografico, Libreria Bianchi, Lugano 1900.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 36-37, 39, 183-187, 423, 533.
  • Agostino Robertini, Silvano Toppi, Gian Piero Pedrazzi, Arogno, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1974, 9-24.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 327-329.
  • Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Editrice La Scuola, Brescia 1986, 82.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Lucia Pedrini Stanga, I Colomba di Arogno, Fidia edizioni d'arte, Lugano 1994.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 301.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 363-366.
  • Mario Delucchi, Le fabbriche di Arogno, Fontana Edizioni, Pregassona; Idem, Arogno, i luoghi e la loro storia, Fontana Edizioni, Pregassona; Idem, L'ultimo "maestran" di Arogno, Fontana Edizioni, Pregassona.
  • Idem e Celso Tantardini (a cura di), Memorie di cose minute, Fontana Edizioni, Pregassona 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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