Gravesano
| Gravesano comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Lugano | ||||
| Lingue ufficiali | Italiano | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 46°02′40″N 8°55′05″E / 46.04444°N 8.91806°ECoordinate: 46°02′40″N 8°55′05″E / 46.04444°N 8.91806°E | ||||
| Altitudine | 387 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 0,6 km² | ||||
| Abitanti | 1 194 (2009) | ||||
| Densità | 1 990 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Alto Malcantone, Bedano, Lamone, Manno | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 6929 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 5187 | ||||
| Targa | TI | ||||
| Circolo | Taverne | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Gravesano[1] (Gravesan in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino a nord di Lugano.
La località è salita agli onori della cronaca nel 2005 poiché qui si trova la clinica privata Ars Medica che ha ospitato il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi in una operazione di chirurgia estetica al viso.
Indice |
[modifica] Storia
L'8 febbraio 1192 Alberico Albarello di Grumo, col permesso di Anselmo dei Raimondi o della Torre, vescovo di Como[2], cede a Cavanio, chierico della collegiata di San Giovanni Battista di Agno, nelle mani dei canonici le decime del paese e territorio di Vernate per 10 lire d'argento; al vescovo Anselmo invece, da cui deteneva il feudo di Vernate, cede un altro suo feudo esteso dal castello di Grumo a Gravesano e alla strada che da Agno sale alla chiesa di San Pietro di Grumo[3].
[modifica] Il patriziato
Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[4] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.
Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[5].
Il 29 maggio 1892 il patriziato dà il suo accordo per la deviazione dell'acqua di una sorgente sita nel bosco Viona, in modo che sia servito l'erigendo caseificio di Manno. L'indennizzo richiesto ammontava a fr 100.
L'ufficio patriziale rieletto il 26 aprile 2009 è così composto:
- Presidente: Paolo Barca
- Vicepresidente: Daniela Morelli
- Membri: Silvia Morelli, Raffaele Talleri, Tiziano Morelli
- Segretaria: Barbara Bolla
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Carlo Zoppi dal 04/04/2004
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Edilizia religiosa
- La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo è posta a est, sotto il villaggio. Nel corso del Trecento fu aggiunto ad ovet un portico, la navata medievale fu demolita tra gli anni 1578 e 1599 ed eretta quella attuale.
- L'oratorio di Santa Maria del Buon Consiglio è un'originale costruzione barocca con facciata convessa e coro rettangolare, eretta nel 1769 da Carlo Insermini, ma il documento di fondazione è del 1762. In facciata: nicchia con affresco della Madonna del Buon Consiglio e iscrizione. Subì un restauro diretto da Carola Barchi negli anni 2000-2003 col contributo dei restauratori Pierluigi Alberti e Rudy Sironi che hanno ripristinato le antiche cromie azzurro-turchese delle volte. All'interno sulle due campate della navata: basse cupole a pennacchi su paraste concave d'ordine corinzio. Sulla parete di fondo del coro: dipinto del secolo XVIII col Miracolo di Genazzano, opera di Giuseppe Antonio Maria Torricelli di Lugano. Al fianco sud è addossata la sagrestia. Qui si conserva una preziosa croce processionale[6].
- Il Santuario della Madonna di Cimaronco, posto a pochi chilometri sopra il villaggio, in territorio di Arosio, è oggetto di una particolare venerazione.
[modifica] Edilizia civile
- L'Istituto Rusca (Scuola media), sulla Strada regina, è un imponente edificio classicheggiante con corpo centrale rialzato; fondato da Matteo Rusca (Arosio, 1807 - Parma, 1886), dopo la sua formazione quale stuccatore ornatista, diventa professore all'Università di Parma, abbandonata l'attività artistica verso il 1850 rileva la redditizia fornace paterna, nomina suo erede universale l'avvocato Domenico Tognetti con cui concretizza l'idea di dotare di una scuola la gioventù di Arosio, Bedano, Gravesano e Manno affidandola all'insegnamento dei Salesiani iniziato il 6 novembre 1893; nel 1896 il direttore era don Pietro Chiaveri[7].
- Le case a schiera sono costruzioni in calcestruzzo a vista, strutturate in tre moduli che definiscono le unità abitative, realizzate negli anni 1975-1977 dagli architetti Mauro Buletti (nato nel 1940) e Paolo Fumagalli (nato nel 1941).
- La Casa unifamigliare, in via Prada, è un volume cubico edificato da Aurelio Galfetti (nato nel 1936) nel 1986.
- L'ex Hotel Pension Al Ronco, nella parte alta del villaggio, acquistato dai coniugi Huber nel 1942 per trasformarla in scuola di economia domestica per ragazze (fino al 1950) e dal 1946 centro di accoglienza per bambini orfani di guerra; dopo un periodo di abbandono, dal 1980 è destinato a residenza per alcune famiglie.
[modifica] Edilizia militare
- I resti murari del castello medievale sul colle del Mater, al confine col comune di Lamone, sono forse risalenti al secolo XII.
[modifica] Demografia
Abitanti censiti 
[modifica] Note
- ^ Gravesano sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Diocesi di Como#Cronotassi dei vescovi
- ^ Motta, 1991, 16-17.
- ^ Annuario del Canton Ticino
- ^ Patriziati affiliati all'ALPA
- ^ Croce processionale - Inventario dei beni culturali
- ^ Borrani, 1896, 493-494.
[modifica] Bibliografia
- Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 369-370.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 227.
- Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
- Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
- Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 8, 57, 312, 401.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 384.
- Fabrizio Panzera (a cura di), Piano del Vedeggio. Dalla strada Regina all'Aeroporto, Salvioni, Bellinzona 2008.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del comune di Gravesano
- Ufficio di statistica del Cantone Ticino
- Elezioni comunali 2008
- Inventario delle vie di comunicazione
- Mappa geografica.