Agno (Svizzera)

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Agno
comune
Agno – Stemma
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Lugano
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°00′N 8°54′E / 46°N 8.9°E46; 8.9 (Agno)Coordinate: 46°00′N 8°54′E / 46°N 8.9°E46; 8.9 (Agno)
Altitudine 283 m s.l.m.
Superficie 2,5 km²
Abitanti 4 304[1] (31-12-2013)
Densità 1 721,6 ab./km²
Frazioni Cassina d'Agno, Serocca d'Agno, Mondonico
Comuni confinanti Bioggio, Collina d'Oro, Magliaso, Muzzano, Neggio, Vernate
Altre informazioni
Cod. postale 6982
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5141
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Agno
Agno – Mappa
Sito istituzionale

Agno[2] è un comune del Canton Ticino di 4.050 abitanti, situato nel Malcantone, sul Lago di Lugano, poco distante dalla foce del torrente Vedeggio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prima dell'VIII secolo non ci sono documenti scritti riguardanti Agno ma la zona doveva essere sicuramente abitata come testimoniano i ritrovamenti archeologici e la posizione.

La località era un nodo di comunicazione già ai tempi dei Romani, tramite lago si raggiungeva il golfo di Agno per poi continuare il viaggio lungo la valle del Vedeggio oppure si poteva seguire la strada Regina da Ponte Tresa. Superato il passo del Monte Ceneri, si passava Bellinzona, la Riviera e la Leventina per raggiungere la via delle genti (il Passo del San Gottardo) oppure per il più comodo Passo del Lucomagno attraverso la Val di Blenio.

Le diocesi di Como e di Milano nel Medioevo

Sicuramente passarono per Agno i Franchi che nel 590, come testimonia il vescovo Gregorio di Tours, scesero dal nord passando per il Monte Ceneri fino allo scontro con i Longobardi sul fiume Tresa. Il territorio ritornò presto agli stessi Longobardi e qualche secolo dopo si ha proprio la prima documentazione scritta su Agno.

Il notaio Lazzaro (o Larario), chierico della collegiata di San Giovanni d'Agno, il 30 gennaio 735 rogava a Campione d'Italia un atto di tutela, introducendo così il borgo nella storia documentata[3].

Sappiamo che nell'818 il suo nome era Anium[2].

La pieve di fondazione ambrosiana nel 1002 o 1004 estendeva la sua giurisdizione dalla valle di Marchirolo al Malcantone, al Monte Ceneri e a Isone. Qui la mensa arcivescovile di Milano possedeva beni e rendite e la peschiera di Agno.

La "peschiera di Agno" per la pesca dei pesci rimontanti il Vedeggio ebbe notevole importanza economica già alla fine del Medioevo e fu occasione di interminabili vertenze fra i Comuni della Valle, fino al suo riscatto da parte del Governo cantonale all'inizio dell'Ottocento: venne poi demolita nel 1844.

Le foci del fiume Vedeggio dove si pensa fosse posta la peschiera di Agno

Sul Sottoceneri, però, anche la Diocesi di Como cercava di estendere la propria influenza.

Negli anni successivi si assistette alla guerra tra Milano e Como che iniziò nel 1118 a seguito l'attacco e la cattura del vescovo scismatico Landolfo da Carcano nel castello di Magliaso da parte dei Comaschi fedeli al loro vescovo Guido Grimoldi[4]. Infatti il vescovo era stato nominato dall'imperatore Enrico IV nel pieno della lotta per le investiture. Fu una guerra decennale che durò fino al 1127 che vide il sacco di Como, ma nonostante questo portò all'estensione dell'influenza della diocesi di Como a tutto il Sottoceneri col rafforzarsi del ruolo di questo centro prealpino durante il dominio di Federico II di Svevia. Lo stesso monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia si ritirò dalla zona, dove possedeva una corte a Magliaso.

L'8 febbraio 1192 Alberico Albarello di Grumo, col permesso di Anselmo, vescovo di Como, cedeva a Cavanio, chierico della collegiata di San Giovanni Battista di Agno, nelle mani dei canonici le decime del paese e territorio di Vernate per 10 lire d'argento; al vescovo Anselmo invece, da cui deteneva il feudo di Vernate, cedeva un altro suo feudo esteso dal castello di Grumo a Gravesano e alla strada che da Agno sale alla chiesa di San Pietro di Grumo[5].

Nel 1335 al governo della città di Como subentrò quello dei Visconti e Agno seguì le sorti di tutto il luganese fino al 1512, quando fu conquistata dai cantoni svizzeri che concessero l'istituzione della fiera di San Provino.

Il nome usato durante l'epoca dei baliaggi era Eng[2].

Le truppe del generalissimo Suvorov attraversano le Alpi nel 1799. Dipinto di Vasilij Ivanovič Surikov

Da allora la città era governata dalle famiglie patrizie dei Quadri, dei Rusca, dei Boffa e dei Negri e fino a tempi recenti (1800) Agno e la sua pieve dominavano la valle del Vedeggio sovrastando anche Lugano. Il borgo non fu soltanto il centro religioso dell'antichissima pieve che si estendeva oltre il Malcantone fino a Marchirolo, bensì il capoluogo amministrativo della pieve civile, sotto la dominazione dei Cantoni Confederati svizzeri fino al 1798. Si conservano a Lugano (Libreria Patria e Archivio patriziale) e ad Agno (Archivio prepositurale) i verbali delle sedute del Consiglio della Pieve dal 1652 al 1798, redatti dai cancellieri, i notai Rusca di Cassina d'Agno. Il Consiglio riuniva periodicamente i consoli dei Comuni e nominava i due reggenti delegati al Consiglio di Reggenza della Comunità di Lugano: le sedute si tenevano di regola nel palazzo dei canonici attiguo alla collegiata.

Al culmine di questa fiorente posizione vi fu la costruzione nel 1780 della nuova collegiata sulle fondamente della vecchia ad opera del prevosto Tullio Vincenzo Rusca e dell'architetto Antonio Boffa.

Da Ponte Tresa e quindi per Agno passarono nel 1799 le truppe del generalissimo Suvorov, in ritirata verso il valico del San Gottardo dopo le sconfitte della Campagna d'Italia ad opera dell'esercito francese, saccheggiando e causando molti danni[6][7].

Due sono poi gli episodi più rilevanti legati al Risorgimento italiano. Il primo è il contributo dato dal colonnello Natale Vicari di Agno che costituì un corpo di volontari di tutta la regione per partecipare alla prima guerra di indipendenza e all'assedio di Peschiera nell'aprile del 1848 contro gli Austriaci. Tra i combattenti v'era anche lo scultore Vincenzo Vela di Ligornetto.

Il secondo episodio accadde quando il 27 agosto 1848, reduce dalla sfortunata battaglia di Morazzone presso Varese e proveniente via lago da Brusimpiano, sbarcava ad Agno il generale Giuseppe Garibaldi (1807-1882) con nove "camicie rosse", festosamente accolto dalle autorità e dalla popolazione. Il pittore Bernardino Giani (1823-1886) di Ponte Tresa gli eseguì il ritratto.

La popolazione si è sviluppata nei secoli con il seguente andamento: 158 fuochi nel 1591, 575 abitanti nel 1801, 911 nel 1850, 723 nel 1900, 909 nel 1950, 3655 nel 2000[2].

Amministrazione comunale[modifica | modifica sorgente]

La sede del Municipio è nella villa che fu del colonnello Natale Vicari, noto per essere stato il comandante della colonna Vicari-Simonetta che combatté a fianco dei garibaldini all'assedio di Peschiera nel 1848.

Mappa di Agno

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Edilizia religiosa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Giovanni Battista e San Provino (Agno).

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e San Provino è l'antica chiesa matrice della pieve di Agno, documentata fin dal 735 dopo Cristo.

Edilizia civile[modifica | modifica sorgente]

  • Tra gli edifici civili in Piazza Vicari si segnala il palazzo municipale, costruzione di stile nordalpino con carpenteria a vista, fatta edificare nella seconda metà del secolo XIX dal colonnello Natale Vicari, partecipe con la sua colonna di carabinieri volontari malcantonesi all'assedio di Peschiera nell'aprile del 1848 durante la prima guerra di indipendenza italiana.
  • In via Sasselli n. 51 la Villa Celestina con parco, caratterizzata da una torretta belvedere abbellita da decorazioni pittoriche del 1913
  • Sempre in via Sasselli al n. 55 sorge la Villa San Michele del 1903 anche essa con torre angolare circondata da parco.
  • In via Aeroporto c'è la vecchia sede dell'Alfa Romeo, ora supermercato Migros, è una moderna costruzione articolata in diversi volumi di calcestruzzo armato e mattoni a vista, edificata dall'architetto Alberto Camenzind e Bruno Brocchi negli anni 1962-1963.
  • In via Oro la Casa Fossati, antica costruzione rurale con diversi inserti di varie epoche. La casa risale forse al Quattrocento ma è rilevante per il portico aggiunto intorno alla fine del secolo XVIII-Inizio del secolo XIX dove si conservano affreschi raffiguranti Sant'Antonio abate del XV secolo, Dio Padre con San Giovanni Battista e San Giorgio, del secolo XVI, e due angeli recanti lo stemma dei Fossati.
  • In Piazza del sole c'è l'imponente Casa Quadri con loggia all'ultimo piano e il dipinto di una Deposizione del secolo XVIII sopra il portale.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Agno è sede del Museo Plebano che conserva alcuni reperti archeologici e testimonianze della storia del comune.

Il Museo è stato sistemato nella prevostura adiacente la locale Collegiata ad opera di Giovanni Boffa, poeta e scrittore, e del prevosto don Alfredo Maggetti, nel 1955.

La collezione e l'edificio sono classificati al 30 ottobre 2009 nell'Inventario Protezione dei Beni Culturali come oggetti di tipo B[8].

Vie storiche[modifica | modifica sorgente]

Agno assunse una particolare importanza grazie alla Strada Regina che conduceva da Ponte Tresa a Magadino passando per il Monte Ceneri. Oggi la strada viene valorizzata dal comune di Agno, di Bioggio e di Manno con tutto il corredo archeologico e culturale che si può incontrare lungo il percorso[9][10][11].

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Cassina[modifica | modifica sorgente]

Cassina d'Agno si trova in collina sulla strada che congiunge Agno a Vernate e a Neggio.

A Cassina d'Agno si segnala un Oratorio di San Carlo Borromeo e San Rocco, del Cinquecento. È attestato col titolo di San Rocco nel 1610 e, a partire dal 1626, anche con quello di San Carlo.

L'edificio è a pianta rettangolare, con campanile sul fianco destro.

Sul retro della costruzione è addossata una cappella con l'affresco della Madonna col Bambino, copia da Raffaello di Attilio Balmelli eseguita nel 1906.

Serocca[modifica | modifica sorgente]

Serocca d'Agno è un'importante frazione posta a metà strada tra Agno e Bioggio sulla Strada Regina.

L'Oratorio di San Giuseppe, preceduto da un caratteristico sagrato seicentesco fu eretto sul luogo di una preesistente cappella a cura della famiglia Rusca.

Il nucleo di Serocca è molto caratteristico e conserva edifici civili ancora intatti, tra cui degno di menzione è il Palazzo Quadri, palazzetto seicentesco a tre piani con eleganti loggiati che si trova affiancato all'Oratorio di San Giuseppe.

Mondonico[modifica | modifica sorgente]

Mondonico è una frazione che si trova in collina poco sotto la frazione Gaggio del comune di Bioggio, a metà strada tra Agno e Bioggio.

Qui vide la luce l'architetto Luigi Rusca, attivo principalmente a San Pietroburgo sotto il regno di Caterina II di Russia (1762-1796).

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

L'area di Agno è ricca di ritrovamenti archeologici. Giovanni Boffa ritrovò tombe dell'età del ferro in località Prada (dove oggi sorge il Museo Plebano), mentre la presenza romana è attestata da ritrovamenti di urne cinerarie depositatepresso il Servizio archeologico cantonale[12].

Un'altra urna venne ritrovata in via Sasselli con tre monete con l'effigie di Gallieno (218-268 d.C.) e di Cornelia Salonina (268 d.C.).

Molto importante invece è un'urna cineraria ritrovata nel 1925 in un frutteto, conservata ora al Museo Plebano.

Persone legate ad Agno[modifica | modifica sorgente]

  • Luigi Rusca,'architetto, di Mondonico, terminata la sua formazione a Torino, fu molto attivo a San Pietroburgo dove negli anni 1801-1803 si occupò della ricostruzione del palazzo di Tauride. Durante il regno dello Zar Alessandro I divenne architetto di corte.
  • Agno è nota perché vi ebbe sede la "Scuola Serena" di Maria Boschetti Alberti dove si sperimentò il metodo di Maria Montessori modificato e adeguato alla realtà locale. La pedagogista morì ad Agno il 20 gennaio 1951.
  • Il professore Giovanni Boffa, poeta e scrittore, assieme al prevosto don Alfredo Maggetti fu cofondatore nel 1955 del locale Museo Plebano.
L'aeroporto di Lugano-Agno
  • L'allenatore di squadre di calcio italiane, l'ungherese András Kuttik qui visse gli ultimi anni e vi morì nel 1970.

Vie di comunicazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Agno e Stazione di Serocca.

Ad Agno (e in parte sul comune di Bioggio) ha sede l'Aeroporto di Lugano-Agno.

Agno è attraversata dalla Ferrovia Lugano-Ponte Tresa che ha una stazione a Agno ed un'altra a Serocca d'Agno. Nella stazione di Agno ha sede anche il Museo della ferrovia Lugano - Ponte Tresa.

Agno è anche un importante nodo stradale. Nel centro del paese si incontrano tre importanti strade: la via cantonale proveniente da Massagno, la strada regina proveniente da Bioggio e via Lugano proveniente da Muzzano.

Commercio, turismo, ristorazione[modifica | modifica sorgente]

Nella piana verso Bioggio è attiva la fabbrica Mikron, specializzata in meccanica fine.

Agno ha vocazione turistica grazie alla presenza di alcuni campeggi sulle rive del Lago di Lugano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Statistica Svizzera - STAT-TAB: Popolazione residente permanente e temporanea per regione, sesso, nazionalità ed età
  2. ^ a b c d Agno in Dizionario storico della Svizzera.
  3. ^ L'atto si trova presso il Museo Plebano ed è scritto in una minuscola merovingica Cenni storici del comune di Agno
  4. ^ Lecco e il suo Lago nel quadro della guerra decennale contro Como
  5. ^ Motta, 1991, 16-17.
  6. ^ Suworoff in Svizzera.
  7. ^ A memoria di questo passaggio restano ancora due bandiere asburgiche nel Museo Plebano
  8. ^ Inventario Beni Culturali del Canton Ticino
  9. ^ La strada Regina, della serie "Passeggiate con noi" di RSI Rete Uno
  10. ^ Strada Regina e percorsi dolci
  11. ^ www.strada-regina.ch
  12. ^ Patricia Cavadini-Bielander, Rossana Cardani Vergani, Giovanni Maria Staffieri, Bioggio, (Guide ai monumenti svizzeri SSAS), Società di storia dell'arte in Svizzera SSAS, Berna 2008, p.11


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Boffa, Ecclesia collegiata amniensis (La Collegiata di Agno), trad. di Jan Lubomirski, Agno, 1981.
  • Virgilio Chiesa, Lineamenti storici del Malcantone, Gaggini-Bizzozero, Lugano 1961.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, La Vesconta, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 20, 25, 36, 175, 229, 369, 375, 459, 541.
  • Adolfo Caldelari, Arte e Storia nel Ticino, ETT, Locarno 1975, 107-108.
  • Bernard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 244-245.
  • Plinio Grossi, Il Malcantone, riedizione della Guida Galli-Tamburini, Fontana Print S. A. Pregassona 1984, 122-126, 142, 146.
  • Giovan Maria Staffieri, "Agno", in Malcantone. Testimonianze culturali nei comuni malcantonesi, Lugano-Agno 1985, 16-21, 101, 103.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Giuseppe Chiesi, Fernando Zappa, Terre della Carvina. Storia e tradizioni dell'Alto Vedeggio, Armando Dadò, Locarno 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 400-401.
  • Fabrizio Panzera (a cura di), Piano del Vedeggio. Dalla strada Regina all'Aeroporto, Salvioni, Bellinzona 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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